Stellantis: ufficiale la vendita di Comau a One Equity Partners
Stellantis ha ceduto il controllo di Comau alla società One Equity Partners.
Stellantis ha annunciato la cessione di Comau, azienda specializzata nell'automazione industriale e nella robotica avanzata. Il gruppo automobilistico italo-francese ha ceduto il controllo alla società di private equity One Equity Partners (OEP) dichiarando che adesso può concentrarsi sulle sue principali attività in Europa. La vendita di Comau è stata così commentata dal presidente di Stellantis, John Elkann:
Voglio esprimere la mia gratitudine ai dipendenti di Comau per aver fornito prodotti e servizi innovativi a tutti i suoi clienti. Sono fiducioso che Comau, attraverso la sua nuova proprietà, possegga la giusta leadership, la strategia e la disciplina operativa necessaria per creare valore sostenibile e a lungo termine per tutti i suoi stakeholder, in Italia e nel mondo.
Per Comau ha parlato invece il CEO Pietro Gorlier:
Comau ha saputo rinnovare costantemente le proprie strategie di innovazione e di business, sviluppando nuove soluzioni tecnologiche con cui rispondere alle dinamiche di mercato in continua evoluzione grazie ai suoi oltre cinquant’anni di esperienza nei mercati internazionali. Il completamento di questa operazione rappresenta un altro passo fondamentale nel percorso di crescita di Comau. Il sostegno di One Equity Partners ci permetterà di capitalizzare la crescente domanda globale di automazione avanzata, con Stellantis come azionista di minoranza attivo. Questa operazione tutela le nostre forti radici italiane, ribadendo la posizione di Comau come protagonista globale nel settore dell’automazione industriale, oltre che in un numero crescente di settori diversi.
LE ATTIVITÀ DI COMAU
Sulla vendita di Comau a One Equity Partner da parte di Stellantis è intervenuto infine anche Ante Kusurin, partner di OEP:
Comau è un’azienda leader nel settore dell’automazione industriale con un notevole potenziale di crescita e una tecnologia robotica di alto livello. OEP dispone delle risorse necessarie per supportare la prossima fase di crescita di Comau come società indipendente, grazie alla sua comprovata esperienza nel settore e il suo consolidato playbook operativo per le transazioni di carve-out.
Comau ha tra i suoi punti di forza una forte presenza locale in tutte le regioni e su una rete globale che le consente di raggiungere tutti i più importanti mercati mondiali. L'azienda, il cui nome è l'acronimo di "COnsorzio MAcchine Utensili", ha sede a Torino ed è presente in 13 paesi operando nella produzione di macchine industriali robotizzate, robotica indossabile, soluzioni per la logistica a guida autonoma, impianti di lavorazione meccanica e servizi digitali interconnessi.
Il diritto olandese non prevede potere decisionale anche con quote al di sotto del 50,1% e non so dove tu l'abbia letto, prevede che anche gli azionisti di minoranza abbiano un certo livello di protezione e partecipazione, che è un concetto ben diverso.
Altro aspetto è che il presidente del CDA, a differenza di quanto scrivi, non ha potere decisionale ma solo di supervisione ed orientamento, è più che altro un potere simbolico e non si può sostituire al CDA ne ha il potere di mandare via persone come scrivevi nel primo messaggio.
A livello decisionale, che è quello che conta, il diritto olandese prevede un dualismo negli organi preposti, un dual board con un management board ed un supervisory board e poi ci sono gli azionisti che sono coinvolti nelle decisioni fondamentali come bilanci, politiche commerciali, delibere.
In conclusione i Francesi oltre ad avere la maggior parte delle quote azionionare, sono anche i più rappresentati sia nel management board che nel supervisory board.
