Cerca

Porsche, i numeri della crisi: utile crollato del 92% e tagli all'orizzonte

Utile crollato del 92% e nuovi tagli al personale: Porsche lancia un piano di emergenza per ricalibrare la strategia

Porsche, i numeri della crisi: utile crollato del 92% e tagli all'orizzonte
Vai ai commenti
Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 12 mar 2026

C’è stato un tempo, nemmeno troppo lontano, nel quale la Casa di Zuffenhausen era il fiore all’occhiello della produzione automobilistica tedesca. Non solo per la maestosità dei suoi veicoli ad alto tasso emozionale, ma anche per i numeri che riusciva a registrare, con una redditività al vertice in tutto l’Occidente. Osservando, però, il quadro del 2025 la situazione non sembra più così rosea. Anzi, soffiano venti di tempesta sopra Porsche e all’orizzonte ci sono tagli e un riposizionamento complessivo dell’azienda, che ha bisogno di respirare.

I numeri e le ragioni della crisi

Dunque, cosa ha scatenato l’uragano in casa Porsche? Sicuramente ha inciso la frenata globale sulla transizione elettrica, intorno alla quale era stata dirottata la programmazione futura, in più hanno inciso le turbolenze geopolitiche che hanno trascinato il brand teutonico in una crisi profonda, costringendo il nuovo amministratore delegato, Michael Leiters, a un intervento d’urgenza.

L’analisi del bilancio dello scorso anno mostra delle crepe nette: il fatturato è sceso del 9,5%, attestandosi a 36,27 miliardi di euro, tuttavia, è il dato sull’utile operativo a far tremare le fondamenta dell’azienda, essendo crollato del 92,7% (passando dai 5,64 miliardi del 2024 a soli 410 milioni). A incidere in modo negativo nello svilupparsi di questi dati ci ha pensato il calo delle consegne in Cina, nonché le restrizioni normative europee sulla cybersicurezza che hanno limitato la disponibilità di modelli chiave come Macan e 718, e ben 3,9 miliardi di euro di oneri straordinari.

Fra questi pesano in special modo i costi per il riallineamento della strategia di prodotto, la revisione dei programmi sulle batterie e l’impatto dei dazi statunitensi. Il margine operativo, un tempo vanto dell’azienda al 14,1%, è precipitato a un marginale 1,1%.

Come uscire dalle sabbie mobili

Per uscire dal pantano, Leiters ha dato il via a un pacchetto totalizzante rivolto a semplificare la struttura manageriale e abbattere la burocrazia che aleggia nelle stanze di Zuffenhausen. La falce dei tagli non risparmierà proprio nessuno: dopo i 3.900 esuberi già annunciati, sono in corso trattative fitte con i sindacati per altre riduzioni della forza lavoro. L’obiettivo è una trasformazione radicale che riduca la complessità dell’offerta, abbattendo le “varianti tecnologiche” per ogni linea di modello. Porsche intende ora “ricalibrare” il suo impegno sull’elettrico, rallentando il passo per seguire le reali preferenze dei clienti e tornando a puntare con forza sul proprio core business storico: le auto sportive. La strategia fino al 2035 vedrà un maggiore ricorso al programma Exclusive Manufaktur, cercando di imitare il modello di business ad alto valore di rivali come Ferrari o Lamborghini.

Orizzonti finanziari

Il capitolo conclusivo di questo duro anno batte anche nelle tasche degli azionisti e nelle previsioni di borsa. La generazione di cassa è più che ridotta della metà, scendendo a 1,51 miliardi di euro, un dato che ha spinto il management a tagliare i dividendi: la proposta per la prossima assemblea è di appena 1 euro per azione ordinaria, contro i 2,3 euro dell’anno precedente. Nonostante l’utile netto sia scivolato da 3,6 miliardi a soli 310 milioni di euro, Porsche guarda al futuro con un pizzico di ottimismo. Per il 2026 si attende il lancio di nuove varianti dei modelli esistenti e un obiettivo di utile operativo tra il 5,5% e il 7,5%, nella speranza che il ritorno al “DNA sportivo” e l’espansione verso segmenti a margine più elevato, come il confermato SUV di segmento E. La sfida è aperta.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento