Dopo vent’anni Porsche cambia il capo del design. Tobias Sühlmann prende il posto di Michael Mauer
Inizia una nuova fase per il marchio.
Porsche si prepara a voltare pagina. Ancora una volta. Dopo che a ottobre scorso ha concluso anticipatamente l’incarico di Oliver Blume cui è succeduto Michael Leiters, ora il marchio tedesco si prepara a un nuovo cambiamento. Dal 1° febbraio 2026 la guida del design passerà nelle mani di Tobias Sühlmann, una figura che arriva da un percorso internazionale costruito tra Bugatti, Aston Martin, Bentley e, più di recente, McLaren. Il suo ingresso sancisce un momento di discontinuità, perché chiude una delle stagioni creative più lunghe e riconoscibili della storia del marchio. Michael Mauer, alla guida del reparto design da oltre vent’anni, lascia una traccia particolarmente profonda.
L’eredità di Mauer
Il lavoro di Mauer ha infatti definito l’estetica Porsche contemporanea. La modernizzazione delle linee della 911, lo sviluppo della Panamera come prima berlina sportiva del marchio, la revisione del Cayenne e l’arrivo della 918 Spyder sono solo alcuni dei capitoli che descrivono il suo lavoro. La sua visione ha accompagnato anche l’ingresso nell’era dell’elettrico. Un passaggio complesso e particolarmente delicato. L’eredità che lascia è quindi imponente, perché legata all’equilibrio tra tradizione e innovazione, un tema che per Porsche (ma non solo) rappresenta un elemento identitario.
Il nuovo Head of Design
Tobias Sühlmann arriva in un momento in cui il design non si limita più alla semplice forma. La strategia del marchio tedesco sta cambiando e tocca aspetti come l’elettrificazione progressiva della gamma, la digitalizzazione degli interni e lo sviluppo di piattaforme tecniche che richiedono nuovi linguaggi estetici. L’esperienza maturata tra supercar e modelli di lusso gli offre un bagaglio utile, soprattutto perché dovrà confrontarsi con progetti molto diversi tra loro, dal possibile arrivo di una 911 elettrica alle future generazioni di sportive e hypercar. La sua formazione a Pforzheim, la stessa di Mauer, crea in qualche modo un legame con la tradizione accademica che ha formato molti designer dei marchi premium europei.
Più che una successione interna il passaggio da Mauer a Sühlmann sembra più un cambio generazionale. Una tappa di un percorso più ampio. Porsche affida questo compito a un designer che conosce il mondo delle sportive ad alte prestazioni e che porta una visione maturata in alcuni dei centri stile più prestigiosi del settore. La nomina di Sühlmann suggerisce la volontà di dare un nuovo impulso creativo mantenendo però un solido punto di partenza.