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Changan punta sulle batterie allo stato solido: test su robot e auto entro l'estate

Changan punta alla validazione delle batterie allo stato solido entro il terzo trimestre dell'anno, ma occorre cautela

Changan punta sulle batterie allo stato solido: test su robot e auto entro l'estate
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 24 feb 2026

Si avvicina l’arrivo delle batterie allo stato solido. Una tecnologia sulla quale il settore auto conta molto per gli evidenti vantaggi. A guidare lo sviluppo di queste batterie c’è, ovviamente, la Cina. Le case automobilistiche cinesi stanno investendo molto sulle batterie allo stato solido. Diversi produttori (tra cui Geely, Chery, BYD e Sunwoda) che hanno già annunciato i propri piani industriali. Tra questi c’è anche Changan Automobile che ha confermato che il suo progetto di batterie allo stato solido, chiamato Jinzhongzhao, sta avanzando secondo i piani. La casa automobilistica cinese prevede di installare queste celle su robot e veicoli elettrici per la fase di validazione entro il terzo trimestre del 2026. L’obiettivo finale rimane la produzione di massa entro il 2027.

I dettagli

La notizia è arrivata attraverso una risposta agli investitori su una piattaforma di comunicazione dedicata. Nessun dettaglio tecnico aggiuntivo è stato fornito in quell’occasione. Il progetto di per sé non è nuovo. A marzo 2025 Changan aveva già anticipato l’intenzione di montare le batterie allo stato solido su prototipi entro la fine di quell’anno, con la validazione su veicolo prevista per il 2026. Rispetto a quell’annuncio, la novità riguarda l’inclusione esplicita dei robot tra le piattaforme di test, un campo in espansione rapida nell’industria tecnologica cinese.

Le specifiche dichiarate sono ambiziose. La densità energetica si attesta a 400 Wh/kg, con un’autonomia che supera i 1.500 km con una singola ricarica. Changan ha poi puntato molto sull’intelligenza artificiale. Il sistema di diagnostica remota basato sull’AI, infatti, ha portato a un incremento della sicurezza stimato attorno al 70%. Un valore che mostra quanto la dimensione software stia diventando parte integrante dell’evoluzione delle celle e sempre più fondamentale nel settore auto.

Il piano industriale di Changan prevede il lancio di otto varianti di celle, che spaziano dalla tecnologia liquida a quella semi-solida fino al tutto-solido, entro il 2030. La capacità produttiva complessiva prevista non sarà inferiore a 150 GWh.

Tra entusiasmo e cautela

La Cina, come detto, è in prima fila in questo sviluppo tecnologico. Geely ha comunicato che completerà entro l’anno la sua prima batteria completamente allo stato solido sviluppata internamente e che inizierà i test di integrazione sui veicoli. China FAW ha già avviato l’installazione di celle semi solide su prototipi che superano i 1.000 km di autonomia. Altri produttori, invece mostrano un atteggiamento più prudente. CATL e BYD per esempio si aspettano soltanto una produzione su piccola scala entro il 2027, segno che il salto industriale resta complesso e richiede margini ampi di verifica.

Nonostante tante promesse in materia è doveroso mantenere una certa cautela. Anche considerando che gli annunci sono storicamente più frequenti delle conferme industriali.

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