Cerca

Stop alle truffe dei "furbi", all'esame della patente arrivano i jammer

Stretta del governo sul business delle truffe ai quiz della patente: arrivano i jammer per inibire i canali di comunicazione

Stop alle truffe dei "furbi", all'esame della patente arrivano i jammer
Vai ai commenti
Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 5 mar 2026

Nelle aule della Motorizzazione Civile, il silenzio è solitamente interrotto solo dal ticchettio dei mouse e dai sospiri dei candidati tesi sui monitor. Tuttavia, dietro questa calma apparente, si è consumata per anni una sfida tecnologica invisibile: una sorta di guerra di spie tra chi deve garantire la regolarità dei test e chi, pur di ottenere la patente, è disposto a pagare migliaia di euro per barare. Oggi, questa sfida segna un punto di svolta decisivo. Con la circolare 3098 del 30 gennaio 2026, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ufficialmente dichiarato guerra alle frodi tecnologiche, annunciando l’introduzione dei jammer in 130 aule d’esame su tutto il territorio nazionale.

Gli strumenti anti truffa

L’ingegnosità dei tentativi di truffa aveva raggiunto livelli degni di un film di spionaggio. La miniaturizzazione della tecnologia permetteva ai candidati di nascondere microtelecamere nei bottoni delle camicie o tra le stanghette degli occhiali da vista, puntandole verso il videoterminale per inquadrare le domande. All’esterno, un complice riceveva le immagini e suggeriva le risposte corrette attraverso auricolari microscopici infilati nel condotto uditivo. Questo “servizio” illecito alimentava un business redditizio per organizzazioni criminali, con costi che oscillavano tra i 1.000 e i 7.000 euro a truffa.

Per stroncare questo mercato e, soprattutto, per evitare che persone totalmente digiune delle regole del Codice della Strada diventino un pericolo pubblico alla guida, lo Stato ha messo in campo i jammer. Questi dispositivi agiscono emettendo segnali radio ad alta potenza che saturano i canali di comunicazione con un cosiddetto “rumore bianco”. In termini semplici, i jammer inibiscono le frequenze Bluetooth, Wi-Fi, LTE e 5G, oscurando ogni segnale non autorizzato e impedendo qualsiasi trasmissione di dati tra l’aula e l’esterno.

Alcune esenzioni

Tuttavia, il progresso tecnologico deve fare i conti con la tutela della salute. I potenti campi elettromagnetici dei jammer potrebbero infatti interferire con dispositivi elettromedicali salvavita, come quelli collegati via Bluetooth o 5G per funzioni cliniche. Per questo motivo, la normativa prevede specifiche esenzioni per i soggetti fragili, incluse le donne in stato di gravidanza e chi porta apparecchiature mediche sensibili. Presentando un certificato medico specialistico, questi candidati potranno accedere a sessioni d’esame dedicate in cui i jammer rimarranno spenti.

Anche in queste sessioni speciali, però, la guardia non verrà abbassata. L’impiego dei disturbatori di frequenza non sostituisce i controlli esistenti, ma si affianca al sistema di riconoscimento facciale. Questa procedura rimane obbligatoria e universale per ogni candidato, garantendo che nessuno possa scambiare la propria identità durante la prova. Con l’installazione graduale di questi “scudi digitali”, l’obiettivo è restituire agli esami per la patente quel valore di merito e sicurezza che le bande di truffatori avevano tentato di svendere al miglior offerente.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento