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Trump scatena i dazi sulle auto: 25% su tutte le vetture straniere

Via alla guerra commerciale voluta dal presidente americano

Trump scatena i dazi sulle auto: 25% su tutte le vetture straniere
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 3 apr 2025

Via alla guerra commerciale voluta dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "È il giorno della liberazione", così lo ha definito il tycoon ufficializzando i nuovi "dazi reciproci" che colpiranno tutti i partner degli Stati Uniti, rivali e alleati. Nella lista nera c'è ovviamente anche l'Unione Europea.

Il nostro Paese è stato saccheggiato e violato. Tutto questo non accadrà più. Quella di oggi è una vera e propria dichiarazione di indipendenza economica.

La formula decisa dall'amministrazione Trump prevede dazi minimi del 10% su tutto l'import negli USA ma per i Paesi più "cattivi" le tariffe doganali saranno ancora più elevate. Per esempio, per l'Europa si arriva al 20%. Per la Cina sono pronti dazi al 34%.

DAZI PER LE AUTO

Scattano ufficialmente anche i dazi sulle auto di cui molto si è discusso negli ultimi giorni. Tutte le vetture prodotte al di fuori degli Stati Uniti saranno colpite da una tariffa doganale del 25%. Ma le nuove tariffe doganali non colpiranno solamente le vetture perché tra un mese, a partire dal 3 maggio, i dazi riguarderanno anche molte componenti delle auto. C'è già una lista dei codici della componentistica che comprende motori, trasmissioni, batterie agli ioni di litio e tanto altro. Pare che questa lista sarà comunque aggiornata in futuro dal Dipartimento del Commercio.

Uno scenario dunque molto difficile che avrà ripercussioni molto pesanti sulle case automobilistiche e anche sui consumatori. Diversi analisti hanno già evidenziato che i dazi potrebbero portare ad un sensibile aumento dei costi delle vetture negli USA, anche di quelle prodotte localmente per via delle nuova tariffe doganali che colpiranno la filiera della componentistica. Inoltre, diversi modelli importati potrebbero essere eliminati in quanto giudicati non più sostenibili economicamente da parte dei costruttori. In particoalre si parla di quelli più accessibili dove i margini sono minori.

Vedremo quello che succederà adesso che i dazi sono diventati ufficiali. Secondo l'Associazione tedesca dei costruttori di automobili Vda, i dazi creeranno solo dei perdenti. La Vda invita quindi l'UE a rispondere con la forza.

L'Europa è ora chiamata ad agire in maniera unitaria e con la forza necessaria, pur continuando a dimostrare la volontà di negoziare.

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Commenti Regolamento
e
efremis 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì certo, tanto non vendo e la mia strategia è a lungo termine.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ti offendere, ma se ancora sei ad un livello così superficiale della comprensione dell'economia e del perché l'amministratore Trump ha considerato inevitabile dover riequilibrare la bilancia commerciale con l'esterno è forse il caso che tu cominci ad informarti molto di più.

Tu dici che possediamo il 25%, del debito pubblico americano ma una stima ragionevole indica che gli investitori istituzionali dell’Unione Europea detengono tra 960 miliardi e 1.260 miliardi di dollari del debito pubblico statunitense, pari a circa il 2,8-3,7% del totale. Per dati precisi, sarebbe necessario consultare rapporti specifici del Tesoro USA (Treasury International Capital) o di Eurostat, che dettagliano le detenzioni per tipo di investitore

E gli investitori istituzionali americani quanto del debito pubblico europeo possiedono?
Non dispongo di dati aggiornati al 7 aprile 2025 che dettagliano con precisione la quota del debito pubblico italiano, francese e tedesco detenuta specificamente da investitori istituzionali americani. Tuttavia, posso fornirti un'analisi basata su informazioni disponibili fino a ottobre 2023 e tendenze generali, con alcune stime plausibili. Per dati esatti, servirebbero rapporti aggiornati da fonti come la Banca d'Italia, la Banque de France, la Deutsche Bundesbank o il Dipartimento del Tesoro statunitense, che non sono completamente accessibili in questo contesto.
Debito pubblico italiano
A settembre 2023, il debito pubblico italiano ammontava a circa 2.862 miliardi di euro, con il 30,3% detenuto da investitori stranieri (circa 867 miliardi di euro). Gli Stati Uniti rappresentano una parte significativa degli investitori esteri, ma non esistono stime pubbliche precise che isolino gli investitori istituzionali americani (es. fondi pensione, banche, assicurazioni come BlackRock o Vanguard). Storicamente, gli USA sono tra i principali detentori esteri di debito italiano, insieme a Francia, Germania e Giappone. Considerando che il 78% del debito estero italiano è detenuto nell'eurozona, resta circa il 22% (190 miliardi di euro) in mani extra-UE, di cui gli USA potrebbero rappresentare una quota rilevante. Una stima ragionevole, basata su analisi di mercato, potrebbe collocare gli investitori istituzionali americani al 5-8% del totale, ovvero tra 143 e 229 miliardi di euro. Questo dato è indicativo e potrebbe essere più alto se si considera l'attrattività dei rendimenti italiani per i fondi USA.
Debito pubblico francese
A fine 2023, il debito pubblico francese era di circa 3.101 miliardi di euro, con il 50,5% detenuto da investitori non residenti (circa 1.567 miliardi di euro). La Francia dipende fortemente da investitori esteri, e gli Stati Uniti, come grande mercato finanziario globale, giocano un ruolo chiave. I titoli francesi, con rendimenti inferiori rispetto a quelli italiani ma stabili, attirano fondi istituzionali americani. Non ci sono dati ufficiali che separino gli investitori istituzionali USA, ma il peso degli Stati Uniti nel mercato obbligazionario globale suggerisce che potrebbero detenere una quota significativa del debito estero francese, stimabile tra il 10-15% del totale, ovvero tra 310 e 465 miliardi di euro. Questa stima riflette la percezione della Francia come economia solida, anche se meno redditizia rispetto all'Italia.
Debito pubblico tedesco
A fine 2023, il debito pubblico tedesco era di circa 2.623 miliardi di euro, con il 45,2% in mani estere (circa 1.186 miliardi di euro). I Bund tedeschi sono considerati un "bene rifugio" globale, particolarmente attraenti per gli investitori istituzionali americani, soprattutto in periodi di incertezza economica. Gli USA sono tra i principali detentori extra-UE, insieme a Giappone e Regno Unito. Data la loro stabilità e il ruolo del dollaro, è plausibile che gli investitori istituzionali americani detengano una quota tra l'8-12% del totale, ovvero tra 210 e 315 miliardi di euro. Questa percentuale potrebbe essere più alta rispetto all'Italia, data la preferenza per asset a basso rischio.
Confronto e considerazioni
Italia: 5-8% (143-229 miliardi di euro), con rendimenti elevati ma maggior rischio percepito.
Francia: 10-15% (310-465 miliardi di euro), con una dipendenza significativa da investitori esteri e stabilità intermedia.
Germania: 8-12% (210-315 miliardi di euro), favorita dalla sicurezza dei Bund.
Queste stime sono approssimative e riflettono tendenze generali: gli USA tendono a investire di più in debito francese e tedesco per la loro stabilità, mentre l'Italia attira capitali americani per i rendimenti, nonostante il rischio maggiore. Per dati precisi al 2025, si dovrebbero consultare i rapporti TIC (Treasury International Capital) del Tesoro USA o le banche centrali nazionali, che aggiornano periodicamente queste informazioni.

Z
Zone Irrafer 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah ok. Sto tipo è ridicolo. Secondo me saranno i raggi UltraMagaVioletti del Solarium

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma ti rendi conto che non hanno tenuto minimamente in considerazione tutto il resto dell'economia? I servizi: ne acquistiamo tanti quanto è lo squilibrio commerciale. L'energia: prendiamo gas e petrolio a iosa, da quando siamo in rotta con la Russia. L'economia: investiamo 30 volte tanto la bilancia commerciale in azioni americane. Tecnologia: acquistiamo brevetti e tecnologia americana. BOT: possediamo un 25% di debito americano, altrettanto la Cina. Per questo, ripeto, Trump non si sa come abbia fatto i calcoli, dato che in maniera poco lungimirante o in maniera volutamente vigliacca ha tenuto conto solo dei beni. Se hanno problemi di debito pubblico, il problema è il loro, dato che non tassano i grandi proprietari, non facendoli contribuire al risanamento. Ma non andassero ad incolpare il resto del mondo, perché il resto del mondo non li aspetta.

L
LeX 01 Jan 1970 @ 00:00

Ottimo.

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Vabbè, stiamo disquisendo. Lasciamo perdere. Grazie

L
LeX 01 Jan 1970 @ 00:00

1. Qui non si parla MAI di interesse dei popoli e di democrazia (e nostro sostegno ad essa) ma sempre di favorire i nostri amici. Chiudendo gli occhi quando quest'ultimi fanno por.cate.
2. Invadessero Cuba quando? Ci hanno già provato, peccato che le forze di Castro gli hanno respinti alla baia dei porc1. Dopodiché il golpe militare di Pinochet è riuscito (anche grazie a sostegno USA) a buttare giù il governo socialista di Allende. I sovietici sono intervenuti?

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Esportare la democrazia no, ma sottintendere, come mi è parso di capire, che dei paesi confinanti con l"Europa, dato che non appartengono alla NATO c'è ne frega niente. Altro che isolazionismo. Anche Trump, se i russi invadessero CUBA, immagino si muoverebbe in forze

L
LeX 01 Jan 1970 @ 00:00

Isolazionismo? Ma perché? Esiste l'ONU (che viene ignorata, anche da noi, vedi bombardamento di Belgrado del '99) ed esiste il consentire agli amici di fare il bello e il cattivo tempo (vedi i turchi con i curdi). Cosa dovremmo fare? Missioni di pace come gli USA in Iraq e Afghanistan, a portare la democrazia?

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi isolazionismo. l'America se lo potrebbe anche permettere, noi certamente no.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Mio Dio, Blobay, cerca di comprendere un po' meglio quando uno scrive: ha messo i dazi sui prodotti, ergo manufatti, dei vari stati in funzione alla formula presentata dal dipartimento del commercio che calcola il differenziale.
Te ne riporto una immagine scaricata in fretta da Il Fatto Quotidiano e che non ho verificato perché di fretta per cui fidati quanto ritieni tu https://uploads.disquscdn.c...

L
LeX 01 Jan 1970 @ 00:00

1. La Moldavia non è nella Nato (e, come dell'Ucraina) in verità non frega niente a nessuno (al massimo l'idea è quella di fare la guerra alla Russia e/o spendere miliardi in armi, spacciando il tutto per "difesa" di quei paesi)
2. La voce in capitolo la si ha quando ti fai valere a livello politico/economico/commerciale. Per il momento l'Europa si è tagliata le OO con la guerra ad oltranza contro lo storico fornitore di energia e materie prime.

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Dici che ha messo dazi sui prodotti. SBAGLIATO. Ha messo dazi sugli stati, in base alla bilancia commerciale. Come ha fatto i calcoli poi lo sa solo lui e probabilmente chatgpt

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Ok posso chiederti scusa se pensi che ho attaccato sul piano personale ma in realtà attacco sul piano della informazione o disinformazione che personalmente esponi.
Io sono sempre il primo a fare il possibile per verificare i dati che espongo nei miei commenti ed ammetto che imparo tantissimo dai commenti di altri dopo che li ho verificati.
Quindi per tornare al punto del discorso Trump ha giustamente messo dazi sui prodotti delle nazioni che a loro volta hanno barriere ai prodotti USA, e se lo neghi SEI IPOCRITA.
Trump è stato chiaro, non è questione di autarchia, mica pensa di sostituire le banane con i cetrioli o il caffè con la cicoria. Lui mette i dazi reciproci sui prodotti la cui produzione è stata sottratta agli USA per ingordigia delle multinazionali Americhe hanno preferito disinvestire nel proprio paese per sfruttare manodopera a costo vergognoso e leggi non rigorose sull'ambiente ed il rispetto delle persone.
Trump punisce Apple, Amazon, GM, Stellantis, Ford e via andare per la loro IPOCRISIA. Fanno finta di essere paladini dell'ecologia e poi, come Ford, produce la Mustang Mach-E in Messico pagando gli operai un decimo che negli USA e senza rispettare i parametri ecologici? Allora è giusto punire certe aziende che usano una filiera torbida per evitare le regole nazionali. Troppo comodo.

A latere ti faccio notare che né le borse, né la Fed, né Musk mi danno torto. I "crolli" sono blip insignificanti ed anzi sono segnali che devono spingere questi soggetti in borsa come le istituzioni a svegliarsi.
Il problema reale lo sanno tutti ed evitano di affrontarlo, esattamente come fai tu.
Gli USA non possono sostenere uno squilibrio commerciale di questo genere ancora a lungo, squilibrio creato con manipolazione valutaria ed altri modo che tu sai e non ripeto.
Il problema va risolto ora prima che crolli in una crisi sistemica che generi la caduta dell'economia mondiale.
I commerci mondiali sono garantiti dalle differenze geografiche e climatiche e pertanto resisteranno.
Certi squilibri artificiali sui manufatti devono invece essere abbattuti ora.
La realtà è questa, volente o nolente.

G
GianL 01 Jan 1970 @ 00:00

Oggi c'è il sole, ricordati di metterti il cappellino di stagnola prima di uscire.

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Io però non ti ho mai attaccato sul piano personale. Quindi rispetta chi ti replica o smetti di scrivere. Posso essere di sinistra, di destra o di Marte per quanto ne sai. Fatto sta che le borse ti danno torto, la FED ti sta dando torto, e da ieri anche Musk ti sta dando torto. I dazi sono un problema per chi li applica, se non per ribattere al dumping, che in questo caso non c'è stato. Gli USA NON sono il mondo. Trump vuole l'autarchia, ma gli mancano le terre rare, gli ingegneri, la manodopera a basso costo che vuole espellere. Gli mancano i diamanti, le banane, il cacao, il caffè e milioni di altre piccole cose. Bene, in bocca al lupo! Ci sentiamo tra un paio di mesi quando tornerà a più miti consigli. Fino ad allora buona vita.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Letto, capito e risposto.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Dipende dalla quantità di usato in circolazione e dalla quantità di nuovo invenduto sui piazzali, che al momento per alcuni marchi come Stellantis ed i suoi cessi made in Mexico supera i 130 giorni

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Grazie, vuol dire che non hai argomenti per ribattere. Ora vai a farti una vita ma con informazioni corrette, non le solite baggianate da Indottrinamento di un ASINIstro

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli USA sono i maggiori produttori di petrolio e gas del mondo.
La loro industria di raffinazione è così potente che si possono permettere di importare petrolio pesante ( da scisto) dal Canada e Venezuela e riesportarlo raffinato in tutto il pianeta come maggiori produttori di carburanti per aerei e navi.
Hanno la più alta produzione di energia nucleare civile del pianeta ( quella militare è segreta ma enorme)
Il solo Texas ha una produzione eolica maggiore del resto degli USA
Il fotovoltaico è in costante sviluppo.
Gli impianti idroelettrici sono fra i maggiori del mondo.
All'occorrenza hanno carbone sufficiente per alimentare tutte le città del nord america.
Credo che tu abbia pisciato parecchio fuori dal vaso con quella cretinata che hai detto.
I data Center americani sono da solo doppi a quel del resto del pianeta e gli USA li vogliono alimentare a basso costo con il nucleare.
La Groenlandia, se ti riferisci a questo, è una questione geopolitica e dovresti capirne qualcosa per parlarne.

