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Auto elettriche, quanti punti di ricarica ci saranno nel 2035 in Italia?

La ricerca offre le previsioni più aggiornate sull'infrastruttura di ricarica a uso pubblico e privata e sul parco circolante elettrico italiano nei prossimi undici anni

Auto elettriche, quanti punti di ricarica ci saranno nel 2035 in Italia?
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 2 ott 2024

Si parla spesso della necessità di accelerare la crescita della rete di ricarica per renderla molto più capillare. Un lavoro da fare per rendere i rifornimenti di energia più semplici e sostenere lo sviluppo del mercato delle auto elettriche. Come sta crescendo l'infrastruttura italiana? Motus-E, in collaborazione con PwC Strategy&, ha pubblicato la ricerca "Il futuro della mobilità elettrica in Italia @2035" da cui emerge che il nostro Paese potrà contare entro il 2035 su di un’infrastruttura che conterà tra i 198.000 e i 239.000 punti di ricarica a uso pubblico per i veicoli elettrici, grazie a investimenti privati fino a 4 miliardi di euro, affiancati da oltre 5 milioni di punti di ricarica tra domestici e aziendali.

Per realizzare questo report si è partiti valutando le dimensioni dell'attuale parco circolante di auto elettriche e le dimensioni dell'infrastruttura di ricarica a uso pubblico (circa 57 mila punti di ricarica). Inoltre, lo studio tiene in considerazione, spiega Motus-E, le ultime evoluzioni regolatorie e di mercato, le previsioni di penetrazione in Italia dei veicoli elettrici e ibridi plug-in (considerando le auto e i veicoli commerciali), nonché le stime di crescita dell’infrastruttura di ricarica, estendendo l’orizzonte temporale considerato fino al 2035 quando ci sarà lo stop alla vendita delle nuove auto endotermiche in Unione Europea.

DUE SCENARI PER IL FUTURO

Lo studio propone due scenari. Il primo "Conservativo" che prevede una crescita del mercato dei veicoli elettrici contenuta nel breve e nel medio periodo, e lo Scenario "Accelerato", che presenta un andamento del mercato simile nel breve termine, ma un più sostenuto incremento nel medio e lungo periodo.

Scenario Conservativo

Entriamo più nel dettaglio. Nello scenario definito come "Conservativo" si stima che al 2030 circoleranno in Italia 2,6 milioni di veicoli elettrici e 1,2 milioni di ibridi plug-in. Nel 2035 saranno rispettivamente 8,6 e 1,2 milioni di unità.

Per il 2030 si prevede la presenza di 115.000 punti di ricarica a uso pubblico e 198.000 al 2035. Nello specifico, al termine del periodo, quelli a corrente alternata saranno il 52%, quelli a corrente continua fino a 149 kW (DC) il 36% e quelli HPC il 12%. Nelle autostrade si conteranno circa 4.000 punti di ricarica al 2030 e 7.000 al 2035, tutti in corrente continua, con il 79% di punti ultrafast HPC e il 21% di fast DC.

Per quanto riguarda, invece, l'infrastruttura privata, lo studio stima un numero di punti di ricarica domestici pari a 1,5 milioni nel 2030 e a 4,4 milioni nel 2035, a cui sommare rispettivamente 143.000 e 451.000 punti di ricarica in ambito lavorativo. L'analisi va anche a valutare la domanda di energia. In questo scenario si stima al 2035 un incremento dei consumi elettrici nazionali (considerando la ricarica pubblica e privata) pari a 23 TWh, che rappresenta meno dell’8% dell’attuale domanda elettrica complessiva italiana

Scenario Accelerato

Passando al secondo scenario ipotizzato dallo studio, si stima che al 2030 ci sia un parco circolante di 3,6 milioni di veicoli elettrici e 1 milione di ibridi plug-in. Nel 2035 saranno rispettivamente 10,4 e 1 milione di unità. L'infrastruttura sarà composta da 152.000 punti di ricarica a uso pubblico al 2030 e 239.000 al 2035. Di questi ultimi, il 52% sarà in corrente alternata (AC), il 36% sarà di tipo in corrente continua fino a 149 kW di potenza (DC) e il 12% sarà di tipo ultraveloce con potenza di almeno 150 kW (HPC).

