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Si rompono i freni sull’elettrica cinese da 150.000 dollari: la risposta di JAC Motors

I tre fallimenti consecutivi nelle prove di frenata d'emergenza sulla Maextro V800 mettono sotto esame i controlli di qualità dell'automotive cinese.

Si rompono i freni sull’elettrica cinese da 150.000 dollari: la risposta di JAC Motors
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Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 12 ott 2026

Un componente meccanico essenziale come il supporto del pedale del freno ha messo al centro delle polemiche la Maextro V800, la monovolume elettrica di lusso nata dalla collaborazione strategica tra Huawei e JAC Motors. L’ammiraglia elettrica, commercializzata sul mercato cinese a prezzi compresi tra 766.000 e 1.016.000 yuan (pari a circa 114.000-151.500 dollari), è finita sotto i riflettori dopo che ben tre esemplari hanno registrato il cedimento strutturale del supporto del pedale durante prove indipendenti di frenata d’emergenza effettuate alla velocità di 100 km/h. Le conseguenze sul piano finanziario e d’immagine sono state immediate ed evidenti: le azioni di JAC Motors quotate alla Borsa di Shanghai hanno registrato un crollo del 10,01%, toccando il limite massimo di ribasso giornaliero consentito dal regolamento di mercato.

I test falliti

I test condotti dalla nota piattaforma automobilistica cinese Dongchedi hanno evidenziato la sistematica e preoccupante ripetitività del guasto su tre vetture differenti. Sul primo esemplare il supporto del pedale si è fratturato al terzo tentativo di frenata, sul secondo al quarto e sul terzo veicolo — acquistato nuovo proprio per escludere un difetto isolato — al secondo tentativo. Una volta ceduta la struttura, la funzionalità del pedale è risultata del tutto compromessa, costringendo i collaudatori ad arrestare la vettura attivando il freno d’emergenza tramite la funzione di parcheggio (Park). Tale manovra ha inevitabilmente allungato lo spazio complessivo di arresto da circa 38 metri ad oltre 140 metri.

 

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Le possibili cause del cedimento

Le prime analisi tecniche si sono concentrate sulla geometria e sulla resistenza meccanica dell’insieme di supporto del comando. Il centro del pedale risulta posizionato a circa 130 millimetri dall’asse di rotazione, generando un momento meccanico elevato rispetto al fulcro durante la pressione. A questo dettaglio si aggiungono una sola parete verticale di supporto nella zona del perno, un’insufficiente presenza di nervature di rinforzo e possibili fragilità nelle zone soggette a saldatura. Riguardo alle forze applicate, i sensori hanno registrato un valore massimo effettivo di 1.612 N prima del cedimento, un livello inferiore alla soglia di 2.000 N prevista per cinque secondi dalle normative tecniche di riferimento.

La risposta del costruttore

In risposta alle contestazioni scaturite, Maextro e JAC hanno dichiarato che l’impianto frenante è stato sviluppato e verificato secondo parametri superiori agli standard nazionali cinesi GB 21670-2025 e GB 7258-2026, definendo le condizioni delle prove come estreme e non ordinarie. L’azienda ha comunque garantito la riprogettazione della componente e l’offerta di un aggiornamento gratuito per tutti i proprietari dei primi 181 esemplari consegnati ai clienti. L’episodio ha tuttavia riacceso il dibattito internazionale sull’eccessiva velocizzazione dei cicli di sviluppo dei veicoli elettrici in Cina e sulla necessità primaria di garantire controlli di qualità rigorosi anche sui componenti meccanici fondamentali di ogni automobile.

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