Fanno esplodere l'autovelox: una bomba crea danni per 100.000 euro
L’esasperazione degli automobilisti, tartassi dalle multe, può portare a conseguenze nefaste. Un autovelox è stato distrutto da un ordigno.
A Cecina, in provincia di Livorno, l’intolleranza per il controllo della velocità ha spinto qualcuno a superare il limite. Nella notte tra il 10 e l’11 settembre qualcuno ha scelto di far saltare l’unico dispositivo fisso presente sul territorio comunale. Un piano ben architettato e premeditato nella guerra agli autovelox che sta creando il panico in molte zone d’Italia.
Il Belpaese detiene il primato europeo per il numero di autovelox installati sulle strade, con oltre 11.000 apparecchi di rilevazione della velocità, superando di gran lunga Gran Bretagna, Francia e altri Paesi con densità di popolazioni simili o maggiori. Firenze è la città italiana con i maggiori introiti da autovelox, con quasi 20 milioni di euro incassati in un solo anno e oltre 86 milioni ottenuti in un quinquennio.
Le prime ricostruzioni della Polizia
L’autovelox era stato installato in via Ginori, nel comune italiano di 28.070 abitanti della provincia di Livorno. A Cecina la strada dove era presente il misuratore della velocità connette il centro alla zona mare e, in base ai primi riscontri delle indagini degli agenti, intorno all’1.50 gli autori avrebbero forzato lo sportello della postazione, inserito all’interno una carica esplosiva e innescato la detonazione. Il dispositivo è stato messo fuori uso, con un danno stimato dal Comune in circa 100.000 euro.
La Polizia di Stato e Scientifica ora stanno cercando di individuare la tipologia dell’esplosivo utilizzato e soprattutto i responsabili dell’azione. Non è il primo episodio di gesto vandalico contro i rilevatori della velocità. Danneggiare o distruggere un autovelox costituisce un reato di danneggiamento aggravato di un bene pubblico, punibile penalmente ai sensi dell’articolo 635 del Codice penale.
In fumo 100.000 euro
L’autovelox era tornato operativo lo scorso 7 agosto, dopo circa due anni di stop, anche in seguito alle richieste dei residenti allarmati per le alte velocità su quel tratto. Non sarebbero state ancora notificate le prime multe, ma un malintenzionato ha deciso di far saltare lo strumento con una azione estrema. Tutto questo porta a escludere che sia stata la ritorsione di un multato.
La sindaca Lia Burgalassi ha definito l’episodio troppo grave per essere considerato una semplice bravata. La prima cittadina ha annunciato:
E’ un danno importante, ma soprattutto è inquietante che si compiano gesti di questo tipo su apparecchi che garantiscono la sicurezza stradale e il rispetto della legalità. Se qualcuno ha informazioni non esiti a contattare le forze dell’ordine o il Comune. Intendiamo far sì che queste persone vengano punite per questo gesto.