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Enel Green Power: nel 2021 5.120 MW di nuove rinnovabili anche grazie alle batterie

2021, un anno da record per EGP per capacità rinnovabile costruita in un anno.

Enel Green Power: nel 2021 5.120 MW di nuove rinnovabili anche grazie alle batterie
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 26 gen 2022

2021 da record per Enel Green Power (EGP). La società, infatti, ha annunciato di aver costruito 5.120 MW di nuova capacità rinnovabile. Un dato molto interessante perché include, per la prima volta, anche 220 MW di batterie. I sistemi di storage connessi alle rinnovabili stanno diventando sempre più importanti, soprattutto adesso che c'è una crescente attenzione a proporre una seconda vita agli accumulatori del settore automotive che vengono trasformati in soluzioni per l'accumulo. Dunque, nei prossimi anni, grazie all'aumento della disponibilità delle batterie, queste soluzioni saranno sempre più utilizzate all'interno dei grandi impianti.

Tornando ai dati condivisi da Enel Green Power, i 5.120 MW di nuova capacità rinnovabile equivalgono ad un aumento di 2.014 MW (+64,8%) rispetto alla capacità rinnovabile costruita nel 2020. Un progresso, dunque, davvero molto importante.

Inoltre, EGP ha segnato anche un record in termini di energia da fonti rinnovabili prodotta nell’anno, con circa 119 TWh, di cui 55,4 TWh da eolico e solare, in crescita di 9 TWh rispetto al 2020, 57 TWh da idroelettrico e 6 TWh da geotermico. Rilevante, infine, la crescita della pipeline di progetti in sviluppo, che tocca circa 370 GW, inclusivi di rinnovabili, Battery Energy Storage System (BESS) e capacità già in execution.

NUOVI IMPIANTI

Entrando più nello specifico, la nuova capacità rinnovabile realizzata da Enel Green Power al 31 dicembre 2021 riguarda circa 70 impianti per lo più eolici (2.596 MW) e solari (2.238 MW). Inoltre, 200 MW arrivano da Soluzioni di energy storage a batterie (BESS) negli impianti di Lily, Azure Sky Solar e Azure Sky wind negli Stati Uniti. Il tutto è così distribuito:

  • 832 MW in Europa, principalmente in Spagna e Italia;
  • 1.950 MW in America Latina, principalmente in Brasile e Cile;
  • 1.364 MW in Nord America, principalmente negli Stati Uniti;
  • 754 MW in Africa, Asia e Oceania.

Grazie alla nuova capacità costruita nel 2021, Enel Green Power gestisce adesso circa 54 GW di capacità rinnovabile complessiva. Il lavoro portato avanti nell'anno appena concluso non è stato facile a causa dell'evoluzione della pandemia.

Durante il processo di costruzione della nuova capacità rinnovabile, il Gruppo si è sempre posto come principale priorità la tutela della salute dei propri lavoratori, dei dipendenti e delle comunità in cui opera.

La società fa sapere che, una volta che la nuova capacità costruita nel 2021 sarà pienamente operativa, sarà in grado di produrre circa 16,3 TWh l’anno, evitando l’immissione nell’atmosfera di circa 11 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno.

Tale risultato contribuirà inoltre all’obiettivo del Gruppo Enel di ridurre le emissioni dirette di gas serra (GHG) a 140gCO2eq/kWh nel 2024, ben posizionando il Gruppo verso il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione dell’80% delle emissioni dirette di GHG entro il 2030 rispetto ai livelli del 2017, in linea con lo scenario 1,5°C, e dell’obiettivo Sustainable Net Zero al 2040.

Sempre con il fine di raggiungere i suoi obiettivi di decarbonizzazione, il Gruppo Enel ha cessato le operazioni in alcuni impianti a carbone per un totale di 1.983 MW di capacità installata.

Litoral (1.120 MW, Andalusia, Spagna), La Spezia (548 MW, Liguria, Italia) e le unità 1 e 2 di Fusina (315 MW, Veneto, Italia).

E per il futuro, Enel Green Power punta ad accelerare la sua capacità rinnovabile complessiva, anche grazie alle batterie. Al riguardo, Salvatore Bernabei, CEO di Enel Green Power, ha commentato:

I risultati raggiunti rappresentano un nuovo benchmark per il settore e confermano ancora una volta la nostra leadership globale: gestiamo infatti il più grande parco impianti privato al mondo per generazione di energia rinnovabile. Nel prossimo futuro accelereremo la nostra crescita sostenibile, in linea con la Vision del Gruppo Enel, che prevede un obiettivo di capacità rinnovabile complessiva, inclusa capacità da batterie, di circa 154 GW al 2030. Un grazie va a tutto il team EGP, ai nostri partner e alle comunità locali con cui lavoriamo. La passione, l’entusiasmo e la professionalità di tutti rende possibile il raggiungimento di obiettivi sempre più sfidanti.

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Commenti Regolamento
S
Surak 2.04 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo me, qualsiasi soldo buttato nel ces... andrebbe invece investito in ricerca e sviluppo quelli veri. Diciamo che visto che l'Umanità è fatta principalmente di esseri umani ed altre disgrazie simili, ti concedo un 5% di spesa futile, non di più nel totale, .. comprese le sagre paesane

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutti soldi che in gran parte ricadrebbero su aziende locali che assumerebbero personale ad altissima qualifica invece dell'operaio rumeno con le chiappe sporgenti che ti monta il pannello cinese ma tant'è. Avete vinto voi, sono anni che vincete, ne pagheremo tutti il prezzo come lo stanno già facendo le nostre imprese. Io per fortuna guadagno bene e posso anche disinteressarmi della faccenda.

