L’esperimento folle: 500 sigarette usa-e-getta per far muovere un’auto elettrica
Grazie alle sigarette elettroniche il creator ha realizzato la prima vettura al mondo con ricarica tramite cavo USB-C
Un mondo un po’ migliore, almeno dal punto di vista dei rifiuti elettronici, potrebbe esistere se più persone fossero disposte a riutilizzare ciò che normalmente finisce nella spazzatura. E come? Esattamente con la stessa determinazione dello YouTuber Chris Doel. L’ingegnere britannico ha dimostrato, con un esperimento tanto curioso quanto concreto, che le batterie recuperate da 500 sigarette elettroniche usa-e-getta possono alimentare davvero un’auto elettrica. E non un prototipo futuristico, ma con uno dei veicoli elettrici più discussi della storia recente del Regno Unito.
Ma chi è Chris Doel?
Doel non è un semplice appassionato di fai-da-te tecnologico. Quando non realizza progetti insoliti per il suo canale YouTube, lavora come ingegnere software ed elettronico per Jaguar Land Rover. Nel tempo libero, però, si dedica a esperimenti piuttosto fuori dagli schemi, spesso pensati per dimostrare che ciò che viene definito “usa e getta” potrebbe avere una seconda vita.
In passato aveva già attirato l’attenzione costruendo un enorme pacco batterie da circa 50 volt utilizzando 500 vape, riuscendo addirittura ad alimentare la propria casa. Questa volta ha deciso di fare un passo in più. Ovvero collegare quella batteria improvvisata a un’auto elettrica. Naturalmente non tutte le auto sarebbero state adatte. Serviva qualcosa di piccolo, leggero e con consumi energetici molto contenuti. Ed è qui che entra in scena la Reva G-Wiz.
Un’auto minuscola, perfetta per un esperimento improbabile
Chi vive nel Regno Unito o ha seguito il programma Top Gear probabilmente ricorda bene la G-Wiz. Questo minuscolo veicolo elettrico dei primi anni 2000 è diventato quasi leggendario. Non tanto per le prestazioni, quanto per la quantità di critiche ricevute.
La G-Wiz era infatti estremamente piccola, lenta e piuttosto controversa dal punto di vista della sicurezza. Il motivo sta nella sua classificazione. Invece di essere considerata una vera automobile, veniva registrata come quadriciclo pesante, una categoria che all’epoca permetteva di evitare diverse normative automobilistiche più severe. In pratica, alcune regole sulla sicurezza erano meno stringenti, e questo non ha certo aiutato la reputazione del veicolo.
Molti la considerano uno dei peggiori veicoli mai costruiti, ma proprio queste caratteristiche la rendono ideale per un test come quello di Doel.
Essendo un’auto progettata in un’epoca in cui i veicoli elettrici avevano pochissimi sistemi elettronici di sicurezza e controllo, l’ingegnere ha potuto rimuovere le vecchie batterie al piombo commerciali e sostituirle con il suo pacco batterie artigianale composto da centinaia di sigarette elettroniche smontate.
La scelta aveva anche un’altra logica. La G-Wiz è così piccola che non richiede grandi quantità di energia per muoversi. Inoltre, come Doel sottolinea nel video che documenta l’esperimento, l’auto originale era alimentata da un pacco batterie da 48 volt, quindi i circa 50 volt ottenuti dalle vape erano sorprendentemente compatibili. Dopo qualche modifica, un po’ di cablaggi e diverse prove, il risultato è stato quello che lui stesso ha definito con ironia una “vapemobile” perfettamente funzionante.
Da rifiuto elettronico a piccola batteria elettrica
Dietro l’esperimento non c’è soltanto la voglia di creare qualcosa di insolito per internet. Sia nel video dedicato alla vapemobile sia in quello precedente sul sistema domestico alimentato dalle stesse batterie, Doel ha parlato apertamente del problema ambientale legato alle sigarette elettroniche usa-e-getta.
Negli ultimi anni queste dispositivi sono diventati estremamente diffusi, ma producono anche enormi quantità di rifiuti elettronici difficili da gestire. Proprio per questo motivo il Regno Unito ha vietato le vape usa-e-getta nel 2025, con l’obiettivo di ridurre sia il consumo di nicotina tra i più giovani sia le montagne di materiali riciclabili che finiscono in discarica.
La situazione è diversa in altri paesi. Negli Stati Uniti, ad esempio, le vape usa-e-getta sono ancora legali, e secondo alcune stime quasi mezzo milione di dispositivi viene buttato via ogni giorno. L’esperimento di Doel voleva quindi dimostrare una cosa molto semplice: quelle batterie non sono affatto inutilizzabili, e possono ancora fornire energia in modo concreto.
Nel test su strada la vapemobile è riuscita a percorrere circa 18 miglia, ovvero poco meno di 29 chilometri, prima che il pacco batterie esaurisse completamente la carica.
Ovviamente le prestazioni non erano esattamente quelle della versione originale. La velocità massima della G-Wiz standard arrivava a circa 50 miglia orarie (80 km/h), mentre il sistema costruito da Doel era limitato per sicurezza a circa 35 mph (56 km/h) per evitare di sovraccaricare le batterie recuperate.
Nonostante queste limitazioni, l’auto è riuscita comunque a fare un piccolo giro completo: un drive-through di fast food, una fermata al negozio e quasi tutto il tragitto di ritorno verso casa, prima che l’energia finisse definitivamente. Per un sistema costruito riutilizzando batterie recuperate da centinaia di dispositivi destinati alla spazzatura, non è affatto un risultato banale.
Alla fine del video, Doel ha lasciato anche una riflessione piuttosto chiara: “Dovremmo tutti fermarci un momento a pensare a cosa definiamo davvero rifiuto, perché purtroppo l’obsolescenza programmata sta diventando sempre più comune.”
Non è però del tutto chiaro in quali condizioni fosse il pacco batterie una volta che l’auto è stata riportata a casa con il carro attrezzi, né se Doel sia riuscito a rimettere in funzione il sistema. Magari riutilizzandolo di nuovo nell’auto o tornando a impiegarlo come batteria domestica. Siamo certi che ce lo spiegherà in futuro…