Free2Move eSolutions e NHOA lanciano il progetto Atlante per la ricarica rapida

23 Luglio 2021 9

Per spingere sulla diffusione delle auto elettriche, soprattutto alla luce delle proposte della Commissione Europea sullo stop alle endotermiche dal 2035, servono molte più colonnine. In tale contesto si inserisce il nuovo progetto Atlante frutto della collaborazione tra NHOA (ex Engie Eps) e Free2Move eSolutions (joint venture tra Stellantis e Engie Eps, ora NHOA). Nello specifico, questo progetto prevede la realizzazione della prima rete di ricarica rapida integrata al 100% con la rete elettrica (vehicle-grid-integrated o VGI), energia rinnovabile e sistemi di accumulo.

Questa infrastruttura sarà realizzata inizialmente in alcuni Paesi dell'Europa meridionale e diventerà il network preferenziale per le auto elettriche del Gruppo Stellantis (Network Atlante). In ogni caso, sarà aperta a tutti. Vediamo i principali dettagli.

SUBITO ANCHE IN ITALIA

Si partirà da Italia, Francia, Spagna e Portogallo, Paesi definiti "strategici". Secondo i due partner, in questi Paesi, il 90% della rete di ricarica rapida necessaria al 2030 deve ancora essere sviluppata.

In particolare, secondo l’analisi effettuata da NHOA e Free2Move eSolutions con il supporto di McKinsey & Co: la penetrazione dei veicoli elettrici (BEV) e dei veicoli ibridi plug-in nei Paesi Strategici è prevista in crescita di 26 volte fino a 13 milioni di BEV entro il 2030, raggiungendo i 3 milioni entro il 2025, e la domanda di ricarica rapida “on-the-go” prevede un aumento di 46 volte fino a 9 TWh entro il 2030, e fino a 1,9 TWh entro il 2025.

Viste le grandi potenzialità di crescita di questi mercati, il progetto Atlante prevede di implementare al loro interno un'infrastruttura di rifornimento capillare. Nello specifico, si parla di stazioni di ricarica in oltre 1.500 siti, con circa 5.000 punti di ricarica rapida VGI integrati con sistemi di accumulo e energie rinnovabili entro il 2025. 5 anni più tardi, si punta ad avere stazioni di ricarica in circa 9.000 siti, con circa 35.000 punti di ricarica rapida VGI integrati con storage e solare.

Grazie a questa iniziativa, le due società contano di raggiungere una quota di mercato di circa il 15% nella ricarica rapida pubblica, in termini di dimensioni e clienti, in tutti i Paesi Strategici, al fine di assicurarsi un posizionamento sostenibile a lungo termine. Inoltre, grazie al programma di installazione si mira ad avere almeno una stazione ogni 100 km di autostrada (direttamente dentro o in prossimate delle entrate/uscite) e siti strategici non autostradali come nelle aree urbane, nei punti nevralgici del traffico o presso esercizi commerciali. Inoltre, le stazioni saranno collocate in altri luoghi selezionati o siti di grande importanza in aree urbane densamente popolate.

Ma come saranno strutturate queste infrastrutture? I punti di rifornimento offriranno potenze di ricarica sino a 200 kW. Inoltre, le stazioni saranno dotate di pensiline per rendere più piacevole l'attesa nelle giornate molto calde ed integrate con pannelli solari e soluzioni di accumulo. Si prevede un investimento compreso tra i 100 e i 140 mila euro per punto di ricarica integrato con stoccaggio, fonti rinnovabili e la rete elettrica.

Gli investimenti saranno effettuati attraverso il veicolo dedicato denominato “AtlanteCo”, che sarà inizialmente posseduto al 100% da NHOA e finanziato con risorse proprie e altre forme di finanziamento, tra cui, tra le altre, anche il supporto di TCC come investitore principale.

Si partirà da Italia e Francia dal 2022 per poi arrivare anche in Spagna e in Portogallo dal 2023.

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Commenti

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Gianluigi

Quindi con le prospettive di mercato in fortissima espansione, le aziende che vogliono mangiarsi una parte della torta della ricarica elettrica ci buttano dentro fior di investimenti: 100k € per 1500 siti, sono 150 milioni di €. ENEL ha il suo piano analogo. Scommetto che a breve ne arriveranno altri

ACTARUS
Gupi

spero vivamente tu abbia ragione.

R_mzz

Tutte le auto elettriche montano il connettore CCS 2 Combo che fisicamente integra la Type 2 per la ricarica AC.
(Ovviamente le auto che supportano solo la carica AC hanno solo la Type 2).

Quindi tutte le auto sono compatibili con tutte le colonnine.
Chademo si può considerare morto in Europa.
Negli Stati Uniti la situazione è ben più complessa principalmente a causa di Tesla.

Nei prossimi anni non serviranno nuovi standard.
Sono già state installate stazioni a 350 kW nonostante non esistano auto che caricano oltre i 270 kW.
È in fase di test l’aumento di potenza su CCS a 2 MW.

Gupi

oggi... fra 10 anni voglio vedere, prestazioni migliori di carica richiederanno hardware diverso e così via.

Funz

Scongelato ora? Basta fare un giro su nextcharge e vedi che praticamente tutte le colonnine hanno il tipo 2, qualcuna ha anche combo tipo 2.

ACTARUS

Basta comprare 1.000 adattatori e scaricare 1.000 app, sperando che in quella località ci sia copertura internet

Gupi

sperando solo che con il tempo non si dovrà andare alla ricerca della colonnina compatibile con la propria auto, altrimenti potete mettervi le elettriche diritte su per il biippp

Marco P.

In Italia = Nord

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