Guida facile e definitiva a cavi e connettori di ricarica per le auto elettriche

19 Agosto 2021 253

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La ricarica delle auto elettriche può sembrare una faccenda complicata a causa dei connettori e delle prese, ma non è così, anche se bisogna fare attenzione ad alcuni aspetti della rete a cui ci si collega.

Lo standard di ricarica esiste, ed è unico per tutte le auto europee

Sebbene ormai diffuse e conosciute, le auto elettriche restano per molti un mistero perché si fa confusione tra le prese e le spine, tra quelle lato rete elettrica e quelle lato auto. E nel farlo, si accusano i mezzi elettrici di non avere uno standard.

I CONNETTORI STANDARD DELLE AUTO ELETTRICHE
Il connettore Tipo 2 del cavo di ricarica standard per le auto elettriche in corrente alternata

Facciamola molto semplice: ricaricate in corrente alternata da casa o alle colonnine pubbliche che richiedono di utilizzare il vostro cavo? State utilizzando la presa di Tipo 2 della vostra auto elettrica e vi state collegando nello stesso modo in cui tutte le auto elettriche si collegano, quindi (fatte alcune precisazioni che vedremo) potete scambiare il vostro cavo con quello di un qualsiasi altro modello.

Il connettore CCS Combo che trovate nelle colonnine rapide in corrente continua

State ricaricando ad una stazione rapida in corrente continua? Non serve portarvi il cavo da casa perché è già integrato nella colonnina (o meglio, "colonnona" visto che si tratta di un "armadio"): in questo caso lo standard è il CCS Combo2.

Potete trovarlo indicato come CCS, CCS Combo ma tecnicamente si dice CCS Combo2. Il motivo? L'Europa ha realizzato questo connettore standard a partire da quello utilizzato per caricare in corrente continua, il Tipo 2. In questo modo, un'unica combinazione di prese sul veicolo elettrico permette di inserire le due "spine", quella singola (Tipo 2) e quella combinata.

La presa dove connettere il CCS Combo2 sull'auto elettrica. La parte superiore è quella per la Tipo 2

Non riesco a collegare il cavo con connettore CCS Combo nella mia auto elettrica, perché? Controlla bene la tua auto: sotto alla presa di Tipo 2 c'è probabilmente uno sportellino aggiuntivo da aprire per trasformarla in una CCS combo.

HO COMPRATO UN'ELETTRICA GIAPPONESE USATA: CHAdeMO

Se provando a ricaricare la vostra auto elettrica il "gioco delle formine" non funziona, e il CCS Combo2 non entra, significa quasi certamente che avete acquistato un'auto elettrica usata di un marchio nipponico, trovandovi quindi a che fare con lo standard giapponese, il CHAdeMO.

Le colonnine di ricarica rapida in corrente continua come Enel X hanno entrambi i connettori proprio per supportare la ricarica veloce delle auto elettriche giapponesi più vecchie, prima che anche i giapponesi annunciassero il passaggio, in EU, al connettore CCS Combo2. Anche perché Paesi come la Francia hanno deciso di dire addio al CHAdeMO.

CAVO PER RICARICA CASALINGA, SCHUKO E ADATTATORI

Abbiamo visto finora che l'auto elettrica ha fondamentalmente una presa standard con il connettore CCS Combo2 che racchiude al suo interno la parte dedicata alla sola Tipo 2 (Type 2) per la ricarica in corrente alternata. Da dove nasce quindi la confusione?

Il problema non è delle auto e neanche delle colonnine. Vi basta un solo cavo per ricaricare un'auto elettrica in pubblico, ed è il cavo Tipo 2: da una parte (spina larga, quella dell'immagine nel capitolo precedente) entra nell'auto. Dall'altra, spina stretta, entra nelle colonnine (e nelle wallbox prive di cavo integrato). E ricordatevi di collegare prima la colonnina (o la presa di corrente) e poi la vettura.