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

A Lisbona no, ma c'è un problema serbo che può fare da leva a favore di Putin. Non sappiamo cosa ne sarà della Moldavia... Poi in queste condizioni non abbiamo voce in capitolo a livello internazionale e se vogliamo veramente essere incisivi nel mondo, ahimè dobbiamo anche mostrare di esserne in grado.

L
LeX 01 Jan 1970 @ 00:00

Vero vero. Ma rimangono 2 punti: Putin che non vuole arrivare a Lisbona (come alcuni fessi dicono) e l’America di Trump o chi per lui che interverrebbe se questo accadesse (meglio non perdere gli alleati-zerbino europei direbbero loro).

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Già, perché noi siamo certi che a breve la NATO resti esattamente come quella che è, visto quello che sta succedendo con gli USA

A
Antonio Guacci 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo, che quanto esportato dall'UE può essere prodotto pure in USA.
Ma visto che l'offerta sul mercato segue sempre la domanda, vuol dire semplicemente che gli statunitensi preferiscono il prodotto europeo rispetto a quello statunitense, di fatto favorendo il nostro export.

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

"...Approfittare? Squilibrio?
Boh, mi sembra narrativa trumpiana, che non ha nessuna corrispondenza con la realtà.. ....Beh, il WTO invece dimostra, con calcoli in mano, che mediamente i dazi applicati dalle nazioni UE ai prodotti USA sono inferiori al 2%....."

Probabilmente , quel "mediamente" puoʻ essere inteso in tanti modi .
https://uploads.disquscdn.c...

"...Che poi, ad esempio, l'Italia esporti in USA merci per 67 miliardi di €, e invece ne importi solo 25 miliardi, è tutt'altro discorso: vuol dire solo che noi abbiamo prodotti appetibili agli americani, e che invece i prodotti americani ci fanno sc*ifo al mazzo.."

Si, ma per quanto personalmente sia contento di poter scegliere certi prodotti , vediamo di non cadere nella narrativa opposta.

Di tutto quell'export, in gran parte ( se escludiamo prodotti alimentari tipici che comunque sono una fettina molto piccola dell'export EU -> US ) niente che non si possa produrre negli USA .

Parliamo di medicinali, prodotti chimici , auto , elettronica , etc. Non del formaggio di fossa di Sogliano.

A
Antonio Guacci 01 Jan 1970 @ 00:00

Approfittare? Squilibrio?
Boh, mi sembra narrativa trumpiana, che non ha nessuna corrispondenza con la realtà.

Un esempio: Trump accusa l'UE di applicare ai beni USA importati un dazio del 39%... Beh, il WTO invece dimostra, con calcoli in mano, che mediamente i dazi applicati dalle nazioni UE ai prodotti USA sono inferiori al 2%.

Che poi, ad esempio, l'Italia esporti in USA merci per 67 miliardi di €, e invece ne importi solo 25 miliardi, è tutt'altro discorso: vuol dire solo che noi abbiamo prodotti appetibili agli americani, e che invece i prodotti americani ci fanno sc*ifo al mazzo (o sono irricevibili dal nostro mercato, come gli OGM, o i prodotti contenenti glifosato, oppure quelli in plastica che non rispettano le percentuali minime di plastica riciclata presente).

F
FRENCY31 01 Jan 1970 @ 00:00

bisogna rispondere con la massima forza
propongo un dazio al 100% contro il "Made in China"

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

"...l'Associazione tedesca dei costruttori di automobili Vda, i dazi creeranno solo dei perdenti. La Vda invita quindi l'UE a rispondere con la forza..."

Si , insomma , per la VDA , con la Cina bisognava discutere ed arrivare a compromessi , anche se i dazi erano per proteggere l'Europa da tattiche anti commerciali della Cina .

Invece con gli USA bisogna usare la forza. Non mi stupisce . Evidentemente sono più legati alla fornitura cinese di quanto vogliano ammettere pubblicamente.

A
Antares 01 Jan 1970 @ 00:00

ovvio i soldi cambiano tasca, però sui giornali leggi mercato crollato, andati in fumo tot miliardi di dollari...la verità è che i soldi non si bruciano, cambiano solo portafoglio e sopratutto in queste condizioni che si fanno i migliori affare o le migliori perdite.

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

Ai russi i proiettili non mancano in ogni caso

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci costerebbe cara come scelta se le sanzioni avessero qualche effetto sostanziale ma siccome non stanno avendo alcuna efficacia concreta, hanno un costo folle, senza senso

e
efremis 01 Jan 1970 @ 00:00

Mercato crollato

C
Callea 01 Jan 1970 @ 00:00

In merito al conflitto russo-ucraino, sarebbe stato opportuno mantenere una posizione neutrale e impegnarsi attivamente nella mediazione per il raggiungimento di una soluzione pacifica, nell’interesse dell’Italia e di tutte le popolazioni coinvolte. Purtroppo, la via diplomatica è stata abbandonata prematuramente, alimentando ulteriormente le tensioni.
Tale decisione ha comportato conseguenze negative per il nostro Paese, senza apportare alcun beneficio concreto, ma favorendo unicamente gli interessi di un’élite sovrannazionale.

G
GianL 01 Jan 1970 @ 00:00

Bassissimo costo dell'Energia? in Ameriga sono sull'orlo di una crisi energetica, per tenere accesi i data center minacciano addirittura di annettere territori stranieri.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

per favore non tirare fuori sta storia dei missili che è l'ennesima bojata del regime russo, i missili russi li abbiamo a kaliningrad da una vita, senza contare i sommergibili sparsi nei nostri mari, per quanto riguarda la NATO eravamo alle porte della russia ben prima della guerra, e con l'ucraina hanno peggiorato la situazione, non è mai stato questo il punto della situazione

A
Antares 01 Jan 1970 @ 00:00

Non saprei, in Italia ed in Germania si sono fatti capolavori di automobili prodotte tutte localmente, ora con la globalizzazione, tutte sovraprezzate e molte ciofeche spacciate per oro.
Senza parlare dei capolavori a due ruote, mentre oggi con la globalizzazione, monopattini--->stendiamo un velo pietoso.

R
RatGPT 01 Jan 1970 @ 00:00

Aggiungerei anche la NATO, che vuole piazzare i missili nel cortile di Mosca come se fosse una cosa normale, soprattutto dal punto di vista geopolitico. Pensa cosa succederebbe se la Russia decidesse di stanziare dei missili nucleari in Messico o in Canada, magari puntati contro Washington.

Il problema di base è l'ipocrisia dell'occidente: la bestialità inaccettabile di Putin aveva un motivo reale, ossia evitare l'espansione della NATO. Noi le armi chimiche di Saddam Hussein ce le siamo beatamente inventate e le abbiamo usate per sterminare qualche milione di mediorientali. In compenso però, quando ci conviene, facciamo due pesi e due misure.

E l'UE, a livello di ipocrisia, è proprio in testa a tutti.

R
RatGPT 01 Jan 1970 @ 00:00

D'accordo su tutta la linea. Fa piacere vedere che c'è ancora qualcuno che ragiona senza trattare tutto come fosse una partita di calcio.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono assolutamente daccordo.
Quando dici applicare lo stesso metodo a tutti o a nessuno ribadisci quello che volevo io dire prima.
Come sono daccordo con le realtà che descrivi per cui Putin è l'aggressore ma gli altri non sono santi e spesso noi stessi siamo stati aggressori (Belgrado e Kosovo sono recenti).

Mi chiedi quale sia il giusto compromesso? A me fa ridere la domanda quando viene posta all'Europa.
L'Europa è un'accozzaglia di Paesi disomogenei. Come si puo avere avere una linea comune?

Non riusciamo a mettere daccordo 2 partiti politici in casa nostra che fanno parte della stessa coalizione su temi di questa portata, come potremmo mai pensare di poter mettere daccordo 27 Paesi ad agire tutti coerentemente?

Parliamo quindi di nulla, su qualcosa che non esiste.

Dobbiamo andare ancora a monte per dare risposte simili e decidere cosa vogliamo fare ed essere. Vogliamo essere una Europa forte? E allora rinunciamo alla sovranità dei Paesi e formiamo qualcosa di simile agli Stati Uniti d'Europa con qualcuno a capo di qusta entità, non 27 capetti.
Non vogliamo rinunciare alla sovranità dei singoli paesi? Allora alla domanda di prima avremo 27 risposte differenti di 27 paesi deboli ed inutili sulla scena internazionale.

Invece lo chiedi a me? Bhè io avrei sbagliato dal principio poichè ero convinto che le sanzioni e l'aiuto incondizionato all'Ucraina erano la scelta corretta.
Poi oltre alla propaganda occidentale ho cercato meglio di comprendere anche le ragioni che hanno fatto sì scaturisse l'attacco russo (sempre e comunque da condannare).
E la realtà è che tutto è nato anche per colpa dell'occidente e del suo disinteresse per ciò che in quei territori accadeva.
Quindi oggi è difficile ritirarsi da quelle scelte, anche se potrebbero essere la chiave di volta per far sedere Putin ad un tavolo di negoziazione con l'UE: ritiro delle sanzioni in cambio della pace e dell'annessione alla Russia di alcuni terrotori da individuare.
E' una pace giusta e duratura? Mavaff... a chi lo dice: la pace, come la guerra, non è mai giusta. Ma almeno ha il bellissimo lato di fermare il conflitto e i morti che esso genera.
Duratura? Quello dipenderà dagli accordi presi al tavolo di negoziazione e dal comportamento tenuto dalla comunità internazionale negli anni a venire.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

i problemi fondamentali sono due, l'ONU che di fatto è inutile, in quanto incapace di dirimere i conflitti internazionali come tutti quelli da te citati, due l'europa si è allargata in modo sconsiderato includendo paesi con tradizioni ed economie inconciliabili, prima ancora di riuscire ad integrare il blocco fondatore, tutto ciò a fatto si che il progetto di europa unita come gli usa, sia naufragato ancora prima di nascere

R
RatGPT 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì, ma quale compromesso?

A forza di compromessi, l'Europa è diventata un'accozzaglia di paesi senza una politica comune, senza una visione comune e senza un obiettivo comune. Non abbiamo un esercito, non abbiamo una politica economica forte, le politiche green sono state gestite talmente male da trasformare un'occasione di benessere in una di povertà e disuguaglianza.

Non siamo nella posizione di fare i moralisti.

Fermo restando che, per quanto mi riguarda, la morale o la applichi con tutti, o non la applichi con nessuno.

L'invasione di Putin in Ucraina non ha giustificazione, punto. Il comportamento di Kiev nei confronti delle regioni separatiste tanto meno, punto, e te lo dice uno che in Ucraina, a Kiev, ci ha lavorato tre anni.

Il punto è che, se vogliamo applicare la nostra rigida morale a Putin, la dobbiamo applicare anche gli USA, a Israele e a chiunque violi il diritto internazionale per trarne profitto.

Con la differenza che i russofoni del Donbass erano davvero perseguitati dall'Ucraina, prove alla mano, mentre noi occidentali ce le siamo dovute INVENTARE le armi chimiche di Saddam Hussein per sterminare milioni di mediorientali.

Facciamo schifo tanto quanto Putin, se non peggio.

L
LeX 01 Jan 1970 @ 00:00

1. Le manovre finanziarie devono avere un tornaconto per il pubblico, al di là dei portafogli gonfi dei produttori d'armi. Il meccanismo è lo stesso della costruzione del TAV: si dice che c'è un esigenza impellente e si spendono fiumi di miliardi. Dopodiché la concreta utilità su ciò che si è investito è secondaria.
2. Stare fermi? Ma quando mai, ci sono tanti settori che richiedono fondi/investimenti.
3. La "difesa del territorio" da parte di chi? Di Putin che invade i paesi di una coalizione (la NATO) 25 volte superiore a livello di PIL della Russia?
4. Le basi USA sono molti utili in caso di guerra atomica. Che però tenderei a non far scoppiare.

f
fabio 01 Jan 1970 @ 00:00

Ho un paio di amici che vivono in Canada e comunque sono abbastanza preoccupati. Non credo si arrivi a tanto perchè gli yankee devono sempre comunque passare come salvatori del mondo e combattere il nemico dalle armi chimiche... Non vedo come possa essere il Canada una minaccia... ma oggi marketing e giornalai da strapazzo vanno forte con la gente media, non si sa mai

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché te la prendi con me...ho solo riportato una notizia presente in tutti i quotidiani

a
auscia 01 Jan 1970 @ 00:00

Non so perché ma sono convinto che Trump tornerà indietro a breve.

a
auscia 01 Jan 1970 @ 00:00

Passano veloci ma qualcuno ci rimarrà secco comunque

a
auscia 01 Jan 1970 @ 00:00

Chiedi a chi produce auto e indotto relativo

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi piace la tua ironia, ma mi pare evidente , visti i dazi asimmetrici e gli squilibri commerciali pre esistenti , che negli ultimi 40 anni gli USA hanno accettato uno squilibrio tra loro e noi/Cina .

In sostanza hanno trasferito ricchezza da loro a noi/Cina, tramite il commercio e , prima o poi, viste le mutate condizioni economiche di EU e Cina, qualcosa sarebbe dovuto cambiare .

Peraltro, noi abbiamo fatto più o meno lo stesso con la Cina , a nostra volta ....

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

È normale che un auto sbatta dentro un parcheggio ed esploda ...? Non mi sembra

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

hai ragione siamo degli sfruttatori colonialisti che hanno fatto agli USA quello che abbiamo fatto precedentemente in Africa 😂

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

O siamo noi i furbi che approfittavano di uno squilibrio nelle condizioni economiche/sociali tra noi e USA per esportare là , come ora fa la Cina verso di noi ?

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Quanto vorrei avere tutto il tempo libero che ti resta per stare a rispondere ad ogni intervento che leggi. Esci e fatti una vita, gli USA sanno difendersi da soli anche senza il tuo aiuto appassionato.

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

dai che passano veloci. Forse....

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Il piano messo in atto in Europa è ad oggi una semplice manovra finanziaria. Ti hanno dato la possibilità di scorporare le spese della difesa dal tetto del 2% del rapporto deficit/pil.
Se vuoi incrementi le tue dotazioni, altrimenti stai fermo esattamente come stiamo facendo oggi con investimenti all'1,6% del pil. Economicamente ci conviene rimanere fermi? No, dato che abbiamo delle eccellenze nel campo e che siamo legati alla industria tedesca che ha dichiarato che investirà 500 miliardi nel settore. Siamo esportatori netti e stiamo preparando il GCAP, che sarà il nuovo aereo che sostituirà gli F35 americani. Anche questi sono investimenti, ovvero affrancarci dall' industria esterna dall'UE. In Ucraina abbiamo smesso di mandare missili intercettori perché li abbiamo letteralmente finiti. Se intendi sperare di fare difesa del territorio con quattro razzetti, allora auguri. Non lamentiamoci poi se abbiamo le basi USA in Italia, perché allora sarebbe molto ipocrita affidarci sempre e solo all'esercito americano, quando poi dietro le spalle li critichiamo per le loro politiche espansionistiche. Molto ipocrita...

R
RectorSith 01 Jan 1970 @ 00:00

Pensa di pagare di più in bolletta per il green deal

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Che poi la nuova guerra potrebbe essere l'invasione della Groenlandia, ma essendoci una disparità tale per cui non sarà una vera guerra in nessun caso, non sarà neppure sufficiente a rilanciare la loro economia.
Quindi... fossi un canadese inizierei a preoccuparmi...

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

nel frattempo Trump da buon taglieggiatore lancia l’esca del:
“se alcuni paesi ci faranno una offerta irrinunciabile potremmo valutare di contrattare sui dazi” 😂

siamo noi i fessi che non isoliamo definitivamente gli USA

V
Vespasianix 01 Jan 1970 @ 00:00

Antonio Guacci può darsi che stavolta, se scende il prezzo del petrolio, scendono anche i prezzi, non come durante la pandemia dove la benzina stava a 1,5 e la roba al supermercato costava uguale!

V
Vespasianix 01 Jan 1970 @ 00:00

Nella Fossa ci sono i dipendenti delle aziende delocalizzare.

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo stiamo già facendo… solo che lo facciamo attraverso triangolazioni facendo finta di nulla per salvare la faccia e naturalmente pagandolo di più

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Stai parlando degli Stati Uniti?🤔

f
fabio 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema più grosso degli yankee è che sono il top delle economie non auto sostenibili. Loro non possono assolutamente durare neanche un giorno, senza sfruttare altri. Non sono gli unici e lo siamo anche noi, ma mai al loro livello... consumano, inquinano ed hanno un tenore di vita medio insostenibile, a livelli assurdi. Quindi se questa politica di dazi tenderà ad isolarli, dureranno poco senza fare una nuova guerra, e ricominicare a sfruttare i loro interessi

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Quello che dici è difficile da digerire ma è sostanzialmente non sbagliato.
O vuoi agire con l'obiettivo del rispetto del prossimo in ogni ambito, ed allora faresti affari economici forse solo con i tibetani, oppure si scende a compromessi tra l'etica dei comportamenti dei vari governi e la necessità economica di fare affari con essi.

Purtroppo però, visto che l'unica scelta possibile è il compromesso, va anche detto che il compromesso a cui arriverei io è differente da quello a cui arriveresti tu come da quello a cui arriverebbe chi ti ha risposto.
Questo genera delle differenze di vedute molto personali e molto influenzate dalla propaganda cui tutti noi siamo soggetti.

In questo momento non acquistare gas dalla Russia lo trovo coerente con tutte le sanzioni ad essa imposte e con la scelta di "finanziare" la guerra resistenza ucraina.
Ma è altresì un "tagliarsi il pene per fare un dispetto alla propria moglie" poichè ci costa molto cara come scelta.

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Giusto per chiarezza , riporto alcuni punti contro-pro secondo la BBC dell'altro ieri.
Almeno per gli USA , non mi pare siano validi solo i "contro". Anzi ....

-‐------

Contro

Prezzi più alti: le tariffe sono una tassa sulle importazioni, quindi introducono un nuovo costo che deve essere pagato da qualcuno. In genere, ciò si traduce in prezzi più alti, almeno in una certa misura, per il cliente finale. Ciò ha un effetto sproporzionato sui redditi più bassi, che hanno meno soldi da spendere.

Colpo alla crescita economica: quando i prezzi aumentano, le persone acquistano meno. Ciò danneggia le aziende e porta a una crescita inferiore. Può persino far precipitare un'economia in recessione.

Rende le aziende meno efficienti: le aziende diventano meno efficienti se prendono decisioni sulla produzione e sulle catene di fornitura in base alle tariffe, invece che su altri fattori come costi e talento. Ciò le rende meno capaci di competere a livello globale.

Inibisce il commercio: le catene di fornitura globali sono così interconnesse che anche un singolo prodotto può comportare parti che si spostano oltre confine più volte. Le tariffe possono comportare più burocrazia per un prodotto finale, scoraggiando il commercio e in definitiva indebolendo le relazioni globali.

Rappresaglia: se un paese impone tariffe, un altro potrebbe reagire con le proprie. Entrambe le parti potrebbero continuare ad aggravare la situazione, dando origine a una guerra commerciale.

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Pro

Protezione di nuove industrie : alcuni paesi hanno utilizzato le tariffe come un modo per aiutare a stabilire una nuova industria a livello nazionale, prima di essere competitivi.

Resilienza nazionale: alcuni prodotti, come cibo o armi, sono talvolta considerati degni di essere mantenuti a livello nazionale, anche se potrebbero essere prodotti in modo più efficiente altrove. I sussidi possono essere utilizzati per lo stesso effetto.

Commercio equo: se un altro paese ha standard più bassi, ad esempio sull'ambiente o sui diritti dei lavoratori, o sovvenziona le proprie industrie con denaro pubblico, o ha tariffe proprie, allora imporre tariffe può livellare il campo di gioco.

Lavoro: le tariffe sono una tassa all'ingresso, che può incentivare le aziende a produrre i propri prodotti nel paese in cui vogliono vendere. Ciò può aumentare l'occupazione.

Reddito: le tariffe sono una tassa pagata al governo e quindi possono rafforzare le finanze pubbliche. Donald Trump, ad esempio, afferma che le tariffe gli consentiranno di tagliare le tasse per i lavoratori americani.

Tattica negoziale: la minaccia di tariffe può essere un modo per cercare di ottenere concessioni dagli altri nei colloqui commerciali o in altre negoziazioni.

L
LeX 01 Jan 1970 @ 00:00

No. Stai parlando come se oggi non spendessimo 1€ in difesa e come se questo ReArm Europe fosse indirizzato verso ciò che hai indicato tu. L'idea, al contrario, di Von Der Leyen &Co. è riarmarci per prepararci ad una guerra e quindi l'investimenti nei settori strategici nazionali (energia, difesa degli spazi aerei, banche, lotta al terrorismo, informazione, televisione...) saranno solo una (piccola) parte. In Ucraina è stato spedito dall'occidente ben altro: quegli 800 mld saranno destinati principalmente alla stessa tipologia di merce già prodotta per essere spedita in guerra.

L
LuFranco78 01 Jan 1970 @ 00:00

Così il prezzo dell'usato aumenta del 20-30% ed i costi ricadono tutti sui consumatori meno abbienti.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

No.
Casomai è un po' come dire: infrangi le leggi allora meriti una sanzione.

R
RatGPT 01 Jan 1970 @ 00:00

Che palle con sti discorso sugli "amici". Io Putin non lo conosco, non ci ho nemmeno mai bevuto una birra insieme, non siamo amici, lo so che vi mette male capirlo. Ma non sono miei amici quei porci guerrafondai Yankee, ne tanto meno i cinesi.

R
RatGPT 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh, invece i nostri amici di guerre non ne hanno mai fatte, vero? E non si sono nemmeno mai inventati delle armi chimiche per giustificare qualche milionata di morti in nome del petrolio, petrolio che noi, poi, acquistiamo, vero? Ipocrisia allo stato puro. Compriamo milioni di barili di petrolio da gente che taglierebbe la gola della propria moglie per aver incrociato lo sguardo sbagliato...

C
Callea 01 Jan 1970 @ 00:00

Un po’ come dire: “I miei dazi sono giusti”.

E
Everything in its right place. 01 Jan 1970 @ 00:00

Non riusciremo più a vendere la 600 abarth negli States. Brutto colpo per Stellantis

f
fire_RS 01 Jan 1970 @ 00:00

Come la Cina fa da sempre, costringendo i produttori stranieri a produrre in Cina se vogliono vendere li.

M
Michael Rhaab 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma cosa centra, tu hai un chiodo fisso, fatti vedere

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Io parlavo di ciò che lo stato deve fare per attirare investimenti

n
ntwrkmntr 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh ha sbattuto

n
ntwrkmntr 01 Jan 1970 @ 00:00

Purtroppo i Russi stanno facendo una guerra, magari discutiamo con la prossima amministrazione russa, sicuramente non con questa

n
ntwrkmntr 01 Jan 1970 @ 00:00

Che danni fa il Green Deal?

N
Nickever_Professional™ 01 Jan 1970 @ 00:00

I 5 stelle dichiarano di essere di sinistra, ma ti garantisco che sono estremamente populisti.
Cazzulo non lo sa, o fa finta di non saperlo.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Ricordo che sono una forma di sanzione per il mancato rispetto di accordi internazionali.
Non sono una forma di ripicca perchè la Cina importa in UE ma non acquista altrettanti prodotti dalla UE...

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

LoL

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah bello certo che sia può spostare la produzione in usa, come ti ho detto con tempi e costi che pesaranno sul consumatore finale, o fai finta di non capire o proprio non leggi

S
Soleluna 01 Jan 1970 @ 00:00

Non voglio svegliarti dai sogni ma, ti ricordo che, il tuo amico Putin non era d'accordo sul prezzo del gas. E prima della guerra aveva fatto capire che l'avrebbe aumentato

G
Giuseppe 01 Jan 1970 @ 00:00

naturalmente....però punterei anche sulla produzione. penso che una società di soli servizi non possa reggere

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

veramente in groenlandia è stato formato un governo he vuol fare l'esatto contrario di quello che dici.
le tue fonti quali sarebbero? papersera?

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

appunto ;)

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

100% made in usa? compreso ogni dannato componente?

g
greyhound 01 Jan 1970 @ 00:00

sono logiche senza senso, produrre t-shirt negli usa non sara' mai competitivo rispetto al produrle in asia.

gli usa non hanno un problema di disoccupazione, ste pratiche non faranno altro che aumentare il costo della vita per i cittadini

g
greyhound 01 Jan 1970 @ 00:00

''- Via le sanzioni alla Russia e ripristino del Nord Stream''

si certo, supportiamo una dittatura espansionistica che porta guerre sui nostri confini

A
Antares 01 Jan 1970 @ 00:00

potrebbe essere una soluzione, solo in teoria, perchè gli americani hanno i loro militari e basi in tutta l'Europa, in poche parole siamo una loro colonia ed assicurano la nostra protezione da eventuali minacce esterne.
Una manovra del genere potrebbe irritare i mangia hamburger e lasciarci senza protezione, in queste condizioni, la Russia, verso cui ci stiamo spingendo per un conflitto armato, ci farebbe saltare in aria senza sforzo.
Non abbiamo difesa alcuna, contro il loro sistema missilistico.
Senza contare tutte le ritorsioni commerciali e tecnologiche.
Insomma sono loro a fare la voce grossa, noi non abbiamo voce in capitalo, sopratutto adesso, con un impianto industriale ed energetico sempre più dipendente dall'estero.

z
zdnko 01 Jan 1970 @ 00:00

grande Tafazzi!!!

A
Antares 01 Jan 1970 @ 00:00

il mercato totalmente chiuso fa danni come un mercato totalmente aperto, i dazi sono stati corrispettivi alla percentuale di squilibrio tra importazioni ed esportazioni.
Magari si capisse una volta per tutte che il libero mercato e la globalizzazione sfrenati e senza controlli, arricchiscono solo le élite finanziare ed impoveriscono i popoli, perchè altro non sono che l'ultima sofisticazione dell'ultracapitalismo.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Oppure per decenni ha già investito e continuerai ad investire dove conviene e dismetti dove non conviene più?
Chi sono i maggiori produttori di componentistica auro del pianeta? I tedeschi? I giapponesi? Vediamo: https://uploads.disquscdn.c...

Toh: Bosch e ZF Friedrichshafen

Vediamo se sono in grado di accontentare Trump? https://uploads.disquscdn.c...

Intanto in Europa dell'imbroglio green new deal che fa Bosch? Licenzia

https://uploads.disquscdn.c...

Invece ZF Friedrichshafen come farà negli USA? Alla grande si direbbe visti gli impianti che ha ovunque

https://uploads.disquscdn.c...

Allora? Che succede?
Ho fatto due esempi ma tu sei del settore quindi sai già che le prossime BMW serie X prodotte a Spartanburg in South Carolina a causa dei dazi invece di avere il 25% di componenti extra USA ne avranno il 5% perché gli impianti locali troveranno ovvio investire in ampliamenti negli USA e disinvestire in Canada e Messico e così via.

Sarà una rivoluzione totale?
NO
Perché?
Perché l'obiettivo di Trump non è distruggere il commercio internazionale come affermano i soloni del globalismo a senso unico ma solo riequilibrare uno sbilancio dei commerci a sfavore degli USA di circa 1000 miliardi totalmente insostenibile non solo per loro ma per chiunque.

Sicuramente nel futuro continueranno ad esistere squilibri, ma saranno inferiori e gestibili e sicuramente certi prodotti speciali verranno fatti più un una area che in un'altra, non è un appiattimento l'obiettivo ma un commercio equilibrato e sostenibile senza distorsioni vistose come quelle create da Germania, Cina, Giappone e Corea per decenni. Lo stesso Messico con la sua economia export oriented di stampo socialista non riesce a svilupparsi perché continua incessantemente a puntare su basso costo del denaro per attrarre investimenti. Quando nel 2018 vi fu la riforma del USMCA la condizione posta da TRUMP ai produttori USA in Messico fu di alzare le paghe dei messicani in modo da essere consumatori oltre che produttori. Con Biden sappiamo come è andata. Forse è la volta buona che gli operai di GM Ford e Stellantis in Messico vengano pagati davvero meglio. Se iniziano i 3 big seguono VW, Toyota, Nissan.
Poi onestamente sai che ti dico? Mica devo convincerti.
Io faccio le mie analisi, confronto migliaia di dati e traggo conclusioni che finiscono quasi sempre per essere corrette.
Quando dissi che il green new deal europeo avrebbe fatto fallire l'industria europea mi presero tutti in giro.
Eppure era evidente dai dati che sarebbe stato un flop epocale. Così è stato.
Aspettiamo alcuni anni e vediamo se Trump farà bene all'economia USA e sbaraglierà l'ipocrisia delle economie gonfiate export oriented come le nazioni asiatiche.
Ci farà comodo anche a noi europei rimettere al loro posto i cinesi e la sovraccapacità produttiva in Asia.
Per il resto sono benestante e posso invecchiare anche stando a guardare la rovina dell'Occidente che voi preferite senza accusare troppo.
Zen e karma.
Ciao e buona serata.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Al momento lo dicono gli indicatori economici

A
Antares 01 Jan 1970 @ 00:00

hai ragione errore di battitura, sono 1000, 918 miliardi di dollari di deficit commerciale, per l'esattezza, dato del 2024.
Resta il fatto che la Cina fa questo da sempre, oltre a vietare da sempre prodotti occidentali, a livello statale, tranne poi quando poi devono essere taroccati.
Se non riesci a rispondere nel merito, sbatti la testa sui libri (in senso figurato si intende) e forse riuscirai ad argomentare.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Continua a vaneggiare vai, che ci stai facendo fare un sacco di risate

G
Garrett 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli Stati Uniti hanno 2.000 miliardi di deficit.
Non sa più dove sbattere la testa.