Per quanto riguarda le autostrade, secondo questo scenario ci saranno 5.000 punti di ricarica al 2030 e 9.000 al 2035, tutti in corrente continua, con il 79% di punti ultrafast HPC e il 21% di fast DC. L'infrastruttura privata conterà, invece, 2,1 milioni di punti di ricarica domestici al 2030 e 5,3 milioni al 2035, a cui aggiungere rispettivamente 188.000 e 545.000 punti di ricarica in ambito lavorativo.

Parlando, invece, dei consumi energetici, si stima un incremento di 28 TWh, meno del 10% della domanda elettrica complessiva. Secondo l'indagine, si tratta di un incremento compatibile con il sistema elettrico italiano, già ampiamente in grado negli anni scorsi di soddisfare livelli di consumo superiori a quelli previsti nei più ambiziosi scenari di elettrificazione.

SERVE UNA POLITICA INDUSTRIALE

Presentando lo studio, il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, sottolinea la necessità di una politica industriale di rilancio per l'automotive.

Davanti a una transizione tecnologica globale come l’elettrificazione dei trasporti è necessario partire dai dati per costruire in Europa un’improcrastinabile politica industriale di rilancio per l’automotive. Per seguire l’approccio orientato all’innovazione sostenuto dal Rapporto Draghi occorre superare subito le sterili conflittualità ideologiche che stanno caratterizzando il dibattito sul futuro dell’auto, alimentando un clima di incertezza che danneggia consumatori, lavoratori e industria.

Il mercato italiano è chiaramente in ritardo ma ha un grande potenziale di crescita grazie agli imponenti investimenti sulla rete di ricarica. Molto importante per il futuro sarà il nuovo piano triennale di incentivi a cui il Governo sta lavorando.

In questo quadro il mercato italiano è indubbiamente in ritardo rispetto agli altri grandi Paesi europei, ma grazie agli imponenti investimenti sulla rete di ricarica ha un enorme potenziale di crescita sull’elettrico, che può essere concretizzato con un supporto chiaro e programmatico alla domanda di veicoli. Centrale sarà quindi il piano di incentivi triennale anticipato dal ministro Urso nell’ultima riunione del Tavolo Automotive, per il quale accelerare ora la messa a terra delle risorse per scongiurare un nuovo blocco del mercato, ma anche una revisione della fiscalità delle auto aziendali, ferma addirittura agli anni ’90, funzionale peraltro ad alimentare il mercato dell’usato elettrico.

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Commenti Regolamento
F
Funz 01 Jan 1970 @ 00:00

caxxate russe. Avanti un altro.

M
Marco Rossi 01 Jan 1970 @ 00:00

No, gli studi condotti su auto ricaricate solo a colonnine ad alta potenza dimostrano che la loro usura è identica a quella delle auto ricaricate solo con colonnine a bassa potenza e/o con wallbox. Questo perché i BMS delle batterie sono evoluti

T
TigermanIT 01 Jan 1970 @ 00:00

ma se non posso ricaricare a casa ma sono costretto a ricaricare alla colonnina, è vero che se usassi sempre la ricarica veloce la batteria si rovinerebbe ?

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

1. non c’è modo di distinguere l’energia consumata da un’elettrica da quella consumata dal resto della casa.
Quindi chi parla di tasse sull’energia elettrica dice min*hiate.

2. Dovresti preoccuparti per le tasse sulla tua stufa Diesel, visto che si parla di aumenti delle accise sul gasolio.
Come volevasi dimostrare, le elettriche manterranno sempre un vantaggio economico.

Dice che le accise sul gasolio non possono aumentare perché il gasolio è utilizzato per il trasporto delle merci (solo una scusa visto che si sono agevolazioni fiscali), ignori il fatto che lo 0,1% dell’energia elettrica in Italia è utilizzata dalle auto e il 99,9% da tutt’altro.

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

chi non ce l'ha a casa magari l'avrà al lavoro

L
Lorenzo Costarelli 01 Jan 1970 @ 00:00

Meglio il diesel

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

<<È impossibile distinguere l’energia usata da un’auto dall’ energia usata dalla casa.>>
Questa è una caxxata astronomica!
Vi sono decine di modi per saperlo.
Ma a mio modo di vedere sarà la macchina stessa a comunicare all'organo preposto quanto ha ricaricato. Su quello pagheremo le accise.
Indipendentemente poi che l'energia provenga da una colonnina pubblica, privata, rete elettrica, FV, generatore diesel, dinamo...

Non è che OTA e la maggior tecnologia siano solo un vantaggio, sono anche un ottimo modo per avere un controllo.
E' da vedere quando, non il se.

Oltretutto è ovviamente e in modo lampante falso anche il tuo <<manterranno sempre="" un="" vantaggio="" economico="">>.
Stiamo andando verso un futuro di sole auto elettriche. Quando ci saranno solo loro, in teoria ben prima della fine del secolo, a prescindere da qualunque forma di tassazione o meno subiranno le BEV, avrebbero un vantaggio su cosa? Su ciò che non circola o che apparterrà al mondo del collezionismo?

Dai, su, cerca di usare il cervello e abbandona l'ideologia che ti porta solo a ricercare ciò che vuoi trovare.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Io ho letto che i militari italiani sono al sicuro dentro il bunker.
Lontani dalle trincee.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

E' intelligente. Ha capito che più ne installi più bonus 140% ti danno.

U
U.S.A.❤️🇺🇸❤️ 01 Jan 1970 @ 00:00

In compenso ci sei tu come supematista mondiale in caxxate

D
Danylo 01 Jan 1970 @ 00:00

Le avra' create una AI,
ma le ha pubblicate un umano (e' questo che e' deprimente)

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché?
Cosa c’entra?

l
losteagle 01 Jan 1970 @ 00:00

Se non cambiano i prezzi alle colonnine il loro numero diventa irrilevante.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Tranquillo che si bisogna aumentare le tasse , le prime auto ad essere colpite saranno le auto tradizionali.
Non dico che le auto elettriche non saranno mai colpite da nuove tasse, ma che manterranno SEMPRE un vantaggio economico.

È impossibile distinguere l’energia usata da un’auto dall’ energia usata dalla casa.

K
Ken 01 Jan 1970 @ 00:00

qua la gente ha il prosciutto sugli occhi.non si rendono conto dove andremo a finire tra pochi anni. meno male che qualcuno che ragiona ancora esiste

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Prima o dopo lo spostamento delle accise dai combustibili fossili all'energia per autotrazione?

M
Marco 01 Jan 1970 @ 00:00

Le centraline ambientali esempio rilevano il particolato, nel miglior dei casi, fino a PM1 ovvero 1 micron... Ad oggi le auto emettono sensibili quantità di particolato ben al di sotto di 1 micron, si parla nell'ordine dei 10 nanometri... Non per nulla con l'Euro 7 si vuole imporre limiti non più fino a SPN23 (23 nm) ma a SPN10 poichè da test in laboratorio è emerso che le emissioni inferiori sotto ai 23 nm sono non trascurabili in quanto le case automobilistiche hanno sfruttato tale "area grigia" della normativa.
Se nelle grandi città, durante il lockdown, avessero letto esempio l'SPN10 avremmo notato un notevole miglioramento... Non basta più leggere solo i valori NOx, SOx, PM1 o PM2.5 o PM10, HC, COV etc...

Che poi bisogna efficientare ogni settore non c'è dubbio... Ma non affidiamoci esclusivamente a ciò che rilevano le centralini... Quel che leggono è solo una minima parte.

M
Mark 01 Jan 1970 @ 00:00

Previsione: le industrie automobilistiche europee portate al fallimento verranno convertite in produzione di armamenti e forniture per la difesa.

Forse ha qualcuno è sfuggito che a breve, mesi, forse qualche anno, verremo trascinati in guerra. Gli USA non sono più suprematisti mondiali e hanno bisogno di sconquassare il globo per cercare di riottenere il primato, nel frattempo hanno devastato economicamente l'europa, Germania per prima, a cui gli amici ucraini hanno sabotato il nordstream che forniva gas russo a basso costo, per poi guardacaso sopperire vendendoci a carissimo prezzo il gas liquido amerrrricano..
Se ci mettete pure che Draghi è stato molto chiaro sulla direzione economica dell'europa, ossia investire su industria bellica e armamenti, mi pare chiaro che parlare del 2035 è quantomeno una gran sega mentale fine a sé stessa.

AH, meno male che c'è Giogggia e non i comunisti, almeno i nostri figli potranno orgogliosamente morire per la patria americana in una trincea.

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Si tutto molto bello, ma abbassate i prezzi che ad oggi sono folli

R
Rompiballe 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma quando la smetteranno di mettere questi render scintillanti dei punti di ricarica?

R
Rompiballe 01 Jan 1970 @ 00:00

Mario il muratore fare anche altri 1.500 di nero, altrimenti che muratore è con una paga così bassa? Manco i manovali...

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Dal rapporto del CNR sull'inquinamento durante il lockdown:

“Lo scenario selezionato (24/02/2020-30/04/2020) è stato messo a confronto con uno meteorologicamente comparabile (25/02/2019–02/05/2019)”, spiega Giovanni Gualtieri, ricercatore Cnr-Ibe e coordinatore del progetto. “Sono state utilizzate misure meteo e di NO2, O3, PM2.5 e PM10 derivate da 58 stazioni meteorologiche e di qualità dell'aria, mentre la mobilità del traffico è stata derivata da big data a scala comunale. I livelli di NO2 sono notevolmente diminuiti in tutte le aree urbane (da -24.9% a Milano a -59.1% a Napoli), in misura approssimativamente proporzionale ma inferiore alla riduzione del traffico. Al contrario, le concentrazioni di O3 sono rimaste invariate o addirittura aumentate (fino al 13.7% a Palermo e al 14.7% a Roma), probabilmente a causa del ridotto consumo di O3 dovuto alle minori emissioni di monossido di azoto (NO) dei veicoli (NO+O3=NO2+O2). Ricordando che gli ossidi di azoto (NOx) e i composti organici volatili (COV) sono ben noti precursori dell'O3, un'ulteriore causa di aumento dell'O3 potrebbero essere le minori emissioni di NOx non compensate da analoghe riduzioni delle emissioni dei COV. Il PM10 ha mostrato riduzioni fino al 31.5% (Palermo) e aumenti fino al 7.3% (Napoli), mentre il PM2.5 ha mostrato riduzioni del 13–17% controbilanciate da aumenti fino al 9%. Un maggiore utilizzo del riscaldamento domestico (+ 16–19% a marzo), anche dovuto a condizioni meteorologiche più fredde rispetto al 2019 (da -0.2 a -0.8 °C) può in parte spiegare l'aumento delle emissioni primarie di PM, mentre un incremento delle attività agricole (segnatamente, coltivazioni con fertilizzanti e gestione dei reflui di composti azotati) può spiegare l'aumento delle emissioni di ammoniaca (NH3), che è un noto precursore del PM secondario”.

Con questo studio è stata così confermata la natura complessa che caratterizza l’inquinamento atmosferico anche nel momento in cui una delle principali fonti emissive sia isolata e controllata. “Emerge la necessità di sforzi costanti di decarbonizzazione in tutti i settori emissivi per apportare un miglioramento concreto alla qualità dell'aria e alla salute pubblica”

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Sui grandi numeri vale molto di più che sui piccoli, se non lo capisci sei proprio ignorante.

C
Copyr 01 Jan 1970 @ 00:00

sono pienamente d'accordo, il mio discorso era incentrato sul fatto che se anche volessero farle nessuna azienda investirebbe milioni a perdere xk non c'è domanda visto che di elettriche non vendono

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Hmmm... quindi stiamo discutendo sotto un articolo basato su dati completamente sbagliati.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Non stai togliendo parcheggi se si utilizzano come parcheggi.

Secondo te come funziona nelle città dove il numero di auto elettriche circolanti è molto alto?

T
Tsaeb 01 Jan 1970 @ 00:00

E' una follia riempire le città di colonnine in ogni parcheggio, sono ostacoli architettonici oltre che esteticamente discutibili. Devono fare batterie ricaricabili in 10min e aree di ricarica tipo benzinaio.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Non esiste solo l'Italia.

Ci sono vaste aree del paese, vedi la gardesana dove l'80% del turismo è del nord-Euripa.
Li che piaccia o meno le colonnine si diffonderanno ( e si stanno già diffondendo parecchio) e le tariffe pian piano caleranno.
In A22 le fast 50KW sono a 32cent e le 180KW a 38cent.

C
Copyr 01 Jan 1970 @ 00:00

"Faccio notare come se oggi ci fossero la metà di auto endotermiche circolanti, specie nelle grandi città, ci sarebbe comunque un bel salto di qualità lato inquinamento, specie per la qualità dell'aria."

la cosa piu falsa che potevi scrivere, te lo ha dimostrato il lockdown, tutte le città erano inquinate tanto come al solito, nonostante in giro ci fosse il 90 95% in meno delle auto.

