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Auto elettriche e rinnovabili, memorandum d'intesa tra il Governo italiano e la Cina

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha firmato un memorandum di collaborazione industriale con Pechino. Purtroppo i dettagli emersi sui contenuti dell'intesa sono ancora pochi

Auto elettriche e rinnovabili, memorandum d'intesa tra il Governo italiano e la Cina
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 29 lug 2024

Il ministro Urso lo aveva anticipato: il Governo stava lavorando ad un accordo con la Cina nei settori delle tecnologie green e della mobilità elettrica. Il ministro auspicava che l'intesa potesse essere firmata direttamente dalla Premier Giorgia Meloni nel corso della sua imminente visita a Pechino. Così, effettivamente, è stato. Infatti, nella serata di ieri è arrivata la notizia che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha firmato un memorandum di collaborazione industriale con Pechino.

Il Memorandum di collaborazione industriale che abbiamo sottoscritto è un passo significativo che comprende ora settori industriali strategici come la mobilità elettrica e le rinnovabili, settori dove peraltro la Cina già da tempo opera sulla frontiera tecnologica, il che le richiede di agire come un’economia pienamente sviluppata, quale è, condividendo con i partner le nuove frontiere di conoscenza.

ANCORA POCHI DETTAGLI

Per il momento si sa molto poco sui contenuti di questo accordo. Sappiamo solo che sono state firmate 6 intese in vari campi, dall’industria alla sicurezza alimentare all’istruzione.

Possibile che questa intesa possa permettere di accelerare gli investimenti di una casa automobilistica cinese nel nostro Paese. Come sappiamo, da tempo il Ministero delle imprese e del made in Italy è alla ricerca di un nuovo costruttore interessato ad investire in Italia. Negli ultimi mesi, sono circolare diverse voci su possibili candidati e sappiamo bene che le discussioni si sarebbero concentrate con alcuni marchi cinesi.

L'Italia chiaramente rimane disponibile ad ascoltare chi vuole produrre, investire, condividere nuovi spazi industriali, creare occupazione e ricchezza, proprio come finora hanno sempre fatto i nostri imprenditori all'estero. Il legame tra imprese, risorse umane e territori, è da sempre la chiave del nostro successo. Oggi stiamo lavorando per garantire che l'Italia sia sempre più una destinazione competitiva, equa, attraente per le imprese globali e il Memorandum di collaborazione industriale che abbiamo sottoscritto è un passo assolutamente significativo in questa direzione.

Non rimane, quindi, che attendere maggiori dettagli e soprattutto capire questo memorandum d'intesa a cosa porterà di concreto. Ricordiamo che all'inizio di luglio, il ministro Urso era volato in Cina per una serie di incontri con numerose imprese cinesi interessate a investire in Italia e con le aziende italiane presenti in Cina con l'obiettivo di verificare la possibile cooperazione e le partnership industriali negli ambiti delle tecnologie green e della mobilità elettrica.

In questa occasione, il ministro aveva discusso, tra gli altri, con il presidente di CCIG (China City Industrial Group) Gu Yifeng e il presidente di Chery Automobile Yin Tongyue.

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Commenti Regolamento
z
ziocanaja 01 Jan 1970 @ 00:00

mi sfugge qualcosa...ma questo governo non aveva bollato i precedenti accordi con la Cina la cosidetta "via della seta" come un fallimento della politica estera italiana che si inchina ai cattivoni cinesi?

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah bhe

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Li hai già votati alle precedenti elezioni e a nessuno glien'è fregato nulla.
Se vuoi contare qualcosa devi diventare oligarca, assumere con ruoli dirigenziali i parenti dei politici, pagare consulenze, pagare giornali, influencer e piattaforme per fare propaganda massiva.

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

No ma poi tutti a fare i fighi facciamo fallire le ev qua e la, ma si rendono conto che anche se rimanessero una % discreta in italia a non fare infrastrutture ecc… ci rimetteremmo comunque col turismo? Ma poi perché sta fissa a conservare le puzzolenti termiche che comunque entro 100 anni andranno in dismissione per un calo del petrolio? Bah

r
robin994 01 Jan 1970 @ 00:00

ma come ? la gente vuole vivere con un tubo attaccato alla marmitta perche' ama l'odore della benzina fresca al mattino... pure io voto chi pro elettrico, energie rinnovabili e sanita'. Questi 3 campi stiamo facendo schifo e dobbiamo migliorare assolutamente

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Il cambiamento è in atto...🤭
AUTO ELETTRICHE NORVEGIA, PETROLIO ED EMISSIONI DI CO2 NON DIMINUISCONO: 'ECCO PERCHÉ
https://auto.everyeye.it/notizie/auto-elettriche-norvegia-petrolio-emissioni-co2-non-diminuiscono-ecco-perche-732506.html

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Per 210 mln di € di incentivi ahahahahahah

Ahahahahahahahahahaha

Manco i caffè ci compri.