T
TalpaGamer99☑️ 01 Jan 1970 @ 00:00

Fammi dire ora anche peggio, merita una Tesla Model S come Trump!

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Se lo dici tu...

A
Antares 01 Jan 1970 @ 00:00

praticamente quello che fa la Cina da sempre, con la differenza che mentre in Occidente non puoi copiare, in Cina si è liberissimi di copiare e vendere tutto ciò che si ritiene opportuno, basta vedere i cloni di auto, di altoparlanti, di telefoni, di computer, di tutto....è la fiera del tarocco...

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Se i manager non sono capaci non è certo colpa di Bruxelles, ad esempio Renault va a gonfie vele, consiglio di smetterla di farsi le proprie opinioni solo attraverso i social

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Ne ho detta una a caso da te citata, il succo del discorso non cambia, chi ci rimette sarà il consumatore americano

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Stai vaneggiando, Trump non ha risolto nulla allora e non risolverà nulla ora, stai facendo un gran mischione di concetti a caso

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

No, non è cosi, perchè nei decenni hai perso il know-how e non lo riprendi in poco tempo, ci vogliono anni ed investimenti che ricadranno tutti sui consumatori con costi elevatissimi da pagare, inflazione elevata

G
Garrett 01 Jan 1970 @ 00:00

Come per Huawei.
Quando non riesci più a giocare perché stai perdendo, ti porti via la palla.
Ecco il modello americano

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Bene allora saprai che i componenti possono essere facilmente tornare ad essere prodotti in loco. Basta investire. Quando vale la pena di investire? Quando sai che hai un ritorno. Un mercato come quello USA di 15 milioni di veicoli ne vale la pena soprattutto se diventa chiuso ad importazioni scorrette dalla Cina ed altri partner che vendono in dumping. Da qui la lista di annunci di nuovi investimenti negli USA. Ci vorrà tempo ma intanto il crollo delle importazioni farà fallire i concorrenti sleali.

A
Ansem The Seeker Of Lossless 01 Jan 1970 @ 00:00

Se compri il doge i soldi vanno nelle tasche di una singola azienda che elude il fisco.
Se spendi 5000€ in 100 attività differenti fai girare molto più l'economia

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Io le risposte le ho date nei post precedenti. Ora chiediti lo stesso per l'Europa. Quale è stato lo scopo dei tedeschi di spostare circa il 45% della produzione mondiale in Cina, loro singolo mercato maggiore, per poi vedere svanire investimenti, produzione, quote di mercato e profitti? Il signor Diess, grande promotore della VW elettrica che ha provocato il disastro attuale ora brinda a champagne con i cinesi di NIO. Coincidenze? Farley, incapace CEO di Ford che ha provocato con le scelte EV un crollo del mercato in Europa dal 8% al 3,3% bloccando Fiesta, Focus, Mondeo, gita con la Xiaomi SU7 vantando l'auto, ma intanto ha fatto perdere 5 miliardi col il Ford F150 EV e la Mustang Mach E nel 2024 e 5,5 sono a bilancio in perdita nel 2025. Sai quante auto rinnovavi con 10 miliardi? Ford vende 4 milioni di auto, vuol dire che tali perdite incidono per 2500 $ su ogni veicolo venduto, in media.
Quindi rispondimi tu: bastavano gli stessi dazi che i paesi concorrenti applicano in questo caso ai prodotti e componenti fatti negli USA ma da Obama a Biden il mondo della finanza ha IMPOSTO lo spostamento della produzione verso l'estero per aumentare i dividendi e ridurre gli investimenti. Trump nel primo mandato riuscì a rallentare ed invertire un po' il trend ma poi venne Biden.

C
Callea 01 Jan 1970 @ 00:00

Ricordo che appena pochi mesi fa siamo stati noi a mettere pesanti dazi sulle auto cinesi.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

La Volvo è insignificante sul mercato USA e non fa "concorrenza" ma occupa una nicchia. Se chiudesse Tesla ci sarebbe da preoccuparsi.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Dove vivi? In una ZTL del PD immagino.
bruxelles ha detto facto smantellato l'industria dell'auto europea con l'obbligo del green new deal che ha portato al consolidamento FCA+PSA che ha svenduto ai francesi l'industria dell'auto Italiana smantellata scientificamente per ragioni politiche allo scopo di spostare in Francia il cuore della pessima progettazione green di Stellantis, poi miseramente fallita

D
Dr. Freudstein 01 Jan 1970 @ 00:00

Farà danni quasi quanto il green deal.
Chi vuole il mercato chiuso si merita una Trabant.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Il Brasile applica una serie di dazi e tasse sulle importazioni di beni provenienti dagli Stati Uniti, inclusi autoveicoli e altri prodotti. Questi dazi variano a seconda della categoria merceologica e sono parte di un sistema complesso che include imposte doganali, tasse aggiuntive e regolamentazioni specifiche. Ecco una panoramica basata sulle informazioni disponibili:
Autoveicoli
Dazio doganale (Imposto de Importação - II): Per gli autoveicoli importati dagli Stati Uniti, il dazio base è generalmente del 35% sul valore CIF (Costo, Assicurazione e Trasporto). Questo si applica ai veicoli nuovi a combustione interna o ibridi, secondo la Tariffa Esterna Comune (TEC) del Mercosur, di cui il Brasile fa parte.
Imposto sobre Produtos Industrializados (IPI): Un’ulteriore imposta federale sui prodotti industrializzati, che per gli autoveicoli varia tra il 7% e il 25%, a seconda della cilindrata e del tipo di veicolo (ad esempio, veicoli di lusso o utilitari).
ICMS (Imposto sobre Circulação de Mercadorias e Serviços): Un’imposta statale che oscilla tra il 17% e il 19%, calcolata sul Hawkinsville (Alabama) registra un’imposta aggiuntiva del 25% sugli autoveicoli importati dagli Stati Uniti, applicata a partire dal 2 aprile 2025. Questa misura è stata annunciata dal presidente Donald Trump come parte della sua politica commerciale per stimolare la produzione nazionale americana.
PIS/COFINS: Contributi sociali che insieme possono raggiungere circa l’11,6% sul valore da sdoganare.
Spese accessorie: Oltre ai dazi e alle tasse, ci sono costi di spedizione, assicurazione e spese portuali che aumentano il costo finale. Ad esempio, un’auto venduta negli USA a 20.000 dollari potrebbe arrivare a costare in Brasile circa 38.000 dollari a causa di queste imposte cumulative.
In sintesi, il carico fiscale totale sugli autoveicoli importati dagli USA può superare il 90-100% del valore CIF, rendendo tali importazioni significativamente più costose rispetto al mercato statunitense.
Altri beni
Per beni diversi dagli autoveicoli, i dazi e le tasse variano in base alla classificazione doganale (Nomenclatura Comune del Mercosur - NCM). Alcuni esempi:
Elettronica (es. smartphone, computer):
Dazio doganale: tra il 10% e il 20% (a seconda del prodotto specifico).
IPI: tra il 10% e il 15%.
ICMS: 17-19%.
PIS/COFINS: circa 11,6%.
Totale approssimativo: 50-70% sul valore CIF.
Abbigliamento:
Dazio doganale: circa 20%.
IPI: intorno al 10%.
ICMS: 17-19%.
PIS/COFINS: 11,6%.
Totale approssimativo: 60-70% sul valore CIF.
Prodotti alimentari (es. bevande, carne):
Dazio doganale: tra il 10% e il 20%, con possibili variazioni per prodotti agricoli sensibili.
IPI: generalmente più basso, tra il 5% e il 10%.
ICMS: 17-19%.
PIS/COFINS: 11,6%.
Totale approssimativo: 45-60% sul valore CIF.
Note aggiuntive
Certificazioni e burocrazia: Oltre ai dazi, l’importazione in Brasile richiede conformità a regolamenti specifici (es. INMETRO per prodotti industriali, ANATEL per telecomunicazioni), che possono aggiungere costi e tempi.
Dazi reciproci USA: A partire dal 2 aprile 2025, gli Stati Uniti applicheranno un dazio del 25% sugli autoveicoli importati dal Brasile e una tariffa base del 10% su altri beni, come parte della politica di Trump. Tuttavia, il Brasile già impone dazi più alti sugli USA rispetto a quelli che gli USA applicavano al Brasile prima di questa misura (ad esempio, 35% vs. 2,5% sugli autoveicoli), quindi l’impatto “reciproco” potrebbe essere limitato a meno di ulteriori negoziati.
In conclusione, il Brasile applica dazi significativi sulle importazioni dagli USA, con un carico fiscale particolarmente elevato sugli autoveicoli (fino al 100% o più) e tra il 45% e il 70% su altri beni, a seconda della categoria. Questi costi riflettono una politica protezionistica volta a favorire l’industria locale, simile in parte agli obiettivi dichiarati da Trump per gli USA.

LETTO TUTTO?
Quindi tu mi dici che il Brasile ha il diritto di imporre dazi fino al 100% però si offende se Trump mette dazi del 25%, come risposta?
Wow! o sei ipocrita, e lo sei, o sei uno stupido.
La fabbrica di caffè aumenterà la produzione negli USA ( primo obiettivo raggiunto, nuovi posti lavoro) importando il caffè da uno qualunque degli altri paesi produttori di caffè cui non sono applicati dazi e che vedono una grande opportunità aumentare le esportazioni di caffè verso il mercato USA e rubare quote di mercato al Brasile.

A proposito chi ti dice di credere alle qazzate del cambiamento climatico? Soros? Perché se esiste il cambiamento climatico in 14 anni ha permesso un aumento della produzione di caffè nel pianeta del 25%
sotto i dati ufficiali.

2010/11: 8,02 milioni di tonnellate (133,7 milioni di sacchi × 0,06).

2011/12: 8,06 milioni di tonnellate (134,3 milioni di sacchi × 0,06).

2012/13: 8,71 milioni di tonnellate (145,2 milioni di sacchi × 0,06).

2013/14: 8,71 milioni di tonnellate (145,1 milioni di sacchi × 0,06).

2014/15: 8,52 milioni di tonnellate (141,9 milioni di sacchi × 0,06).

2015/16: 9,08 milioni di tonnellate (151,3 milioni di sacchi × 0,06).

2016/17: 9,54 milioni di tonnellate (159,0 milioni di sacchi × 0,06).

2017/18: 9,52 milioni di tonnellate (158,6 milioni di sacchi × 0,06).

2018/19: 10,30 milioni di tonnellate (171,6 milioni di sacchi × 0,06).

2019/20: 10,13 milioni di tonnellate (168,9 milioni di sacchi × 0,06).

2020/21: 10,27 milioni di tonnellate (171,2 milioni di sacchi × 0,06).

2021/22: 10,15 milioni di tonnellate (169,1 milioni di sacchi × 0,06).

2022/23: 10,68 milioni di tonnellate (178,0 milioni di sacchi × 0,06).

2023/24: 10,62 milioni di tonnellate (177,0 milioni di sacchi × 0,06, stima basata su ICO e USDA).

2024/25: 10,70 milioni di tonnellate (178,4 milioni di sacchi × 0,06, stima preliminare).

Quindi? Cosa succede? Che forse parli a vanvera, ed esattamente come è successo stasera con l'Europa, anche il Brasile si troverà obbligato ad abbassare i dazi sui prodotti americani.
Divertente sentire che la von der Liar si è letteralmente qaqata addosso ed ha subito detto che inizieranno i colloqui per abbassare tutti i dazi europei sui veicoli importati dagli USA ad un 10% reciproco, fino a portarli a zero RECIPROCAMENTE. Si parte con i veicoli e poi si estende ad altri beni.

TRUMP 1 EUROPA 0
palla al centro.

PS Argentina e Milei

Trump ha preso in considerazione i fatti sotto al momento di applicare una tariffa piatta del 10%L’Argentina applica dazi e tasse sulle importazioni dagli Stati Uniti nell’ambito della Tariffa Esterna Comune (TEC) del Mercosur, di cui è membro. I dazi variano in base alla categoria merceologica, ma ecco una panoramica:
Dazio doganale medio (Impuesto de Importación): La tariffa media applicata dall’Argentina sulle importazioni dagli USA è di circa il 14-20%, con variazioni significative:
Autoveicoli: Fino al 35% sul valore CIF (Costo, Assicurazione e Trasporto), applicabile a veicoli americani come pickup o SUV.

Elettronica (es. smartphone, computer): Tra il 10% e il 20%, a seconda del prodotto.

Abbigliamento e calzature: Circa il 20-35%.

Prodotti agricoli (es. carne, cereali): Tra il 5% e il 15%, con alcune eccezioni per prodotti sensibili.

IVA (Impuesto al Valor Agregado): Un’ulteriore tassa del 21% (o 10,5% per alcuni beni essenziali) si applica sul valore CIF più il dazio doganale.

Imposte aggiuntive:
Impuesto a las Ganancias: Una ritenuta del 10-11% sui profitti presunti delle importazioni.

Tasa de Estadística: Una tassa amministrativa dello 0,5% sul valore CIF.

Barriere non tariffarie: L’Argentina impone anche requisiti burocratici (es. licenze di importazione) e controlli valutari che aumentano i costi indiretti per i beni americani.

In totale, il carico fiscale su beni statunitensi può superare il 50% del valore CIF per categorie come elettronica o abbigliamento, e raggiungere il 70-80% per autoveicoli, considerando tutte le imposte cumulative. Questo riflette una politica protezionistica volta a favorire l’industria locale e controllare le importazioni, specialmente in un contesto di crisi economica e scarsità di dollari.

fine del discorso

d
danieleg1 01 Jan 1970 @ 00:00

E le tue fonti dove sono?

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Stai parlando di "assemblaggio", ma gran parte delle attrezzature e della componentistica viene importata, ma che esempi ti devo fare? Apri il cofano della tua auto e vedrai che la tua componentistica arriva da mezzo mondo, sei un adulto o sei un bambino?

d
danieleg1 01 Jan 1970 @ 00:00

Ovviamente no, tutti gli altri inizieranno a stringere accordi tra di loro escludendoli e isolandoli.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Nessuno ha dazi elevati in maniera trasversale come ha appena fatto Trump, ma mirati su certe tipologie di prodotto, il discorso della joint venture in Cina non è più valido, e stava in piedi perché li hanno un mercato interno gigantesco, in Italia non funzionerebbe minimamente in quanto del nostro mercato frega niente a nessuno, importeremo con dazi alti e ci rimettebbero solo i consumatori

d
danieleg1 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah, già. Proprio bello comprare gas russo che poi torna indietro come proiettili in ucraina.

C
Cosmocronos 01 Jan 1970 @ 00:00

Wall Street non sembra essere d’accordo…

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Davvero? Ed allora perché sia Cina che unione europea, oltre a tanti altri paesi, hanno dazi altissimi e regolamenti tali che è impossibile esportare direttamente? Oppure la regola dei dazi e delle barriere non tariffarie vale solo per gli USA ma gli altri fanno quel che vogliono?
Perchè è vietato in Cina produrre le proprie auto in un impianto di proprietà straniera e sono tutti obbligati a produrre in joint venture in cui lo stato cinese ha la maggioranza ed il controllo?