Se poi vogliamo parlare di miglioramento della qualità acustica, e di confusione generale si, in quel caso migliorerebbe molto

C
Copyr 01 Jan 1970 @ 00:00

ancora con questa storiella dei 40km al giorno, dai andiamo avanti

C
Copyr 01 Jan 1970 @ 00:00

che porti via due posti non so, forse i supercharger o simili, ma in europa ho visto colonnine molto compatta installate in città, presumo prendessero corrente dalla rete utilizzata per lampioni ecc...
il problema vero è che devi trovare chi vuole investire per costruire 1 colonnina per ogni stallo di sosta, parliamo di milioni, se ci fosse domanda troveresti sicuramente un azienda o piu aziende disposte ad investirci ma qui non c'è domanda, alle condizioni attuali nessuna azienda installerebbe milioni di colonnine per trovarsene il 90% non utilizzate

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, ma NON rientreranno mai con tassi di occupazione media del 2%.
MAI manco se stanno la 100 anni.

E aggiungo che posso resistere molto più IO senza caricare alla pubblica che chi ha investito milioni e non copre manco la manutenzione.

Per ora 3200Km mai una volta caricata alla rete pubblica.

Io non mi stancherò di caricare a casa, vediamo se loro si stancano di rimetterci.

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma che calcoli fai?
La media nazionale è di meno di 40km al giorno, se fatti in urbano poi ci sarà chi carica 2 volte al mese.

G
Gilan 01 Jan 1970 @ 00:00

Nei miei sogni nel 2035 c'è un'Italia con il 50% di auto elettriche e un 50% di auto endotermiche (diesel, benzina, GPL, metano).

Le prime soprattutto per chi ha la possibilità di ricaricare a casa comodamente nel proprio garage, magari con energia elettrica autoprodotta.

Le seconde per chi non ha questa possibilità.

Faccio notare che se oggi ci fossero la metà di auto endotermiche circolanti, specie nelle grandi città, ci sarebbe comunque un bel salto di qualità lato inquinamento, specie per la qualità dell'aria.

L'inquinamento infine, va combattuto anche in altri settori.
Navi da crociera, jet privati, fabbriche, impianti di riscaldamento domestici ecc...

Non si può dare tutta la colpa solo ai diesel e a Mario il muratore che coi suoi 1100€ di busta paga non può permettersi di rottamare la sua Punto a diesel del 2004.

C
Copyr 01 Jan 1970 @ 00:00

calare per quale motivo, se non vendono elettriche nuove e non si diffondono le aziende non investono nel costruire colonnine, oltretutto l'italia non ha e non avrà mai l'energia elettrica necessaria autoprodotta per permettere un calo dei prezzi

C
Copyr 01 Jan 1970 @ 00:00

il problema non sono quanti punti di ricarica ma quanto ci vuole a ricaricarla, sappiamo benissimo tutti che 1 colonnina per ogni posto auto è un utopia quindi la domanda è quanto tempo devo stare fermo per la ricarica e quanto costa.Se mi fai auto da 0-100% in massimo 15 min a prezzo simile al rifornimento del termico allora hai una chance di vendere, altrimenti no.

T
Tsaeb 01 Jan 1970 @ 00:00

Riempiamo le città di colonnine e togliamo tutti i posti auto al 96% delle auto in circolazione, dovresti fare il ministro dei trasporti.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Basta installare più colonnine.
Le colonnine da 7 kW sono estremamente economiche, pertanto possono essere installate in grandissimi numeri.
È il sistema migliore sia per il cliente che per il CPO.
Guarda caso A2A ha già installato stazioni di questo tipo

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Ne parliamo più sotto.
Con l'aumento delle auto elettriche, sarà certo l'aumento di uso delle colonnine, perché ovviamente non tutti potranno ricaricare sempre a casa: se fai un viaggio, dovrai per forza ricaricare in un punto pubblico.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche io parlo dell’Italia.
I prezzi sono destinati a calare.
Il resto dell’Europa è la prova che questo accadrà.
La concorrenza aumenta, il numero di auto circolanti aumenta

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Ora non ricordo dove ho letto il dato, ma si parlava che in Italia si carica per il 90% in postazione private e solo il 10% nelle ricariche pubbliche.
Ora il 10% di 260000 auto elettriche circolanti è una cosa, il 10% di eventuali 2,6 milioni di veicoli,previsti nel 2030 dallo scenario conservativo, è ben altro numero.

d
dog_dirt 01 Jan 1970 @ 00:00
a
auscia 01 Jan 1970 @ 00:00

quindi una AD

A
Antonio Guacci 01 Jan 1970 @ 00:00

"Quanti punti di ricarica ci saranno nel 2035 in Italia?"