Spina e presa: la differenza. Una spina è il connettore che si inserisce nella presa di corrente, solitamente installata a muro. Esiste uno standard? Sì, ma è un disastro perché ogni Paese ha le sue. In Italia lo standard è la tipo L, anche detta "italiana a tre poli". All'interno della normativa esistono però 6 prese e 11 spine, simili ma diverse. La presa Tipo F, detta anche schuko, è molto utilizzata ed è facile trovarla perché molti elettrodomestici e alimentatori europei sono venduti con questa spina.


La confusione nasce perché ci sono tante prese e spine disponibili in Italia: alcuni garage hanno la presa italiana a 3 poli, altri hanno la Schuko. In ambito aziendale trovate la presa industriale (blu). Si tratta dello stesso problema che abbiamo a casa: una TV termina con la Schuko e il computer con la tre poli... e ci serve un adattatore.

Perché non è consigliabile usare un adattatore sul cavo di ricarica casalingo? Con la TV lo uso e non è mai successo niente...

Vero, ma la risposta è che la TV assorbe frazioni di kW dalla rete di casa, l'auto elettrica con il cavo casalingo può arrivare fino a 2,3 kW, potenza più alta e richiesta per un periodo di tempo molto lungo, anche 10, 15, 20 o più ore.

MONOFASE, TRIFASE, 7,4 kW, 11 kW O 22 kW

Premesso che con qualsiasi cavo di Tipo 2 potete ricaricare un'auto elettrica, c'è una differenza invisibile tra i cavi Type 2 e questa differenza dipende dall'auto elettrica che avete acquistato e dal caricatore in corrente alternata di cui essa è dotata.

  • AC 7,4 kW (monofase, 32 A)
  • AC 11 kW (trifase, 16 A)
  • AC 22 kW (trifase, 32 A)

La differenza fra questi cavi non esiste a livello estetico, i connettori sono gli stessi. Però cambia la loro realizzazione perché devono sopportare potenze diverse. Prima di proseguire, però, è bene che facciate un ripasso di alcuni concetti fondamentali:

Se la vostra auto elettrica è di quelle più economiche, probabilmente avrete un caricatore AC da 7,4 kW in monofase. Significa che ricarica ad una potenza inferiore rispetto alle auto che hanno un caricatore AC da 11 o 22 kW trifase.

Ricordatevi che in AC (corrente alternata) è il caricatore di bordo a comandare sulla velocità di ricarica, un po' come accade con gli smartphone, solo che nelle auto il caricatore è all'interno della vettura e non all'esterno. Comprate il caricatore optional per iPhone? Bene, caricherete con una maggiore velocità. Lo stesso vale per le auto elettriche: avete scelto l'optional da 22 kW? Alle colonnine che supportano questa potenza sarete avvantaggiati.

Tutte le auto hanno l'opzione da 11 o 22 kW? No, solo alcune. Esistono modelli limitati a 7,4 kW, modelli che escono di serie col caricatore da 11 kW (saranno la maggior parte da qui in poi) e modelli che escono con l'11 kW ma, a richiesta e con un sovraprezzo, vi consentono di passare a 22 kW.

COME SCEGLIERE IL CAVO TIPO 2 (E LA WALLBOX)

Dovete comprare un cavo di Tipo 2 perché quello fornito con l'auto si è danneggiato (o perché non fornito)? Bene, fate attenzione a cosa vi propone il mercato e rileggete il paragrafo precedente.

Se la vostra auto ricarica a 7,4 kW, non ha senso acquistare un cavo da 22 kW ben più costoso perché sarebbe uno spreco. Ed è anche più pesante. Controllate quindi la descrizione del prodotto che state acquistando e, piuttosto, chiedete consiglio segnalando anche il modello di auto elettrica per la quale usereste il cavo da comprare.

Una wallbox può essere di due tipi: con cavo integrato o senza cavo. Qualora fosse senza cavo, basterà utilizzare lo stesso cavo fornito in dotazione per l'utilizzo nelle colonnine pubbliche. La differenza? Si tratta solo di una questione di comodità.

Lo stesso discorso si applica per la scelta della wallbox, magari con cavo integrato. Potreste però voler fare un'eccezione prevedendo un impianto (wallbox + cavo) in grado di reggere potenze maggiori così da supportare un secondo veicolo elettrico che le sfrutti, se già previsto per l'acquisto.


