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Gli spaventosi dati dei giovani al volante: quando un like vale più della vita

Dagli streaming su TikTok ai rischi dei touchscreen: perché la distrazione digitale sta diventando un’epidemia mortale per i giovani

Gli spaventosi dati dei giovani al volante: quando un like vale più della vita
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 8 apr 2026

Questa epoca contrassegnata dall’imperante presenza degli smartphone ha dato forma a una dipendenza così radicata che per molti è diventato impensabile staccare gli occhi dallo schermo, anche solo per un secondo. Questa necessità di restare connessi si sta riversando in modo pericoloso anche sulle strade, dove la distrazione non è più limitata al rapido colpo di telefono o alla scrittura di un SMS in fretta e in furia. Oggi, chi siede al volante — e in particolare chi appartiene alle nuove generazioni — non si limita a comunicare ma guarda video, scorre i feed di TikTok, pubblica storie su Instagram e partecipa a dirette streaming mentre l’auto è in movimento. È una metamorfosi della disattenzione che ha trasformato l’abitacolo in un palco, con conseguenze spesso fatali, come ci raccontano i numeri della NTHSA.

I numeri di una tragedia annunciata

I dati forniti dalla National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) tracciano un quadro agghiacciante della situazione attuale. Nel 2023, negli Stati Uniti, la guida condizionata da distrazioni è stata connessa a 3.275 decessi e a oltre 300.000 feriti. Sebbene le cifre non specifichino in modo esatto quale strumento tecnologico ha generato ogni incidente, gli esperti sottolineano come l’uso dei social media stia diventando la variabile più comune e preoccupante.

La ricerca della NHTSA evidenzia inoltre un dato demografico allarmante: i giovani conducenti tra i 16 (negli Usa si può prendere la patente a questa età) e i 20 anni rappresentano la quota maggiore di incidenti mortali legati alla distrazione, con tassi che rimangono elevati fino ai vent’anni inoltrati. Joel Feldman, un esperto che dialoga con gli studenti in tutto il Paese, riporta testimonianze dirette di ragazzi che ammettono candidamente di “dare una rapida occhiata a un video di TikTok” durante la guida, un’abitudine che fino a cinque anni fa era pressoché inesistente.

Dallo streaming allo schianto

La cronaca recente è ricca di esempi drammatici che confermano questa tendenza. A fine 2023, due popolari streamer sono stati filmati mentre sfrecciavano ad alta velocità ad Atlanta su una BMW M3 e una Dodge Charger durante una diretta. Fortunatamente, in quel caso, non ci sono stati feriti gravi. Altri non sono stati così fortunati: una donna di 43 anni ha ucciso un pedone mentre era impegnata in una diretta TikTok, mentre in California un uomo ha speronato un’auto della polizia parcheggiata perché troppo assorbito dalla visione di un video su YouTube.

La tecnologia come complice

Paradossalmente, anche la tecnologia di sicurezza dei veicoli moderni sembra remare contro la concentrazione. Molti conducenti utilizzano oggi dongle aftermarket per sbloccare gli schermi dell’infotainment di bordo e guardare video mentre guidano. Inoltre, secondo la professoressa Charlie Klauer, l’eccessiva dipendenza dai touchscreen integrati è un fattore di rischio enorme: studi hanno dimostrato che l’uso di questi schermi può influenzare i tempi di reazione del conducente più dell’alcol o della cannabis.

Mentre 49 stati americani vietano già l’invio di messaggi e 33 proibiscono l’uso di dispositivi portatili, i legislatori stanno correndo ai ripari per colmare i vuoti normativi riguardanti lo streaming e le dirette dal sedile del guidatore. Tuttavia, finché il fascino di un “like” supererà la percezione del rischio, la strada continuerà a essere il palcoscenico di una tragedia digitale che non conosce il tasto “pausa”. In Italia, probabilmente i dati sono diversi, ma è doveroso non abbassare la guardia.

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