Brembo Hyction: il segreto della Ducati Superleggera per staccate folli
Sulla Superleggera V4 Centenario debuttano i dischi Hyction e la pinza GP4-HY. Leggerezza estrema e frenate da MotoGP ora su strada
C’è qualcosa di quasi magico nel rumore di una Ducati che scala le marce. Ma questa volta il suono che conta davvero è quello del silenzio… o meglio, della leggerezza estrema. Perché Brembo e la casa di Borgo Panigale hanno deciso di alzare l’asticella insieme con la nuova Superleggera V4 Centenario. Una sorta di “laboratorio viaggiante” che porta in strada tecnologie che, fino a ieri, si vedevano solo nei box della MotoGP o sulle hypercar da milioni di euro. Il protagonista assoluto? Si chiama Hyction. Ovvero un disco carboceramico che promette di cambiare per sempre il modo in cui si stacca in fondo ad un rettilineo.
Quando il carbonio incontra l’asfalto: la rivoluzione Hyction
Diciamocelo chiaramente. Frenare forte è all’ordine del giorno, ma farlo con un materiale che pesa quasi la metà dell’acciaio è roba di un altro pianeta. Hyction del resto non è un nome scelto a caso, ma un mix tra “Hyper" e “Action“. Parliamo di un disco da 340 mm che pesa appena 1,3 kg. Per intenderci, togliere quasi un chilo di massa rotante dalle ruote significa che la moto cade in piega solo a guardarla. La tecnologia? Deriva direttamente dai dischi CCM-R delle auto più veloci del mondo. Ma Brembo ha dovuto sudare sette camicie per adattarla alle esigenze di una moto, dove il feeling millimetrico sulla leva è tutto. Con 132 fori di ventilazione e una campana asimmetrica in alluminio, questo sistema non solo frena, ma “respira", dissipando il calore in modo quasi sovrannaturale.
Non solo dischi: la pinza GP4-HY e il trucco del “Boost”
Ma un disco così spaziale non servirebbe a nulla senza qualcuno capace di “morderlo" a dovere. Ed è qui che entra in scena la pinza GP4-HY. È un pezzo d’arte ricavato dal pieno. Però la vera chicca è nascosta dentro. C’è un meccanismo boosted. In pratica, grazie a un movimento obliquo delle pastiglie, la forza frenante aumenta sensibilmente. E senza dover “strizzare" la leva con forza. Un’innovazione che dà sicurezza quando si arriva lunghi in staccata. E poi c’è la molla anti-drag. Appena si molla il freno, le pastiglie si staccano istantaneamente dal disco. Niente attriti inutili. Ed anche al posteriore non si è scherzato, con un disco in acciaio flottante che usa boccole in alluminio per limare ogni singolo grammo possibile.
Foderi in carbonio e DNA da pista
Se pensavate che le novità fossero finite ai freni, date un’occhiata alle sospensioni. La Öhlins NPX 25/30 Carbon è la prima forcella stradale con i foderi in carbonio unidirezionale. Sì, avete letto bene. Carbonio. Rispetto a una Panigale standard, qui si risparmia il 10% del peso solo sull’avantreno. Cosa significa per chi guida? Una precisione quasi chirurgica. La cartuccia pressurizzata evita quelle fastidiose bolle d’aria (la cavitazione, per i più tecnici) che a volte rendono il supporto incostante durante le frenate più violente. Al posteriore, invece, si trova l’ammortizzatore TTX36 GP LW con una molla in acciaio leggero e viteria in titanio. Un pacchetto estremamente completo. E una cosa probabilmente è certa. Dopo aver provato una tecnologia del genere, tornare indietro risulterebbe davvero difficile.