McLaren, gli specchietti potrebbero diventare elementi aerodinamici attivi
Un nuovo brevetto mostra l’impegno di McLaren per portare l'aerodinamica attiva anche sugli specchietti laterali.
Un’auto per andare veloce non necessita solo di un motore potente, ma deve essere per quanto possibile leggera (Colin Chapman docet) e avere una bassa resistenza aerodinamica che non incida – per ovvie questioni di sicurezza – sulla tenuta di strada a velocità elevate. Nel caso delle supercar ogni elemento della carrozzeria che genera turbolenza incide sulle prestazioni e ancor di più sulla dinamica di guida e da alcuni anni a questa parte l’aerodinamica attiva è la risposta più sofisticata al problema. Invece di trovare un compromesso fisso tra deportanza e velocità massima, le superfici mobili si adattano in tempo reale alle condizioni di guida. McLaren utilizza questa tecnologia da tempo sulle sue vetture più estreme, ma è sempre alla ricerca di soluzioni che permettano di migliorare ulteriormente questo elemento. Lo dimostra il brevetto che mostra la ricerca della casa automobilistica britannica per portare l’aerodinamica attiva sugli specchietti laterali.
Come funziona
L’ultimo brevetto depositato presso la WIPO (l’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale), riguarda un sistema di alette aerodinamiche attive montate sugli specchietti retrovisori laterali. Partendo dal presupposto che gli specchietti sono uno dei principali responsabili della turbolenza che si genera lungo le fiancate delle vetture ad alta velocità, un’aletta mobile, regolabile in tempo reale, potrebbe canalizzare il flusso d’aria in modo più efficiente e ridurre questo effetto.
Il brevetto descrive diverse configurazioni possibili. Nella soluzione più semplice, l’aletta viene aggiunta nella parte superiore di uno specchietto dal design convenzionale. In alternativa, il sistema può essere posizionato verticalmente oppure ancorato alla carrozzeria e non allo specchietto stesso. È prevista anche una versione retrattile, che si nasconde nella carrozzeria quando non è utilizzato.
L’angolazione dell’aletta può variare in base alla modalità di guida selezionata (con impostazioni diverse per l’uso su strada e in pista) oppure regolarsi automaticamente utilizzando dati telemetrici e input forniti dal guidatore. Il documento prevede anche la possibilità di adottare forme diverse sull’aletta destra e su quella sinistra, per affinare ulteriormente l’effetto aerodinamico su ciascun lato della vettura.
Soluzioni diverse per lo stesso obiettivo
Il brevetto segue un percorso già avviato da tempo. Sulla McLaren Speedtail, infatti, esiste già una soluzione per questo problema. L’hypercar ibrida da 400 km/h ha eliminato del tutto gli specchietti laterali sostituendoli con delle telecamere. Una scelta aerodinamicamente ottimale, ma non praticabile ovunque, specialmente in quei Paesi dove le norme impongono specchietti fisici per l’omologazione stradale. Le alette attive sugli specchietti rappresenterebbero in quei mercati un compromesso tra le esigenze normative e la ricerca delle prestazioni. La stessa filosofia si ritrova sulla W1, dove il sistema Active Long Tail (un’ala posteriore che si estende fino a 300 mm) genera fino a 1.000 kg di carico aerodinamico a 280 km/h. L’idea di portare la stessa logica di controllo attivo del flusso anche agli specchietti è coerente con la direzione di sviluppo che McLaren ha intrapreso in questi anni.
Oltre a questo brevetto, McLaren ha depositato recentemente anche una soluzione per un sistema di launch control in movimento. L’idea è un sistema che utilizza un motore elettrico per trattenere il propulsore mentre raggiunge la potenza massima, rilasciandolo poi in un’accelerazione istantanea.
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