È ininfluente: al prezzo attuale delle ricariche, qua in Italia, resteranno comunque vuoti.

E così, chi può o potrebbe caricare a casa continuerà ad acquistare, in una qualche quota, elettrico.
E chi invece dovrebbe affidarsi solo alle colonnine pubbliche, continuerà a scacciare l'elettrico come la peste.

Ecco: casomai in Italia (perché nel resto d'Europa è già così) le ricariche tornassero attorno ai 0,35 €/kWh, forse l'elettrico riuscirebbe a conquistare quote di mercato migliori.

Ma alle condizioni attuali, qua in Italia (so' stufo di ripeterlo), per l'elettrico si prospettano tempi bui, buissimi.

p
peyotefree 01 Jan 1970 @ 00:00

prevedo lo scenario accellerato per il fallimento di quasi tutte le case automobilistiche Europee

m
mattopp 01 Jan 1970 @ 00:00

O aumenta la quota di chi compra elettrico caricando solo alle colonnine, oppure il problema persisterà. Non è il computo delle auto elettriche in valore assoluto il problema, ma quante di queste usano colonnine e in che percentuali.

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, ma l'adozione di elettriche è maggiore e ti fa capire come potrebbe essere se invece del misero 3,5% di agosto si passasse a quote di vendita del 16,7% come la (tragica) media europea di agosto con vendite in calo.

T
Tsaeb 01 Jan 1970 @ 00:00

Obbligo di legge questo sconosciuto.

T
Tsaeb 01 Jan 1970 @ 00:00

E chi deve caricare dopo di te si attacca al c.... Bravo.

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci sono già

m
mattopp 01 Jan 1970 @ 00:00

L'articolo parla di Italia, ergo mi riferisco al caso italiano, non mi va di andare off topic.

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarà un mix di quello che dici.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Non porta via nessun posto auto, chi ha un’elettrica parcheggia alla colonnina.
Basta togliere tutti i vincoli sulla sosta (solo per le colonnine AC).

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Nel resto d’Europa le ricariche hanno prezzi molto più bassi.
Non prendere l’Italia come esempio.
I prezzi sono destinati a calare.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

E invece sta già accadendo il contrario, anche in Italia.
https://uploads.disquscdn.c...
In Norvegia tantissimi distributori di benzina hanno chiuso o sono stati convertiti in stazioni di ricarica

m
mattopp 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci sono 2 possibilità: o vengono improvvisamente messe delle accise mostruose sui carburanti fossili volontariamente per spingere l'elettrico (che avrebbero ricadute enormi sul settore delle compagnie di logistica, sul costo della spesa nei supermercati, ecc..., bagno di sangue per tutti i cittadini, soprattutto i meno abbienti), oppure tra costo maggiore di acquisto dell'auto elettrica e costo della corrente alle colonnine (anche se ci fossero offerte interessanti su abbonamento), chi non ha garage non prenderà comunque elettrico, perché statisticamente nessuno ti assicura che la colonnina sotto casa sia libera e funzioni quando ti serve e allora è più sicura una full-hybrid o gpl.

Di contro, chi ha garage con punto di ricarica personale e magari anche fotovoltaico, alla colonnina andrà solo in caso di estrema necessità indipendentemente da sconti e abbonamenti.

Mi aspetto questa situazione fino al 2030 sicuro forse anche 2035, poi non ho la sfera di cristallo, come non la hanno nemmeno quelli che producono queste previsioni.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Se continua così da qui al 2035 ci saranno 1,6 mln di colonnine casalinghe e noi 0 emissioni continueremo a caricare a casa con le colonnine pubbliche ricorrere di muschio.

SPIAZE ma anche NO a 60cent a KWh.