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Ripeto per l'ennesima volta stai banalizzando degli argomenti estremamente complessi di cui tra l'altro non conosci nulla, non è questione di dx e sx, tu fai tifo da stadio, se fosse così facile come dici tu, tutti attuerebbero politiche protezionistiche e risolverebbero ogni problema, ma siamo in un mondo globalizzato e profondamente connesso nelle supply chain e negli scambi import/export, non è assolutamente possibile risolvere il problema con una equazione come quella mostrata ieri da trump, e non è certo una mia opinione

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Fammi qualche esempio oppure parli a vanvera pure tu. Certo la componentistica arriva negli USA ma parte anche dagli USA a seconda dei settori.
I motori Pratt& Whitney e di General Electric presenti in ogni aereo ed elicottero del mondo sono progettati, prodotti ed assemblati negli USA prima di essere spediti ovunque nel mondo.
Poi sei libero di credere quello che vuoi, francamente non mi interessa.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ma l'auto importata sottrae soldi al PIL italiano, per cui non solo non butti soldi dandoli allo stato che li spreca, ma li sprechi due volte arricchendo economie estere che non ricomprano niente da te, come quelle cinesi. Quindi? Si che sei di sinistra ed indottrinato ma la differenza fra sottrarre e sommare la conosci pure tu.
Su una auto usata non ripaghi una tassa inutile allo stato che la spreca e quel 22% lo usi per acquistare altri beni e servizi da privati che incrementano l'economia invece del pozzo senza fondo dello spreco statale.

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Fai finta di non capire, o sei discepolo di Borghi e la cosa sarebbe ancora peggiore, perché lui veramente non capisce un'acca. Tonto io che ti rispondo.
Ti faccio un ulteriore esempio. Sentivo proprio oggi il commento di un industriale del caffè. Loro hanno già una fabbrica in USA con 400 dipendenti. Oggi aumenteranno la produzione da quelle parti diminuendo le importazioni. Tutto bene, se non fosse per il fatto che il caffè NON nasce negli USA, manco se Trump lo minaccia con le sue bombe. Il Brasile ha subìto dei dazi, se non sbaglio al 20%. Oltre questo, il cambiamento climatico che Trump nega, ha diminuito la raccolta di un 20% c.a, che farà aumentare ulteriormente i costi di produzione. Ora il caffè aumenterà di un buon 50% negli Stati Uniti, ma solo lì e non nel resto del mondo, dato che il resto del mondo non ha imposto dazi al Brasile. Stesso discorso può valere per il cacao. Ecco che gli americani da domani (al più tardi tra un mese) si ritrovano a pagare quasi il doppio il prezzo del caffè e del cioccolato. Non avranno così la forza di affrontare tutto questo nuovo lavoro che gli pioverà dal cielo, dato che dovranno sfornare auto come se fosse pane.
Stesso discorso sulle uova, su cui il buon capello biondo ha chiesto aiuto all'Argentina, dato che le loro galline sono morte di aviaria. Peccato sia dimenticato di togliere i dazi all'Argentina. Dunque pagheranno di più le uova che andranno ad importare. Complimenti, ha fatto Caporetto!
P.S.
Per impiantare una fabbrica di automobili non basta una settimana, ci vogliono anni. Nel frattempo che gli operai della rust belt aspettano che apra una nuova fabbrica davanti casa, moriranno di fame, visti i costi in aumento dei beni primaria. Sarebbe la volta buona che si mettono a dieta, chissà.
Peccato che la fabbrica nuova non la aprirà nessuno di buon senso, dato che hanno appena stimato che gli USA andranno in deflazione, ovvero aumenterà l'inflazione, senza aumentare il PIL. Gli industriali non sono stupidi, se il PIL non cresce, le auto non si vendono, nemmeno se le produce Musk in persona.
Te l'ho già detto e te lo ripeto, evita di commentare, fai più bella figura, dato che di economia non ne capisci.
E adesso per cortesia smetti di rispondermi o sarò costretto a bloccarti e non voglio proprio farlo, perché voglio cercarti tra un paio di mesi, per spiegarti domani cosa sta andando male oggi in quel paese. Addio.

F
FRENCY31 01 Jan 1970 @ 00:00

troppo poco, troppo tardi
l'industria manifatturiera americana è stata distrutta dalla DELOCALIZAZZIONE
70 anni di delocalizazzioni in Cina India Messico e in quale angolo di 3° mondo dimenticato da dio hanno sventrato l'industria americana
il presidente trump non riuscira a riportare in america quello che hanno perso
e se dovessero perdero lo status di moneta di riserva del $ è la fine

noi invece dovremmo mettere dazi doganali sulla cina al 10%

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Visto in ottica investimento, è l'ora di accumulare. Le cose torneranno alla normalità tra 4 anni con le prossime elezioni. Trump sta danneggiando troppi interessi.

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Parole sante! Andrebbe riprogettata a tavolino tutta la struttura dello Stato, dalla sanità, alla burocrazia. Il problema è che chi dovesse fare questa cosa pesterebbe troppi piedi e verrebbe verosimilmente fatto fuori

T
Tiwi 01 Jan 1970 @ 00:00

giusto x far alzare un pò i prezzi

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Non lo dico io, ma tutte le principali industrie del mondo, fosse così semplice, sarebbe stata una politica attuata decenni fa, purtroppo per te e per chi semplifica tutto facendo sembrare un giochino imparabile sui social, non è cosi

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Io fossi in te mi farei due domande, nel senso, perché gli usa hanno bisogno di tanto import? Perché se bastano dei dazi calcolati con una equazione da prima elementare, non ci hanno pensato decenni fa?

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

In Italia non abbiamo certo delocalizzato per le pressioni politiche, che stai a di?

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah bello semplifichi da paura e fai dei paragoni che non stanno in piedi, se fosse così il problema non si sarebbe mai posto, inoltre la componentistica dell'industria aerospaziale arriva in usa da tutto il mondo , confondi l'assemblaggio del prodotto finale, con la costruzione completa dall'a alla z

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Tu di economia ne sai meno di Trump, sulle auto usate l'unica tassa che paghi è il passaggio di proprietà, il grosso lo paghi su un'auto nuova, giusto per farti capire la cag4t4 che hai scritto sull'Italia, detto questo, se in usa non riuscivano a produrre auto con lo stesso costo del Messico fino a ieri, non ci riusciranno nemmeno domani, se la supply chain arriva dall'estero continua a beccarsi dazi e riportarla in usa ha costi enormi, tempi lunghi e risultati incerti

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

La risposta è no, non ha funzionato in passato e non funzionerà ora

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

E chi dice che ora non è conveniente? Tu? Se prima una industria di componenti investiva in Messico pensando di sfruttare il costo del lavoro ora decide di investire in Texas sfruttando il bassissimo costo dell'energia e quindi succede come 10 anni fa col re-shoring da Cina verso il Messico con filiera breve.
Quindi se investi per produrre negli USA per 2 milioni di veicoli invece che 500000 ovviamente avrai prezzi più bassi. Se non investi proprio, vedi Elkann in Italia, non produci.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Si delocalizza per due motivi principali, costo e know-how e se lavorassi nell'industria sapresti bene che non è con i dazi che fai rientrare entrambi

o
olaf63 01 Jan 1970 @ 00:00

Scrive gente gnè non ne capisce un tubo. Il Corriere, poi…

V
VaDetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Già! Proprio così!

Solitamente se uno non va contro la legge, nessuno lo indaga o lo arresta...

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo ovviamente, ma come ti ho già spiegato diminuendo la concorrenza aumenteranno i prezzi e diminuirà la qualità

o
olaf63 01 Jan 1970 @ 00:00

Cerca TARIC, sono I dazi EU. Normalmente i dazi sono però reciproci, come lo erano già nel caso degli USA. Il conto della serva di Trump però aggiunge l’IVA che in media in Europa è intorno al 20% e altri oneri sui trasporti. Però anche così non si arriva al 39% medio che dice lui.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Fonti? Apri il cofano della tua auto e vedrai che su ogni singola componente c'è una provenienza diversa , sono nel settore da quasi 20 anni

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Fonti? O ti piace inventare balle?

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Non mi interessa se spariscono. Onestamente dover controbattere a qazzate è noioso.
in breve: spendo in un prodotto usato, i soldi rimangono negli USA, non saranno spesi in una auto low cost made in USA che non esiste ma saranno spesi in altri beni sempre negli USA che daranno altri posti di lavoro perché non sottratti dal PIL ed andati ad arricchire il PIL messicano, per esempio

In numeri:
il PIL USA nel 2023 è stato 26950 miliardi di $ ed il deficit 787 miliardi di $ pari al 2,92%.
Se quel deficit non vi fosse stato la leva sul PIL USA, con relativi posti di lavoro, tasse contributi minori spese sui servizi sociali etc sarebbe stata pari a quasi 3 volte, cioè altri 2200 miliardi di PIL.
Fine

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Falso.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Tanti chi? Coloro che senza gli USA come mercato muoiono ma che non importano nulla per cui i dazi su merci USA inesistenti non fanno differenza?

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Bene, se chiude lo stabilimento altri produttori USA ne approfitteranno e senza il mercato USA la Volvo, già mezza fallita, chiude anche in Europa e Cina.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti non devono produrre tutto. Su una economia da 28.000 miliardi di $ gli basta produrre circa 1.000 miliardi di $ in più di beni in modo da ridurre lo squilibrio commerciale ad una cifra gestibile per l'economia.
Il resto continuerà ad essere esportato ed importato come sempre.
Ogni miliardo di $ di deficit commerciale costa 10.000 posti di lavoro manifatturieri. 1.000 miliardi sono esattamente i 10 milioni di posti di lavoro nell'industria persi con Obama e che hanno impoverito la classe lavorativa e desertificato l'industria americana arricchendo i finanzieri che hanno speculato trasferendo tutto in Cina. Esattamente quello che l'Italia ha subito in tanti settori in cui eravamo leader perché abbiamo subito la pressione europea dove comandavano i tedeschi che ora l'hanno preso del qulo...

A
Alexxx 01 Jan 1970 @ 00:00

Questi dazi servono semplicemente a spostare gran parte dell'economia mondiale in mano statunitense.
In modo che la Cina non diventi una "minaccia" tale da superarli.....heheh
Il giochetto è tutto qua e Washington ha capito che puo vincere solo in questa maniera, chiudendosi a riccio.
Ma la domanda è sempre la stessa: chiudersi completamente funzionerà? mmmm

A
Alexxx 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse forse l' EU si sveglierà da oggi , visto che sono sempre andati dietro agli Usa.
Ora che hanno capito che anche il loro piu stretto "alleato" sta cercando di inc.... speriamo si sveglino e abbiano l'intelligenza di rispondere a tono non guardando piu in faccia a nessuno

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Oppure semplicemente perché è tradizione americana esportare meno e trasferire la produzione direttamente nei mercati locali. Ford produce in Europa esattamente come faceva GM con Opel e Vauxhall e come fa Jeep.
Intel produce in Germania.
la General Electric produce a Firenze con Nuovo Pignone, una eccellenza incredibile.
il trasferimento di interi centri di ricerca e di produzione americani ha arricchito per decenni i mercati esterni a quello USA.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

E questo dato del 50% puramente inventato da che esce fuori?
Quale importazione dei beni?
L'energia negli USA è meno cara che Canada e Messico.
La manodopera incide per il 3% finale.
Di minerali da lavorare gli USA abbondano, come le industrie che lavorano tali minerali.
le industrie di precisione e di meccanica avanzata abbondano, visto che servono già una industria molto più sofisticata della industria dell'auto, ovvero quella della difesa aerospazio dove c'è il meglio mondiale con importanti sedi produttive di tutti i maggiori player mondiali già negli USA, vedi Leonardo o WestlanAgusta se vogliamo dei player anche italiani. Air US produce anche negli USA, non lo sai. Come producono negli USA gran parte delle industrie di precisione tedesche ed olandesi.
Esattamente, secondo la tua invenzione, quale sarebbe la ragione di tale prezzo o quale filiera è assente in un paese di 345 milioni di persone grande come la Cina e con molte più risorse minerarie, da causare una cosa simile?
Quindi come ti sei inventato il 50%? Hai letto Repubica o il Corriere della serva?

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Facile distinguere i due numeri. Chi compra una auto nuova è lo stesso mercato premium disposto a comprare la novità per cui un aumento marginale del costo è assorbibile e comunque non c'è concorrenza sul nuovo con i dazi perché già tutti marchi premium producono negli USA da decenni ed è più facile assorbire i dazi su i componenti.
Il problema si potrebbe avere sui veicoli economici. Qui un prodotto made in Messico in teoria se subisce un rincaro del 20% va fuori mercato e non è più acquistabile perché troppo caro. In quel caso lo stesso cliente che voleva spendere 20k $ ed ora il made in Mexico è 24k $ si rivolge all'usato che è già nel mercato USA.
La stessa cosa che avviene in Italia oggi, dove a fronte di 1.558.704 auto nuove sono state vendute oltre 5.140.000 auto usate sulle quali sono state pagate fior di tasse.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ma la differenza non è la Sales Tax ma la sottrazione dal PIL del deficit causato da una auto importata che causa crisi economica. Crisi economica che Trump vuole scongiurare.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Quale iva? Non esiste l'IVA negli USA.
Non esiste ora e non esiste dopo.
i dazi non sono IVA.
Se vuoi una tassa di ile, la Sales Taxi, esiste solo in qualche stato, ma non a livello federale.
Si vede che sei socialista e disinformato. L'obiettivo di Trump è ridurre le importazioni ed aumentare la produzione ed i posti di lavoro americani.
Quindi se al posto di un veicolo nuovo low cost messicano che crea deficit commerciale viene venduto un usato già in territorio nazionale al PIL non viene sottratto il costo del veicolo usato che anzi rimane nel territorio ed aumenta altri consumi che aumentano i posti di lavoro che aumentano il PIL e pertanto aumenta il gettito fiscale sul fatturato di queste aziende che producono di più negli USA. So che la matematica per gli ASINISTRI è misteriosa, infatti i paesi socialisti sono tutti in bancarotta dopo 2 generazioni, ma funziona così.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Hai detto che la coppia non è correlata con i cv in un auto elettrica, ti ho dato ragione la Tesla Model 3 impiega 20 secondi da zero a 100

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo, giusto per dare la mazzata definitiva ad un settore con un piede nella fossa

S
Soleluna 01 Jan 1970 @ 00:00

dovete mettervelo nella testa. Le auto in Italia non si faranno più

A
Antonio Guacci 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì, è giusto: molte aziende UE sono in forte attivo proprio grazie all'export verso gli USA, quindi tante accuseranno il colpo, alcune si troveranno in grandissima difficoltà, e tutte alzeranno i prezzi, che ricadranno su noi consumatori.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

L'economia italiana non è paragonabile a quella tedesca per tanti motivi, l'eu purtroppo di fatto non è unita in nessun campo, dal difesa all'economia, la Russia non serve a nulla, basterebbe allearsi seriamente con la cina e allora si che Trump rimarrebbe isolato e non ci farebbe male in nessun motivo

P
Patri 01 Jan 1970 @ 00:00

Peccato che non lo fanno anche in Italia..

