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Che temperatura raggiunge un'auto al sole: i rischi e come proteggersi

A causa dell'effetto serra l'abitacolo raggiunge temperature fino a 80°C in pochi minuti con elevati rischi per la salute. Ecco gli accorgimenti per ridurre il surriscaldamento.

Che temperatura raggiunge un'auto al sole: i rischi e come proteggersi
Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 7 ago 2026

L’arrivo del caldo estivo obbliga a fare i conti con temperature che arrivano a superare i 40°C. Ma la situazione diventa ancora peggiore se si sale a bordo di un veicolo rimasto parcheggiato, magari per ore, sotto la luce diretta del sole. In questo caso, la temperatura che può generarsi all’interno di un’auto sono incredibilmente elevate e si creano in tempi molto più rapidi di quanto si possa comunemente immaginare. Se non abbassate in tempi rapidi, queste temperature possono essere rischiose per la salute degli occupanti del veicolo, ma possono anche danneggiare l’auto (qui come proteggerla) e rappresentare un pericolo quando si fa il pieno di carburante.

Perché le auto al sole si riscaldano così tanto

Secondo i test condotti dal Touring Club Svizzero (TCS), in una giornata estiva con temperature ambientali superiori ai 30 °C, l’abitacolo di un’auto lasciata al sole può raggiungere i 50 °C già dopo pochi minuti, per poi toccare la temperatura di 80 °C su alcuni componenti come il cruscotto dopo un’ora di esposizione. Anche la carrozzeria esterna del mezzo può arrivare a misurare gli 80 °C.

La causa alla base di questo surriscaldamento è l’effetto serra. L’energia luminosa del sole attraversa i vetri dell’auto e viene assorbita dalle molecole d’aria e dai materiali interni. Successivamente, questa energia viene riemessa sotto forma di calore e raggi infrarossi, ma i vetri dell’automobile riflettono i raggi infrarossi invece di farli passare, impedendo al calore di fuoriuscire. Di conseguenza, l’energia che entra supera ampiamente quella che esce, provocando un rapido surriscaldamento.

Le misurazioni mostrano un aumento della temperatura velocissimo:

  • Primi 10 minuti: partendo da una base di circa 35° C, la temperatura interna supera velocemente i 36 °C.
  • Dopo 20 minuti: l’abitacolo arriva a 38° C.
  • Dopo 30 minuti: la temperatura supera già i 40° C.
  • Dopo 70-80 minuti: il calore si attesta attorno ai 43,8° C – 44° C, con picchi di 50° C.

Rischi per la salute e pericolo di ustione

Restare all’interno di un veicolo con temperatura superiore a 40 °C, non è solo molto fastidioso, ma può diventare un vero e proprio pericolo per la salute e anche per la vita. Il calore eccessivo, infatti, provoca una sudorazione intensa che può portare rapidamente a una grave disidratazione. I soggetti più vulnerabili, in particolare bambini e anziani, richiedono pertanto un’attenzione assoluta. I sintomi della disidratazione comprendono:

  • Debolezza, malessere generale e mal di testa.
  • Nausea, vomito e stato confusionale o disorientamento.
  • Tachicardia e ipotensione (pressione bassa).

Se l’esposizione si protrae nel tempo, si rischia il colpo di calore, una condizione critica che porta all’innalzamento della temperatura corporea fino a 40-41 °C, con possibili danni agli organi interni e anche perdita di coscienza. Oltre la temperatura corporea di 42 °C, il rischio di morte aumenta in modo esponenziale. Ma il pericolo non viene solo dal riscaldamento eccessivo del corpo: le superfici interne come volante, sedili e cruscotto possono arrivare a 80° C, provocando ustioni alla pelle dopo il contatto, spesso inevitabile per la conduzione del veicolo. Per questi motivi, bambini e animali non devono mai essere lasciati nell’abitacolo, nemmeno per soste brevissime.

I metodi che funzionano per proteggersi

Sono diversi i rimedi che comunemente si utilizzano per prevenire l’accumularsi del caldo, ma in molti casi non si tratta di metodi effettivamente efficaci. Molti rimedi comunemente adottati dagli automobilisti si rivelano inefficaci alla prova dei fatti, secondo i test effettuati dal TCS.

Lasciare i finestrini leggermente socchiusi non aiuta in modo sostanziale: lasciare l’auto parcheggiata con un piccolo spiraglio aperto riduce la temperatura interna di appena 2 °C dopo trenta minuti. Al contrario, è invece molto utile aprire completamente i finestrini all’avvio del veicolo (o prima di partire) per far fuoriuscire l’aria calda velocemente.

Contrariamente a quello che si pensa, il colore della carrozzeria è così determinante: anche se le auto scure si scaldano più velocemente nei primi 20 minuti rispetto a quelle chiare, la temperatura finale a lungo termine differisce di pochissimi gradi.

L’unica soluzione che consente non solo di ridurre il calore, ma anche di prevenirlo, è il parasole sul parabrezza. Nei test del TCS, un cruscotto esposto senza protezioni ha registrato 77 °C, mentre con una pellicola protettiva sul parabrezza la temperatura è diminuita di ben 40 °C. Uno studio dell’Università di Osijek ha confermato che l’uso di barriere sui finestrini riduce del 90,7% il calore complessivamente assorbito dall’aria della vettura, abbassando la temperatura ad altezza della testa da 55,4 °C a 37,1 °C. Le coperture integrali (teli auto) riducono ulteriormente il calore di alcuni gradi.

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