E
Ergi Cela 01 Jan 1970 @ 00:00

Okay ma mi dovete rendere le ricariche anche a 0,43 cent. come con i supercharger tesla

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Oggi sono d'accordo che convenga ricaricare a casa: ci sono ancora pochi clienti per le colonnine pubbliche, quindi nessuno è troppo interessato a 'farsi' i clienti.
Ma oggi si installano anche molte DC e le stesse AC sono quasi tutte da 22Kw, che sono fin troppo. In futuro ci saranno colonnine più semplici, meno costose, il parco circolante aumenterà, quindi i costi fissi di installazione e gestione verranno spalmati su più clienti permettendo una diminuzione delle tariffe. Basta guardare cosa succede nel settore delle telecomunicazioni, anche lì sevono infrastrutture e via dicendo, le bollette da 200€ le ho ricevute all'epoca, ora non spendo nemmeno la metà per 5 SIM e la linea fissa.

m
mattopp 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti e rimarranno poco sfruttati proprio per i costi e, nonostante ciò, si è comunque "obbligati" a espandere questa rete di ricarica, il che non permetterà la diminuzione dei prezzi delle colonnine. Quindi, salvo casi di emergenza, i proprietari di auto elettriche andranno di ricarica casalinga, rendendo poco profittevole il business delle colonnine.

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

La maggior parte delle colonnine saranno in AC con costi di installazione relativamente bassi, si troveranno ovunque e serviranno a chi non ha un punto privato di ricarica, ma la corrente avrà costi simili.
Fast e HPC serviranno a ricaricare più in fretta e durante viaggi lunghi, costi saranno un po' più alti.
Comunque da noi i costi alle colonnine, oggi, sono i più alti d'Europa, forse perché hanno installato troppi punti, ma sono ancora poco sfruttati.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

In Italia non penso proprio

K
Kib 01 Jan 1970 @ 00:00

Vero ma personalmente ritengo che nel 2035 l'auto di proprietà sarà un caso estremamente ristretto con più sharing o simili.
Non credo il circolante EV raggiungerà mai il rapporto auto/abitanti delle ICE nemmeno se venissero vendute a 20K

m
mattopp 01 Jan 1970 @ 00:00

Io non lo pretendo, ma c'è un problema di fondo: vogliono vendere solo elettrico dal 2035, il che significa che servono colonnine. Colonnine che però fino al 2035 almeno verranno usate molto poco, perché se una persona è brava a farsi i conti in tasca, comprerà l'elettrico solo se può caricare a casa o lavoro a costi bassi, relegando le colonnine ad un uso sporadico che di fatto crea i problemi che analizzavo sopra.

M
M_90® 🐲🎮 01 Jan 1970 @ 00:00

Da qui al 2035 possono cambiare infinite cose, senza contare se scoppia la terza guerra mondiale come molto probabilmente accadrà.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma ti pare che una compagnia petrolifera sacrifica spazio per una attività a basso profitto?
Se c'è spazio aggiunge una pompa

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Kib 01 Jan 1970 @ 00:00

Le colonnine avranno potenze che a casa ti scordi motivo per cui il prezzo sarà sempre almeno doppio rispetto al domestico.
imho l'errore è pensare che la diffusione delle colonnine debba essere pari o vicina a quella dei distributori

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Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Portando alla luce ciò che era evidente

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Kib 01 Jan 1970 @ 00:00

Un AI poco intelligente

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Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Si è un circolo vizioso, e prendono i soldi per installare le colonnine, che ci ha dato l'Europa...

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mattopp 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo me, c'è un "problema" di fondo. Più è grande la differenza di prezzo tra colonnine e ricarica a casa, meno le colonnine verranno utilizzate. Meno le colonnine vengono utilizzate e meno conviene alle aziende investirci e mantenerle, oppure dovranno applicare costi alti alla corrente per rientrare dell'investimento, creando un circolo vizioso. D'altronde se uno non può ricaricare a casa alla fine conviene prendere gpl o full hybrid. Costo al km comparabile o inferiore di chi carica solo alle colonnine, senza la sbatta di dover fare la caccia al tesoro per caricare l'auto.

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ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Verranno messe anche nei piccoli paesi più remoti https://uploads.disquscdn.c...

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Tsaeb 01 Jan 1970 @ 00:00

Ogni piazzola di ricarica in strada porta via 2 posti auto, anche se hai l'auto elettrica. Che facciano stazioni di ricarica nei benzinai, non in strada.

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mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi chiedo chi avrà creato quell'immagine fantasiosa dove un'auto occupa tre posti di ricarica e un'altra auto gira nel parcheggio disorientata tra le linee di nazca.