Porsche come Ferrari, brevettato il cambio manuale simulato: simula resistenza ingranaggi
Dopo Ferrari, anche Porsche brevetta un cambio manuale simulato. Magneti e fluidi speciali per ricreare il feeling meccanico
Fingere non è mai stato così costoso, eppure ci caschiamo sempre. Prendi la Ferrari 12Cilindri Manuale. Un capolavoro di ingegneria inutile e geniale allo stesso tempo, che finge di avere un cambio manuale vero dentro una griglia a cancello attraverso un “accrocchio” di attuatori. I puristi sui social hanno iniziato a stracciarsi le vesti prima ancora di averla messa in moto. Eppure, eccoci qui a parlarne. E soprattutto, ecco che qualcun altro vuole farlo, ma facendolo ancora meglio. Quel qualcun altro, manco a dirlo, è Porsche.
La fissa di Stoccarda per il “finto manuale”
Che a Zuffenhausen stiano studiando una diavoleria simile non è un segreto per nessuno. L’Ufficio Europeo dei Brevetti ne ha appena timbrato un altro…di documento. Ed è il terzo in pochissimi mesi. Prima c’è stata la mossa di marzo (anticipando perfino la mossa di Maranello), poi un secondo brevetto a settembre, per non parlare dei disegni trafugati o quasi della futura Mission S.
Insomma. Se c’è una cosa certa, è che i tedeschi ci stanno lavorando sopra probabilmente giorno e notte. Solo che alla Porsche non piace copiare i compiti dai vicini di banco italiani. Loro vogliono superarla, la tecnologia. Sfoltendo la meccanica e puntando dritti alla “ciccia" dell’esperienza di guida. Dove? Sulla leva. O meglio, su quello che c’è attaccato sotto.
Magneti e fluidi per far finta che la meccanica sia viva
Ecco il punto in cui la carta dei brevetti si fa interessante sul serio. Niente solenoide rigido alla Ferrari con le sue belle resistenze prefissate e monotone. La documentazione di Porsche tira in ballo gli attuatori magnetoreologici.
Senza entrare in pipponi da ingegneri della NASA. Parliamo di fluidi che cambiano consistenza in base a un campo magnetico. Tradotto in italiano spicciolo? Significa che il cambio potrebbe diventare duro, ruvido o “legnoso" davvero quando l’auto è fredda la mattina, per poi ammorbidirsi una volta in temperatura. Una simulazione così spinta che quasi ti dimentichi di avere dei microchip sotto il sedere invece di una frizione a secco.
Il brevetto la chiama “soluzione preferita", il che significa che potrebbero anche cambiare idea all’ultimo secondo prima di metterlo su una macchina di serie. Ma gli indizi fanno una prova bella e buona. Il futuro delle supercar senza frizione sta arrivando, e a quanto pare vuole far finta di essere ancora negli anni ’90.