Piaggio MP3: Peugeot Motocycles condannata per violazione di un brevetto

21 Settembre 2021 0

Negli ultimi anni, le azioni legali avviate dal Gruppo Piaggio hanno portato al riconoscimento dell’unicità del design e dell’innovazione tecnologica dei suoi prodotti coma la Vespa. Adesso, il Gruppo ha comunicato di aver ottenuto una nuova vittoria legale che va a riconoscere l'unicità dello scooter MP3.

Infatti, sia il Tribunal Judiciaire di Parigi, sia il Tribunale Ordinario di Milano, attraverso sentenze emesse a pochi giorni di distanza l’una dall’altra, hanno condannato Peugeot Motocycles per la contraffazione, col modello Peugeot Metropolis, di un brevetto europeo relativo alla tecnologia dello scooter a tre ruote Piaggio MP3.

LE SENTENZE

Il brevetto oggetto delle sentenze (comunque ancora appellabili), riguarda nel dettaglio il controllo del sistema che consente ad un veicolo a tre ruote di inclinarsi di lato come una motocicletta tradizionale. A seguito delle decisione dei Tribunale francese, Peugeot Motocycles, oggi di proprietà del Gruppo Mahindra, è stata quindi condannata ad un risarcimento del danno quantificato in 1.500.000 euro, cui si aggiungono ulteriori ammende per violazione e spese legali.

Inoltre, la sentenza del Tribunale di Parigi stabilisce anche l'inibizione per Peugeot Motocycles sul territorio francese alla produzione, promozione, commercializzazione, importazione, esportazione, uso e/o possesso di un qualsiasi scooter a tre ruote che utilizzi il brevetto del Gruppo Piaggio (tra cui il Peugeot Metropolis), pena una sanzione pecuniaria per ogni veicolo oggetto della contraffazione.

Passando al Tribunale di Milano, invece, la sentenza ha inibito a Peugeot Motocycles sul territorio italiano l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la pubblicizzazione del modello Metropolis, stabilendo in 6.000 euro di penale per ogni veicolo venduto dopo il termine di 30 giorni dalla comunicazione della sentenza. A tutto questo si aggiunge anche l'obbligo di ritirare dal commercio in Italia tutti i veicoli in contraffazione entro 90 giorni, pena un'ulteriore ammenda di 10.000 euro per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione della sentenza.


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