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BYD Dolphin G DM-i EU: l'utilitaria ibrida plug-in da 1.000 km - Video

La BYD Dolphin G DM-i è la prima ibrida ricaricabile del segmento B. Grazie all’elevato rendimento termico del motore a benzina, promette un'autonomia totale che supera i 1.000 chilometri.

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Michele Neri
Michele Neri
Pubblicato il 11 giu 2026

Le piccole ibride full-hybrid piacciono sempre di più: sono maneggevoli, versatili e hanno consumi ridicoli. In questo scenario si inserisce la nuova BYD Dolphin G DM-i, la prima ibrida ricaricabile del segmento. Si tratta di un’utilitaria del segmento B sviluppata per le esigenze e i gusti del Vecchio Continente, nonché per diventare la perfetta auto aziendale di piccole dimensioni grazie ai benefit fiscali riservati alle ibride ricaricabili alla spina.

Prodotta nei nuovi stabilimenti di Szeged, in Ungheria, la Dolphin G DM-i si inserisce tra altre due Dolphin (una più grande e l’altra più piccola, entrambe elettriche) per abbracciare la tecnologia Super Hybrid DM-i, un sistema plug-in di quinta generazione pensato per muoversi in elettrico e consumare poco anche quando si viaggia a benzina.

DESIGN E INTERNI

Dal punto di vista estetico la Dolphin G DM-i mantiene le proporzioni e le forme da monovolume compatta che già conoscevamo, ma introduce affinamenti mirati per mantenerla al passo con i tempi e più in linea con i gusti europei. Lunga 4,16 metri e larga 1,82, la BYD Dolphin G DM-i si distingue per una nuova calandra anteriore parzialmente aperta (necessaria per raffreddare il motore termico) e paraurti ridisegnati che le conferiscono un look più piantato a terra e sportivo.

Gli interni si caratterizzano per l’ottimizzazione degli spazi, abbondanti anche per chi siede dietro, garantiti da un passo generoso di 2,61 metri. L’ambiente è tecnologico: il protagonista è lo schermo centrale rotante da 12,8 pollici dell’infotainment. I materiali alternano plastiche rigide, ben assemblate, a inserti in ecopelle morbida sulle portiere e sulla plancia. Il tunnel centrale è stato riprogettato per fare spazio ai comandi fisici per gestione del sistema ibrido. Ottima l’abitabilità mentre il bagagliaio, teoricamente penalizzato dal posizionamento della batteria, è sorprendente, con una capienza di 425 litri.

MOTORE E PRESTAZIONI

La tecnologia DM-i prevede un motore termico da 1.5 litri a ciclo Atkinson, che lavora principalmente come generatore di corrente, accoppiato a un potente motore elettrico sincrono a magneti permanenti sull’asse anteriore. La potenza complessiva di sistema si attesta a 179 CV (batteria piccola) o 212 CV (batteria grande) gestiti da una trasmissione denominata e-CVT ma che, a conti fatti, non è un variatore di coppia, bensì un singolo rapporto fisso con una frizione a controllo elettronico.

La componente elettrica è alimentata dalla celebre Blade Battery LFP con chimica litio-ferro-fosfato) e, insolitamente per un’ibrida ricaricabile, è proposta nei tagli da 7,4 kWh o 18,3 kWh con un’autonomia in modalità puramente elettrica di rispettivamente 40 e 105 km. Ma il dato che più impressiona è l’efficienza complessiva: grazie all’alto rendimento termico del motore a benzina, BYD promette un’autonomia totale combinata che supera i 1.000 chilometri con un pieno di benzina e una ricarica elettrica. Quando entrambi i sistemi lavorano al massimo delle loro potenzialità, l’autonomia complessiva raggiunge la straordinaria quota di 1.040 km. Sul fronte dei tempi di ripristino dell’energia, la batteria più grande supporta la ricarica rapida in corrente continua fino a 39 kW, con cui passa dal 10 all’80% della carica in 26 minuti.

LA PROVA SU STRADA

Quando si parte il sistema della BYD Dolphin G DM-i si imposta di default in modalità EV. In città si muove nel silenzio più assoluto con lo scatto tipico delle auto elettriche. La risposta dell’acceleratore è immediata e fluida, dunque la guida è scattante e allo stesso tempo rilassante. Per intenderci, scatta da 0 a 100 km/h in 8,3 secondi, e raggiunge una velocità di 180 km/h.

Quando si richiede maggiore potenza o si viaggia in autostrada, il 1.5 a benzina si accende e lavora a un regime di massima efficienza, che sale sol quando si chiede molto in termini di prestazioni. L’architettura BYD privilegia la trazione elettrica: il motore termico interviene per muovere direttamente le ruote solo alle alte velocità costanti, come in autostrada, dove l’efficienza meccanica è massima.

La taratura delle sospensioni è più rigida rispetto ad altri modelli come la Seal U DM-i, dunque il rollio in curva è limitato, ma resta un’impostazione votata al comfort e non alla sportività. Lo sterzo è leggero, perfetto in manovra, ma non certo molto diretto. La frenata rigenerativa è ben tarata e lo stacco tra la decelerazione elettrica e quella meccanica non risulta mai brusco.

I PREZZI

La BYD Dolphin G DM-i viene proposta a un prezzo di partenza di 24.790 euro con la batteria da 7,4 kWh e sale a 27.290 euro con quella da 18,3 kWh, con la quale passa da 40 a 105 km di autonomia in modalità 100% EV. È una soglia d’ingresso interessante, specie se si considera la dotazione di serie che include già sensori di parcheggio completi, fari a LED e un sistema multimediale avanzato. La variante Comfort si posiziona a 28.790 euro, e arricchisce la dotazione con accessori come l’integrazione nativa dei servizi Google e il tetto panoramico in vetro. Al vertice dell’offerta si colloca la configurazione Sport al prezzo di 30.790 euro, caratterizzata da finiture estetiche dedicate sia per l’esterno sia per l’abitacolo.

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