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Guerra in Ucraina, colpito anche il settore auto. Le prime conseguenze sul mercato

I primi impatti della guerra in Ucraina per il settore automotive.

Guerra in Ucraina, colpito anche il settore auto. Le prime conseguenze sul mercato
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 1 mar 2022

La drammatica guerra in Ucraina rappresenta un rischio per la ripresa delle vendite del settore auto già provato dalla pandemia e dalla crisi dei chip. A lanciare questo allarme due società di analisi e cioè JD Power e LMC Automotive che hanno rivisto al ribasso le stime di vendita per il 2022. Secondo tali società, l'anno in corso potrebbe chiudersi con la vendita di 85,8 milioni di veicoli leggeri, pari a circa 400 mila unità in meno di quanto preventivato prima dello scoppio del conflitto.

Ovviamente, le due società di analisi avvertono che questa stima potrebbe variare e dunque anche peggiorare, a seconda di come evolverà la guerra. Effettivamente, le prime conseguenze del conflitto sull'industria automotive si sono già viste in questi giorni.

PRIMI IMPATTI NEL SETTORE AUTO

Vediamo alcuni dei primi impatti della crisi sul settore automotive. Volkswagen, per esempio, ha fatto sapere che sarà costretta ad interrompere questa settimana e per alcuni giorni, la produzione presso gli stabilimenti di Zwickau e di Dresda. Il motivo è da ricercarsi nell'interruzione delle consegne di componentistica prodotta in Ucraina, tra cui i cablaggi elettrici. Ricordiamo che la fabbrica di Zwickau costruisce le auto elettriche Volkswagen ID.3, ID.4, ID.5, Audi Q4 e-tron e Cupra Born. La fabbrica di Dresda, invece, produce l'ID.3. Volkswagen ha pure interrotto l'esportazione delle sue vetture in Russia. Il CEO del Gruppo Volkswagen, Herbert Diess, ha dichiarato che la casa automobilistica ha creato una task force per valutare le possibili conseguenze della crisi ucraina sull'azienda.

Passiamo a Volvo che ha deciso di sospendere le spedizioni di auto alle concessionarie russe a causa dei "potenziali rischi associati al commercio di materiale con la Russia, comprese le sanzioni imposte dall'UE e dagli Stati Uniti". Un portavoce di Volvo ha affermato che la casa automobilistica esporta veicoli in Russia da stabilimenti in Svezia, Cina e Stati Uniti. Nel 2021, il costruttore ha venduto 9.000 auto in Russia.

Il Gruppo Renault è particolarmente "esposto" in Russia visto che controlla AvtoVAZ, il produttore del marchio Lada. In Russia,  AvtoVAZ dispone di due fabbriche dove costruisce anche il modello Renault Arkana che è venduto in Europa. A quanto è dato di sapere, a causa del conflitto e della mancanza di componenti, starebbe fermando quasi tutte le sue attività.

Invece, il produttore di pneumatici finlandese Nokian ha fatto sapere di aver deciso di spostare in Finlandia e in America la produzione di una fabbrica presente in Russia. Questi sono solo alcuni esempi degli impatti della guerra sul settore auto. I costruttori, comunque, hanno tutti alzato il livello di allerta per capire quali ripercussioni avranno da questa drammatica situazione e quali contromisure prendere.

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Commenti Regolamento
M
Morkana 01 Jan 1970 @ 00:00

:D

P
Pinco Pallino 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti doveva arrivare a fine marzo a detto che ci vuole luglio, faccio 40 km a piedi

N
Nello_Roscini 01 Jan 1970 @ 00:00

sei indietro ..

sono parecchi anni che si parla di accorciare le "supply chain" ,

catene di approvvigionamento.
da quando si parla di "stagnazione secolare"
l'economia mondiale , vorrebbe provare a cambiare da economia globale

a economia di area

gli economisti sono in crisi da decenni , non ne azzeccano una

ma tra un'economia medioevale e una imperiale globale ..
ci sarà pur una via di mezzo

per far continuare a evolvere la specie umana ?

o forse dobbiamo aspettare l'economia spaziale !

oppure estinguerci e basta !