Che poi a fianco di quella miseria per le BEV, 400 mln bruciati per le termiche.

Possiamo dire bruciati perché manco alle auto italiane stanno andando visto che la produzione italiana crolla.

Rete ricarica HPC sottostimata, costo colonnine esorbitante oltre ogni logica visto che Tesla eroga la 150KW a 44cent, il 20% manco è collegato, rinnovabili sotto la media europea, non stiamo scorporando il prezzo dell'energia per cui la bolletta resta la stessa nonostante le rinnovabili crescano anche qui (ma il prezzo lo fa il gas).

Non stiamo investendo in accumuli, in R&D, non abbiamo finito la fabbrica 3M di Catania che già la metà la mettiamo in vendita ...
Devo continuare?

L'operazione è riuscita l'auto elettrica è stata ostacolata... solo che manca l'altro pezzo OSSIA INUTILMENTE perché l'unico ritorno è la cassa integrazione per miglia di lavoratori.
La produzione si auto in Italia è crollata lo stesso solo che mo nessuno verrà qui se non in ferie a farsi 15gg ma investirà altrove.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

I prezzi alle colonnine sono destinati a crescere, se non culla componente energia certamente sulla quota legata alla tassazione.
Più abbandoneremo i motori a combustione per quelli elettrici più le accise andranno spostate dai combustibili all'elettricità.

E' talmente ovvio che non riesco bene a capire come si possa ipotizzare uno scenario differente.

Poi se parliamo di sperare, anche io spero di inciampare sulla più grande pepita di oro al mondo mentre "scendo il cane a pi$ciare", ma se ci metto il cervello capisco che non è un qualcosa che posso realisticamente attendermi che accadrà.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Arriveranno in Italia tutti. Il punto è se ci arriveranno perchè qui producono o perchè qui importano.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Concordo: sono politici che fanno i politici. Tante belle chiacchere con cui potranno riempire i loro comizi.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma quale ostruzone all'auto elettrica?
Per 3 dichiarazioni elettorali da gente che cambia idea a seconda dei sondaggi su internet?
Il governo è andato in Cina con il cappello in mano, hanno dato gli incentivi più alti in assoluto per le BEV.
Dai su, l'Italia ha fatto battaglia per i biocarburanti perché l'eni ha fatto enormi investimenti su quel fronte, così come la Germania l'ha fatta per gli e-fuel.
Uno dei paesi più contrari alle BEV è proprio la Germania, con tanto di deputati tedeschi del ppe che hanno votato contro la Von Der Leyen proprio per il Green deal.

La verità è che i problemi sono altri, sono sempre gli stessi da decenni e non sarebbe cambiato nulla nemmeno se si fosse parlato di produzione di veicoli diesel Euro 0.
Perché venire a produrre in Italia, dove l'energia costa uno sproposito perché non c'è una politica energetica decente, le infrastrutture sono assenti, devi portare tutto su gomma e per andare nel resto di Europa ti devi affidare a dei varchi alpini intasati o fare il giro del Mediterraneo, quando nel resto di Europa sei già lì.
La burocrazia è pesante, asfissiante, labirintica, il sistema fiscale è bizantino, opprimente, complesso, il sistema giudiziario lento ed inaffidabile.

Continui a parlare di cig, ma lo stabilimento che in questo momento è più in crisi di tutti è proprio quello che produce le BEV, di cosa stiamo parlando?

E per quanto riguarda le vendite scarse delle BEV in Italia, la ragione è semplice, nessun produttore di BEV fa auto in linea con le esigenze del mercato italiano, quando questo avverrà venderanno anche qui.

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

la via della seta era già fallita de facto, chiuderla era semplicemente una conseguenza ovvia a tutti, tranne che per i filocinesi del blogghe. Basta guardare i numeri ed il flusso delle merci: noi importavamo da loro e loro non importavano da noi. Se per te questo è commercio...

Ah PS: non credere che da questo accordo venga fuori qualcosa, sono solo chiacchiere e promesse. Non c'è niente di concreto... non un nome, non un luogo, zero. Solo politici che dicono cose e stringono le mani.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi tutta questa opposizione all'elettriconche scopo ha ed ha avuto?

Per fare una Panda si può andare in Marocco, come in Serbia o in qualunque parte del mondo.

Perché Tavarese che è CEO di Stellantis non dell'Italia.
È ovvio che se riesce sposta dove gli aumentano i margini. LUI non è stato votato dagli italiani ma dagli azionisti dell'azienda, chiunque al posto suo farebbe uguale.