Ci sono poi soluzioni modulari o universali. Il caricatore casalingo di Tesla non va bene per le colonnine ma è un primo esempio perché permette di cambiare le prese lato rete elettrica tra industriale, Schuko e via dicendo.


Juice Booster 2, invece, è un tuttofare universale: potente come una wallbox trifase da 22 kW, può trasformarsi da cavo per le colonnine (monofase e trifase) a caricatore casalingo con la spina finale intercambiabile per prese italiane, schuko, industriali monofase e trifase o altre prese tra le più comuni nei Paesi europei.

Questo cavo rappresenta un'eccezione al consiglio di qualche riga più sopra: è vero che costa di più ed è più pesante ma è praticamente un coltellino svizzero (sì, l'azienda è svizzera) della ricarica, utile per chi viaggia spesso in luoghi magari non forniti e vuole avere tutte le opzioni d'emergenza, oltre ad essere una vera e propria wallbox portatile. Da valutare solo per chi ne ha veramente bisogno.

COSA NON SERVE SAPERE: I MODI DI RICARICA

I modi di ricarica altro non sono che termini tecnici per definire dove e come avviene la ricarica di un'auto elettrica. La normativa IEC 61851-1 li definisce ma, all'atto pratico, vi è inutile conoscerli. Per gli amanti della teoria, vediamo di cosa si tratta, non in ordine numerico ma in ordine di importanza nella vita quotidiana:

  • Modo 3: è la ricarica da preferire. Il termine descrive la ricarica a casa in corrente alternata (AC) con una wallbox che integra al suo interno la control box.
  • Modo 4: è la ricarica dei lunghi viaggi. Il termine descrive la carica dell'auto elettrica in corrente continua (DC) tramite connettore CCS Combo2 o tramite CHAdeMO.
  • Modo 2: è in terza posizione perché la wallbox è il metodo più sicuro e pratico per ricaricare tutti i giorni un'auto elettrica. In realtà, se l'impianto è affidabile vi bastano i massimo 2,3 kW di potenza offerti dal cavo di ricarica casalingo, si può anche scegliere di caricare sempre in modo 2. La control box si occupa della sicurezza e la Schuko o la presa italiana possono essere facilmente sostituite da un elettricista con la presa industriale (quella blu monofase, la rossa è trifase): in questo modo si risolvono i rischi di surriscaldamento della Schuko in caso di ricarica prolungata e al massimo degli ampere.
  • Modo 1: è la ricarica del veicolo direttamente alla presa classica (italiana a tre poli o Schuko) senza un dispositivo di controllo e sicurezza nel mezzo. Vista l'assenza della control box, viene utilizzata per ricaricare bici elettriche e scooter che hanno potenze di carica ridotte.

Cos'è la control box? Letteralmente è una scatola di controllo ed effettivamente si identifica con control box quell'involucro posizionato a metà tra un'estremità del cavo (quella con la spina italiana, la Schuko o la spina industriale) e l'altra (quella con il connettore Tipo 2). All'interno di questo involucro c'è un circuito PWM che si occupa di controllare la ricarica ed evitare danni a persone o al veicolo stesso.

RICARICA AUTO ELETTRICA: IN BREVE, PER I PIGRI

Arrivati al termine di questa guida per la ricarica dell'auto elettrica e guida ai cavi e connettori, vediamo di fare uno specchietto riassuntivo per i più pigri rispondendo alla domanda: ho comprato un'auto elettrica, quali cavi mi servono per ricaricare?

Risposta? Probabilmente solo quelli forniti con l'auto, a meno di esigenze specifiche. Il cavo casalingo solitamente termina con la Schuko: chiama un elettricista, fai installare la presa Schuko nel box e puoi usarlo. Se termina con la presa italiana sei a posto, ma non è consigliabile usarlo per lunghe e frequenti ricariche. In entrambi i casi, meglio far sostituire la parte finale con una spina industriale e installare la relativa presa in box.