Z
Ziggy 01 Jan 1970 @ 00:00

E quindi secondo te bisognava destinare i fondi attualmente spesi per le energie alternative in R&D per la fusione nucleare? Cioè non stiamo neanche paragonando voci di spese affini, un conto è l'investimento per la produzione (che ci serve) un altro quello per la ricerca, che sicuramente è fondamentale ma non è detto che porti a qualcosa di concreto.
In seconda elementare non ti hanno insegnato che non si paragonano le mele con le pere mischiano elementi diversi?

Z
Ziggy 01 Jan 1970 @ 00:00

Centrali nucleari che andavano fatte 30-40 anni fa, state a parlare sempre di sto nucleare come se fosse una soluzione di oggi. Intanto non bisogna far una centrale per risolvere il problema, ma ne servirebbero almeno una decina per avere un impatto sensibile sulla produzione nazionale, e una centrale ti costa decine di miliardi se tutto va bene (vedi i costi effettivi delle centrali francesi e nord europee ad esempio) e richiede 15 anni circa dal progetto alla messa in produzione. Poi ce lo vogliamo mettere un altro decennio per rientrare nei costi?
Però vi vedo tutti espertissimi a paragonare il costo di produzione attuale del nucleare con quello delle altre fonti, senza minimamente considerare quelli indiretti per la progettazione, messa in produzione e per gli interessi persi su soldi spesi oggi che daranno profitti fra 25 anni.

Ma mi raccomando, parliamo ancora di nucleare come la soluzione che non vogliamo vedere. Mi aspetto anche il commento "se iniziamo ora a costruirle..." e ti rispondo che se iniziamo ora ci serve una quantità oscena di denaro da anticipare allo scopo, denaro che non abbiamo al momento. Tranne che non si voglia far 2-3 centrali a casaccio che non aiuterebbero se non in modo minimale

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Hanno i verdi socialisti al governo, hanno chiuso le centrali a carbone ma i portoghesi non possono riscaldare le proprie case, pessima pessima politica. Inoltre sono 4 gatti, hanno l'oceano in faccia e una produzione industriale inesistente. Compariamoci a paesi equipollenti, Germania Uk Francia e in misura minore Spagna. Noi abbiamo un trasferimento medio dalla Francia altissimo senza il quale tanti saluti a tanta produzione industriale. Tanto per dire eh... non importiamo mica dalla virtuosa Germania, loro anzi tra i paesi qui citati sono quelli con le emissioni maggiori. Non dico di fare allin col nucleare, però nel nord qualcuna se ne potrebbe fare, come anche in provincia di Roma, giusto per garantire copertura alle industrie nevralgiche e abbattere notevolmente le emissioni, per almeno mezzo secolo con produzione di scorie che sono solo una infinita frazione di quanto non produciamo già con gli scarti radioattivi della medicina.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Premesso che la raffinazione del litio, come di altre terre rare, ha un costo ecologico ENORME (ci sono giganteschi depositi geologici con mercurio e tante altre belle cosine che stiamo tutti fingendo di non vedere), qui non si fanno i conti di quanto costerebbe al pianeta la creazione di batterie sufficienti a stabilizzare la linea elettrica nazionale. Siamo al 40% ed anche oltre, peccato che gran parte di quella percentuale è generata dall'idroelettrico, già del tutto sfruttato da decenni e che si avvale del brutto nucleare francese per movimentare l'acqua nelle ore notturne per poi farla scendere nelle ore di picco. Trovo molto seccante ogni volta che il dibattito su una questione delicata come la produzione energetica sia così rozzo. Una fonte stabile e continua servirà sempre a qualsiasi paese vorrà mantenere una produzione di energia elettrica stabile nel tempo. Non sono contrario alle rinnovabili, mi sono guardato i grafici di aumento di potenza NOMINALE (che poi si tramuta in una resa effettiva ben inferiore, a volte una frazione per lunghi periodi), non ce la facciamo, letteralmente non faremo in tempo. E' come se dovessimo fare il coast to coast in USA, quelli per le rinnovabili suggeriscono di iniziare a camminare da subito, il nucleare è la proposta di stare fermi e fare una automobile. Con le rinnovabili non arrivi, non ora, non con le tecnologie attuali e nemmeno con l'eolico offshore. Saranno un utilissimo ed eccezionale aiuto, ma non dovremmo fare un allin su questo. Guarda caso a spalleggiarci su questa politica proprio un paese che al riguardo ha sbagliato tutto, ovvero la Germania. Paesi Bassi Francia Polonia Estonia UK e Spagna invece la pensano diversamente. Per colpa di questi approcci ideologici abbiamo danneggiato seriamente le nostre aziende, tra poco vedremo serie ripercussioni anche sulla popolazione civile visto che la crisi a est è ben lungi dal risolversi. La bellissima cosa dei paesi contro il nucleare è che negli ultimi mesi hanno registrato record di emissioni, trovo la cosa di una ironia raffinatissima.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Siamo già al 40% di energia elettrica da fonti rinnovabili e c'è ancora un ampissimo margine di crescita.
Va bene il nucleare, ma intanto investiamo nelle rinnovabili.
Sappiamo che per vari motivi (politica in primis) è decisamente improbabile l'apertura di una centrale nucleare in Italia nel prossimi 10 anni. Dobbiamo comunque usare il meno possibile le fonti fossili, pertanto dobbiamo continuare ad installare decine di GW di fotovoltaico ed eolico.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Tra l'altro il Portogallo a Novembre ha definitivamente chiuso la sua ultima centrale a carbone.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché la mancata energia prodotta rispetto ad altre fonti (aka nucleare) ti portano a bruciare molto più idrocarburi di quanto avresti fatto diversamente. Prova a vedere su electricity map un confronto sulle emissioni tra Francia e Germania o Italia. Ne usciamo malissimo. Inoltre ora le loro industrie, in competizione con le nostre va sempre ricordato, possono continuare la produzione mentre le nostre, specialmente nel nord est, devono chiudere molte produzione, quali lavorazioni metalli, ammoniaca, molto del chimico, proprio perché l'energia costa troppo e li mette fuori mercato. Finora sto scherzetto ci è costato una ventina e passa di miliardi di euro, ben più del costo delle centrali nucleari che lo avrebbero evitato (oltre ad evitare di bruciare miliardi di tonnellate di gas).

