Stellantis, dimenticatevi auto uguali: ogni brand sarà distinguibile
Il nuovo responsabile del design dei brand europei parla del futuro dei marchi di Stellantis: "Ognuno avrà la sua identità"
Stellantis conta al suo interno 13 marchi differenti. Si tratta di Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Citroen, Dodge, DS, Fiat, Jeep, Lancia, Maserati, Opel (Vauxhall), Peugeot e Ram. In alcuni casi da tempo si lamenta una certa sovrapposizione con modelli tra loro simili e poco distintivi. Inoltre di per sé Stellantis come entità è invisibile agli occhi dell’acquirente finale.
Chi compra un’auto sceglie un marchio, e se quei marchi si assomigliano troppo si cannibalizzano tra loro invece di competere con le realtà concorrenti. Un problema che il nuovo Head of Design per i marchi europei di Stellantis Gilles Vidal sta affrontando. Da quando a ottobre dello scorso anno è tornato in Stellantis, Vidal ha iniziato a lavorare per fare in modo che un’Opel, una Peugeot e una Citroen non sembrino tre versioni dello stesso prodotto. A distanza di qualche mese dal suo insediamento, il designer francese ha iniziato a delineare la sua visione.
La strategia di Stellantis brand per brand
In un’intervista ad Autocar, Vidal (che ha firmato alcuni dei modelli Peugeot più apprezzati dell’ultimo decennio, dalla 208 alla 3008, prima di un quinquennio in Renault dove ha contribuito a Renault 4, 5 e alla nuova Twingo) ha parlato del futuro dei marchi di Stellantis. Il responsabile del design cita come modello positivo l’era in cui Peugeot 3008, 5008 e Citroen C5 Aircross condividevano la stessa piattaforma PSA pur essendo vetture molto diverse. Quella capacità di differenziare prodotti tecnicamente imparentati è esattamente ciò che intende riproporre.
Per Peugeot la direzione è già chiara e si basa sull’innovazione tecnologica espressa con il concept Polygon e il suo sistema steer-by-wire Hypersquare come manifesto di quello che vedremo a partire dalla nuova 208. Citroen è definita “una storia completamente diversa” e dovrà diventare un brand accessibile senza rinunciare alla sua storica unicità. Abitacoli ariosi, soluzioni modulari e un approccio inventivo all’esperienza di bordo (come suggerito dal concept ELO) saranno le coordinate principali. DS proseguirà invece sul posizionamento “premium alla francese”.
Anche i brand italiani avranno la loro personalità
Per Fiat, il percorso indicato è la costruzione di una famiglia di modelli coerenti con la strada già imboccata dalla Grande Panda. Opel diventerà il “brand tedesco più creativo”, con la sua controparte britannica Vauxhall orientata su design marcatamente tedeschi. Alfa Romeo punterà sulle auto pensate per il piacere di guida con un’attenzione alla fisicità dei comandi e al coinvolgimento del guidatore. Da questo punto di vista Vidal cita la 33 Stradale come punto di riferimento emotivo da trasferire, in forma accessibile, fino alla Junior.
Su Maserati Vidal è più esplicito. È il brand che più ha bisogno di reinvenzione. Ripercorrendo la storia del marchio per decenni, dalle curve anni ’50 agli spigoli anni ’70, dai muscoli anni ’90 al ritorno all’eleganza, conclude che il ciclo attuale si è chiuso e che è arrivato il momento di decidere cosa viene dopo.
Le parole di Vidal arrivano in un momento in cui il piano strategico di Filosa (in programma il 21 maggio all’Investor Day di Auburn Hills) dovrà rispondere anche ai dubbi sul futuro di ciascun marchio. Da tempo diverse indiscrezioni parlano della possibilità di dismettere marchi poco performanti; un’ipotesi che Vidal sembra voler scongiurare costruendo identità forti e distinte per ciascun brand.
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