F1 Giappone 2026, il successo di Antonelli non fa notizia. Il nuovo regolamento è già in discussione
Tante le polemiche su una stagione che potrebbe rappresentare una sorta di spartiacque nel mondo della Formula 1.
Kimi Antonelli ha vinto il Gran Premio del Giappone a Suzuka diventando il più giovane a guidare una classifica iridata (più altri record interessanti). Mentre in Italia si sottolinea la prestazione del pilota Mercedes, la stampa internazionale si concentra su questioni ben diverse. Questioni che, per certi aspetti, rendono quasi irrilevanti il risultato della gara.
Il nuovo regolamento già sul banco degli imputati
Partiamo da quello che è accaduto in pista. Antonelli è partito male (sesto posto), poi ha beneficiato di una Safety Car causata dall’incidente di Bearman, per poi riprendersi e vincere la gara con margine di 13 secondi su Piastri. Sky Sports nota che la vittoria è meritata ma particolarmente fortunata nel timing della Safety Car. Non una colpa, ma comunque un condizionamento importante. Formula1.com osserva che Antonelli è partito dalla pole e ha dominato il weekend, quindi il risultato riflette una superiorità reale. Ma il punto vero è quello che emerge dalle analisi sulla gara stessa: nessuno discute se il risultato è giusto, tutti discutono se la gara è stata “giusta”.
The-Race ha scritto qualcosa di pesante: “Questi regolamenti sono una farsa, e Suzuka lo ha provato ancora una volta”. È una frase ricorrente che attraversa ogni analisi internazionale. La gara è stata interessante solo perché c’è stata la Safety Car. Tutto il resto è stato descritto come gara “da foglio di calcolo”, un concentrato di sorpassi artificiali creati dalle differenze di batteria, non dalle capacità di guida dei singoli piloti. Motorsport.com ha ripreso il tema parlando di una gara che ha avuto “sprazzi promettenti”, ma gran parte è stata consumata da “battaglia di batteria per il controllo della velocità in rettilineo”. Un tema enorme, che divide gli appassionati, e che anche a detta di molti addetti ai lavori non sposta il piano della disciplina sportiva dalle abilità dell’atleta alle capacità della macchina. Per cui anche un’atleta meno forte (non è il caso di Antonelli, ma il discorso vale lo stesso) se ha una macchina più potente, vince. Anche su piloti più dotati ma sprovvisti di auto all’altezza della competizione.
Fernando Alonso ha detto che è il “campionato della batteria”. Andrea Stella, team principal McLaren, ha avvertito sin da prima dell’inizio della stagione che le rapidità con cui si concluderà questo mondiale sarebbero diventata pericolosa. The-Race ha scritto esplicitamente che “La FIA deve iniziare ad ascoltare i piloti, non solo i team che difendono il prodotto 2026”.
Un anno di svolta?
Motorsport.com ha scritto una frase che dice tutto: “Suzuka dovrebbe essere un campanello d’allarme per la F1. Colloqui serrati avranno luogo nelle prossime due settimane”. Non parla di strategie Ferrari, di Mercedes che domina ancora, di Antonelli contro Russell. Parla di riunioni di emergenza. Il paddock ha capito che il problema non è chi vince, è il regolamento stesso.
Russell ha finito quarto e si è lamentato furiosamente via radio. Ha detto che se la Safety Car fosse arrivata un giro prima avrebbe vinto, che tutto quello che poteva andare male è andato male. Problemi di batteria, timing della Safety Car sbagliato, un bug software che lo ha rallentato quando doveva difendersi da Leclerc. ESPN ha notato che era stato dato per favorito assoluto prima della stagione, ma ora il suo compagno di squadra è un contendente legittimo. È vero, ma è marginale. La vera domanda che i media internazionali si pongono è diversa e va al cuore del problema. Il nuovo regolamento renderà il campionato una lotteria? I piloti avranno ancora un ruolo in tutto questo?
E c’è un dato ancora più interessante. Siamo solo a tre gare dall’inizio della stagione e già l’intero sistema viene messo in discussione. Quello che emerge dalla rassegna stampa internazionale è paradossale. Il successo di Antonelli non è la notizia. E lo potrebbe essere vista l’età, i record stabiliti e l’essersi ritagliato il titolo di candidato per la conquista del mondiale. Ma il dibattito vero non si sta concentrando su di lui, ma se la nuova Formula 1 funziona come sport. Riguarda se i sorpassi sono veri o artificiali. Riguarda se la prossima gara a Miami riuscirà a convincere che questo regolamento merita una stagione intera. Antonelli potrebbe vincere il campionato, e nessuno ne parlerebbe comunque. Tutti sarebbero troppo occupati a criticare il regolamento che glielo ha permesso. E non è un dettaglio da poco.