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Così ammazzi l'economia, specialmente il ceto medio già in affanno. Per carità a me sta pure bene eh, io ce la faccio, ma mi dispiacerebbe vedere i miei conoscenti battere le brocchette l'inverno, un pò come capita oggi in Portogallo.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Leggevo qualcosa al riguardo tempo fa, Kenya e Corea del Sud ci stanno provando ma così come si leggono i successi si legge anche di giganteschi rischi. Non saprei, da ignorante non andrei a titillare il leone che dorme. Mi spaventa decisamente meno l'idea di costruire una ventina di reattori nucleari nelle zone meno sismiche del nostro paese.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è generando ulteriore caos includendo mille variabili che risolvi problemi di questa portata. Contare sugli investimenti privati in special modo nei condomini che in gran parte cadono a pezzi.. tanti auguri. L'emergenza esiste, per una volta non sarebbe male ragionare a dieci anni, il tempo di attuazione di un piano nucleare su vasta scala. Con leggi ad hoc, monitoraggio di enti per il nucleare italiano, UE, francese (che ce le costruirebbero) e ONU non vedo motivi di preoccuparsi.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Hanno fallito sia californiani che tedeschi, non so quanto di meglio possiamo fare noi. Sicuramente occorrerà investirci ma da qui a eleggere solare ed eolico come colonna portante del nostro sistema energetico... permettimi alzo un sopracciglio. Una decina di centrali nucleari sparse per il territorio ci permetterebbero di stabilizzare a sufficienza la nostra rete e guadagnare un mezzo secolo durante il quale sicuramente potremo effettuare transizioni a tecnologie ben più "tranquillizzanti" per la popolazione. Io non sarei affatto contrariato qualora decidessero di costruirne una dalle mie parti.

A
Alessio Ferri 01 Jan 1970 @ 00:00

I reattori che stanno costruendo adesso sono in ritardo di anni. A montare dei pannelli invece si riesce a fare un anno per l'altro.

a
axoduss 01 Jan 1970 @ 00:00

È già incluso nel prezzo di acquisto

a
axoduss 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono d’accordo, meno gas e più nucleare

m
marco 2 01 Jan 1970 @ 00:00

Giusto, gli anni sono almeno 20

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi?
Potremmo bruciare meno gas.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

È stata chiusa DEFINITIVAMENTE il 22 dicembre

a
axoduss 01 Jan 1970 @ 00:00

Decine di GW che di notte non producono nulla.
A me risulta che però ospedali ed industrie di notte abbiano bisogno di energia

a
axoduss 01 Jan 1970 @ 00:00

Fino al prossimo necessario riavvio.
Le 50 centrali a gas che devono essere costruite impiegheranno qualche tempo

a
axoduss 01 Jan 1970 @ 00:00

Bella questa barzelletta, raccontane un altra

S
Surak 2.04 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché, ed una volta si insegnava già in Seconda Elementare, i soldi non sono infiniti, anche se è vero che oggi la politica e la presunta Intellighenzia (gente che crede che l'Artico confini con l'Ucraina) non lo dice più, perché se è vero che i soldi non sono infiniti, fare tutto a Debito fino a che non arrivano quelli che spezzano le gambe ai poveracci, permette di illudere tanti bambinoni e campare tanti parassiti. Stammi bene... l'ho presa larga ma non sono uno di quelli che preferisce prendere per il cu...

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

È ovviamente gratuito in Italia.
I pannelli sono garantiti 25/30 anni, sono così affidabili da essere usati come elementi architettonici.

Y
Yanav Jiqoike 01 Jan 1970 @ 00:00

E il costo dello smaltimento ?

Z
Ziggy 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma questa è la vecchia concezione su cui dovremmo investire per superarla, i sistemi di accumulo stanno solo oggi venendo minimamente sfruttati, c'è spazio ampio ancora per permettere alle energie alternative di produrre energia che vada incamerata anche quando in eccesso rispetto la domanda, permettendo poi la distribuzione sulle 24h. Non sto dicendo che oggi sono la soluzione, ma che lo stanno diventando. In 10 anni il settore è stato capovolto, se la progressione resta uguale fra 10 anni avremmo un costo energetico paragonabile e sistemi più funzionali. Ma dovremmo continuare ad investirci sopra, anche perché non è che abbiamo ste grandi alternative

Z
Ziggy 01 Jan 1970 @ 00:00

E per quale ragione secondo te gli investimenti in energia alternativa sarebbero un problema rispetto quelli in R&D per la fusione nucleare? Non mi pare che c'è qualcuno che sta dicendo che non vada fatta ricerca su questo tema, anzi. Ma un conto è la ricerca su una tecnologia che se va benissimo ci aiuterà fra 50 anni, un altro è l'investimento in fonti di produzione alternativa che funzionano oggi e dove semmai la ricerca serve a migliorare i rendimenti di domani, non nel prossimo secolo.

p
pollopopo 01 Jan 1970 @ 00:00

trovi sempre a chi nel condominio non gliene frega o gli interessi a mantenere i tetti "storici" .. in italia sarà sempre un enorme problema... meglio puntare su altre fonti

in emelia, zona piuttosto tranquilla lato terremoti le centrali nucleari non le avrei viste così male

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Basterebbe spiegare quanto si può risparmiare con il fotovoltaico per accelerare enormemente le installazioni di impianti fotovoltaici domestici.
Ti puoi ripagare l'investimento in 4 anni, ma la gente non lo sa.

