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La Cina punta agli stabilimenti spagnoli di Stellantis: trattativa aperta

La crisi che sta investendo negli ultimi tempi il Gruppo Stellantis ha portato all’interessamento del marchio cinese Hongqi

La Cina punta agli stabilimenti spagnoli di Stellantis: trattativa aperta
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 29 apr 2026

Per chi non avesse mai sentito parlare di Hongqi ora scoprirà che si tratta della più antica Casa automobilistica cinese, oggi sotto la gestione di FAW Car Company, a sua volta controllata del Gruppo FAW. Fondata nel 1958 si traduce letteralmente in “bandiera rossa”, simbolo culturale del Paese del Dragone.

Inizialmente i veicoli della Hongqi erano riservati ai funzionari governativi di alto rango e rimasero sul mercato fino al 1981, anno in cui fu sospesa la produzione. Il marchio fu poi riutilizzato a metà anni ’90 e nel 2020 ritornò in auge con la presentazione, al Salone di Pechino, del modello E-HS9, un SUV elettrico venduto con due configurazioni. In seguito la gamma è stata arricchita con proposte di spessore, ritornando con ambizione a ritagliarsi un fetta di mercato.

La Cina è vicina

L’ombra del Gigante asiatico sta per abbattersi sulla Spagna, in particolare sull’impianto di Saragozza. Lo storico marchio cinese sta guardando con interesse alla situazione di crisi in cui versa Stellantis. Secondo indiscrezioni riportate da Reuters, il costruttore starebbe valutando la produzione di propri modelli nel Vecchio Continente, sfruttando gli impianti spagnoli del Gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA.

Il piano, ancora in fase di trattativa, coinvolgerebbe anche Leapmotor, start-up cinese specializzata in veicoli elettrici partecipata sia da Hongqi sia da Stellantis. A questo punto il possibile inserimento in Spagna del produttore asiatico è altamente probabile, anche perché avviare da zero un progetto costerebbe più denaro e tempo. Con un possibile risparmio potenziale di centinaia di milioni di euro Hongqi potrebbe riuscire a convincere i vertici del major italo-francese.

Dazi evitati

I colossi cinesi sono stati parzialmente limitati nell’ingresso massiccio nel mercato europeo dalla burocrazia, ma il successivo passaggio sarà quello di mettere le mani sugli storici impianti. Così eviteranno costi industriali e possibili barriere commerciali, mentre Stellantis potrebbe accettare per rivitalizzare la rete produttiva e rafforzare le collaborazioni con partner internazionali sempre più forti.

Hongqi ha grandi obiettivi: raggiungere un milione di veicoli venduti all’anno entro il 2030, con almeno il 10% destinato ai mercati esteri. L’Europa, schiacciata dalle politiche protezionistiche di Trump e dalla forza economica asiatica, diventa il target ideale con il possibile lancio di oltre 15 modelli tra elettrici e ibridi entro il 2028 in circa 25 Paesi. La gamma Hongqi sarà allargata con modelli di qualità e, al contempo, si valuteranno anche altre opzioni produttive, come Hong Kong, per ottimizzare logistica e dazi. Leapmotor ha garantito piattaforme elettriche che potrebbero essere utilizzate anche da Hongqi, velocizzando i processi. In una fase di debolezza Stellantis si sta guardando intorno ed è costretta a tenersi tutte le porte aperte.

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