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F1 2026: ADUO confusa e infelice

Sul tema ADUO la Red Bull ha chiesto spiegazioni alla FIA, che ha scelto di riesaminare ancora una volta parametri e risultati prima di esprimersi definitivamente. Una decisione che evidenzia come la Federazione stia ancora cercando una linea chiara sulla questione.

F1 2026: ADUO confusa e infelice
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Mariano Froldi
Mariano Froldi
Pubblicato il 14 giu 2026

Carmen Consoli, in una nota canzone, cantava “confusa e felice”. La stessa cosa, almeno sul lato “felicità” non possiamo dirla per la F1 e per ciò che riguarda l’ADUO. Prima, si doveva sapere tutto a Monaco, nel fine settimana della gara. Poi, subito dopo. Infine, un silenzio imbarazzato. E nessun comunicato ufficiale.

Ora, per quanto siano trapelate notizie attendibili, comprese le “soffiate” di Hamilton, che si era lasciato sfuggire (non sappiamo quanto involontariamente) i risultati ADUO a cui era giunta la FIA, tutto tace. Ed è evidente che sotto il silenzio ci sia un gran pasticcio “politico” e d’immagine. Perché, purtroppo, giova ricordarlo, anche negli sport la politica conta.

La FIA ha attivato per la prima volta il sistema ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities), il meccanismo di salvaguardia introdotto con i regolamenti 2026 per evitare distacchi eccessivi tra le power unit. Le scuderie sono state informate (ad ora, come dicevamo “informalmente”) durante il weekend di Monaco e i dati, da una parte, certificano quello che si pensava (ad esempio la posizione di Ferrari), ma dall’altra sono a dir poco “sconvolgenti”. Red Bull-Ford è il riferimento tecnico assoluto sull’endotermico, mentre Ferrari e Mercedes ottengono deroghe importanti. E Honda e Audi non sono messe molto bene.

L’ADUO valuta esclusivamente le prestazioni dell’ICE (motore a combustione interna), ignorando la parte ibrida MGU-K e batteria. La metrica è matematica e riservata per evitare strategie di sandbagging. Chi è indietro di almeno il 2% rispetto al benchmark guadagna “token” (gettoni) evolutivi, ore extra al banco prova e deroghe al budget cap. È un salvagente normativo che ridisegna gli equilibri del nuovo ciclo tecnico. Quindi, per Red Bull Powertrains-Ford, classificata come unità di riferimento: zero concessioni, sviluppo congelato sul motore endotermico. Mercedes, nonostante il filetto di vittorie raccolte finora con la W17, risulta in ritardo di oltre il 2% sull’ICE. Per questo ha “sbloccato” una sola omologazione evolutiva, 70 ore aggiuntive al banco e un’esenzione da 3 milioni di dollari dal budget cap.

La notizia ha sorpreso il paddock. Ha fatto inferocire i tifosi di tutte le altre scuderie e gongolare, si fa per dire, i tifosi della stella a tre punte. Come sia possibile che la PU Mercedes non sia la migliore del lotto, anche nella sua parte endotermica, resta un mistero. Uno dei tanti di mamma FIA. Lo stesso leader del mondiale, Kimi Antonelli, si è detto sorpreso. Immaginatevi in casa Red Bull. Non sono mancate ironie e stoccate di fioretto e di sciabola. Il concetto è semplice: come è possibile che la PU che ha vinto tutte le gare e le gare sprint non sia il punto di riferimento nel Circus e che addirittura abbia la possibilità di essere ancora migliorata?

Se si vuole trovare una scusante, e le mani avanti la FIA le ha messe subito con Nick Tombazis. Il direttore delle monoposto FIA infatti ha ricordato che la Federazione per l’ADUO aveva proposto parametri più complessi per valutare lo sviluppo dell’ICE ma le scuderie si erano opposte. Maranello esce dall’ADUO con il bottino più ricco tra i top team: due step evolutivi da distribuire tra 2026 e 2027, 100 ore extra al banco e un’esenzione da 4,65 milioni di dollari. Il deficit Ferrari sull’ICE è stato stimato superiore al 4% (fascia 4-6%), quindi la FIA concede la deroga più generosa tra i motoristi di vertice.

Per la SF-26 si apre una finestra concreta di recupero. I due token permettono interventi mirati su camera di combustione, turbina e gestione termica, senza i vincoli ferrei del budget cap 2026.

A chi scrive l’idea che si debba avere un bilanciamento fra chi è più bravo e meno sembra una follia, (e lo si vuole per “garantire” spettacolo, e “garantire a chi investe, ad esempio Audi, che prima o poi vincerà qualcosa… lo hanno capito tutti). Al massimo si dovrebbe dare un budget libero e ognuno lo usa come vuole…

Tornando alla situazione attuale, dunque, è seria ma buffa. Difatti, tornando al lato “politico” e comunicativo, in Red Bull non sono stati con le mani in mano e hanno chiesto chiarimenti alla FIA. La quale non ha trovato di meglio che prendere tempo per rivedere, di nuovo, tutti i parametri e valutare i “nuovi” risultati. Insomma… FIA confusa e infelice.

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