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In Italia numero record di auto per abitante. Media più alta in Europa

Le autovetture a benzina sono ancora le più numerose nelle città italiane

In Italia numero record di auto per abitante. Media più alta in Europa
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 10 dic 2024

L'auto è da sempre una grande passione degli italiani. Non stupisce troppo quindi che il nostro Paese abbia il più alto tasso di motorizzazione dell’Unione Europea, con 694 autovetture registrate ogni 1.000 abitanti. Le media UE è di 571 vetture ogni 1.000 abitanti. Tale tasso continua a crescere in media, dell’1,3% l’anno dal 2018, molto più che nelle altre grandi economie dell’Unione (Germania +0,7%, Spagna +0,4%, Francia +0,3%).

Questo è quanto emerge da un nuovo rapporto Istat "degli indicatori basati sui dati del Pubblico registro automobilistico (ACI), relativi alla consistenza e alla composizione del parco veicolare, per comune capoluogo e per provincia/città metropolitana". Entriamo più nei dettagli.

TASSI DI MOTORIZZAZIONE IN AUMENTO

Secondo il rapporto, nelle città, dove la popolazione è più concentrata, i tassi di motorizzazione sono mediamente più bassi (646 autovetture/1.000 abitante nell’insieme dei comuni capoluogo), con forti differenze, tuttavia, sia fra città grandi e medio-piccole (609 nei capoluoghi di città metropolitana, 687 nei capoluoghi di provincia), sia fra le ripartizioni geografiche (612 nei capoluoghi del Nord, 660 in quelli del Centro e 683 in quelli del Mezzogiorno).

Tra i comuni capoluogo, i valori del tasso di motorizzazione sono compresi tra il minimo di Venezia (457 autovetture/1.000 ab.) e il massimo di Frosinone (841). All’estremità superiore dell’intervallo, con più di 800 autovetture/1.000 ab., si collocano, insieme a Frosinone, L'Aquila, Isernia, Potenza, Vibo Valentia, Agrigento, Catania e Nuoro. All’estremità inferiore, con meno di 600 autovetture/1.000 ab., troviamo invece, con Venezia, Genova, La Spezia, Milano, Trieste, Bologna, Firenze, Bari e Barletta.

Tutti i comuni capoluogo, tranne Aosta e Gorizia, presentano valori superiori rispetto all’anno precedente: gli incrementi più significativi (oltre +3%) si rilevano a Torino, Cuneo, Bolzano/Bozen, Pistoia e Salerno.

Nel 2023, inoltre, tutti i capoluoghi metropolitani presentano tassi di motorizzazione superiori a quelli del 2015 (base delle attuali serie storiche), compresi quelli che negli ultimi anni avevano registrato una flessione di questo indicatore (Torino dal 2018 al 2021, Genova e Firenze nel 2020, Milano nel 2018-2019, Venezia nel 2019, Roma nel 2018 e Bari nel 2020-2021).

TASSO DI MOTORIZZAZIONE IN AUMENTO NELLE GRANDI CITTÀ

Istat racconta che i veicoli a benzina, gasolio e gas, in Italia rappresentano più del 95% del parco veicolare, anche se l’ascesa dei veicoli elettrici e ibridi ne ha rallentato la crescita negli ultimi anni.

A livello nazionale, nel 2023 si contano 0,878 veicoli a combustibili fossili per abitante, in lieve aumento rispetto all’anno precedente (0,873). Nell’insieme dei comuni capoluogo, tuttavia, questo indicatore presenta un valore più basso (0,823), e uno ancora inferiore nel sottoinsieme dei capoluoghi metropolitani (0,782), entrambi sostanzialmente invariati rispetto all’anno precedente. Tra le grandi città, i valori più bassi ( inferiore a 0,7) si osservano a Milano e Venezia; i più alti (superiore a 0,9) a Messina e Catania.

Il rapporto mette poi in evidenza una maggiore densità di veicoli nelle grandi città e nei capoluoghi del Mezzogiorno.

