Il parcheggio "di traverso" potrebbe diventare legale per le auto ultracompatte
Dall’attuale tolleranza a una vera e propria deroga prevista dal Codice della Strada, attualmente ancora in bozza: come cambia il parcheggio perpendicolare nei centri urbani.
La pratica di parcheggiare l’auto “di traverso” rispetto al marciapiede è iniziata con le prime Smart alla fine degli anni ‘90 e si è diffusa ulteriormente con il recente boom delle minicar e dei quadricicli elettrici. Per molti automobilisti con vetture lunghe meno di 2,5 metri rappresenta la soluzione ideale per infilarsi negli spazi più ristretti e trovare un posto anche dove in realtà un parcheggio non c’è.
Per anni è stata un’abitudine tollerata, soprattutto nelle grandi città, ma ufficialmente vietata. Ora però le cose potrebbero cambiare con la riforma del Codice della Strada che potrebbe introdurre, tra le altre cose, la patente a 17 anni e il divieto di usare lo smarphone anche per i pedoni.
Cosa dice oggi il Codice della Strada
Ad oggi, però, il Codice della Strada non lascia margine a interpretazioni. L’articolo 157, comma 2, stabilisce chiaramente che, salvo diversa segnalazione, durante la sosta o la fermata il veicolo deve essere posizionato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata (o sinistro nelle strade a senso unico), disposto parallelamente a esso e secondo il senso di marcia. La normativa si applica indistintamente a qualsiasi mezzo, senza prevedere alcuna deroga legata alle dimensioni ridotte della carrozzeria. Di conseguenza, chi parcheggia il veicolo perpendicolarmente rischia una sanzione amministrativa di 42 euro, che scende a 29,40 euro in caso di pagamento ridotto entro cinque giorni. Non è invece prevista alcuna decurtazione dei punti dalla patente di guida.
La nuova proposta di deroga
La situazione potrebbe cambiare con la riforma del Codice della Strada. Tra le proposte contenute nel testo-base della riforma del Codice della Strada, attualmente in fase di consultazione pubblica fino al 13 settembre 2026, ce n’è anche una che riguarda proprio il parcheggio trasversale. Pur confermando l’obbligo generale della sosta parallela nei centri abitati, la bozza di provvedimento prevede una specifica eccezione formulata nell’articolo 2.II.11, comma 2. La nuova disposizione stabilisce che i veicoli con una lunghezza pari o inferiore a 2,70 metri – categoria che comprende automobili supercompatte, quadricicli leggeri ed elettrici, motocicli, ciclomotori e tricicli – potranno essere parcheggiati anche in posizione perpendicolare. Questa possibilità sarà permessa solo in presenza di due precise condizioni:
- non sono tracciati gli stalli di sosta;
- oppure, se gli stalli sono presenti, questi devono avere una larghezza di almeno 2,80 metri.
Resta fondamentale il requisito di sicurezza: la sosta perpendicolare sarà legittima solo se il veicolo non sporge pericolosamente lungo la carreggiata e non crea intralcio al traffico veicolare o al passaggio pedonale.
Un’opportunità per la micro-mobilità cittadina
La scelta del legislatore nasce dalla volontà di dare una risposta alla cronica scarsità di spazi di parcheggio nelle grandi città, oltre che di adattare le norme all’evoluzione della mobilità nel contesto urbano. Formalizzare ufficialmente una prassi già diffusa consentirebbe di ottimizzare la superficie stradale disponibile, aumentando la disponibilità dei posti senza compromettere la fluidità della circolazione.
Ricordiamo che si tratta di una proposta che dovrà superare la fase di consultazione con le associazioni di settore. Solo successivamente il Ministero dei Trasporti elaborerà il testo definitivo, la cui approvazione da parte del Governo è attesa entro il 14 ottobre 2026. Se la proposta non troverà ostacoli e non sarà eliminata, come già avvenuto per la PEC obbligatoria per le pratiche auto e per le limitazioni per la patente agli over 85, il celebre “parcheggio in stile Smart” smetterà di essere una violazione tollerata per trasformarsi in una nuova possibilità per la mobilità urbana.