A
Alessio Ferri 01 Jan 1970 @ 00:00

Pronti tra 10 anni. I pannelli invece sono pronti tra una settimana.

p
pollopopo 01 Jan 1970 @ 00:00

i vincoli paesaggistici e i condomini sono un grosso problema in Italia... dovresti praticamente obbligare gli italiani a farlo installare sul tetto

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ma non ha tutti questi bacini, quelli che ci sono già vengono riempiti ciclicamente, dovresti sventrare intere zone per crearne di artificiali

C
Chicco Bentivoglio 01 Jan 1970 @ 00:00

La soluzione migliore sarebbe utilizzare la produzione da rinnovabili per il riempimento di bacini in alta quota e svuotarli in caso di necessità e per livellare la tensione sulla rete.
l'Italia ha praticamente montagne/colline per tutta la sua estensione ed anche sulle isole.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Possiamo installare decine di GW di fotovoltaico semplicemente sfruttando lo spazio disponibile sui tetti.
Le piccole medie aziende e i privati saranno i principali responsabili della crescita del fotovoltaico nei prossimi anni.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Hanno definitivamente chiuso la centrale di La Spezia il 22 dicembre.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

L'impatto in bolletta è minimo e può essere ulteriormente limitato grazie al ricavato dalla stessa carbon tax.
Stai semplicemente rendendo antieconomico la produzione di energia in modo inquinante e non efficiente.
Le centrali a carbone scomparirebbero quasi immediatamente (in Italia sono già tutte in chiusura, nel 2021 hanno chiuso La Spezia e Fusina).
Una tassa del genere porta ad una rapidissima crescita delle rinnovabili.

a
axoduss 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma veramente Enel è stata costretta a riaccendere La Spezia e A2A ha riacceso Monfalcone visto che c’era carenza

a
axoduss 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche perché le batterie non producono proprio nulla se prima non sono state ricaricate

a
axoduss 01 Jan 1970 @ 00:00

La carbon tax alla fine la paghi tu in bolletta perché le rinnovabili non potranno mai sostituire completamente i fossili e di certo non saranno preponderanti in pochi anni

a
axoduss 01 Jan 1970 @ 00:00

2GW di fotovoltaico che di notte non produce nulla. 2GW di fotovoltaico che occupano kmq di territorio
Bastavano due reattori nucleari per avere un beneficio ambientale di gran lunga migliore.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

ahi mi hai proprio asfaltato

A
Apocalysse 01 Jan 1970 @ 00:00

No, scordatelo, non è che basta un pizzico di Eolico e Solare, sono fonti intermittenti e quando non funzionano devi sopperire con centrali convenzionali.
Il grande idroelettrico non sfruttabile ulteriormente, solo micro generazione e con quella non vai da nessuna parte.
Non è banale sfruttare i vulcani come pensi, se lo fosse sarebbero usati in tutto il mondo, l'Enel ha provato a cercare la camera magmatica dell'Etna senza risultato.

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

In Italia abbiamo tante risorse e non le sfruttiamo. Se ampliassero molto di più (e rendessero anche più efficienti i sistemi) l'eolico, il solare, l'idrologico e ci fosse anche il geotermico sfruttando i vulcani in Italia, probabilmente non compreremmo energia dalla Francia come facciamo ora.

A
Apocalysse 01 Jan 1970 @ 00:00

Enel ha provato a cercare la camera magmatica dell'Etna senza risultato ed ha abbandonato.

A
Apocalysse 01 Jan 1970 @ 00:00

Non abbiamo sole per il solare termodinamico, la centrale di Rubbia è stata fallimentare, al contrario in Spagna ha reso bene.

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00
l'italia in vita (prendendo come riferimento roma) e' larga 170km

?!?!?!

La superficie dell'Italia è pari a 301.340 km², quindi lo 0,1% sono proprio 301,34 km²

g
giovanni 01 Jan 1970 @ 00:00

L'Enel avrebbe dovuto investire nel solare termodinamico, una tecnologia inventata in Italia e guarda caso emigrata in Cina.
Se Gheddafi non fosse stato rovesciato si sarebbero potuti creare grandi parchi di solare termodinamico in Libia, adesso che la situazione si sta stabilizzando si potrebbe riprendere il discorso.

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Non mi sembra che offrire una ricarica più economica di giorno rispetto la notte equivalga a obbligare qualcuno.

W
Windows_hater 01 Jan 1970 @ 00:00

emh 300 che ? non vorrei dire nnt ma l'italia in vita (prendendo come riferimento roma) e' larga 170km, dubito quindi che 300km^2 sia lo 0.1% forse intendevi 30km^2

A
Alessio Ferri 01 Jan 1970 @ 00:00

Meno carbone bruciato è meglio per tutti. Il carbone contiene più scorie radioattive delle scorie delle centrali nucleari stesse.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Non spremi i contribuenti, ma chi usa combustibili fossili e in particolare chi usa il carbone. È giusto.
Il ricavato può essere reinvestito in vari modi.

A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda, se pensi che spremere i contribuenti in questo momento storico sia la soluzione non so che dirti. Chiudiamola qui e accordiamoci sul disaccordo

A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo, ma non puoi obbligare la gente a farlo. Basterebbe fare tutti la raccolta differenziata e non buttare roba per terra per avere città e periferie pulite, però non succede e ogni volta che vado a Roma mi viene il vomito

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutto questo è a costo zero per lo stato.
Le rinnovabili sono diventate la fonte di energia più economica.
Con una carbon tax sui carburanti lo stato potrebe raccogliere miliardi di euro da reinvestire.
Il prezzo dell'energia non subirebbe variazioni significative.