Ma in Germania c'è Tesla, in Spagna andrà Chwry, in Belgio produrranno la EX 30, in Ungheria andrà BYD..
In Turchia Erdogan ha varato un piano miliardario per auto eletrriche e batterie (c'è l'art su 4R), guardacaso dopo che BYD ha annunciato una seconda fabbrica in Turchia (dopo quella ungherese).

Di chi è la responsabilità SE ALL'ITALIA LA ACANSANO TUTTI? Mia forse? Del destino? Di ammioccuggino? Della siccità? Degli alluvioni? Della pizza? Del mandolino?

O forse di una palese ostruzione all'auto elettrica? Nelle parole e nei fatti.
Ma si vede che più cassa integrazione e meno elettriche piace.
Verremo accontentati.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Come sempre fai un calderone di cose diverse.
Andiamo con ordine:

la trimestrale Volvo sarà pure record, ma se stanno frenando significa che non si aspettano un futuro altrettanto roseo.
il discorso Italia e produzione mette insieme due cose:

1) stellantis e le strategie di tavares, che alla ricerca del margine più alto possibile vuole evidentemente sbaraccare tutto e spostare dove costa meno. Su questo il governo ha ottenuto ben scarsi risultati, ma onestamente stiamo parlando di un'azienda privata le responsabilità dell'Italia ci sono, ma limitate.
2) la storica ed atavica mancanza di competitività, attrattività, capacità industriale italiana, che ha fatto si che nessuna delle aziende che sta investendo in produzione in Europa, abbia scelto l'Italia come sito produttivo.

Ora, tutto questo sarebbe immutato e non cambierebbe di una virgola anche se l'elettrico fosse fuori dall'equazione.

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

L'ultima frase dice tutto di te... 🤣

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

Troppo buono...

S
Sagitt 01 Jan 1970 @ 00:00

Alle prossime votazioni voteró chi pro elettrico. Non si puó essere così indietro come paese su un fronte così importante.

V
VaDetto 01 Jan 1970 @ 00:00

GLi allocchi che li votano, essendo allocchi, si bevono tutto...

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Seh seh

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Non sparare cazzeete. La bolletta elettrica in Francia è cara come in Italia.
Solo alle colonnine c'è differenza.
In Germania hanno abbandonato il nucleare ma esistono alcune colonnine con ricarica gratuita. E anche in quelle a pagamento i prezzi sono bassi. E' evidente che in quei paesi paga (ingiustamente) pantalone.
Ma poi non hanno i soldi per fare gli investimenti importanti. Sia in Germania che in Francia le ferrovie sono più scarse che in Italia.

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

qui vignetta dove giorgio melone è in ginocchio davanti a xijimping implorandolo a far venire da noi almeno un produttore ad aprire una fabbrica
non questa
https://uploads.disquscdn.c...

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Volvo però ha fatto una trimestrale e semestrale record nel 2024 e una parte del merito è proprio della EX 30. Per questo la sposta in Belgio per evitare che i dazi gli creino problemi.

Noi, Italia, invece abbiamo tirato il freno sulla produzione automotive, -35% in Italia nell 1°H24... ma a differenza di Volvo NON abbiamo un piano B.

Abbiamo la cassa integrazione come alternativa.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Volvo però sta pure tirando il freno sulla strategia solo BEV

https://insideevs.com/news/727927/volvo-hybrid-good-idea-evs/

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Pensare che Tesla allarga Belrlino per la Model 3, Volvo sposta la produzione della EX 30 in Belgio, BYD va in Ungheria, Chery e SAIC in Spagna...
noi da tutto questo sputare veleno sulle elettriche ci stiamo guadagnando un po di Cassa Integrazione...

Alla grande insomma.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Auto elettriche e rinnovabili, memorandum d'intesa tra il Governo italiano e la Cina

T
Tsaeb 01 Jan 1970 @ 00:00

In Cina se li mangiano i cann.

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

Meglio i cinesi che gli elcann

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

"Auto significa tanti posti di lavoro e la Lega sta combattendo per evitare quel che l'Europa ha deciso, ovvero che dal 2035 si possano comprare solo auto elettriche.

È una follia che aiuta solo la Cina"

Min dei trasporti Matteo Salvini 06 Maggio 2024 fonte ANSA.

Se è con questa credibilità che siamo andati in Cina a parlare di auto elettriche...

Se vogliono possono portarci me che ne guido una.