G
Gianni P. 01 Jan 1970 @ 00:00

Per chi sta aspettando l'auto sì, è più importante l'auto della guerra

B
Bisanzio 01 Jan 1970 @ 00:00

Spero che quel rimbambito di Biden si decida a dichiarare l'Ucraina stato neutrale e buonanotte

E
Ennio 01 Jan 1970 @ 00:00

Oltre questo..sono le macchine che ci sono sopra che non le fanno neanche più..

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

Primo: il gas e il petrolio non si producono... si estraggono!
Secondo: i giacimenti di gas e petrolio ci sono anche in Italia, semplicemente per vari motivi estraiamo molto meno di quanto potremmo!

p
pollopopo 01 Jan 1970 @ 00:00

I profitti son sempre di pochi il problema è che non c'è la volontà per tassare i profitti di queste enormi aziende creando non pochi problemi ad i piccoli che come si dice da una vita sono il motore della nazione....

B
Black_Codec 01 Jan 1970 @ 00:00

E non hai neanche analizzato chi detiene il "debito pubblico"... Pensa se ti chiedesse di " saldarlo"...

B
Black_Codec 01 Jan 1970 @ 00:00

Seee vabbé

B
Black_Codec 01 Jan 1970 @ 00:00

Questo vorrebbe dire aumento dei costi di produzione, ergo aumento del costo al pubblico. Ricordiamocelo!

S
STAFF 01 Jan 1970 @ 00:00

Ho visto il loro video su Youtube, veramente imbarazzante cringe , addirittura la pubblicità della VPN col codice sconto ANONYMOUS22... veramente imbarazzante.

J
J0k3r_IT 01 Jan 1970 @ 00:00

la "globalizzazione" iniziata da Clinton era proprio quella dei profitti (di pochi) poi è "leggermente" sfuggita di mano

G
Giacomo 01 Jan 1970 @ 00:00

Magari! Questo potrebbe accadere solo se ci fosse qualcuno che paga per i suoi errori. Tipo i manager delle casa automobilistiche che per profitto hanno decentralizzato.

G
Giacomo 01 Jan 1970 @ 00:00

Tanto comunque non arrivavano neanche prima le auto. Avete trapiantato tutto in Cina...... pagatene le conseguenze.

K
Ken 01 Jan 1970 @ 00:00

appunto adesso i treni sono con un quarto del carico :D

K
Ken 01 Jan 1970 @ 00:00

si ma tengono di mer... le ho avute per 2 inverni e poi buttate

A
Andredory 01 Jan 1970 @ 00:00

Le uniche gomme che consumano la strada e non il contrario.

a
atm 01 Jan 1970 @ 00:00

La guerra è business un missile può costare anche 100.000€ eccc

p
pollopopo 01 Jan 1970 @ 00:00

il problema che i profitti non finiscono in patria :P

L
Leo Minerva 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo che è più importante il mercato dell'auto piuttosto che una guerra ....
bhaaaa.........

M
Mefistofele 01 Jan 1970 @ 00:00

Resteresti sorpreso se dovessi scoprire che coloro che hanno cominciato ad investire all'estero 20 anni fa sono gli stessi che oggi hanno tutto l'interesse di impoverire i nostri territori

D
Dario Scalici Palmeri 01 Jan 1970 @ 00:00

Gomme Nokian? cioè sono le gomme più resistenti del pianeta????????

E
Ennio 01 Jan 1970 @ 00:00

La foto dell’articolo avrà tipo 15 anni..

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Ho peccato di eccessivo ermetismo.
C'era scritto Leonardo e Finmeccanica, che sono la stessa cosa, penso intendesse Leonardo e Fincantieri.

k
keynes 01 Jan 1970 @ 00:00

In una settimana è salita meno di Leonardo in quanto il settore militare è inferiore al 25% delle attività.

g
gp 1 01 Jan 1970 @ 00:00

I Cinesi stanno sudando freddo, primo perchè a quanto pare Putin non ha ben spiegato cosa intendesse con l'operazione militare speciale e secondo ci sta dando una sveglia all'occidente.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Fincantieri?

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

No, non abbiamo grandi numeri perché abbiamo pochi giacimenti e costosi da sfruttare

J
JJ 01 Jan 1970 @ 00:00

Serve un piano comune, integrato nel lungo periodo per una transizione energetica "green" auto-sostenibile e ancor di più il petrolio del domani: Fonderie di semiconduttori sotto il controllo UE.

