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Aumentano del 20% le vendite di veicoli elettrici, con l’Europa che cresce più della Cina

La Cina resta prima per volumi, ma nel 2025 è l’Europa a spingere di più sugli EV.

Aumentano del 20% le vendite di veicoli elettrici, con l’Europa che cresce più della Cina
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 14 gen 2026

L’andamento delle vendite dei veicoli elettrici, al di là del singolo dato, è un indicatore dell’evoluzione del settore auto e della rapidità (considerando tutte le criticità degli ultimi anni) con cui procede il passaggio a soluzioni più ecologiche e sostenibili. Da questo punto di vista sono interessanti i dati pubblicati da Benchmark Mineral Intelligence (società specializzata nelle ricerche sulla fornitura di batteri e veicoli elettrici) che mostrano come nel 2025 in tutto il mondo le vendite di veicoli elettrici hanno raggiunto i 20,7 milioni registrando una crescita del 20% rispetto all’anno precedente.

La situazione dell’Europa

Stando a questi dati è interessante registrare la crescita avvenuta in Europa. Nel Vecchio Continente, infatti, è stata particolarmente sostenuta con il numero di nuove immatricolazioni che è salito del 33%. In confronto, la Cina ha segnato un incremento minore (+17%), mentre il Nord America ha registrato un calo del 4%, sintomo di un contesto politico e normativo meno favorevole.

In Europa il boom dell’elettrico è stato favorito da nuovi incentivi e da una maggiore flessibilità normativa. Le modifiche agli obiettivi sulle emissioni, tanto discusse e criticate, hanno permesso alle case automobilistiche di distribuire gli sforzi nel tempo, mantenendo comunque alta la spinta all’elettrificazione. Paesi come Germania e Regno Unito hanno guidato la crescita, rispettivamente con aumenti del 48% e del 27%. Anche la Francia, dopo un avvio debole, ha chiuso l’anno con un lieve segno positivo grazie al rilancio dei sussidi pubblici.

Negli Stati Uniti, invece, l’eliminazione dei crediti d’imposta federali ha interrotto bruscamente la corsa degli EV. L’ultima parte dell’anno ha registrato un crollo delle immatricolazioni, soprattutto nel quarto trimestre, quando le vendite sono diminuite del 49% rispetto ai tre mesi precedenti. In Canada la situazione è stata ancora più critica, con un calo del 41% dopo la sospensione degli incentivi nazionali. Solo il Messico ha mostrato segnali di vitalità, grazie soprattutto alle importazioni di veicoli elettrici cinesi.

Il ruolo della Cina

La Cina resta comunque il mercato principale per volumi, ma ha vissuto un rallentamento nel confronto con il 2024. Dopo una prima metà dell’anno molto dinamica, la seconda parte ha segnato una frenata, dovuta in parte al confronto con un anno precedente particolarmente positivo grazie ai sussidi introdotti nella seconda metà del 2024. Nel frattempo, produttori come BYD hanno aumentato le esportazioni, con oltre un milione di veicoli venduti fuori dalla Cina, alimentando la crescita nei mercati emergenti.

Il Sud-est asiatico, l’America Latina e l’Asia Centrale hanno mostrato buoni risultati, anche grazie alla forte presenza dei costruttori cinesi. In particolare, il Sud-est asiatico ha quasi raddoppiato le vendite rispetto al 2024, mentre in America Latina oltre l’85% dei veicoli elettrici venduti nel 2025 provenivano dalla Cina.

Le previsioni per il nuovo anno

Guardando al 2026, le previsioni indicano un rallentamento della crescita delle vendite di veicoli elettrici. In Europa l’incremento atteso si aggira intorno al 14%, sostenuto dalla continuità degli incentivi, in particolare per le fasce a reddito medio-basso. Negli Stati Uniti si prevede invece un calo del 29%, complice la fine delle agevolazioni fiscali e il ritorno di strategie orientate ai motori tradizionali. In Cina, infine, bisognerà vedere l’impatto del nuovo sistema di sussidi proporzionali e dell’arrivo della tassa di acquisto, che fino al 2025 non era prevista.

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