Lotus licenzia il 40% della forza lavoro nel Regno Unito per ridurre le perdite
Un’altra ondata di licenziamenti per provare a preservare la competitività del marchio.

Lotus ha annunciato una drastica serie di licenziamenti nel Regno Unito, con 550 posti in meno su un totale di circa 1.300 dipendenti. Il taglio, che coinvolgerà circa il 40% dell’organico locale, rappresenta una risposta diretta alle difficoltà finanziarie della casa automobilistica e all’impatto crescente dei dazi imposti dagli Stati Uniti. La maggior parte dei licenziamenti interesserà lo storico stabilimento di Hethel, che all’inizio dell’anno sembrava sul punto di essere chiuso, dove viene prodotta la Emira.
Le conseguenze della crisi del settore
In un comunicato diffuso il 28 agosto, l’azienda ha definito i tagli una misura necessaria per garantire la sostenibilità del marchio in un contesto automobilistico sempre più instabile. Lotus ha spiegato che l’equilibrio economico è stato messo a dura prova da cambiamenti rapidi nelle politiche commerciali globali, comprese le nuove tariffe legate ai dazi. L’obiettivo dichiarato è quello di preservare la competitività del marchio nei mercati chiave, a partire da quello statunitense.
Nonostante i tagli, la società di proprietà del gruppo Geely ha ribadito il proprio impegno verso il Regno Unito. Il quartier generale di Hethel continuerà a ospitare le attività sportive, la produzione delle auto sportive tradizionali e i servizi di consulenza ingegneristica. Parallelamente, Lotus sta esplorando la possibilità di diversificare la produzione nello stesso sito, prendendo in considerazione il ritorno a una strategia già sperimentata in passato. Lo stabilimento potrebbe quindi accogliere la costruzione di modelli per marchi terzi, come già accaduto con Opel, Vauxhall e Tesla.
L’annuncio degli attuali licenziamenti segue quello avvenuto ad aprile quando Lotus aveva previsto il taglio di circa 270 posti proprio nella sede di Hethel. La situazione attuale riflette un momento critico per l’azienda, colpita in particolare dal calo della domanda di veicoli elettrici di fascia alta. Le vendite, nel primo trimestre del 2025, infatti, sono scese del 42% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, fermandosi a 1.274 unità. Inoltre nel primo trimestre dell’anno Lotus ha registrato una perdita netta di circa 157 milioni di euro (183 milioni di dollari), in miglioramento rispetto ai 222 milioni di euro (258 milioni di dollari) dell’anno precedente, ma con il debito complessivo che è salito a 2,8 miliardi di euro (3,3 miliardi di dollari).
Il contesto internazionale non ha certo aiutato con i dazi introdotti negli Stati Uniti sui veicoli elettrici prodotti in Cina che hanno costretto Lotus a interrompere le vendite del SUV elettrico Eletre sul mercato americano. Questo modello, insieme all’Emeya, viene prodotto nello stabilimento di Wuhan, in Cina, inaugurato nel 2022. Le difficoltà nei volumi di vendita e nei margini hanno spinto l’azienda a rivedere le proprie strategie. Nonostante avesse promesso una transizione completa verso l’elettrico, Lotus ha deciso di fare un passo indietro e quest’anno dovrebbe svelare il primo modello ibrido plug-in del marchio, che si baserà su una versione modificata dell’Eletre.
-
Fonte:
- Fonte