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Piano Renault 2030: "futuREady", 26 nuovi modelli e piattaforma a 800V

Renault accelera sulla transizione: 26 nuovi modelli entro il 2030 tra elettrico e ibrido, con l’obiettivo di crescere sui mercati globali

Piano Renault 2030: "futuREady", 26 nuovi modelli e piattaforma a 800V
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 10 mar 2026

Il gruppo Renault rilancia la sua strategia industriale con un piano che punta dritto al 2030. Non si tratta soltanto di un aggiornamento di gamma o di qualche restyling mirato. L’azienda francese ha annunciato una vera e propria offensiva di prodotto che porterà al lancio di 26 nuovi modelli nei prossimi anni.

Un progetto ambizioso che guarda sì all’elettrificazione, ma senza abbandonare una tecnologia che per molti automobilisti resta ancora fondamentale. Ovvero l’ibrido. Secondo quanto presentato a Parigi dal CEO François Provost, la strategia si inserisce nell’evoluzione del piano industriale già avviato negli ultimi anni.

L’idea è quella di accompagnare la transizione energetica senza forzare troppo i tempi di un mercato che, soprattutto in Europa, sta mostrando ritmi di adozione dell’elettrico meno lineari del previsto. In altre parole. La rivoluzione continua, ma con il piede ben piantato.

Un’offensiva di modelli per il prossimo decennio

Il cuore del piano è semplice da spiegare ma non per niente complesso da realizzare. Entro il 2030 Renault lancerà 26 nuovi modelli a livello globale. Di questi, 12 arriveranno in Europa, mentre altri 14 saranno destinati ai mercati internazionali. Proprio dove il gruppo punta a rafforzare la propria presenza.

All’interno di questa nuova generazione di vetture, l’elettrico avrà un ruolo sempre più centrale. La casa francese continuerà quindi a investire sulle batterie e sulle piattaforme dedicate.

Ma il piano non si limita alla sola tecnologia. Renault vuole anche aumentare i volumi di vendita e ampliare la propria presenza globale. E c’è un obiettivo dichiarato. Quello di superare i due milioni di veicoli venduti all’anno entro la fine del decennio, con una quota crescente di vendite fuori dall’Europa. Un traguardo che riflette una trasformazione più ampia. Da costruttore principalmente europeo a marchio con ambizioni sempre più internazionali.

L’elettrico cresce, ma l’ibrido non scompare

Uno degli elementi più interessanti del piano Renault riguarda proprio l’approccio alla transizione energetica. Se negli anni scorsi molti costruttori avevano parlato di una rapida conversione totale all’elettrico, oggi il quadro appare più sfumato. E Renault in tal senso ha infatti chiarito che la tecnologia ibrida continuerà a far parte della gamma anche dopo il 2030.

I sistemi E-Tech resteranno un pilastro. Soprattutto in Europa. Dove rappresentano per molti automobilisti una soluzione di passaggio tra motori tradizionali e auto completamente elettriche. Il messaggio, in sostanza, è pragmatico. L’elettrico rimane la direzione di lungo periodo, ma nel frattempo l’ibrido continuerà a giocare un ruolo importante, sia per ragioni tecnologiche sia per una questione di preferenze.

La strategia “futuREady” e il nuovo ciclo di Renault

Il piano presentato a Parigi prende il nome di “futuREady”, una sorta di nuova fase dopo il programma di rilancio chiamato “Renaulution” cavalcato dall’ex CEO Luca Di Meo. L’idea è quella di aprire un ciclo industriale più stabile, basato su quattro pilastri. In ordine: crescita del portafoglio prodotti, innovazione tecnologica, miglioramento delle prestazioni operative e maggiore efficienza industriale.

Tra le novità tecniche in sviluppo c’è anche una nuova piattaforma elettrica con architettura a 800 volt. Chiaramente pensata per ridurre i tempi di ricarica e migliorare le prestazioni delle future vetture a batteria. Nel frattempo il gruppo continuerà a lavorare su partnership industriali e collaborazioni tecnologiche, una scelta sempre più comune nel settore automobilistico, dove i costi di sviluppo stanno diventando enormemente elevati.

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