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

RIDICOLI😂
neanche un anno fa a stralciare l’accordo della via della seta stipulato da Conte naturalmente denigrandolo come un accordo sfavorevole…e adesso che fanno?
LA STESSA IDENTICA COSA!
naturalmente spacciandolo come una cosa totalmente diversa 😂

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Poi nonostante abbiano queste tariffe, l'agcom francese si è attivato nell'ultimo periodo per tutelare i consumatori sulle tariffe

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è solo questo ( che conta chiaramente ) è che li hanno idee ben più chiare, come quella di obbligare i gestori delle colonnine a esporre prezzi chiari e accettare ogni forma di pagamento

Anche perchè al di la del prezzo al KW c'è troppa frammentazione anche da questo punto di vista, tra app, abbonamenti etc etc

Poi ci vorrebbe una cabina di regia seria per individuare le aree dome mettere le HPC, ad oggi concentrate ( anche nelle città ) solo in alcune zone specifiche

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Quella composta da migliaia di aziende che creano componenti per le industrie europee. I cinesi qui assembleranno, non produrranno nulla.

T
TalpaGamer99☑️ 01 Jan 1970 @ 00:00

Fatemi dire che non si può fare altrimenti ormai l'Italia è sviluppata alla pari di un paese socialista di un secolo fa, servono piani triennali con le potenze economiche per risollevare l'economia! Il massimo che possiamo fare noi oggi è offrire ai cinesi la Uno Turbo e loro ci insegneranno a renderla elettrica!

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Ed è un grosso problema visto che rappresenta circa il 10/12% del nostro PIL

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

La Francia ha il nucleare che fa costare meno l'energia, inoltre c'è un accordo con EDF che fino alla fine del 2025, deve vendere una parte dell'energia elettrica dei suoi reattori (100 TWh) a 42 euro per MWh, quindi ben sotto il costo stimato della produzione nucleare di Edf (circa 60 euro/MWh).

Poi ora la Francia ha deciso di inserire nel suo piano energetico una grossa fetta di rinnovabile, nello specifico il 41% dei suoi consumi finali entro il 2030, ovvero 570TWH, che sono circa il doppio dei consumi elettrici italiani, non so come faranno.

https://euractiv.it/section/energia-e-ambiente/news/la-francia-include-inaspettatamente-lobiettivo-delle-energie-rinnovabili-nel-suo-piano-energetico-e-climatico/

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Se non si danno una svegliata finiamo veramente male, stiamo perdendo l'automotive peggio di come abbiamo perso il tessile.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Che c'entra la Fiat con il governo cinese? 🤔

r
robin994 01 Jan 1970 @ 00:00

le colonnine che non siano tesla hanno prezzi osceni... ieri proprio vedevo i prezzi delle e-station in francia si va dai 26 centesimi per una ricarica da 22kw a 39 per una da 360kw ... poi basta allungarsi in italia dove i prezzi vanno dai 40/50 per quelle tesla a 90 centesimi per le altre...

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Il produttore cinese che dovrebbe arrivare in Italia è Dongfeng con le sue ibride ed elettriche

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo me faranno insieme la Panda Abalth a Cinisello Balsamo

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Quale industria italiana? che è già morta da tempo

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Svendere l’industria italiana ai cinesi per far dispetto ad alcuni e rendere sempre più tesi i rapporti con l’Ue. Questa è da hdpolitica non ha green

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Hanno sperato fino alla fine in un passo indietro dall'Europa sul Green Deal, ma alla fine non è andata come volevano, quindi ora si devono adeguare

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Ora si spera con questo primo passo sia in direzione di una nuova era per l'elettrico in Italia, con il nostro governo che smetterà di essere contrario ad ogni costo, per interessi economici.

C'è molto su cui lavorare, per quanto mi riguarda in primis il discorso tariffe alle colonnine, per rendere accessibile l'auto elettrica anche a chi non ha la possibilità di ricaricare a casa, per poi passare all'ampliamento dell'infrastruttura di colonnine soprattutto nelle grandi città dove è prioritario il passaggio all'elettrico (insieme a un potenziamento dei servizi pubblici), e contemporaneamente potenziare l'infrastruttura elettrica per riuscire a gestire senza problemi i picchi di richiesta elettrica

K
Kib 01 Jan 1970 @ 00:00

Per il momento abbiamo pagato solo i loro viaggi e spese trasferta senza vedere ancora niente se non forse qualcosa in ambito chip in zona Novara.

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto. Quei dazietti da qualche punto percentuale servono proprio per poterci andare poi a discutere.
Attualmente l'import/export fra Italia e Cina è fortemente sbilanciato verso quest'ultima, che adotta politiche autocratiche e protezionistiche nei confronti della propria industria, fra cui il dumping fiscale.
Questo non va bene e va contro il concetto di libero mercato. Quindi: o si cambia registro e si fa davvero libero mercato, con regole uguali per tutti, o altrimenti.. non voglio nemmeno immaginarlo. Credo e spero si vada per la prima per un'infinità di motivi.

M
Manu 01 Jan 1970 @ 00:00

prima ci fanno la guerra e volgiono i dazi poi vanno li e fanno i memorandum xd