R
RatGPT 01 Jan 1970 @ 00:00

L'unica risposta sensata da parte della UE, o di quello che ne resta, dovrebbe essere la seguente:

- Via le sanzioni alla Russia e ripristino del Nord Stream
- Ripristino della Via della Seta a livello europeo
- Accordi commerciali con Canada, UK e BRICS

In questo mondo non ci sono amici, ne nemici quando si parla di economia.

Gli USA comprano meno parmigiano? Benissimo, io compro il gas russo a basso costo e il parmigiano che non vendo in USA lo vado a vendere in Canada, India, Cina e Russia, e tanti saluti e tanti baci.

Il problema è che siamo dei pagliacci. che giocano alla guerra con i fucili a tappo.

R
RatGPT 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono d'accordo in parte, ma non del tutto. Quello che dici, forse, vale per l'Italia, ma qui abbiamo un problema a livello europeo, non soltanto italiano. Poi noi possiamo patire leggermente di più a causa della burocrazia, delle tasse e delle infrastrutture, ma la Germania, che da sempre è un esempio di potenza industriale, attualmente è messa peggio di noi.

Il problema è che da soli non va da nessuna parte: l'Europa, di fatto, non esiste. Eravamo colonie degli USA prima dell'UE, ci siamo uniti per essere più forti, ma non abbiamo fatto altro se non creare una succursale statunitense di dimensioni maggiori.

Cina, Russia, India e USA hanno una cosa in comune: un'identità molto forte e il fatto di pensare in primis ai propri interessi interni.

Il contrario di noi, che da anni andiamo avanti di scelte assurde, come quella di affidarci ad un unico fornitore di gas, come quella di pensare di essere amici fraterni degli USA sempre e per sempre, per non parlare delle politiche green suicide che non hanno fatto altro se non spostare l'inquinamento fuori dai confini europei, come se poi l'atmosfera cinese fosse diversa dalla nostra, impoverendoci e rendendoci ancora più schiavi degli Stati Uniti.

Il punto è che noi siamo scemi.

Trump vuole i dazi? Bene. Domani eliminiamo tutte le sanzioni verso la Russia, ripristiniamo il Nord Stream e ristabiliamo la Via della Seta a livello europeo.

Questa sarebbe una risposta di un'unione seria. Ma noi non siamo seri, siamo clown.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

mi sfugge la correlazione con il mio commento

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

come ce ne sono tante...di realtà

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

trump è americano, tu sei americano?

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

No era la realtà purtroppo

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti la Tesla non ha accelerazione

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

ma dai sei serio? l'hanno già mandato a c4g4r3 i groenlandesi.....

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

bon dai dopo che hai tirato fuori gli ebrei ti sei qualificato in pieno, oltre alle enormi m1nch14t3 in tema economico da te scritte...

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

fosse conveniente produrre in loco l'avrebbero già fatto da anni......maronna le basi, le basi

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

mah non è detto, dipende da come risponderemo, sarà un bagno di sangue solo se cominceremo una guerra, invece di trovare alleati altrove e mandarli a quel paese

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

la coppia non è direttamente correlata ai cv

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

l'inflazione non è solo causata dal settore automotive....ma poi se sono fermi da 100 giorni non li venderanno certo ora in perdita solo per svuotare i piazzali

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

perchè hai evidenti problemi personali che offuscano la tua mente

M
MK50 01 Jan 1970 @ 00:00

La rappresentazione testuale di un trip di acidi.

S
Sepp0 01 Jan 1970 @ 00:00

Non nazionalizziamo nulla, sto dicendo che il ragionamento che stai contestando all’altro utente in realtà è corretto: se avevo un budget Z composto da X per una spesa obbligata + Y di razzi miei e X aumenta così tanto da mangiarsi la parte Y, non posso più dare il mio denaro ai “fornitori” della parte Y di razzi miei. E quel delta non arricchisce chi produce fattivamente il bene X, arricchisce solo il CdA dell’azienda che lo produce.

V
Volpesalva 01 Jan 1970 @ 00:00

Trovo corretto, oggettivo ed elementare quanto dici, concordo su tutto

o
orsidoc 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti sono per combattere l'elusione che compiono queste multinazionali (anche europee a dir la verità)

S
Saladino 01 Jan 1970 @ 00:00

sarà un bagno di sangue anche per l'economia Europea, giusto?

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Aspetta a quando quelle persone avranno a disposizione la coppia elettrica di 400 cv

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Chissà perché ho pensato subito ad un auto elettrica

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Già, purtroppo è caduta in prescrizione. Ma i soldi non sono caduti in prescrizione, qualcuno se li sta godendo alla faccia mia.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

ma da qualche riga che tu scrivi è possibile comprenderne il perchè ed il per come? per quanto ne so potrebbe essere un parto della tua mente, è il motivo per il quale ho scritto che riporti "notizie" decontestualizzate e per questo incomprensibili

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

diresti, ma purtroppo nella realtà non è così, per riportare ad investire in Italia bisognerebbe fare quello che nessun governo vuole, cioé snellire la burocrazia, abbassare le tasse e puntare sulla logistica

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Dai Actarus...
Un incendio non è un'esplosione.
E un incendio susseguente ad incidente non è propriamente un caso da prendere ad esempio.

Ad esempio: vogliamo abolire il cambio automatico perchè alcune persone parcheggiano e premono l'acceleratore al posto della frizione andando a sfondare la vetrina del negozio in cui volevano recarsi per lo shopping?

E
Edmond Dantès 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché non c'è una condanna di detenzione.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma l'Ungheria che ha ricevuto molti investimenti in tempi recenti ha messo i dazi?

Oppure in tempi meno recenti hanno messo i dazi i paesi dell'Est Europa in cui si è spostata buona parte della produzione auto dei gruppi europei?

Non mi pare e quindi non credo che per attrarre produzione esista solo imporre dazi.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma è normale che un auto entri in un parcheggio sotterraneo ed esploda ?

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Conosco qualcuno che è stato condannato per truffa allo stato per 49 milioni, ma non ricordo di avere visto nessuno mandato in carcere.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Non serve a nulla, non capisce niente.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Nel momento in cui nei piazzali dei concessionari ci sono veicoli invenduti da più di 100 giorni difficile credere all'inflazione. Prima devono vendere veicoli svalutati

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Direi invece si. O hai inventato altri sistemi che riportino la produzione auto in Italia giusto per fare un esempio?

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Solo per precisare: le telecomunicazioni sono un settore strategico. Esistono navi cacciamine che perlustrano h24 i mari per evitare sabotaggi o taglio cavi. Esistono apparati dello stato dediti alla difesa da attacchi informatici. Esistono settori dello stato dediti allo sviluppo di tecnologie satellitari ed alla loro protezione. Esistono settori dello stato dediti a presidiare le infrastrutture di comunicazione tra gli enti.
Questo solo nel settore delle telecomunicazioni.
Moltiplica questo per tutti i settori strategici nazionali (energia, difesa degli spazi aerei, banche, lotta al terrorismo, informazione, televisione...) e capirai che spesa per la difesa non vuol dire solo produrre carri armati, bombardieri, cannoni, navi. Significa avere il presidio degli spazi vitali di uno stato.

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Basta imporre loro una tassazione equa. Ad oggi fanno i panini belgi irlandesi e pagano letteralmente quattro spicci. Se dichiari che per loro questa roba è illegale e li costringi a pagare il dovuto, allora tornano a più miti consigli. Altrimenti metti la tassazione sui profitti generati nelle borse USA. Stiamo parlando di novemila miliardi (altro che 30 di bilancia commerciale) di investimenti europei, di cui una parte potrebbe tornare in casa.

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Comunque il valore di un'auto nuova è certamente maggiore rispetto ad una usata. La tassazione viene di conseguenza.

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Ti rispondo un volta sola.

Punto uno: l'economia USA è basata sul consumo, molto più di quella di altri stati nel mondo. Hanno appena incamerato il 25% di inflazione in una botta sola = addio al consumo USA;

Punto due: la Cina se non esporta in USA, esporta in altri paesi, come il sudest asiatico, l'Europa, la Russia...
Gli USA hanno appena chiuso quello che restava della loro esportazione al resto del mondo, lasciando libera la Cina di fare carne di porco del resto del mondo.

Punto tre: gli squilibri americani esistono sul manufatturiero, ma compensano ampiamente sui servizi. Tradotto: importano prodotti, esportano servizi, ma su questo ciuffo rosso fa finta di niente.

Punto quattro: i servizi di cui sopra, non pagano le tasse in Europa, solo pochi spiccioli. Se l'Europa risponde in tal senso, allora sì che la bilancia commerciale salta.

Punto cinque: gli americani sono il primo paese per indebitamento pubblico, l'Europa ha in pancia il 25% dei bot americani, la Cina ne detiene un altro bel malloppo. Se ci girano le balle, basta non rispondere ai dazi americani (non incamerando così inflazione), aggiungendo una semplice tassa sui profitti derivati dei bot americani. A seguito del fuggi fuggi degli investitori, questi tornano col piattino in mano.

Punto sei: l'Italia e l'Europa investono "novemilamiliardi" (9 seguito da 12 zeri, altro che bilancia commerciale) nelle borse americane, dove il grosso dei guadagni resta negli USA, a noi tornano solo gli interessi. Come sopra, se si impone un dazio sugli extraprofitti prodotti nelle borse USA, qualcuno piange.

Punto sette: i risparmiatori americani hanno il 60% dei loro risparmi investiti in borsa. Se, come sopra, si pone una tassa sui profitti delle borse USA, chi piange saranno soprattutto le famiglie americane.

Qui mi fermo, ma ti prego, fermati anche te. Non proseguire a renderti ridicolo.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

la componentistica come minimo al 50% non è usa

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

la fabbrica stellantis di Melfi non è chiusa....se intendi quella..

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

vabbé ma già ora esportano poco perchè le loro auto create specificatamente per il loro mercato sono quasi invendibili altrove

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

per ora ha avuto ulteriori ripercussioni sui tuoi neuroni

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Uno con il qi sotto la media.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Nessuna ovviamente.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00
S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

L'unica cosa su cui tutti abbiamo scomesso che fossi anche no-vax e pro Putin, non ci sbagliavamo :)

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

In USA non c'è IVA ma si paga una sales tax e nella maggior parte degli Stati si paga anche se si comprano auto usate.
Poi ci può essere anche una local tax

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

dalla globalizzazione non si torna certo indietro con misure protezionistiche come queste

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Luca Bartolozzi Hai un metodo comunicativo offensivo per cui i tuoi post spariscono dopo segnalazioni. Ti faccio una domanda rispetto a questo tuo post rimosso:
https://uploads.disquscdn.c...
Fatico a seguirti.
Sopra dici che l'operaio comprerà un'auto usata:
https://uploads.disquscdn.c...
Ma se è usata perchè un costruttore di auto assumerà un operaio in più se si venderanno meno auto importate e più auto usate?

Se per te poi lo scopo è ridurre i consumi come hai detto sopra, perchè qui ritieni che la conseguenza sia produrre più beni nuovi?

Non stai forse sostenendo cose in antitesi tra di loro?

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Auto usata... iva già riscossa... casse dello stato contente...
No, non funziona. Ritenta

G
Giuseppe 01 Jan 1970 @ 00:00

i dazi sono necessari per riequilibrare le forze in gioco. avete voluto la globalizzazione? questo e altro sono gli effetti collaterali. ognuno per sé e dio per tutti

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

E se il consumatore acquista un'auto usata invece di una nuova importata chi produce auto sul territorio USA perchè vedrebbe incrementare le vendite e come potrebbe investire ed assumere creando posti di lavoro?

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Tesla non produce già in loco?
E se importa pezzi dall'estero non lo fa per una forma di risparmio?
Quei lavoratori in più che assume e quelle fabbriche in più che aprirebbe per avere una filiera più americana sono da un lato una opportunità di lavoro, ma dall'altro una spesa in più che grava sul prodotto.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi sa che è quella di tanti.

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Cioè, potrebbero, ma dopo accuserebbero l'operaio Dodge di incentivare l'inflazione e quindi, per il bene dell'operaio Dodge, non lo fanno.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Se aumentano i prezzi aumenta l'inflazione, ma dubito che l'elettore medio di Trump abbia capacità per comprenderlo

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Tesla sta pensando... Ok. Oppure decide di produrre in loco ed evitare di importare pezzi dall'estero creando altri posti di lavoro... A quel punto il circolo virtuoso fa aumentare il PIL e le capacità di spesa.

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

c'è un motivo se le supply chain sono strutturate in una certa maniera. Gli USA possono essere grandi quanto ti pare, ma non possono produrre TUTTO!

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Alcuni modelli Tesla ed alcuni modelli Ford, Stellantis, GM, BMW, Toyota, Honda, Nissan e Mercedes...

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Con tutto il rispetto per Cazzullo, non è che lui sia un oracolo vivente.
Ha detto la sua opinione che si puo condividere o meno, ma che certamente non è la verità assoluta.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Sbagli tutto. Ma inutile insistere. Comunque appena hanno chiuso la fabbrica a Melfi fammi vedere il surplus speso dagli operai licenziati. PDiota

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

No, lo scopo "dichiarato" è quello di fare acquistare agli americani prodotti americani. Se acquistano prodotti usati, le fabbriche americane falliscono esattamente come se i cittadini acquistassero auto estere, con la differenza che lo stato non incamera l'iva.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Scordi o non sai che la legge è stata cambiata proprio su forte spinta del partito della Le Pen che, come tutti i populisti, cavalcano le onde di indignazione.
Sono proprio loro più di altri che hanno voluto che l'ineleggibilità scattasse obbligatoriamente a partire dalla condanna in primo grado.

Quindi giusto o sbagliato i giudici hanno applicato la legge che, ricordiamolo, loro non scrivono.

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Già, peccato che l'importazione dei beni per costruire l'auto ne aumenterà i prezzi di quasi il 50%, così col cavolo che esporteranno i loro prodotti verso il mercato estero. Buona autarchia a tutti!!!

