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Un pensionato crea il suo museo di auto e moto d'epoca: investe 300mila euro, senza aiuti pubblici

Sei anni di iter burocratico, zero contributi pubblici: il pensionato ha pagato tutto da solo

Un pensionato crea il suo museo di auto e moto d'epoca: investe 300mila euro, senza aiuti pubblici
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 5 mar 2026

Le moto e le auto d’epoca non sono semplici oggetti. Né qualcosa che riguarda esclusivamente gli appassionati di motori. Sono vetture che raccontano una parte di storia, non solo quella del settore. Per questo su tutto il nostro territorio esistono tanti musei dedicati alle auto e alle moto d’epoca. Ce n’è uno che sta per sorgere che ha una storia tutta sua che merita di essere raccontata.

A Roncade il museo di Rino Nogarotto

C’è un terreno a Roncade, in provincia di Treviso, dove tra qualche settimana sorgerà un museo dedicato alla storia dei motori. A costruirlo, letteralmente, è Rino Nogarotto, operaio in pensione e collezionista di lungo corso, che ha deciso di investire oltre 300mila euro per dare uno spazio espositivo permanente alle sue vetture e motociclette storiche. La prima pietra sarà posata il 14 marzo. Non ha avuto accesso ad alcun tipo di incentivo o contributo, nonostante la valenza culturale della sua iniziativa, come lui stesso ha dichiarato:

Purtroppo ho dovuto contare esclusivamente sulle mie risorse perché, a quanto pare, non esistono strumenti di contribuzione pubblica per iniziative di questo tipo, per quanto finalizzate ad uno scopo sociale.

Una collezione di auto e moto

La collezione che andrà a riempire il museo è il frutto di una vita. Nogarotto possiede infatti 45 motociclette e cinque automobili di valore storico. Un patrimonio che finora non aveva trovato uno spazio espositivo adeguato. La struttura che sta per nascere si estenderà su una superficie di 350 metri quadrati e includerà, tra le altre cose, la ricostruzione di un angolo dell’Officina meccanica Menon, completa di utensili originali.

Carlo Menon era un meccanico roncadese di fine Ottocento al quale si attribuisce la realizzazione della prima autovettura italiana a quattro ruote con motore a scoppio e differenziale. La sua officina originale non esiste più, demolita e sostituita da altri immobili. Nogarotto presiede un’associazione dedicata alla sua memoria, e il museo nasce anche come strumento per restituire visibilità a questa figura dimenticata, con un occhio particolare alle nuove generazioni.

Sei anni. Tanto è durato l’iter per ottenere le autorizzazioni necessarie alla costruzione sul terreno di proprietà. Un percorso che Nogarotto descrive come solitario anche sul fronte economico, perché a quanto ha spiegato non esistono strumenti di contribuzione pubblica per iniziative di questo tipo, nemmeno quando la finalità dichiarata è sociale e didattica.

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