Kimi Antonelli leader del mondiale fa sognare l’Italia: il record in F1 che nessuno ha notato
Il pilota della Mercedes, Kimi Antonelli, ha ottenuto la sua seconda vittoria di fila. Il giovane bolognese ha demolito dei primati storici
Se all’anagrafe ti chiami Kimi qualcosa di positivo nel Motorsport è molto probabile che arrivi, soprattutto se ancora minorenne un manager come Toto Wolff e un marchio come Mercedes investono sul tuo futuro. Il bolognese non è balzato in testa alla classifica mondiale per mera fortuna, ma si è catapultato nel mondo della Formula 1 con concrete possibilità di arrivare ai piani alti. Dai primi test i tecnici del team della Stella a tre punta avevano capito che Antonelli era dotato di una velocità pura impressionante, non al di sotto dei piloti titolari.
Chiunque avrebbe tremato davanti alla chance di sostituire in Mercedes il pilota più vincente della storia della Formula 1 con 105 trofei in bacheca. Nel suo primo anno Kimi ha sofferto, specialmente nella parte centrale del campionato in Europa, accusando anche pesanti distacchi dal compagno di squadra. George Russell ha iniziato il 2026 con la convinzione di poter seriamente prendere in largo in classifica al volante della W17. L’inglese aveva sottovalutato l’impatto dell’italiano, anche mediatico, dovendo presto ricredersi.
Bis da applausi
In Cina tutto era filato liscio in gara con una gestione oculata delle gomme e il risultato finale era apparso quasi inevitabile. In Giappone, invece, Kimi si è dovuto sudare il suo secondo trionfo in F1, dopo una pessima partenza per un errato stacco di frizione. Dalla pole position è arretrato alle spalle di Hamilton al sesto posto. Ha ricominciato con calma e precisione una rimonta sulle Ferrari e McLaren, trovando la testa della classifica, anche grazie a un fortunoso pit stop in regime di Safety Car.
Ha vinto con merito il Gran Premio del Giappone di Formula 1, nel tempio di Suzuka, passando in testa alla classifica piloti a soli 19 anni, 7 mesi e 4 giorni, battendo il primato di Lewis Hamilton, nel GP di Spagna 2007, quasi 3 anni più maturo del bolognese (22 anni 4 mesi 6 giorni). Era dal 1953 che un pilota italiano non vinceva due Gran Premi consecutivi nella massima categoria del Motorsport. Il primato apparteneva ad Alberto Ascari, che si aggiudicò i mondiali di F1 del 1952 e del 1953. Uno dei dati più impressionanti e che, in pochi hanno evidenziato, è che ha trionfato con il secondo hat trick (vittoria dalla pole con giro veloce) consecutivo.
I fan possono sognare
L’erede in Mercedes di Hamilton sembra avere apparentemente una calma anche superiore al suo predecessore. Non si lamenta mai via radio e gode del mezzo più performante in griglia. Inoltre, Kimi è il driver nella storia a conquistare i primi 2 GP “back-to-back”, il primo dai tempi di Charles Leclerc al debutto sulla Rossa nel 2019. Tra gli enfant prodige ha superato in precocità campioni come Vettel, Raikkonen, Alonso e Verstappen.
Si tratta del primo pilota italiano che conquista Suzuka dal 1992, quando Riccardo Patrese celebrò un successo insperato. Antonelli è anche il primo corridore italiano con più di una vittoria in carriera dai tempi di Giancarlo Fisichella (3 nel 2003-2006) e anche il primo italiano leader del Mondiale in un GP che non sia il primo della stagione dal 1985 (Alboreto fino al 9°).
“Mi sento molto bene – ha dichiarato Kimi dopo il successo di Suzuka – E’ troppo presto per pensare del campionato ma siamo sulla strada giusta. La partenza non è stata buona, poi l’ingresso della safety car mi ha aiutato ma dopo il passo è stato incredibile. Devo esercitarmi nelle partenze in questo mese di pausa che ci aspetta, è il mio punto debole. Abbiamo avuto molta fortuna con la Safety Car, non so se sarebbe stato diverso ma mi ha reso la vita più semplice”.