B
Blobay 01 Jan 1970 @ 00:00

Ti sei dimenticato di aggiungere che nel breve aumenterà anche l'inflazione, motivo per cui Trump era stato eletto. Boh 'sti qua non li capisco proprio.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Credo sia perchè quei comunisti del cavolo non gli rilasciano la greencard.
Per lui solo cartellino rosso... Ecco perchè poi si infervora.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Ti dico che avrà ripercussioni sulle auto elettriche nei parcheggi sotterranei

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

e che ne sai che qualcuno non ritenga più conveniente produrre in usa? il problema non è solo l'assemblaggio finale, ma tutta la catena produttiva, che pensi che ad esempio Volvo produca il 100% dell'auto negli stati uniti? se riterrà che i dazi sulla componentistica rendano le sue auto fuori mercato, chiuderà gli stabilimenti

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

È la tua opinione.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Nel momento che lo disse Reagan c'erano solo GM, Ford, Chrysler a produrre negli Usa

oggi ci sono anche Toyota, Nissan, Subaru, Honda, Hyundai, BMW, Volvo, Mercedes, VW e Tesla.
la concorrenza non manca.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi invece della Dodge messicana a 35.000 $ compra una Chevrolet usata a 25.000 $ e la differenza la spende in beni locali oppure semplicemente non si indebita, come vuole l'amministrazione Trump.
Lo scopo è ridurre i consumi che alimentano il deficit commerciale e di conseguenza ridurre il deficit federale che deve finanziare lo squilibrio.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

il problema è un altro, nel lungo periodo uccidono la concorrenza e alzano i costi abbassando la qualità....chi pagherà sarà il consumatore americano, nel breve aumentano le entrate statali e alcune aziende riportano le produzioni in patria

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Altri beni cinesi o europei importati che deprimono il PIL e causano deficit? Invece saranno costretti ad acquistare solo prodotti locali

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Il consumatore al posto di un'auto importata comprerà un'auto usata ed i soldi rimangono nel circuito nazionale aumentando il PIL, riducendo deficit. Quindi ci guadagnano sicuramente gli USA che hanno il problema di consumi eccessivi che saranno ridotti

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Io prevedo esattamente il contrario, visto gli investimenti programmati.

D
Doggo (background) 01 Jan 1970 @ 00:00

Cosa diavolo sto leggendo?

n
nitrusOxygen 01 Jan 1970 @ 00:00

Oggi sparo solo, domani non lo so.

n
nitrusOxygen 01 Jan 1970 @ 00:00

Questo è vero

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Evidentemente non valuti l'effetto leva della spesa

G
Giacomo 01 Jan 1970 @ 00:00

Che stupidaggine, un caso singolo non ha alcun valore statistico. Inoltre ma cosa c'entra con l'articolo.

T
Tugur Reddu 01 Jan 1970 @ 00:00

Sinceramente, che problemi avete a commentare cosi a cazzo? Cmq gira voce che le macchine termiche non abbiano mai preso fuoco...no no, mai successo!

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Nessuna auto, manco quelle cinesi sono 100%cinesi

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

molto attinente con l'articolo

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema è come detto anche da Reagan negli anni 80 i dazi ammazzeranno la concorrenza e abbasseranno la qualità, che si ripercuoterà sul consumatore, che pagherà di più per avere meno

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

L'ho sempre pensato che i pinguini fossero dei burocrati da estirpare

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma basta con sto cherry picking decontestualizzato, pure sotto una notizia che non ci azzecca nulla

L
Luigi722 01 Jan 1970 @ 00:00

Europee, cinesi, americane. Con o senza dazi le auto costano un botto, lo vedo solo un modo per farci andare a piedi, per ridurre il traffico mondiale. Tutte le cavolate che fa Trump hanno già ridotto la mobilità sull'Atlantico, Trump è peggio del COVID 19, almeno ridurrà l'inquinamento...

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

A breve termine parecchi vantaggi, a lungo ne risentiranno

D
Dr. Freudstein 01 Jan 1970 @ 00:00

Che la commissione europea sia preoccupata per le auto fa troppo ridere dopo che con il green deal, obblighi, divieti, multe e quote CO2 hanno danneggiato il settore automobilistico europeo. La Germania è in recessione da tre anni, il nucleare lo hanno spento loro.

E
Edmond Dantès 01 Jan 1970 @ 00:00

Bisogna prima passare TUTTI i gradi di giudizio, poi alla fine si può essere ragionevolmente certo di avere un colpevole. Funziona così. Ed è anche a tuo vantaggio, se mai ti dovesse capitare un ingiustizia.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Scommetto che sarà pure no-vax, pro Putin...

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma cosa vuoi che sappia/capisca uno che scrive un commento del genere?
Vatti a leggere i suoi commenti, non capisce una mazza di nessun argomento :)

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Sai anche rispondere argomentando o le spari solo? Ti sta spiegando esattamente cosa succede...

S
Sax⚡️ 01 Jan 1970 @ 00:00

Non si può giudicare adesso a mio avviso. Tra almeno un’anno dall’entrata in vigore dei dazi, si vedrà che vantaggi avranno avuto gli USA.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Trump fa quello che voglio io, pari pari. Invece tu fai e dici a pappagallo quello che ti ordinano i tuoi padroni ebrei, da Soros a Schwab, da Elkann a Lagarde. Complimenti schiavetto.

PS vado periodicamente negli USA, infatti, ma non mi piace l'idea di lasciare la mia Italia in balia di PDioti come te, e funziona, visto che la tua padrona ebrea SSchlein è la perdente all'opposizione mentre chi governa è il CDX.

n
nitrusOxygen 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi mancano giusto i soldi degli altri 2.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

La Groenlandia ha scelto di staccarsi dalla Danimarca. Chiediti il perché. Eppure la Danimarca e l'unione europea sono il paradiso. Oppure no. E da sola la Groenlandia non può esistere. Vedi tu. Vai alle conclusioni. I Groenlandesi stanno solamente trattando per poter diventare territorio USA alle migliori condizioni possibili, ovvero come in Alaska dove per i nativi scuola, college, sanità sobo gratis e reddito di cittadinanza.

n
nitrusOxygen 01 Jan 1970 @ 00:00

Allora nazionalizziamo Dodge, viva il comunismo.

R
Robbie 01 Jan 1970 @ 00:00

Pensa invece che il comunismo in Italia non è mai andato al governo ma i fascisti lo vedono dappertutto

R
Robbie 01 Jan 1970 @ 00:00

SIl populismo non è sovrapponibile alla dx. Smettetela di dire cabbate. Esiste la detra che hanno cervello

R
Robbie 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche se rubi 3M di euro pensi agli interessi della tua nazione?

R
Robbie 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda che in Cina non sono Marxisti 😅

A
Antonio Guacci 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah, ecco la Santa Trinità!

n
nitrusOxygen 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo che sono un genio, come Trump e Muschio.

S
Sepp0 01 Jan 1970 @ 00:00

I 5k che paghi in più a Dodge finiscono a Giovanni Dodge, non all'operaio Dodge.

Se i soldi degli aumenti dei costi delle auto finissero agli operai, gli operai girerebbero in Porsche a quest'ora.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Spagna, incendio in un garage: due pompieri morti e 14 feriti
A provocare il rogo sarebbe stata un'auto elettrica che, entrando nel garage sotterraneo, è andata a sbattere contro un veicolo parceggiato prendendo fuoco

A
Antonio Guacci 01 Jan 1970 @ 00:00

Non sono il il genio: lo è chi calcola la frenata alla crescita economica, o l'impennata in inflazione.

P.S. il dipendente Dodge è solo un dipendente come qualsiasi altro: prende il suo stipendio con cui ha 5.000 $ di surplus se compra l'auto a 35.000 $, ha 0 di surplus se compra la Dodge da 40.000 $.
Quindi i negozi di cui sopra falliscono comunque, a meno che i MANAGER di Dodge non decidano di spendere in quei negozi tutto il guadagno aggiuntivo delle auto in più vendute, invece che trasformarlo in capitale.

Mi sa che il genio sei tu, scusami se concesse a me queste tue "informazioni intelligenti" sono sprecate: evidentemente sono troppo geniali.

n
nitrusOxygen 01 Jan 1970 @ 00:00

Caro genio, se compri la Dodge i soldi rimangono in america, e poi sarà il dipendente della dodge ad andare al "negozio di elettronica, in macelleria e al ristorante" e quindi non falliscono, e ora basta, non ti dò più surplus di informazioni intelligenti, ciao.

E
Evanshion 01 Jan 1970 @ 00:00

Hai ragione, tranne che su una cosa.
Non hanno rubato.
Glielo abbiamo portato noi, loro si sono semplicemente limitati ad imparare.

d
danieleg1 01 Jan 1970 @ 00:00

Inchiniamo il capo a cotanta magnanimità!

d
danieleg1 01 Jan 1970 @ 00:00

Mannaggia, non ci sono più i troll di una volta, quelli erano divertenti adesso sono solo patetici.

A
Antonio Guacci 01 Jan 1970 @ 00:00

Si chiama surplus quel risparmio che il consumatore ha nell'acquisto di un bene, e che quindi viene speso in altri beni.

Compro l'auto cinese a 35.000 dollari invece che la Dodge a 40.000: mi restano 5.000 dollari che posso spendere nel negozio di elettronica, in macelleria e al ristorante.

Posso invece solo comprare la Dodge a 40.000 dollari? Negozio di elettronica, macelleria e ristorante falliscono.

Capisci a cosa serve il surplus?

n
nitrusOxygen 01 Jan 1970 @ 00:00

La musica è gentilmente offerta da Goldman Sax.

n
nitrusOxygen 01 Jan 1970 @ 00:00

"il consumatore spende più denaro per acquistare un'auto" quindi il surplus è già nella spesa dell'auto, mica sparisce.

A
Antonio Guacci 01 Jan 1970 @ 00:00

Inizia quindi la spirale che porta a quella che in economia viene chiamata "perdita secca".

Superficialmente da questi dazi guadagnano i costruttori USA, che vendono di più.
Altrettanto superficialmente ci guadagna il Governo USA, che guadagna pure sui dazi maggiorati.
Ma il consumatore spende più denaro per acquistare un'auto, di conseguenza smette di avere quel surplus da spendere in altri modi nell'economia del Paese, e quindi quel surplus non viene più incassato da nessuno: nel totale, la società statunitense ci perde.

Perdita secca, appunto.

Goldman Sachs prevede che i dazi taglieranno l'1,3% alla crescita economica USA.
Deutsche Bank calcola che questi dazi porteranno l'inflazione USA a un tasso attorno al 3%.

Sarà un bagno di sangue.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Noto che sei sempre in prima fila a difendere il tuo padrone Trump...

Visto che ti piace cosi tanto, perchè non te ne vai in Usa?

o
orsidoc 01 Jan 1970 @ 00:00

Colpire tutte le multinazionali con controllo usa, guerra commerciale piena, chi vince sopravviverà o si torna sul tavolo dei negoziati. Basta sottostare a regole del biondino bugiardo. Cretino tu e chi ti ha fatto. Voterà il felpato che dice che i dazi sono un opportunità per le aziende italiane. Piegati a 90 per il trumpino

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

senza quei servizi 1/2 europa va down in qualche ora

G
Gigiobis 01 Jan 1970 @ 00:00

il corriere ha preso le dichiarazioni di Trump come verificate. (spoiler: il corriere ha sbagliato)

il "39%" è stato calcolato prendendo il livello di deficit commerciale con ciascun Paese e dividendolo per il totale del valore delle merci esportate.

Semplicemente errato, se si vuole fare la media dei dazi applicati e spacciarla come tale.
Nessuno è minimamente andato a guardare le reali tariffe doganali applicate.

Inoltre, visto che questo calcolo portava per alcuni stati addirittura percentuali negative, ha fatto applicare un 10% flat su questi stati. (immagino il marocco che premia l'importatore con il ... 10%? per ogni harley che passa la dogana in entrata... si si!)

Confermato su X da jush deasy, portavoce della casa bianca. (se metto il link, mi blocca il messaggio)

per assurdo, con questo metodo, risulta che il vietnam e cambogia applicano 90+% di media di dazi. Semplicemente, non è vero.

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

Ottima news. Ora si balla!!! Godooooooooooooo per i crucchi e Stellantis.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Un altro coglione che pensa che la Cina sia un partner e non un nemico che si approfitta e ruba lavoro, patenti, progetti, brevetti e design.
vai a vendere Alfa Romeo e Maserati in Cina dai... Coglione marxistoide
fammi l'elenco dei beni che tu da italiano importi dagli USA. La Jeep Renegade è fatta in terronia mica a Detroit. Metti idazi sulla Jeep fatta a Melfi? Capisci zero.

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Non penso che stiano a guardare, ma sono ipocriti che non vogliono risolvere il problema degli squilibri commerciali ma solo acuirli, e saranno i primi ad essere danneggiati. Se la Cina non esporta verso gli USA muore. Se non importa dagli USA non gli cambia nulla, già importano pochissimo.
Idem per l'Europa

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Benissimo, così quegli stronzi woke di Netflix smettono di produrre in Italia.

Meno soldi in Italia, meno occupati in Italia.

Idem con Amazon Prime Video.

Ed anche Discovery e Warner Bros che dovranno licenziare le merde come Fazio, Littizzetto, Bisio e Crozza.

Mettete dazi su tutte le multinazionali USA che sono woke e producono ovunque eccetto negli USA e quindi i dazi sarebbero ininfluenti sulla occupazione USA.

Ottima idea.

caro Petri come è evidente che tu di commercio non capisci un qazzo

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

E che vantaggio avresti tu esattamente?

Invece di risolvere davvero il problema, cioè lo squilibrio commerciale, tu lo peggiori.

Ma credi davvero che mettere i dazi sui prodotti Apple, fatti Cina, Google, fatti in Cina, Amazon e Microsoft X-Box, tutti provenienti dalla Cina, cambierebbe qualcosa a livello di occupati negli USA?
Assolutamente no, visto che queste multinazionali non producono negli USA ed esportano verso l'Europa, ma invece producono in Asia ed esportano in Europa, quindi metteresti i dazi sui prodotti USA che non esistono?
Anzi quasi di sicuro faresti un favore a Trump che potrebbe colpire a morte proprio le multinazionali che hanno creato disoccupazione negli USA e creato occupati solo in Asia.

io quando leggo i commenti come il tuo capisco quanto il mondo sia pieno di emeriti CRETINI.

in una situazione di squilibri commerciali che hanno ripercussione sul deficit federale quanto pensi che possa andare avanti l'economia USA prima di saltare? E dopo che è saltata l'economia USA andiamo tutti a gambe all'aria perché loro sono l'unico mercato per le nostre merci visto che la Cina non importa niente e tutta l'Asia è una barriera commerciale per noi europei pari a quello che noi siamo per gli USA.

se veramente non ci arrivi si evince che sei il solito parassita statale sinistronzo

g
gino123456 01 Jan 1970 @ 00:00

lo sai che la tesla sta pensado di aumentare il prezzo delle macchine prodotte in america per via dei dazi sulle componenti che usa ? mettere dazi così alti è contro producente meglio incetivare la produzione ed il consumo locare e mettere dazi bassi . pensi che gli altri paesi stanno a guardare e non rispondono a questa "guerra" commerciale ?

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

indicatemi un'auto 100% made in usa, e mi farete vedere il nulla eterno

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

se persino reagan disse che i dazi sono una stronzata colossale...

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

per tacere della groenlandia

R
RectorSith 01 Jan 1970 @ 00:00

Hai ragione su questo, chiamiamolo Trumpismo internazionalista.

