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Ddl concorrenza: via libera alla riforma delle autostrade

Nuovo modello tariffario e nuovo sistema delle concessioni

Ddl concorrenza: via libera alla riforma delle autostrade
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 16 dic 2024

Negli ultimi giorni si sta parlando molto dell'entrata in vigore del nuovo codice della strada. In realtà, di recente il Senato ha approvato il disegno di legge d'iniziativa governativa denominato "Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023" (Ddl Concorrenza) che include diverse novità tra cui anche il riordino delle concessioni autostradali che era stato voluto fortemente dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

NUOVO MODELLO TARIFFARIO

Una delle più importanti novità riguarda l'introduzione di un nuovo modello tariffario. Per la prima volta una parte dei pedaggi non entrerà nelle casse dei grandi gruppi di concessionari, anche internazionali, ma allo Stato. La novità sarà introdotta per le concessioni in scadenza nel 2025. Il nuovo modello prevede di distinguere la tariffa in tre componenti: la componente tariffaria e di gestione (di competenza del concessionario); la componente tariffaria di costruzione (di competenza del concessionario); la componente tariffaria per oneri integrativi (di competenza dell’ente concedente, il cosiddetto extragettito), finalizzata al recupero dei finanziamenti pubblici concessi per la realizzazione del sistema infrastrutturale a pedaggio.

I fondi derivanti da questo nuovo modello tariffario saranno poi utilizzati per realizzare gli investimenti autostradali, compresa la messa in sicurezza della viabilità locale di adduzione, senza incrementare i pedaggi. Le risorse, nello specifico, saranno usate per un fondo apposito dedicato agli investimenti sulla rete autostradale e uno per le concessioni, entrambi sotto la gestione del ministero dei Trasporti.

Ma non è finita qui perché con l'approvazione del Ddl concorrenza c'è anche un nuovo sistema delle concessioni di cui abbiamo già parlato in passato. Il nuovo modello prevede che le future concessioni non dovranno superare di regola i 15 anni. Per le concessioni in essere, si mantengono le regole esistenti e si prevedono scadenze tassative per la revisione del PEF (piano economico finanziario).

Le concessioni saranno sempre affidate dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tramite una gara pubblica, a parte in specifici casi in cui sarà permesso l'affidamento diretto o "in house", cioè a società di gestione pubblica.

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Commenti Regolamento
F
FRENCY31 01 Jan 1970 @ 00:00

Il concetto alla base delle privatizzazioni di successo è che va bene farle dove esiste concorrenza.

ai Benetton non piace la concorrenza, preferiscono guadagni assicurati da ex monopoli di stato senza nessuna possibilità di concorrenza

c'è un settore in cui invece la concorrenza va bene
quelli dove lavorano gli operai
x questo da + di 50 anni fanno propaganda a favore della società multirazziale. i Benetton sono dei grandi sostenitori dell'immigrazione xkè questa mette in competizione diretta i lavoratori immigrati con i lavoratori italiani abassando i salari/stipendi

in questo caso ai Benetton la concorrenza piace ! ! !

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh mi pare ovvio. Sostanzialmente è una nuova tassa. Ma siccome la riscuotono i concessionari il governo non fa la figura di quello che impone "il pizzo di stato".

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

i Germania le pagano solo i cittadini sule tasse, e infatti rivogliono mettere i pedaggi per tutti

A
ASEREJE 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ha funzionato così bene che abbiamo un ponte crollato e autostrada tra le più mal ridotte ma care al mondo. Nel frattempo i Benetton con concessioni centenarie posso andare avanti x generazioni a caviale e champagne 🥂. Credeteci ancora a ste balle della concorrenza
. .

A
ASEREJE 01 Jan 1970 @ 00:00

Invece di nazionalizzare l'infrastruttura e renderla gratuita come avviene in molti paesi, qui fanno un lifting che non porterà nessun beneficio agli utenti, che continueranno a prenderlo intercooler....

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

"...vengono misurate..."

"...prevedere premi e penali in funzione dei livelli di investimento e della qualità del servizio..."