Che stiano svendendo tutto in nome della pura economia non lo metto in discussione, figurati. Ma gli Elkann - Agnelli non sono sprovveduti e non si fanno comandare facilmente ;)
Il diritto olandese prevede potere decisionale di maggioranza in CDA anche con quote al di sotto del 50,1%. Ecco il motivo per cui anni fa, con la fusione americana (in cui prevedevano una fusione GM dopo l'assorbimento di Chrysler), decisero di spostarsi in olanda. Poi ovviamente ci sono anche motivazioni di natura economica, ma non era quello il principale vantaggio.
il potere decisionionale lo ha chi possiede la maggioranza del CDA, Exor a cui tu fai riferimento ha il 14,4%, ma il51% è in mano ai francesi, in cui è presente anche lo stato. La quota in mano agli italiani è del 49% e non è presente lo stato, bella differenza.
Dopo la Fusione FCA ha venduto Mopar, vendita di asset di Alfa e Maserati, vendita di Comau proprio in questi giorni, Fiat ha poi proceduto a vendita di partecipate e spostamento di impianti in paesi a basso reddito, di Chrysler con dimissione da alcuni mercati.
PSA: prima della fusione ha acquisto Opel, poi dopo la fusione ha venduto il piccolo ramo di Peugeot moto che faceva scooterini e vendita della partecipazione di car-sharing...
Il potere decisionale, resta e sarà sempre in consiglio di amministrazione in chi ha la maggioranza delle quote, in chi ha più potere di voto, quindi quando si procede a votazione, chi ha la maggioranza può decidere se far passare o meno una decisione.
proposta.
Nulla di sbagliato in ciò che dici, a livello contabile risulta esattamente come scrivi ed il motivo è semplice. Era l'unico modo per attuare una fusione tra pari dal momento che FCA era l'unico tra i due gruppi a non avere debiti. All'atto pratico il potere decisionale rimane in mano agli Elkann Agnelli che grazie al diritto olandese godono di potere maggiorato nel CDA.
il potere di licenziare come in molte altre aziende è una una scelta condivisa che tiene conto di diverse figure di governance come il CEO ed il consiglio di amministrazione.
Nel CDA è presente un rappresentante dello stato francese, che ha acquisto quote, mentre non è presente quello italiano.
In consiglio di amministrazione la maggior parte delle quote è detenuta dai francesi e non dagli italiani, cosi come agli atti risulta che PSA ha acquistato FCA.
Con un presidente ex FCA che ha il potere di mandare via l'amministratore delegato ex PSA e di nominarne uno nuovo a sua scelta?
Stiamo vendendo persino quelle statali: Poste, Raiway, Eni...
Alla fine rimarranno solo le cooperative e l'azienda dei cancelli (che il proprietario ha astutamente lasciato alla diocesi).
Comau finirà accorpata a qualche azienda affine tipo Magneti Marelli fusa con la nipponica Calsonic, per fare economie di scala.
Non ci sono molte aziende simili nel mondo, e sono perlopiù cinesi.
quale?
perchè FCA non si è fusa con Peugeot, di fatto è stata venduta, quindi Stellantis è Francese.
continua la distruzione dell'industria italiana
quel poco che resta
Mi fanno sempre impazzire i commenti delle parti, troppo sinceri!
Sono dettagli.....
COMAU era proprietà di Stellantis non della famiglia Agnelli Elkann
Stellantis non aveva soldi per investire in COMAU ed ha cercato investitori.
Non ha ceduto integralmente la società ma il controllo ovvero il 51%.
Cuore e amore per l'Italia da parte di una multinazionale come Stellantis te lo puoi scordare visto che ha a cuore Germania, Francia, Portogallo, Spagna ecc. ecc.
Il secondo punto non mi piace.
se lo guardi dal punto di vista di un produttore auto si lo è…
Se lo guardi dal punto di vista di uno speculatore che acquista e rivende aziende alla ricerca di nuovi settori più remunerativi su cui investire probabilmente ha fatto bene
Ulteriore segnale di allontanamento dal mondo auto di elkann e famiglia…
Aspetto trepidante prossimissimi annunci del buon John in cui ci spiega che stellantis produrrà mille mila milioni di auto in Italia e che per lui Stellantis non é una azienda ma una questione di cuore e amore per il ns paese 😂
Non so, ma a me, pare un errore strategico gigantesco.