E
Edmond Dantès 01 Jan 1970 @ 00:00

Buongiorno fan di Parenzo!

n
nikolaus 01 Jan 1970 @ 00:00

E' il livello al quale si rimane se ancora nel 2025 parliamo di fascismo, estinto per fortuna 80 anni fa.
Buona giornata in ogni caso

L
Luca Bartolozzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Bravo Trump. A volte commenti da dementi come quelli dei giornalisti fanno davvero ridere. Se domani una Panda made in Serbia aumenta a 35000 euro quante ne vendi? Zero. Per cui o ti ingegni a produrre in loco verticalmente o perdi il mercato e vendi solo la Pandina fatta a Pomigliano.
idem per gli USA.
Parlate come se negli USA non si producano automobili.
il costo dell'energia negli Usa è metà che in Europa, la filiera è capace di produrre 16 milioni di veicoli, manodopera in abbondanza, ha ragione Trump a pretendere che le multinazionali vadano a produrre in loco. Colossi come GM, Ford e Stellantis hanno delocalizzato per aumentare i profitti degli azionisti e ridurre gli investimenti creando danni enormi agli USA. Ora pagano pegno. Se Tesla riesce a produrre Model 3 a 39.000 $ con profitto in Texas possibile che Stellantis non riesca a produrre il RAM 1500 a 54.000 $ in Michigan?

R
RectorSith 01 Jan 1970 @ 00:00

Chi non ha le mie stesse idee su guerra, immigrazione e green deal è la Destra. I fasci sono altra cosa ancora. Non confondiamo con slogan alla Salvini sennò rimaniamo sempre sul livello elementari

n
nikolaus 01 Jan 1970 @ 00:00

Chiarissimo. “Chi non ha le stesse mie idee su guerra, immigrazione, green deal, giustizia et similia, è un fascio“. Molto matura come posizione.

Facilissimo vincere così.

R
RectorSith 01 Jan 1970 @ 00:00

In Romania sono stati esclusi dei candidati, non dei partiti. La situazione in Germania è diversa, e nessuno è stato escluso da parte di AfD nemmeno dopo le valutazioni della CC. Per me chi esprime idee contrarie alle regole della democrazia europea, non può partecipare alla elezioni. Non è che non puoi votare la Dx, non puoi votare i fasci, è diverso.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi che ne so se ci fossero dazi al 100% sul tabacco (per scoraggiarne l'uso) e ne importassero per 100miliardi/anno mentre fossero esenti dai dazi che ne so i medicinali (per motivi di salute) e ne importassero per 10.000miliardi/anno, dire che i dazi medi sono al 50% avrebbe senso?
E se invertissimo il valore dell'importazione?

Adesso ovviamente il mio esempio è totalmente a caso, ma giusto per far capire che indicare un numero generico in percentuale non ha alcun senso se non contestualizzato.

E
Edmond Dantès 01 Jan 1970 @ 00:00

E per fortuna che c'è chi va contro il pensiero unico!

A
Andreoid 01 Jan 1970 @ 00:00

Quando sento la zanzara voglio ridere, ridere!

L
LeX 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarebbe stata la cosa giusta da fare. Peccato che con Von Der Leyen &Co. dediti al folle riarmo si creeranno solo maggiori spaccature e un inutile spreco di denaro, e si continuerà la parabola discendente dell'Europa verso la crisi economica e irrilevanza mondiale.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00
L'unica mossa vincente europea sarebbe mettere dazi a tutte le aziende che offrono servizi in Europa tipo Apple, Google, Amazon, Microsoft così da obbligarli a fare pressione su Trump e i suoi.

Che è quello che pare vogliano fare, vedi ad esempio la notizia su Netflix

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Fonti ufficiali da: United states trade representative

k
konami7 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà é ora che l'Europa si svegli dopo decenni e decenni di dormite generali. Dazi agli Stati Uniti uguali se non peggiori e stringere alleanze commerciali con tutto il resto del mondo. Dal Canada alla Cina.
Trump, un po' come i meridionali ( lo sono anche io ) che votano lega contro i meridionali stess, dimentica che nel loro DNA c'é EUROPA al 99%>>>
e dovremmo iniziare a dimostrare a Trump di essere capaci di vivere anche senza di loro

n
nikolaus 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarà da bambini dell’asilo ma è così, è successo in Romania e Breton ha candidamente minacciato di ripetere la cosa anche in Germania nel caso sfondasse Afd. Se per te questa è democrazia, bene.
Per quanto mi riguarda il voto popolare conta una cippa.

R
RectorSith 01 Jan 1970 @ 00:00

ne ha un sacco di cose preoccupanti

g
gino123456 01 Jan 1970 @ 00:00

quello a cui fa riferimento è la cultura .
p.s c'è differenza fra populisti e destra se non la sai è preoccupante .

Z
Zone Irrafer 01 Jan 1970 @ 00:00

Dove hai preso i dati?

R
RectorSith 01 Jan 1970 @ 00:00

Il partito di Macron ha resistito grazie ai voti della sinistra. La democrazia funziona così. In Italia è impensabile oggi ma è successo per decenni con il PCI. Sta cosa delle elezioni annullate dai su, sempre a fare i bambini dell'asilo

g
gino123456 01 Jan 1970 @ 00:00

la tesla che produce in america soffrirà dei dazi appena messi su delle componenti. forse era meglio incentivare la domanda verso prodotti americani non tassare gli altri .

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

Sempre più un recipiente ragebait di casi umani

o
orsidoc 01 Jan 1970 @ 00:00

L'unica mossa vincente europea sarebbe mettere dazi a tutte le aziende che offrono servizi in Europa tipo Apple, Google, Amazon, Microsoft così da obbligarli a fare pressione su Trump e i suoi. Cmq la situazione non è sicuramente delle migliori, visto che le uniche mosse per ora dell'America sono attaccare i suoi cosiddetti alleati

n
nikolaus 01 Jan 1970 @ 00:00

In Francia l'establishment rappresenta la maggioranza???? XD xD XD
..cmq anche se fossero al 55%, non prenderebbero il potere. Le elezioni verrebbero annullate.

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

... qundi tu non lo sei 🤣

M
Matteo Bottoli 01 Jan 1970 @ 00:00

Non penso tu sia benestante...i benestanti non commentano su HDblog, soprattutto a quest'ora. Dovrebbero invece essere seduti ad una scrivania in pregiato legno di mogano a scrivere cose con la penna da millemila euro, ovviamente con i domestici filippini che gli fanno trovare tutto pronto prima di uscire con il gessato e la valigetta piena di documenti per recarsi in un ufficio dell'attività di famiglia in attesa di abusare di qualche minorenne...

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

Non sono un Trumpiano (si può dire?), ma obbiettivamente non posso darli torto... Chiaro che per beni che non hai non ha senso mettere dazi, ma per beni che puoi produrre in patria hanno senso e a maggior ragione hanno senso i dazi reciproci ...
Restando in Europa la cosa migliore è abbassare i nostri dazi nei confronti degli Stati Uniti, questo mi sembra ovvio.
Comunque fa un po' sorridere sentire dire da un Presidente degli Stati Uniti che con i dazi reciproci entreranno centinaia di miliardi nelle casse con cui far ripartire l'economia... si perché quei miliardi li pagano gli Americani ...🙃

R
RectorSith 01 Jan 1970 @ 00:00

Questo establishment è eletto - esattamente come nazi e fasci - e rappresenta la maggioranza. Hai detto bene, in Italia hanno vinto i Fasci. In Germania e Francia no, non ancora. Perché il 20-22% è un po poco per governare se si è da soli

A
Accapi 01 Jan 1970 @ 00:00

No, il corriere riporta le parole di Trump che ovviamente mente. Riporto il testo: "Donald Trump annuncia dazi del 20% contro l'Unione europea. Si tratta di circa la metà del 39% che, secondo il presidente, l'Europa impone ai prodotti made in Usa."

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

Io invece il contrario ...
Benestante ero ieri e benestante sono oggi...

B
Basualda Grigia 01 Jan 1970 @ 00:00

"adulatooooree!"

B
Basualda Grigia 01 Jan 1970 @ 00:00

beato te!

F
FineDeiGiochi 01 Jan 1970 @ 00:00

Io ho un grosso vantaggio su questa questione dei dazi: Povero ero ieri mattina, povero sono questa mattina.

7
7829/bis 01 Jan 1970 @ 00:00

ma come, la gente esultava per Trump

A
Accapi 01 Jan 1970 @ 00:00

39%, facciamo del 70%! Chi offre di più? Lascio?

H
Harry 01 Jan 1970 @ 00:00

quindi gli assistenti non esistono?

n
nikolaus 01 Jan 1970 @ 00:00

Cazzullo sul Corriere lo ha detto chiaramente: "in Francia e Germania esiste un establishment che impedisce ai populisti di andare al governo, cosa che purtroppo non esiste in Italia". Ha scritto proprio così ieri. Ha candidamente ammesso che la volontà popolare in EU non conta niente, e che in Italia "purtroppo" è riuscita a vincere la dx. Il nostro voto non serve a nulla.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Da Ventotene a VentoMAGA è un attimo.
Comunque, sebbene a sua insaputa, ci sta facendo un grosso favore creando un'opportunità unica.

Vediamo se mo ci sentiamo da quell'orecchio.

g
gino123456 01 Jan 1970 @ 00:00

orami sono arrivato a pensare che l'europa si sveglia e cresce solo con una guerra in casa, militare o commerciale .

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Marine Le Pen, qualche anno fa, chiedeva l'ineleggibilità a vita per i funzionari pubblici condannati per appropriazione indebita di fondi pubblici.

é stata condannata lei, per lo stesso reato e grida al complotto perché dichiarata ineleggibile.

A
Andrea Smith 01 Jan 1970 @ 00:00

Sei messo maluccio

A
Andrea Smith 01 Jan 1970 @ 00:00

Sembrate Berlusconi

E
Edmond Dantès 01 Jan 1970 @ 00:00

Punizione dopo tutti i gradi di giudizio, non subito.

E
Edmond Dantès 01 Jan 1970 @ 00:00

Attendo con ansia di ascoltare il podcast de La Zanzara, in auto, stamattina.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo, commetti dei reati, ma non devi essere punito...

E
Edmond Dantès 01 Jan 1970 @ 00:00

Stati Sinistri d'Europa.
Purtroppo direi, dato che se pensi agli interessi della tua nazione, vieni indagato o arrestato.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

EU: $235,6 mld di surplus, $605,8 mld di esportazioni, 235,6/605,8 = 39% di tariffe richieste

Indonesia: $17,9 mld di surplus, $28,1 mld di esportazioni, 17,9/28,1 = 64% di tariffe richieste

India: $45,7 mld di surplus, $87.4 mld di dollari di esportazioni, 45,7/87,4 = 52% di tariffe richieste

Vietnam: 123,5 mld di dollari di surplus, 136,6 di esportazioni, 123,5/136,6 = 90% di tariffe richieste

Il che spiega perché la colonna "tariffe richieste agli USA" sembra inventata.

D
DanieleGB 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo, diamogli ragione.
Vedi la risposta di Mauro, dove chiarisce bene

A
Andredory 01 Jan 1970 @ 00:00

Stati disuniti d'Europa.

A
Andredory 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma è un dato direi senza significato: se io prendo 1000 pezzi da 1€ con il 100% dei dazi vuol dire che li pago 1000x1€x2= 2000€, se io compro 1 pezzo da 1000€ con l'1% dei dazi vuol dire che pago 1010€... Ma facendo la media delle percentuali basata anche sulla quantità dei pezzi acquistati i dazi medi sarebbero del 99,99%.

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

Vai Carotone che se continui così bisognerà darti il merito di essere uno dei padri fondatori, per via indiretta, degli stati uniti d'Europa 😁

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

39% sono quelli che afferma Trump... 🤦

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

È un folle, è una misura che danneggerà pesantemente pure gli Usa ... 🤦

Io inizierei a mettere i dazi agli stipendi di chi lo sosteneva qui in Europa...

10% di dazi pure ai Pinguini, che hanno fatto di male? 🫠
https://uploads.disquscdn.c... https://uploads.disquscdn.c...

M
Mauro Corti (Sbabba) 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché il dazio protegge un settore specifico e serve come moneta di scambio in negoziazioni economiche con l'altro paese.
Qua invece si parla di dazi a tappeto su tutto, senza alcuna distinzione di settore, pertanto non hanno lo scopo di essere usati come misura di contrattazione ma puramente come arma di offesa verso gli altri paesi.

Renditi conto che hanno applicato dazi anche a paesi non abitati da alcun uomo, come le isole McDonald.

p.s. anche gli USA avevano già dazi verso l'UE, non é che solo noi li avessimo verso loro.

G
Giulio 01 Jan 1970 @ 00:00

Il Corriere parla di dazi medi.

M
Mauro Corti (Sbabba) 01 Jan 1970 @ 00:00

Da quello che so io ogni prodotto corrisponde ad una famiglia doganale identificata dal codice HS, e ne esistono piú di 5000. Ciascun codice può avere o non avere dazio, e se lo ha é una percentuale specifica per quel codice. Non esiste una percentuale unica: non capisco quindi come si faccia a dire che l'UE applica il 39% sui beni importati dall'USA.

M
Mister82 01 Jan 1970 @ 00:00

Fallimento totale, non sono l'Europa ma di tutto il sistema economico.
Può essere l'occasione per riprendere un po' di sanità mentale e renderci conto di come viviamo e cosa acquistiamo.

a
andrea 01 Jan 1970 @ 00:00

Sulle auto i dazi doganali sono del 10% e fino al 22% per Pick-Up, camion e furgoni. Alcuni esempi di prodotti USA soggetti a dazi doganali dal 10 al 50%:
Prodotti alimentari (derivati del riso, mais, succhi di frutta) Whiskey
Sigarette e tabacco
Cosmetici
Abbigliamento (ad esempio t-shirt e jeans)
Prodotti siderurgici e in alluminio
Motociclette
Imbarcazioni.
(fonte: Easy Frontier)

M
M_90® 🐲🎮 01 Jan 1970 @ 00:00

passo dopo passo ci stiamo dirigendo verso la terza guerra mondiale, gli schemi sono sempre quelli, questi dazi porteranno una grande depressione come quella del 1930 e andrà tutto a cascata. c'è poco da fare, ogni tot si cerca "un grande reset" per far ripartire l'economia da 0 per far produrre e spendere di più rispetto al periodo precedente. da tutto questo abbiamo imparato come l'europa sia stata la vera grande entità danneggiata dalla globalizzazione, fino agli anni 90 producevamo tutto, tutto in casa, e grazie a una certa politica che puntava su risparmio abbiamo ceduto tutto e distrutto tutto il tessuto industriale che via via si spostava verso est. che fallimento totale l'europa

G
Giulio 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo il Corriere, l'UE applica ai beni provenienti dagli Stati Uniti dazi del 39% sulle loro merci. Loro rispondono con il 20%. Ma cosa ci lamentiamo a fare? E i politici europei hanno pure il coraggio di parlare?
Andrebbero tolti quelli dell'Unione Europea, che rendono più cari tutti i prodotti che ogni giorno acquistiamo, impoverendo noi consumatori.

F
Ferro 01 Jan 1970 @ 00:00

quali sono? perché se scrivo su google dazi é la fine. Solo articoli dei dazi usa

a
andrea 01 Jan 1970 @ 00:00

Fuori da ogni questione politica, chi può spiegarmi perchè se noi abbiamo da anni i dazi sulle importazioni delle auto, ed altre merci, dagli USA va tutto bene. Se gli Usa rispondono con dazi alle importazioni dall'UE la cosa è inaccettabile? Apparentemente la reciprocità sembra essere equa: che cosa rende il tutto invece iniquo? Grazie