A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

La tecnologia attualmente in commercio e quella di prossima commercializzazione per le batterie richiede costi enormi e lo stupro del pianeta. Non dico che la densità non aumenterà mai, ma che ci vorranno più o meno gli stessi tempi delle altre tecnologie perché se ne vedano veramente gli effetti fuori dai laboratori. Prova a vedere quanta energia può stoccare la batteria più grande del mondo attuale e calcola quante ce ne vorrebbero già solo in Italia perché l'impatto sia significativo. Lo dico con tristezza, mica sono contento, ma non posso vivere con le pelli di salame davanti agli occhi

N
NOP7356 01 Jan 1970 @ 00:00

sì chiamano No-Progresso aka si stava meglio quando si stava peggio aka ma come hanno fatto i nostri antenati

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Considerato che la maggior parte delle auto sono ferme per la maggior parte del tempo, basterebbe ricaricarle di giorno magari a un costo minore che di notte.

D
DarkVenu 01 Jan 1970 @ 00:00

"nucleare a fissione, fusione nucleare, batterie o mega produzioni da fonti rinnovabili"
No non ti sbagliare e non si può fare in questo caso di tutta l'erba un fascio.
Le prime due son in forte aumento, o meglio, quella a fusione per ora è ancora a livello sperimentale, mentre le ultime due sono in rapida diminuzione.
La bolla attuale sulle materie prime è destinata a ridimensionarsi con l'aumento dei players nel settore, la concorrenza e l'evoluzione tecnologica e infine il tempo e l'inflazione ed incide comunque in relativa parte sul prodotto finale.
Tutta la ricerca nel settore batterie è incentrata si sull'aumento di densità energetica, velocità di carica e cicli di ricarica (anche se lì siamo già arrivati con tecnologie come LFP) ma anche sull'essere meno dipendenti da terre rare. Ed è già in corso e alcune in commercio, non si parla di roba di roba che sarà pronta a 20 anni.
L'industria pesante, purtroppo non da noi ma in Cina, Stati Uniti e Germania per dire i primi 3 stati che mi vengono in mente stanno velocemente trasformando settori e fabbriche.

A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

E allora ritorniamo a ciò di cui discutevamo prima, siccome aumentare la % di rinnovabili nel mix energetico è sempre più costoso man mano che la % sale, e siccome dopo circa 20 anni inizi ad avere costi di smaltimento degli impianti vecchi uniti alla costruzione dei nuovi, dove li prendiamo tutti questi soldi? La tassa è una soluzione parziale, perché stiamo vedendo proprio adesso che il paese senza sovvenzioni sul gas non va avanti. Siamo al punto che le aziende chiudono nonostante lo stato stia "incentivando" l'uso del gas, quindi l'opposto della Carbon Tax, e non abbiamo il minimo controllo sulla cosa perché il prezzo del gas lo possiamo solo subire.
Io sinceramente non vedo come in Italia questa politica possa avere successo

b
broncos 01 Jan 1970 @ 00:00

Si possono togliere anche incentivi domani e fare pagare spese mediche e danni ambientali a chi li provoca.
Forse scopriamo che gli investimenti green sono più sostenibili...

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Da una parte bastoni chi usa fonti fossili, dall’altra raccogli miliardi da reinvestire: https://uploads.disquscdn.c...

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

È un sistema efficace.
Porta ad un rapido sviluppo delle rinnovabili.

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

e che azzo me ne frega degli USA vivo in Italia, abbiamo altre tasse e costi...

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Il fatto che l’Italia è una nazione che produce poco gas è una ragione in più per disincentivare l’uso di fonti fossili

A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

Questo vale per gli USA, che sono un paese produttore e consumatore di gas e idrocarburi in generale, quindi possono "decidere" di tenere il prezzo della materia prima abbastanza costante. In uno scenario come quello italiano, in cui il prezzo base, prima delle tasse, lo decide il dittatore di turno, quanto possiamo fare affidamento su un sistema del genere? Se il prossimo anno il prezzo base raddoppia e io mantengo le stesse tasse, magari iniziano a chiudere le aziende.. È come mettere una tassa sui ricchi, giustissima dal punto di vista ideologico, ma irrealizzabile perché questi ricchi ci mettono 2 secondi a spostare sede legale.
Sto semplificando enormemente, e non sono un economista, ma purtroppo l'enormità di variabili in gioco rende il tema parecchio complesso

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Questi sono i possibili ricavi in tasse negli Stati Uniti: https://uploads.disquscdn.c...
Praticamente a costo zero per lo stato e per i cittadini si incentiva la transizione alle energie rinnovabili.

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

un po' di olio di ricino e via

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

tanto io lavoro per pagare le tasse e pensioni altrui mica per farmi una vita?

S
Surak 2.04 01 Jan 1970 @ 00:00

Mancano solo un paio di randellate a chi si oppone e quasi convinci pure me... basta che posi il bastone

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Ovvio parliamo di emissioni totali.
Il carbone emette il doppio rispetto al gas.
In Italia stiamo già abbandonando il carbone.
Una tassa del genere renderebbe immediatamente antieconomico il carbone:
https://uploads.disquscdn.c...

