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BYD rilancia sull’Europa: “Collaborazione con la Cina inevitabile, ma senza imposizioni”

BYD considera inevitabile la collaborazione tra costruttori europei e cinesi e chiede di fugare l'attuale incertezza normativa sulla produzione localizzata.

BYD rilancia sull’Europa: “Collaborazione con la Cina inevitabile, ma senza imposizioni”
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Redazione
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Pubblicato il 14 giu 2026

BYD punta a rafforzare la propria presenza in Europa e chiede regole più chiare all’Unione europea. È quanto emerge dalle dichiarazioni rilasciate da Alfredo Altavilla, consulente speciale per l’Europa del gruppo cinese, e dalla vicepresidente esecutiva Stella Li a margine della conferenza stampa del Marco Polo Drive 2026.

Secondo Altavilla, la collaborazione tra costruttori occidentali e cinesi è ormai inevitabile per chi voglia rimanere competitivo nel lungo periodo. Tuttavia, ha sottolineato che tale cooperazione deve avvenire “su basi di reciproco vantaggio” e con il riconoscimento della “superiorità tecnologica” raggiunta dalla Cina in alcuni settori, superiorità che “l’Europa oggi non è in grado di colmare”.

Critiche alle regole europee

Uno dei temi centrali riguarda il cosiddetto requisito del 70% di contenuto europeo previsto da alcune proposte comunitarie. Altavilla ha criticato la mancanza di chiarezza sulle modalità di calcolo e certificazione, definendo alcuni documenti europei fumosi. “Non ci interessa se il limite sarà del 70%, dell’85% o del 62%. Noi arriveremo dove sarà necessario arrivare. Il problema è che non sono chiare le regole”, ha affermato.

Nuovi investimenti e ricerca di impianti

BYD sta valutando l’acquisizione di stabilimenti sottoutilizzati in Europa per espandere la propria capacità produttiva. La Spagna viene considerata uno dei Paesi più competitivi grazie alla presenza di una filiera industriale consolidata e a costi favorevoli, anche se Altavilla ha precisato che non esiste una vera e propria “pole position”. Esclusa invece, almeno al momento, l’ipotesi di condividere impianti con altri costruttori, compresa Stellantis. Il dirigente ha inoltre dichiarato che non vi sono stati colloqui diretti con il governo italiano.

Prodotti pensati per il mercato europeo

Altavilla ha spiegato che BYD sta sviluppando una gamma specificamente dedicata ai clienti europei. Il centro stile di Milano svolgerà un ruolo chiave in questa strategia. La nuova Dolphin G è il primo modello realmente progettato per l’Europa e rappresenta, secondo il manager, un passo importante nell’obiettivo di trasformare BYD in uno dei protagonisti del mercato continentale.

Stella Li: “Più apertura e meno dazi”

Anche la vicepresidente esecutiva Stella Li ha criticato la politica dei dazi, sostenendo che misure protezionistiche finiscono per penalizzare soprattutto i consumatori e le giovani generazioni. La dirigente ha ribadito che BYD non punta soltanto a vendere automobili, ma a costruire un ecosistema integrato che comprende infrastrutture di ricarica rapida e sistemi di accumulo energetico domestico. Allo stesso tempo ha sottolineato che il gruppo sta aumentando la presenza di fornitori europei e che, una volta a regime gli impianti del continente, una parte crescente dei componenti sarà prodotta localmente.

La manager ha inoltre evidenziato il cambiamento nella percezione delle auto cinesi da parte dei consumatori europei, attribuendolo alla capacità di BYD di integrare tecnologia cinese e competenze locali.

Obiettivo leadership mondiale

Altavilla ha ricordato l’obiettivo strategico indicato dal fondatore Wang Chuanfu: diventare il primo costruttore automobilistico mondiale entro il 2030. In Europa, BYD punta a crescere ulteriormente grazie a una gamma sempre più adattata ai gusti del continente e a tecnologie come la ricarica ultra-rapida e i sistemi avanzati di assistenza alla guida. Entrambi i dirigenti hanno ribadito la disponibilità del gruppo a valutare collaborazioni industriali, pur precisando che la cultura aziendale di BYD privilegia il controllo diretto delle attività e rende più complessa la creazione di joint venture tradizionali.

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