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

E che faccia capire che i soldi vanno spesi nei propri territori.

P
Phabio 01 Jan 1970 @ 00:00

e ci vorrebbero anni, non mesi.

P
Phabio 01 Jan 1970 @ 00:00

non cambierebbe quasi niente, se anche raddoppiasse la produzione di gas sarebbe il 10 invece del 5% di fabbisogno, i prezzi cambierebbero di pochissimo.

p
pol206 01 Jan 1970 @ 00:00

Ovvio, vale solo per le euro6d, devi fare lavori per portarle almeno ad euro8. Togli il motore e metti i pedali.

u
u ɐ ı ʇ s ı ɹ ɔ 01 Jan 1970 @ 00:00

Non posso più comprare una Lada?????

I
IDGAF 01 Jan 1970 @ 00:00

che spilorci questi oligarchi che si pagano gli aerei in leasing

p
proxyy 01 Jan 1970 @ 00:00

Chi ti ha detto che non ci sono? Ne produciamo, eccome, non abbiamo grandi numeri solo per questioni ecologiche, giustamente, ma si potrebbe tranquillamente raddoppiare l'attuale produzione in pochi mesi.

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

Leonardo e Finmeccanica per ora stanno beneficiando

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

Gia le banche stanno perdendo, scappa

A
Alex Neko 01 Jan 1970 @ 00:00

sono in leasing non li puoi comprare da loro.

Notizia di oggi, Aereoflot deve restituire quasi tutti gli aerei all'irlanda essendo in leasing

D
Demetrio Marrara 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci sono svariati motivi dietro la delocalizzazione delle fasi produttive. Ahimè quello che dici, seppur auspicabile, non è fattibile.

S
Sepp0 01 Jan 1970 @ 00:00

Produrre "cosa"? Gas e petrolio non ce li abbiamo, non è che possiamo inventarceli se non ci sono.

I
IDGAF 01 Jan 1970 @ 00:00

gli alieni!

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

il problema dell'Europa sono le materie prime, cosa che la Russia ha in abbondanza; la Cina le ha sul territorio e "comprando" mezza africa e grazie all'Australia; gli USA hanno sia sul territorio che in Stati vicini.

J
J0k3r_IT 01 Jan 1970 @ 00:00

i singoli che hanno capacità tecniche elevate si contano sulle dita di due mani, il resto sono gruppetti eterogenei. Ovvio che ora ci hanno messo mano pure ALTRI.

K
KartelAli 01 Jan 1970 @ 00:00

I governi avrebbero fatto molti ma molti più danni.

▶ Sir.TEO ℠◀ 01 Jan 1970 @ 00:00

Sottoscrivo dalla prima all'ultima riga. Errore madornale!

J
J0k3r_IT 01 Jan 1970 @ 00:00

ma come niente più globalizzazione? Niente più retorica di apertura etc.. etc.. davvero qualcuno credeva che la politica dei far produzione all'estero e riportare i profitti in patria sarebbe stata lungimirante?

J
J0k3r_IT 01 Jan 1970 @ 00:00

anonymous è chiunque si spacci tale, per dirla in altro modo sono gli stessi governi a usare il nome per compiere attacchi informatici.

J
JJ 01 Jan 1970 @ 00:00

Spero che questa crisi faccia capire all'Europa che bisogna tornare a produrre direttamente sul territorio. La decentralizzazione ha portato ad essere troppo dipendenti da Cina e Russia, quindi fragili e senza consistenza decisionale/politica.

J
J0k3r_IT 01 Jan 1970 @ 00:00

a confronto la tempesta economica in arrivo è niente.

I
IDGAF 01 Jan 1970 @ 00:00

prendila con la batteria carica, così la puoi rivendere per comprare un jet da un oligarca russo

I
IDGAF 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma i grandi esperti (dei frequentatori del blog) che dicevano che anonymous era allo sbando e non sarebbero stati capaci di fare un cyber attacco alla russia ci sono ancora?

p
pol206 01 Jan 1970 @ 00:00

Tranquilli... vi salva l'Italia coi sui incentivi.

M
Mostra 1 nuova risposta 01 Jan 1970 @ 00:00

Non importa, avevo fatto il pieno di benzina qualche settimana fa. Venderò la benzina e mi comprerò una Tesla.