Shell Triple 10, il prototipo che smantella la "pesantezza" dell'auto elettrica
Basta batterie giganti e pesanti. Il prototipo Shell Triple 10 Challenge riduce i costi del 25% e offre 320 km di autonomia reale in soli 1.000 kg
L’attuale mercato delle auto elettriche combatte l’ansia da autonomia installando batterie enormi, pesanti e costose, creando vetture che superano le due tonnellate. A scardinare questo paradigma ci prova Shell con il lancio della Triple 10 Challenge, un manifesto tecnologico a zero emissioni sviluppato in collaborazione con gli ingegneri britannici di RML. Si tratta di un prototipo di citycar concepito per dimostrare una tesi precisa: attraverso una gestione radicalmente innovativa dei flussi termici, è possibile realizzare veicoli leggeri, accessibili e perfettamente idonei ai lunghi viaggi senza dover ricorrere a mega-batterie. In sintesi, un prototipo di citycar da soli 1.000 kg che punta tutto sull’efficienza termica.
Il manifesto dei tre “10”
Il nome del prototipo sintetizza i suoi tre obiettivi principali:
- 10 minuti (circa) di ricarica: Il passaggio dal 10% all’80% di energia avviene in 9 minuti e 54 secondi, sfruttando una comune colonnina rapida da 175 kW già diffusa sulle strade;
- 10 km con un kWh: Il consumo è di 10 kWh/100 km, un valore inferiore rispetto a elettriche di riferimento come Tesla Model 3 (12,5 kWh/100 km) e BYD Dolphin (12,6 kWh/100 km);
- 10 tonnellate di CO2: È l’impronta ecologica sull’intero ciclo di vita del veicolo, dimezzata rispetto alla media delle elettriche europee grazie all’uso di materiali riciclati, come l’alluminio del telaio.
Raffreddamento a immersione
Il segreto per ottenere queste prestazioni con una batteria compatta da soli 32 kWh utili è la gestione del calore. A differenza dei sistemi tradizionali (dove un mix di acqua e glicole scorre dentro tubazioni attorno ai moduli), nella Triple 10 Challenge le celle cilindriche sono completamente immerse in un liquido dielettrico speciale (Shell Recharge).
Questo elimina i picchi di calore: le batterie normali oltre i 60 °C tagliano la potenza di ricarica per proteggersi, mentre questo sistema mantiene l’assorbimento stabile a 175 kW per tutto il tempo. Inoltre, il liquido in uscita (a circa 50 °C) viaggia in un unico circuito che gestisce anche motore ed elettronica, riducendo i componenti e il peso.
Meno costi, più efficienza
I vantaggi ingegneristici si traducono in benefici concreti:
- -25% sui costi del pacco batteria grazie all’eliminazione delle complesse tubazioni tradizionali;
- Circolo virtuoso del peso: La batteria più piccola alleggerisce l’auto (1.000 kg totali), riducendo i consumi e garantendo comunque un’autonomia reale di circa 320 km.
La Shell Triple 10 Challenge non arriverà sul mercato. E’ di fatto un manifesto tecnologico nato per spronare i costruttori a cambiare filosofia progettuale, dimostrando che un futuro elettrico più leggero e accessibile è possibile.