A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

Occhio che qualunque tecnologia emette CO2 ed inquina, anche se alcune non lo fanno in modo diretto e ovviamente non tutte allo stesso modo. Bisogna tenere conto dell'impatto ambientale totale, dall'estrazione del primo pezzettino di litio o silicio allo smantellamento finale degli impianti. Noi in Italia non vediamo i danni ambientali che le miniere fanno nel terzo mondo e, anche se questi non contribuiscono all'emissione di CO2, non sono assolutamente da scartare dall'equazione

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Una tassa di questo tipo favorisce un enorme sviluppo tecnologico.
Es vari scenari per gli Stati Uniti (con tassa dal 2020).
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In uno scenario la produzione di energia dal gas con cattura della CO2 diventa più economica dalla produzione di energia senza cattura della CO2.
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A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

Più che una carbon tax basterebbe che le decisioni in ambito energetico venissero prese da chi è competente e non da topo gigio, come è avvenuto negli ultimi 40 anni. Quando si parla di energia, in Italia e in Europa, non si riesce a tenere fuori le ideologie. Io mi chiedo che senso abbiano le ideologie in un tema come questo. Anche qui nei commenti mi sembra che di fanatici per una o per un'altra tecnologia sia pieno, sarà per questo che non siamo ancora riusciti ad eliminarli dal dibattito politico. I soldi che sono stati sprecati per impianti antieconomici, un esempio, non l'unico, sono gli impianti a biomasse che non sfruttano gli scarti ma hanno bisogno di produzioni proprie, se fossero stati spesi in altri modi sicuramente adesso avremmo più rinnovabili "vere" e meno costi in bolletta

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Cosa buona e giusta.
Il metano emette la metà della CO2 rispetto al carbone, è giusto abbia una tassazione differente.
Le rinnovabili non emettono CO2 è giusto abbiano una tassazione differente.
Una tassa di questo tipo porterebbe soltanto ad un leggero aumento del costo dell’elettricità nel immediato, ma in seguito il prezzo tenderebbe velocemente ai valori pre tassa.

In questo modo lo stato avrebbe enormi guadagni che potrebbero essere reinvestiti in vari modi (anche contenere l’aumento dei costi).

N
NCK 01 Jan 1970 @ 00:00

sarebbe interesssante un servizio approfondito sulle batterie da accumulo

A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema è proprio che nessuna tecnologia, nucleare a fissione, fusione nucleare, batterie o mega produzioni da fonti rinnovabili anche per produrre H2, sarà pronta prima di 20-30 anni.. I costi delle materie prime in forte aumento influenzano in modo pesante tutte le tecnologie che ho nominato. Basta essere consapevoli di ciò

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

i no-geotermia insieme ai no-tutto dovrebbero prendere un bel volo per andarsene su un'isola deserta, così non c'è niente e non possono protestare

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

una tassa in più ai danni dei cittadini (verrà scaricata aumentando un minimo i prezzi), evviva! tanto ne paghiamo poche...

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Parlo di una tassa diretta su tutti combustibili fossili.
Non di un sistema di crediti di CO2.
Ogni kg di CO2 emesso paghi tot €.
In questo modo il carbone avrebbe la tassa più alta e tutte le centrali a carbone sarebbero portate verso una chiusura quasi immediata.
Anche il gas diventerebbe meno economico rispetto alle rinnovabili, avremmo una rapidissima crescita delle rinnovabili.

Ecco cosa accadde negli Stati Uniti con una tassa di 25 o 50$ per tonnellata di CO2 (grafico a partire dal 2020):
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Da notare che nello scenario 25$ con incremento del 5% annuo ad un cerco punto diventa più economica la produzione di energia da gas con cattura della CO2 rispetto alle classiche centrali a gas.

A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

Certamente si può aumentare, ma dal tuo commento precedente sembra quasi che basta mettere due pannelli fv e copriamo il fabbisogno del paese. La realtà è ben più complessa, come hai giustamente sottolineato nel commento successivo e, per alcuni settori, non esistono soluzioni con le tecnologie attuali.
Il senso del mio commento era "installiamo rinnovabili finché economicamente e fisicamente sensato, dopodiché prendiamo atto che per decarbonizzare l'economia quello è solo il punto di partenza e non quello di arrivo"
Spero che di essere stato più chiaro e mi scuso se non ho capito subito il tuo primo commento

D
DarkVenu 01 Jan 1970 @ 00:00

eddai cosa serve provocare, poi becchi il tizio che ti asfalta...
Guarda i grafici di produzione di batterie elettriche, quanti gwh stanno producendo e le % di crescita anno su anno; di aumento di densità delle medesime, di megaprogetti in sviluppo per utilizzare l'idrogeno come vettore, (certo serve surplus da rinnovabile) poi rifletti se il futuro non è tracciato in quel trend.

Certo se la tua obbiezione è: "siamo pronti domani?" Ovviamente no.

Spero tu non sia uno di quelli che se ne esce dicendo che per l'elettrico sulle auto serva il nucleare (tempo di realizzazione in Italia bho 15-20 anni a costi e materie prime in aumento esponenziale) perché da allora l'Italia sarà al 80% rinnovabile.

A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

Nono gli incentivi ci sono e ci saranno sempre, molti fanno l'errore di considerare solo il prezzo di vendita della corrente, senza considerare le altre pesantissime voci che abbiamo in bolletta, spero che non sia il tuo caso.
Ad oggi se spendessimo nei prossimi 10 anni altri 100 mld (la vedo dura) non arriveremmo neanche al 60%, dopodiché dovremmo iniziare a smantellare i primi impianti che abbiamo montato e sostituirli con dei nuovi. Oltretutto i soldi per lo smaltimento lo stato ce li deve ancora mettere, e le tecnologie per il riciclo su larga scala sono ancora in fase sperimentale (gran parte delle pale eoliche, per esempio viene sotterrata). Quello che dici tu non è sbagliato di per sé, ma servono veramente tantissimi soldi e anche chi li ha spesi sta faticando parecchio ad escludere il carbone (il carbone, neanche il gas) dal proprio mix energetico. Io sono d'accordissimo nell'installare quante più rinnovabili possibile, ma dopo una certa %, che è parecchio lontana dal 100%, diventa veramente antieconomico e inizia ad essere accanimento

S
Surak 2.04 01 Jan 1970 @ 00:00

Faccio presente che esistono anche i No-.Geotermia (figurati se i parassi-i si fanno sfuggire la qualsiasi)

S
Surak 2.04 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo come no, nobel come piovesse (intanto la Cina sulla fusione, ha messo la quarta e sfanala al "Vecchio- Continente- con il cappello")

D
DarkVenu 01 Jan 1970 @ 00:00

Grazie per l'informazione, non sapevo che l'energia elettrica servisse h24!