Faccio sommessamente notare che, in base a questi fantomatici premi e penali , ci si è ritrovati, dopo decenni , con un ponte crollato e con i debiti delle Autostrade da ripagare .

Ripeto : se l'infrastruttura è unica ( e in aggiunta strategica .....) , non si puoʻ pensare di farci concorrenza sopra .
Poi, a 15 anni di distanza ? Lo facciamo sul numero di piazzole ?
Gli esempi di elettricità e ferrovie stanno lì a dimostrarlo ....

F
Francesco Giachini 01 Jan 1970 @ 00:00

e se non potranno aumentare le tariffe semplicemente i concessionari offriranno meno soldi al prossimo rinnovo e lo stato i soldi che oggi ha preso non li prenderà domani.

F
Francesco Giachini 01 Jan 1970 @ 00:00

la concorrenza c'è al momento in cui viene messa a gara, l'infrastruttura si da al privato che offre le migliori condizioni che vengono misurate e nel corso della durata della concessione possono prevedere premi e penali in funzione dei livelli di investimento e della qualità del servizio.

F
Francesco Giachini 01 Jan 1970 @ 00:00

Se lo stato riduce la redditività dei concessionari per raggranellare più tasse le possibilità sono due:
1)Al prossimo rinnovo delle concessioni questa perderanno di valore e quindi lo stato incasserà meno soldi nel futuro.
2)I pedaggi aumenteranno per conservare lo stesso livello di redditività.

Nel primo caso equivale a fare maggiore debito ma che non risulta a bilancio (incassi oggi di più ma incasserai meno domani), il secondo caso invece sarà l'equivalente di un aumento delle tasse verso i cittadini nascosto nei pedaggi.

In entrambi i casi è una mossa per prendere più soldi ora, senza far vedere che vengono alzate le tasse.

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Per fortuna vivo in un Paese dove ( per ora .... ) le autostrade sono in gran parte "gratuite" . E si che sarebbe una delle culle del capitalismo europeo , dove si sono fatte privatizzazioni a rotta di collo fin dagli anni '70/'80.

Il concetto alla base delle privatizzazioni di successo è che va bene farle dove esiste concorrenza . Già , ma un'autostrada o un acquedotto , quale concorrenza possono avere ? Tipo la Pedemontana che ( da quello che leggo ) non riesce a stare in piedi finanziariamente ?

Forse , per le autostrade, sarebbe meglio un sistema simile alla rete ferroviaria o alla rete elettrica , cioè lasciare proprietà e gestione dell'infrastruttura fisica in mano pubblica , con una quota fissa e non negoziabile sul biglietto autostradale, lasciando che ci siano 2 o più società private che si litigano i clienti . Al casello invece di avere solo "Autostrade Spa" si potrebbero avere più scelte , magari anche in base all'orario . Viaggi a Ferragosto e spendi un salasso , viaggi alle 3 di notte e spendi quasi nulla ...

s
serverlibripidf 01 Jan 1970 @ 00:00

hai preso come esempio posti dove se non paghi le tasse o evadi te lo prendi nel secchio. Quindi le cose le possono fare anche gratis se tutti pagano le tasse e non evadono

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

Nell'ultimo mese sono stato negli Stati Uniti ed in Germania....pedaggio pagato 0.
Saluti.

I
Iginio 01 Jan 1970 @ 00:00

ho avuto la stessa penzata... non c'é li vedo i concessionari a fare beneficenza

I
Iginio 01 Jan 1970 @ 00:00

direi l'opposto, i concessionari non rinunceranno nemmeno ad 1 cent e l'extra gettito dovrà mettercelo come al solito il consumatore

m
momentarybliss 01 Jan 1970 @ 00:00

Le tariffe caleranno? In caso contrario ai cittadini importerà relativamente come saranno composte

a
ale 01 Jan 1970 @ 00:00

altra inculata in arrivo

b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

In teoria potrebbe essere una buona cosa, nella pratica temo proprio che il tutto si tradurrà in un bell'aumento dei prezzi dato che alla fine i concessionari riceveranno quanto ricevono adesso e in più ci sarà la parte che va allo Stato.