Kawasaki Corleo, il cavallo a idrogeno si guiderà inclinando il corpo
Kawasaki Corleo va verso la produzione: spunta il brevetto ufficiale del cavallo robot ad idrogeno pensato per il fuoristrada e guidato con tute intelligenti
Kawasaki fa sul serio con Corleo. Si proprio lui, ve lo ricordate? Quel cavallo robotico a idrogeno che l’anno scorso sembrava solo una “stravaganza" da Salone. Perché adesso c’è un brevetto. Depositato a inizio anno e reso pubblico ad inizio agosto. L’obiettivo è quindi la produzione in serie, puntando tutto sulla mobilità fuoristrada dove gli zoccoli meccanici hanno decisamente più senso rispetto all’asfalto.
Ma attenzione, dimenticate il classico abbigliamento da moto. Per salire in sella a Corleo servirà una tuta speciale integrata con sensori IMU (unità di misura inerziale). Questo equipaggiamento (che sarà probabilmente di serie) servirà per leggere in tempo reale i movimenti del corpo. Basterà quindi inclinarsi a destra o a sinistra col busto e il robot capirà dove svoltare, senza bisogno di comandi complessi. A bordo ci saranno comunque display touchscreen, comandi alle manopole e un sistema di interfaccia vocale che sembra – peraltro – uscito direttamente da un anime di mecha degli anni ’80.
Ciclistica da moto, fari intelligenti e praticità quotidiana
Sotto la struttura? Quattro zampe articolate con sospensioni che lavorano in modo interconnesso o indipendente tra l’asse anteriore e quello posteriore, copiando le asperità del terreno. Il mezzo è progettato per trasportare due persone e monta pedane regolabili che ricordano molto più quelle di una superbike che le staffe da equitazione.
A differenza di molti scooter elettrici che sacrificano la capacità di carico, Kawasaki ha ricavato un vano portaoggetti integrato per stivare oggetti personali. Molto curata anche la gestione della sicurezza: i fari adattivi a LED modificano potenza e orientamento del fascio luminoso in automatico per evitare di abbagliare pedoni, animali o altri veicoli.
Motore termico a idrogeno e stop d’emergenza “a briglia"
E il cuore del sistema? E’ un motore a combustione alimentato ad idrogeno (ma il brevetto non esclude del tutto altri carburanti) che spinge il veicolo e carica le batterie per l’elettronica. Il pilota ha a disposizione diverse mappature. Guida autonoma, impostazioni per alte e basse velocità e una modalità wasteland creata su misura per i fondi più sconnessi.
L’incolumità di chi guida passa da un sistema di arresto automatico. Se i sensori rilevano che le mani staccano le manopole o che il pilota tira indietro i comandi, con un movimento che imita il gesto di tirare le briglie a un cavallo vero, Corleo rallenta fino a fermarsi da solo.
I punti interrogativi su prestazioni e prezzo
Schemi tecnici a parte, il brevetto non dichiara alcun dato sulle prestazioni rilevanti. Mancano all’appello velocità massima, autonomia operativa e limiti di tolleranza al caldo o al freddo estremo, elementi fondamentali per capire fino a che punto questo quadrupede meccanico possa spingersi nel fuoristrada vero.
Restano poi gli interrogativi legati al mercato. Kawasaki non ha accennato a costi di listino né alle reali modalità di commercializzazione. Il raggio d’azione potrebbe spaziare dalle squadre di soccorso alpino impegnate in zone colpite da calamità, fino alle flotte a noleggio per il turismo d’avventura. Difficile ipotizzarne un uso privato quotidiano, ma il deposito di questi brevetti conferma che il progetto va avanti.