Se parti da qual presupposto van bene le tavole di cera e girare mulo (perchè il cavallo consuma troppo)

Per far andare l'Italia al 100% rinnovabile occorreranno non solo i 350 terawattora di produzione odierna ma anche il restante di fonti fossili usato per trasporti ecc.

Parliamo di oltre 7-800 terawattora.

Mi è e spero per tutti lo sia che la transizione è in corso e soprattutto in forte accelerazione, ma non si compirà domani ne tra 5 anni.

L'attuale 40% (in realtà è già oltre) è relativo alla sola energia elettrica. I trasporti se si parla di elettrificare solo le auto incideranno per ulteriori 100-120 twh/anno
Quindi un +30% da ora, cosa per altro gestibile già oggi a livello di produzione. (con le attuali centrali)

S
Surak 2.04 01 Jan 1970 @ 00:00

Con la fuffa dei costi sulla Co2... di fatto c'è già... ma che te lo spiego a fare

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

In Italia abbiamo già oltrepassato la soglia del 40%.

10 anni fa fotovoltaico ed eolico erano estremamente costosi, grazie all’evoluzione tecnologica i costi sono crollati.
Ora il fotovoltaico e l’eolico sono le fonti energetiche più economiche, sono più economiche del gas e del carbone anche senza incentivi.

A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

In Germania hanno speso 6 volte più di noi (noi abbiamo speso più 100mld) negli ultimi 10 anni e non ci sono riusciti.. Noi 600 mld non li abbiamo e visto come stanno andando le cose probabilmente non li avremo neanche nei prossimi 30 anni. Secondo me stai inseguendo un sogno irrealizzabile per il nostro paese

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Possiamo tranquillamente arrivare al 70/80% di rinnovabili e a costo zero per lo stato.
Una Carbon tax su tutti i combustibili fossili è il metodo più efficace per accelerare la transizione.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Possiamo avere una produzione di energia prevalentemente da fonti rinnovabili e garantire la sicurezza della rete con qualche peaker plant.

A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

Non sono contro le rinnovabili, ci mancherebbe! :) Sto solo dicendo che andare oltre il 50-60% con solare ed eolico oggi è impossibile o esageratamente costoso. Ogni cosa ha il suo posto, e quello delle rinnovabili aleatorie è quello di operare in sinergia con il carico base, che, con le tecnologie attuali, va preso da altre fonti

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo non si può arrivare al 100%, ma ogni punto percentuale in più è ugualmente fondamentale.
C’è ancora un ampissimo margine di crescita.

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

si dovrebbero sfruttare tutti i vulcani che abbiamo sul territorio alla fine è energia "gratis" ma un po' pericolosa in caso di eruzione.

A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

Peaker plant che producono più del 40% del nostro fabbisogno elettrico totale? Sai almeno cosa significa peak in inglese, fenomeno?

A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

Più ci spinge con le percentuali, più è difficile da raggiungere. Il 100% con fonti aleatorie non si può raggiungere, e non lo dico io ma qualsiasi studio fatto seriamente. Le tecnologie odierne non sono mature, non esistono batterie grandi abbastanza

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Fenomeno, solo nel 2021 hanno chiuso la centrale a carbone di La Spezia e Fusina.
Tutte le centrali a carbone sono in chiusura.
I peaker plant vanno a gas.
Le batterie utilizzate per l’accumulo sono generalmente LFP, quindi batterie con una vita estremante lunga (~10.000 cicli).

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Siamo già oltre il 40% di energia da fonti rinnovabili.
C’è ancora un enorme potenziale di crescita.
Possiamo enormemente ridurre i consumi di gas.

Questo significa ridurre le emissioni e ridurre la dipendenza dalle importazioni di gas.

A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

Può avere anche più prospettive, certo, rispetto al solare almeno qualche volta funziona anche di notte, ma resta il problema che stai 2-3 settimane senza vento, cosa successa quest'estate, tocca far ripartire tutte le centrali a carbone, perché le batterie OGGI non sono in grado di stoccare così tanta energia. In futuro (20-30-40 anni) magari sì, ma a quel punto forse avremo anche la fusione nucleare. Ha senso costruire oggi più rinnovabili del necessario, considerando che quando le batterie saranno pronte saranno già a fine vita? Io non sono contro le rinnovabili, anzi, ma non si può andare oltre una certa % del mix energetico con le tecnologie odierne. Bisogna solo prendere atto di questo

Z
Ziggy 01 Jan 1970 @ 00:00

Vai a vedere i numeri attuali rispetto a 10 anni fa, quando la sensibilità sul tema (seppur diffusa) era drasticamente più bassa. La crescita nella contribuzione da fonti alternative è nettissima, così come è netto il calo del costo per kwh prodotto dalle stesse fonti, ed è direttamente dipendente dall'interesse del pubblico, di conseguenza della politica, e degli investimenti che direttamente o indirettamente arrivano a chi produce da queste fonti. Continuando di questo passo si può far davvero moltissimo per abbattere la nostra dipendenza energetica da fonti importate dall'estero, ovviamente c'è da lavorare molto ancora ma buttarla sul disfattismo non serve a nulla.