Il cavo di Tipo 2 è quello per le colonnine: solitamente è tarato per la potenza massima del caricatore a bordo della tua auto.

Per fare le cose per bene, però, è consigliabile (ma non obbligatorio) acquistare una wallbox (in base alla rete disponibile a casa e alla potenza del caricatore AC dell'auto), aumentare eventualmente la potenza del contatore e usare solamente il cavo Tipo 2 per la ricarica, a casa e alle colonnine.

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Commenti

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Per tua info, sembra che sia le Wallbox Pulsar plus, sia le Silla, supportino le funzioni che cerco.

Il CEO di Silla Industries mi ha anche contattato personalmente (molto gentile e disponibile) per proporre alcune soluzioni.
Attendo i preventivi.

Grazie ancora per la disponibilità.

BerlusconiFica

benza tutta la vita

BerlusconiFica

AHAHAHAHAH

BerlusconiFica

nella foto di anteprima sembrava avesse in mano un phon

Grazie! ;-)
Ho richiesto l'accesso al gruppo.

R_mzz

Questa è una domanda un po’ particolare.
So che esistono wallbox del genere, ma non so cosa consigliarti.
Puoi chiedere in qualche gruppo Facebook o Telegram, ad esempio:
https://www.facebook.com/groups/Contiamoci.PerContare/?ref=share
Qui spesso si parla di wallbox, c’è chi le vende o le installa
(tra l’altro c’è anche Luigi Melita)

Aggiungo alla mia domanda: gestisco un hotel dove ho già installato due colonnine un paio di anni fa (Repower, 22kW), ma vorrei aggiungere una decina di punti di ricarica in garage (più che altro per la comodità di poterne usufruire senza dover tenere posti liberi dedicati).
Ho chiesto dieci volte a Tesla, ma pur essendo un 4 stelle in pieno centro, non mi rispondono nemmeno.
Hai qualche consiglio per prodotti con telegestione (fondamentale), controllo dei consumi (a terminale, possibilmente), supporto trifase e ancora meglio se installabili in serie, con controllo dei carichi?
Prodotti semplici, bastano anche 7kW, visto che le auto sostano almeno la notte.

Ho visto Prism, Wallbox (che mi sembra avere più di Prism, in tal senso). Ho visto anche che il wall charger di Tesla si può acquistare, ma non mi è chiaro se supporti telegestione o meno (ho chiesto, ma attendo sempre risposta...).

Grazie mille, in ogni caso! ;-)

paul's

il problema è comprarne una ...

TheAlabek

Sarò io..,.ma già che serva una guida…

IRNBNN

Avrò visto troppo Neon Genesis Evangelion ma il cavo CCS Combo 2 sembra uscito da li.

Melloman

Allora ammetti che è una religione e ciao.

Max

perchè mi attraee di più!

Pietro Smusi

è solo mio clone, non lo offendere poverino, offendi me piuttosto . lo sai quanto ti voglio bene

MatitaNera

Con due zeta poi

Max

L'attrazzione è una cosa soggettiva.

R4gerino

Io per fare benzina non mi organizzo, la faccio quando vedo che è vuoto il serbatoio.

R4gerino

Iniziare a pensare al colore della bicicletta, era quello che intendevi.

R_mzz

Non puoi assolutamente consigliare cavi da 4 mmq per wallbox da 32 A contando sul limite del contatore.
Con un contatore da 6 kW puoi assorbire fino a 8,4 kW per 3 ore.
Dipende dalla zona, ma spesso è possibile avere 10 kW monofase.

Per una presa industriale da 32 A o una wallbox da 7 kW sono necessari cavi con una sezione minima di 6 mmq, meglio 10 mmq.

R_mzz

Puoi avere lo sconto in fattura, basta chiedere. Ovviamente le aziende sono molto più disponibili.
Puoi anche cedere il credito ad una banca. Oppure sconti il credito sul tuo IRPEF, ti basta consegnare le fatture al tuo commercialista.

Comunque 500 euro per tirare 3 fili mi sembra veramente troppo, specialmente considerando che sei vicino al contatore.

