Quali auto comprano le donne in Italia e perché
Nel mercato auto le donne restano protagoniste: quote stabili nel nuovo, crescita nell’usato e scelte sempre più orientate a SUV compatti
Il mercato dell’auto in Italia continua a raccontare storie. E sono quelle che spesso iniziano a evidenziare alcune tendenze. Tra queste, la certezza di una presenza femminile che resta solida. Quasi immobile nei numeri complessivi. Ma in realtà in lenta trasformazione. Soprattutto se si osservano le scelte, i comportamenti e le differenze rispetto agli uomini.
Nel 2025, secondo i dati UNRAE, le donne hanno infatti rappresentato il 41,7% delle immatricolazioni di auto nuove. Una quota praticamente identica a quella dell’anno precedente. In sostanza nessun balzo in avanti, ma nemmeno passi indietro.
Una presenza stabile che nasconde piccoli cambiamenti
Ma se il nuovo resta fermo su numeri già consolidati, è nel mercato dell’usato che si intravede qualche piccolo movimento. Qui la quota femminile sale leggermente, arrivando al 39,3% (circa il 39,0% del 2024). Una crescita contenuta, certo, ma costante.
Anche la geografia racconta qualcosa. La partecipazione femminile non è uniforme lungo la penisola. Si passa da regioni come la Valle d’Aosta, dove quasi un’auto nuova su due viene acquistata da una donna (47,9%). E a realtà come la Campania, dove il dato scende al 38,4%. In mezzo, c’è il Centro Italia che si distingue ancora come l’area più “equilibrata” sotto questo punto di vista.
Prezzi più bassi e scelte più razionali
Uno degli elementi più evidenti riguarda invece il prezzo medio delle vetture acquistate. Le donne continuano a spendere meno rispetto agli uomini. E il divario non solo persiste ma si allarga. Nel 2025, per un’auto nuova, la spesa media femminile si è fermata intorno ai 25.200 euro. Gli uomini di media hanno speso 6.400 in più. Secondo UNRAE con una forbice più ampia rispetto al 2024. Una differenza che come evidenziato dai dati UNRAE si nota anche nell’usato. Le donne spendono in media 8.400 euro. Gli uomini 1.500 euro in più.
SUV compatti e ibride: le preferenze che si consolidano
Guardando alle preferenze, emergono conferme piuttosto nette. Le donne continuano a privilegiare le auto dei segmenti più piccoli, in particolare A e B, ma con una predilezione sempre più chiara per i SUV compatti.
Il B-SUV, da solo, raggiunge il 37,7% delle scelte. Una quota significativa, che spiega bene quanto questo tipo di vettura riesca a combinare dimensioni contenute e versatilità.
Ci sono anche dati interessanti sul fronte delle alimentazioni. Di fatto si amplifica ulteriormente la leadership delle ibride (HEV), che salgono al 44,3% nelle scelte femminili (37,9% nel 2024), mentre la benzina, pur in calo di quasi 8 punti, mantiene un distacco elevato rispetto agli acquisti maschili attestandosi al 29,6%. Negli acquisti femminili, le auto elettriche e plug-in nel 2025 salgono rispettivamente al 5,6% (+2,6 punti percentuali sul 2024) e all’1,8% (+0,8 punti percentuali), contro il 6,3% e 4,3% nelle scelte maschili.
Età, colori e uno sguardo al parco circolante
Dal punto di vista demografico, il cuore del mercato femminile si concentra tra i 30 e i 55 anni.Nello specifico UNRAE sottolinea che le due fasce principali, 30-45 e 46-55, coprono insieme oltre la metà degli acquisti, con percentuali quasi identiche.
Anche i colori raccontano qualcosa. Le preferenze femminili non si discostano troppo da quelle maschili: il grigio domina (30,8%), seguito dal bianco (23,7%). Più distaccati nero e azzurro. Interessante, però, la crescita del verde, che arriva al 6,9%, un segnale, forse, di una maggiore apertura verso scelte meno convenzionali.
Infine, uno sguardo al parco circolante. Alla fine del 2025, il 40,5% delle auto private in Italia risulta intestato a una donna. In pratica, più di una vettura ogni due e mezzo. Un dato che conferma quanto la presenza femminile non sia più marginale. Bensì pienamente integrata nel sistema automobilistico. Con la benzina che però resta ancora dominante, con una quota del 49,8%. Un segno che l’ormai chiacchierata transizione, almeno nel parco esistente, procede con tempi più lenti rispetto alle nuove immatricolazioni.