Nel 2023, il valore medio per l’insieme dei comuni capoluogo è di 3.970 veicoli per km2 di superficie urbanizzata, con un minimo di 1.647 a Lucca e un massimo di 7.523 a Napoli . Valori molto elevati (oltre 6.000 veicoli/km2 ) si osservano anche a Torino, Milano, Palermo e Catania e, fra i capoluoghi di provincia, a Bolzano/Bozen, Foggia, Andria e Barletta. Diversamente dal tasso di motorizzazione, la densità veicolare tende ad assumere valori più elevati nelle grandi città (in media, 5.149 veicoli/km2 nei capoluoghi di città metropolitana e 3.224 nei capoluoghi di provincia). I due indicatori concordano, invece, nel misurare una pressione del traffico mediamente più alta nei capoluoghi del Mezzogiorno (4.540 veicoli/km2 , contro i 3.785 del Nord e i 3.734 del Centro).

Parlando invece, di inquinamento, l'’indice che monitora l’evoluzione del potenziale inquinante delle autovetture (valori maggiori o minori di 100 a seconda che le auto più inquinanti siano più o meno numerose di quelle a basse emissioni) continua a migliorare con regolarità, scendendo nel 2023 a 110,7 nell’insieme dei capoluoghi (138,1 nel 2018). Nelle città del Mezzogiorno, tuttavia, il valore resta molto più alto (133,6) rispetto a quelle del Nord (100,9) e del Centro (104,2), prossime all’equilibrio (100) fra auto più inquinanti e a basse emissioni.

AUTO ELETTRICHE ANCORA MARGINALI

Nel 2023, le autovetture a benzina sono ancora le più numerose nelle città italiane (47,4% nell’insieme dei comuni capoluogo), anche se la loro quota si va riducendo, in media, di 0,8 punti l’anno dal 2015. Il declino è ancora più lento per la quota delle autovetture a gasolio (35,2%), in calo di 0,3 punti l’anno dal 2015. La percentuale di auto a gasolio, tuttavia, rimane sensibilmente più alta nei capoluoghi del Mezzogiorno (41,7%, contro 31,4% del Nord e 33,8% del Centro) e nelle città medio-piccole (38,9% nei capoluoghi di provincia, contro 31,4% dei capoluoghi metropolitani).

Le autovetture a basse emissioni rappresentano, nel 2023, il 17,4% del totale nei comuni capoluogo (circa 2 punti in più dell’anno precedente e più del doppio rispetto al 2015). Anche in questo caso si osserva una distanza significativa tra le città del Mezzogiorno (12,5%) e quelle del Centro (19,3%) e del Nord (19,8%), ma non tra capoluoghi metropolitani e capoluoghi di provincia (17,6 e 17,3%).

La diffusione delle auto a basse emissioni ha avuto un’accelerazione a partire dal 2019, grazie soprattutto al contributo delle ibride, ma la componente più numerosa di questo segmento è ancora quella delle auto a gas e bifuel (9,9%). Le autovetture ibride rappresentano invece, nel 2023, il 6,9% del totale nei comuni capoluogo (superando il 10% solo a Varese, Milano e Bologna) e le elettriche appena lo 0,6% (superando l’1% solo a Milano, Bergamo, Brescia, Bolzano/Bozen e Trento). La quota complessiva di autovetture a basse emissioni supera il 25% in 11 città del Centro-nord, tra cui Bologna, e raggiunge il massimo a Macerata (28,8%).

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Commenti Regolamento
d
danielem1989 01 Jan 1970 @ 00:00

Ve ne dovete fare una ragione: la macchina non la lasciamo.

L
Luca Bonora 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah beh io sono più vicino ai 65 che ai 30... e sono particolarmente ciniuco pure nei miei confronti. Quello che sarà accetterò, magari con un ghigno sinistro sul muso...