Nello_Roscini

la sezione del cavo dipende da diversi fattori

primo la lunghezza

secondo la temperatura , un cavo nero esposto al sole non è la stessa cosa di un cavo interrato ..

il cavo passa vicino a un termosifone a una caldaia ?
il cavo arriva direttamente al quadro principale o è spezzettato in più tratte ?

un buon progettista o un elettricista con esperienza

sa cosa mettere senza sprecare materiale

se tu vuoi un impianto a prova di "futuro" metti un 10mmq o un 16mmq allora ..
percè no , forse risparmi 1Wh l'anno di resistenza al passaggio dell'energia

da me per esempio ,causa Acea aspeteremo ancora qualche decennio

oppure un incendio dei trasformatori ad media tesione

dato che stiamo ancora con la 220V bifase senza neitro .

quindi il massimo che si può è 6KWh
oppure la trifase , che però è senza neuto e quindi serve un trasformatore per farla diventare "normale" per caricare le auto

L0RE15

Succede, ad esempio in autostrada od in tangenziale.

Sagitt

Guarda al mio appartamento arrivano già i 6 mm anche causa piano induzione e ho 4,5 kw. Un giorno psssero ai 6 kw e metteró wallbox ed ovunque è indicato che servono 6mm… persino sulla documentazione del mio alimentatore dicono minimo 2,5… consigliati 6mm… un motivo ci sarà

In ogni caso un wallbox integrabile in piattaforme domotiche non è un errore, anzi.. permette analisi costi mirata e programmazione a distanza.

Nello_Roscini

Con i contatori odierni oltre i 6KW ti danno la trifase

una trifare a 32A è da 22kW
a parte che ce ne sono poche di auto che li reggono

poi hai di costi fissi in bolletta non indifferenti

con 6 kW ci stai dentro e assegni "tranquillamente" i 16A all'auto

senza sbattimenti domotici che hanno anche un costo

comunque la corrente massima consigliata per il 4mmq in ambito civile è 26A,rispettando canaline e temperature ..

quindi pui usarlo ancora con i wallbox da 32A costretti a lavorare a 25A per colpa del contatore

Sagitt

sì amico ma 50% in quanto? 10 anni? oppure devi sperare che ti faccia il tutto l'elettricista in fattura, a quei 500 sommaci pure l'iva perché i prezzi in italia li fanno sempre "senza iva" e ormai decidi tu se pagarla o meno (io la pago sempre quando posso)... ed al contempo devi sorbirti una valanga di pratiche da gestire se non te lo fa lui..... a quel punto meglio pagare tutto subito.. chiaro che se te lo fa l'elettricista e risparmi tutto subito.. ci stà.

Sagitt

in realtà la green up costa 80€ circa il kit presa + protezione.. ma comunque non sono 500 :D

Sagitt

PS: Se prevedi wallbox meglio passare subito i 6mm, mettere sezionatore ed andare alla presa con i 4mm

Sagitt

è una presa shucko più caxxuta come resistenza, esteticamente più gradevole... ma essenzialmente forniscono kit pronto con staffa reggi alimentatore (se compatibile), protezione Type F ma soprattutto ocn diversi alimentatori tramite un magnete può aumentare gli A di utilizzo... tipo alimentatore renault può andare a 13A con greenup.. o simuli il magnete.

Simone

parlo di quello che ho: Jeep Renegade 4xe. Ho la wallbox però non potenziata e mi modula la corrente se in casa accendo altro.
Non carico mai sotto al 40-50% di batteria. Chiaro tre auto tutte elettriche diventa un casino..ma non è la normalità

Lorrino

Push up?

Vincenzo Vicinanza

Infatti.
Mancano:
1) colonnine
2) autonomia in termini di km
3) diversificazione dei veicoli per aumentare la scelta ed abbassare ste cifre spropositate.

Vincenzo Vicinanza

Vorrei essere fortunato e vivere dove vive lei.
Dove vivo io zona Penisola Sorrentina .....2035....?!
Un miraggio.

gianni polini

mmm..interessante...non ho parlato di persona, o fisico, o mise...tu pero' si, pensaci un po che ti fa bene :)

gianni polini

Se l'unico importante e' "la Type2" perche' girare minuti di video che dicono tutto tranne quello e farmi leggere quello che e' importante?

