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Bloccare il sensore della cintura di sicurezza può costare caro: quanti punti si perdono

Inibire il “cicalino” della cintura di sicurezza bloccando il sensore rappresenta una violazione punita pesantemente dal CdS.

Bloccare il sensore della cintura di sicurezza può costare caro: quanti punti si perdono
Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 18 ago 2026

Per alcuni automobilisti, il cicalino acustico che segnala il mancato allacciamento delle cinture, soprattutto sui sedili posteriori, non rappresenta un dispositivo di sicurezza, ma un fastidio da silenziare. Purtroppo in commercio circolano da tempo dei piccoli dispositivi di plastica dotati di una linguetta metallica che simulano la vera cintura e consentono di ingannare il sensore dell’auto, che così smette di suonare. Esistono anche altri metodi più o meno raffinati, ma tutti hanno l’obiettivo di aggirare il funzionamento di questo dispositivo di allarme acustico, reso obbligatorio dall’Unione Europea su tutti i nuovi modelli dal settembre 2019 e su tutte le nuove immatricolazioni dal settembre 2021. Si tratta ovviamente di una pratica illegale, per la quale il Codice della Strada prevede pesanti sanzioni. Vediamo quali.

Cosa prevede il Codice della Strada

Inibire il “cicalino” ha chiaramente l’obiettivo di evitare di indossare la cintura di sicurezza, un dispositivo che, tra l’altro, nel 2026 ha “compiuto" 70 anni dalla sua invenzione. Pertanto, con questa azione si configurano due violazioni, una relativa al mancato allacciamento della cintura e una relativa all’alterazione del sistema:

  • Per quanto riguarda la cintura di sicurezza, l’articolo 172 del Codice della Strada impone l’obbligo di indossarla in ogni fase della marcia. Chi non lo fa rischia una multa da 83 a 332 euro e la perdita di 5 punti sulla patente, penalità che raddoppia per i neopatentati nei primi tre anni dal conseguimento.
  • Chi invece altera volontariamente il funzionamento del sistema, ad esempio con i falsi agganci inseriti nella fibbia, incorre nella sanzione prevista dal comma 11, che va da 41 a 167 euro.

Le due violazioni, comunque, non si sommano automaticamente: se la cintura non è indossata e si usa un dispositivo per spegnere l’allarme, resta accertata la sanzione principale per il mancato uso. I controlli su strada rimangono serrati: nel 2025 le forze dell’ordine hanno registrato oltre 152.500 infrazioni relative all’articolo 172 e si stima che oltre un italiano su tre non indossi la cintura sui sedili posteriori.

La novità della sospensione breve

La novità più rilevante, che si applica a diverse violazioni tra cui il mancato uso della cintura, è la sospensione “breve” della patente, introdotta dalla legge 177 del 2024 tramite l’articolo 218-ter del Codice della Strada. Se viene contestata l’infrazione e si hanno meno di 20 punti residui è prevista la sospensione immediata del documento sul posto, senza attendere il decreto del prefetto: sono previsti 7 giorni di sospensione per chi possiede tra 10 e 19 punti, e 15 giorni per chi è sotto i 10 punti. Se poi dall’infrazione deriva un incidente, anche senza altri veicoli coinvolti, la durata della sospensione raddoppia. In caso di recidiva entro un biennio, la sospensione della patente può variare da 15 giorni a due mesi.

La responsabilità del guidatore

La responsabilità del mancato allacciamento della cintura si estende anche ai passeggeri, ma non sempre. Se un passeggero maggiorenne non si allaccia, la sanzione colpisce lui direttamente. Se invece è minorenne, a risponderne è il conducente, a meno che non sia presente un altro adulto incaricato della sorveglianza del minore che ha commesso l’infrazione. Inoltre, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46566 del 18 dicembre 2024, ha stabilito che chi guida ha il dovere di verificare personalmente che tutti gli occupanti a bordo siano allacciati correttamente. Non è quindi più sufficiente fidarsi del silenzio del cicalino acustico: il conducente ha l’obbligo di accertarsi della effettiva sicurezza dei passeggeri per evitare gravi profili di responsabilità penale e civile in caso di sinistro.

In conclusione, cercare di inibire i sistemi di sicurezza di un veicolo per evitare il fastidio del segnale acustico rappresenta un comportamento severamente punito dal Codice della Strada, oltre che una condotta estremamente pericolosa.

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