A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

C'è solo un piccolo problema, abbiamo bisogno di elettricità anche di notte. Adesso, io vivo in pianura padana e d'inverno il sole non lo vedi neanche di giorno, per non parlare del vento che è inesistente, ma anche chi vive al sud non penso che possa utilizzare i pannelli fv di notte. Nei prossimi anni ci saranno sempre più auto elettriche che verranno caricate principalmente di notte, come faremo a quel punto? Si parla di raddoppiare la produzione elettrica nazionale, e già adesso le batterie non arrivano neanche all'1% di ciò che abbiamo bisogno.. Io sinceramente non capisco da dove scaturiscono questi ragionamenti. C'è bisogno di elettricità h24, non posso affidarmi solo al sole e al vento, purtroppo

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Oltre il 40% dell’energia elettrica prodotta in Italia proviene da rinnovabili.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Giusto spingere sulle rinnovabili.
La soluzione più efficace è una Carbon tax su tutti i combustibili fossili.

Z
Ziggy 01 Jan 1970 @ 00:00

Buttati... come se da questi investimenti non ottenessimo sia energia pulita che ritorni in ricerca e sviluppo

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Se produciamo 4 TWh in più da rinnovabili avremo bisogno di 4 TWh in meno dal gas.
Mi sembra semplice.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Vedo con più cauto ottimismo i tentativi di sfruttare il geotermico nei campi flegrei. Li almeno la produzione sarebbe abbastanza stabile e non soggetta al meteo.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Dove la metti questa energia?

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Peaker plant

D
DarkVenu 01 Jan 1970 @ 00:00

In Italia con il rinnovabile siamo oltre il 40%.
Partendo da zero senza contare l'attuale installato, per soddisfate i 350 twh anno basterebbe coprire lo 0,1% dell'Italia con pannelli solari circa 300km^2.
Non stiamo parlando di non vedere più il sole...

Aggiungo "Dei 22mila Kmq urbanizzati del nostro Paese, il 30% è occupato da edifici e capannoni, il 28% da strade asfaltate e ferrovie. "
Non è necessario occupare altro suolo...

S
Surak 2.04 01 Jan 1970 @ 00:00

Grazie ai miliardi di euro in incentivi buttati (un po' ovunque, ma gira e rigira il cetriolo...) se proprio vogliamo essere onesti

A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

E se non c'è vento per 2-3 settimane come successo quest'estate come facciamo? Hai idea di quanto costerebbero delle batterie in grado di stoccare quella quantità di energia? Il problema non è solo il quanto, è la costanza della fonte di energia

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Nel computo dell'impatto ambientale dell'eolico non viene calcolato il danno ambientale di estrazione materie prime e che nessuno si occupa dell'eventuale ripristino. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Questo perché si ragiona in termini di picco teorico raggiungibile, cosa che i dati hanno ampiamente dimostrato non essere vero. Dire che per capire il concetto è sufficiente vedere la puntata dei Simpson in cui si installano una pala eolica in casa.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Solo il parco eolico a largo di Otranto dovrebbe produrre 4 TWh l’anno, 1,3% dei consumi italiani.
L’eolico ha un potenziale enorme in Italia.

A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

Se avessimo soldi illimitati, fossimo disposti a stuprare il pianeta per estrarre le componenti delle batterie e aspettassimo 30-40 anni per far maturare la tecnologia delle batterie, sono sicuro che si arriverebbe molto vicini al 100% rinnovabile in Italia, sfruttando più il sole che il vento. Però mi sembra abbastanza stupido come ragionamento

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Senza contare che l'eolico non è neanche cosi prevedibile e il solare di notte produce zero

A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

In Italia abbiamo pochissimo vento se confrontato agli stati che si affacciano sul mare del nord. Possiamo mettere anche tutte le batterie del mondo, non raggiungeremo mai la loro produzione. E pensare che anche loro stanno avendo parecchi problemi nella gestione della rete (vedasi Germania), non so come pensiamo di farlo noi visto che partiamo già in forte svantaggio

A
Auron 01 Jan 1970 @ 00:00

Perfetto, ora che abbiamo lo 0,qualcosa di capacità coperta con le batterie siamo a cavallo! Questi numeri vanno aumentati di almeno 3 ordini di grandezza prima che comincino ad avere un impatto serio sul consumo totale, e facendo due conti sui costi non sembra convenire molto.
Aspetteremo come stiamo aspettando la fusione nucleare, tra 50 anni sono sicuro che ci saranno delle batterie in grado di fare quello che secondo molti creduloni è già fattibile adesso. Non si capisce come mai nessuno è mai andato oltre queste capacità marginali, sarà un complotto :(

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Credo sia la prima volta che leggo una notizia del genere su HDMotori, ma mi farebbe piacere vederne altre.

Da sottolineare la chiusura delle centrali a carbone di La Spezia e Fusina.
In Italia abbiamo decine di progetti di parchi eolici, in particolare off-shore. In potenziale dell’eolico è enorme.
Solo il parco eolico a largo di Otranto dovrebbe produrre 4 TWh l’anno, 1,3% dei consumi italiani.

Tra l’altro è arrivato il momento di spingere su una Carbon tax su tutti i combustibili fossili.
Porterebbe nell’immediato ad un leggero aumento dei costi dell’elettricità, ma porterebbe ad una crescita rapidissima delle rinnovabili.
Il tutto a costo zero per lo stato.

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MagicLuke 01 Jan 1970 @ 00:00

Avanti tutta così!