La tua risposta conferma il mio post :)

R_mzz

Ti sei perso un pezzo.
Installando una wallbox hai accesso alla detrazione fiscale del 50% su wallbox, lavoro per l’installazione ed eventuale aumento di potenza del contatore.
Nelle installazioni più complesse una wallbox può costare meno di una presa industriale.

axoduss

Pochi euri? 530€ contro 10€ della shucko!

axoduss

Ma cosa fornisce il greenup (che costa 100€) in più rispetto ad una presa industriale (che costa 20€)?

luca bandini

Non hai letto bene il commento. Stessa colonnina, stesso servizio ma diverso prezzo a seconda dell’app usata. Se la famosa biro la compro ad un prezzo maggiore ma in un negozio più vicino a casa sono contento lo stesso magari ho speso di più ma guadagnato tempo.
Qui si parla che nello stesso negozio la stessa biro è venduta a prezzi diversi

axoduss

Servirebbero delle recensioni delle wallbox.
Molte costano anche 1000€ ma sono poco più che prese

Riccardo sacchetti

Se non erro, perché per scelta non faccio il 110, hai comunque dei limiti sulla spesa. Il 110 lo azzera se le trovi. Qua ormai trovare pannelli, strutture e inverter è impossibile. Si parla di consegne, se va bene, a 6 mesi. Forse. Le batterie idem. Tra l'altro il 110 va bene per alcuni, non per tutti. Non è scontato che tu lo possa fare e, soprattutto, a 0.

Gio

Io ho una Twingo e la ricarico in garage la notte. Non ho preso il "carichino" della Renault che costa 600 euro ma quello della Moric (in Amazzonia) che costa 200 e rotti. Ricarico a 10 ampere cioè 2.2kwh quindi in teoria puoi anche non cambiare contratto. Ricarichi circa 7/8 km per ogni ora di ricarica. La presa a muro l'ho cambiata mettendo un schuco e i cavi li ho fatti cambiare. A 10 ampere devono essere almeno 2,5 mmq. Meglio sarebbe 4mmq.

L0RE15

Perché esiste il libero mercato. La stessa penna della marca X la può trovare in vari negozi (online e fisico) ed è sempre lei, stesso codice a barre e stessa confezione, ma a prezzi diversi che possono variare da poco a tanto. Idem per la benzina (laaciamo perdere le benzine speciali a 100 ron: parlo sempre "a parità di prodotto") se non se ne fosse accorto. Idem per il 99% delle cose che abbia mai comprato.

Ok che costi di più per ragioni "geopolitiche" è possibile come per qualsiasi altro bene. Ma appunto c'entrano poco le batterie. Il bonus 110% impatterà pure sul costo... ma nel senso che lo azzera, altro che aumento dei prezzi!

Riccardo sacchetti

Non ho detto che oggi costano di più di 10 anni fa, per fortuna. Ma, che a causa dei ritardi, dell'alta domanda, del 110%, del covid, delle solite cose, ce ne sono poche e i prezzi sono in aumento rispetto a 1/2 anni fa. Come tutto ciò che oggi è risparmio energetico. Dal cappotto ai pannelli.

intendi quando ormai i prezzi saranno scesi ulteriormente? si può essere.

Di cosa parli? Di droghe o di batterie? non ho capito. Riguardo le batterie so di cosa sto parlando, ci sono dati ufficiali, non è che invento io che il costo è circa 1/9 di quel che era 10 anni fa.

Nel tuo Paese le donne devono essere proprio strane, fossi in te scapperei e mi trasferirei almeno in Italia.

Riccardo sacchetti

Causa i soliti problemi sono introvabili e i prezzi sono in aumento

Infatti si mettono da 15 o 30 e copre il bonus 110%, ne so qualcosa.

Continueranno a scendere vorrai dire, come hanno fatto negli ultimi 10 anni, e non di poco.

Già ti vedo correre a comprare lavatrice e lavastoviglie diesel.

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