L
Luca Bonora 01 Jan 1970 @ 00:00

Che tutto costi di più lo sappiamo, c'è anche da dire che sono decuplicati i motivi di spesa, in 30 40 anni. I nonni pensavano solo a mettere cibo in tavola e a tirar su la casa. Già i genitori hanno iniziato a viaggiare, la telecamera, il secondo tv e tanto altro. Ormai noi abbiamo perso il controllo delel spese mentre l'economia Occidentale è ormai morta in favore dell'Oriente.

L
Luca Bonora 01 Jan 1970 @ 00:00

Mah... negli anni 70 e pure 80 c'era una stima di crescita futura troppo ottimistica e si sono "allentati" i cordoni dei conti pubblici. Tu hai pagato tutto il richiesto e hai accumulato i tuoi averi ma magari col senno di poi era meglio (per la colletività) un 10% in meno ad ogni cittandino come ricchezza complessiva e un controllo migliore dei conti nei decenni futuri come un debito pubblico dimezzato... forse il tuo/nostro stile di vita non è compatibile per molte generazioni dove "estrarre" le risorse diventa sempre più costoso e la concorrenza di centinaia di milioni di persone in più che vogliono "star bene" ogni decennio, rende insostenibile la crescita.

L
Luca Bonora 01 Jan 1970 @ 00:00

lecito

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

molti commenti sono la fiera delle cazzate per giustificare la qualunque, climbing on the mirror nella sua massima purezza

C
Copyr 01 Jan 1970 @ 00:00

ci saranno di certo dietro le solite cattive abitudini del volere usare l'auto sempre ma non credo sia solo quello, con i costi che ha un auto in totale non penso la gente sia cosi scema, se ci fossero valide alternative le userebbe, oggi piu che mai.

Faccio un esempio, se solo ci fossero costi fissi piu bassi, ad esempio assicurazione e bollo, e magari assicurazioni flissibili, attivabili e stoppabili mense x mese o anche settimana x settimana, la gente almeno in certi periiodi potrebbe scegliere mezzi alternativi.
Ma se l'auto mi costa un patrimonio all'acquisto, mi costa tanto mantenerla e non posso stoppare bollo e assicurazione quando non la uso, a quesl punto xk dovrei rinunciarvi? e impazzire coi mezzi pubblici che sappiamo benissimo come stanno messi in italia..
Vogliamo parlare dl costo dei mezzi poi? io x il tragitto casa-lavoro spenderei di piu col bus che quello che spendo di gasolio, credo di aver detto tutto, se almeno potessi sospende l'assicurazione ma cosi xk dovrei andare in bus, mi troverei a pagare l'auto piu il bus anche avendo l'auto ferma

A
Anty 01 Jan 1970 @ 00:00

Necessità dovuta al sistema di cose,mentalità sbagliata e TPL scadente tra le altre cose.Poi c'è anche il fatto che le patenti si comprano con la conseguenza che in giro ci ritroviamo pure un esercito di pericolosi idioti.

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

Le ragioni sono due: o i mezzi pubblici fanno defecare, o siamo un poppppolo di pigri.

g
gianni polini 01 Jan 1970 @ 00:00

E rieccoci alle vere motivazioni dell’inquinamento:

1) sovrappopolazione
2) logistica dell’800

Continuo a ripetere…

1) trasporti pubblici capillari e gratuiti
2) revisione completa dei “complessi” lavorativi, (uffici soprattutto, e fabbriche, ma anche scuole ed ospedali)

Se fai queste due cose, da sole, tagli drasticamente le emissioni, drasticamente.

Poi le leghi all’ obbligo di auto Euro6 dal 2030, con forti incentivi, e tagli l inquinamento del 70-80% senza obbligare all’ elettrico e distruggere le aziende occidentali.

Nel frattempo sostituisci petrolio, gas e carbone con Nucleare e rinnovabili.

A
Axe 01 Jan 1970 @ 00:00

Si capisco io tuo commento benissimo, ma le case un tempo costavano molto meno, infatti il mutuo a 30 anni non esisteva proprio. E le auto idem, attualmente son molte ma età media del parco auto ogni anno sale invece che diminuire...

A
Axe 01 Jan 1970 @ 00:00

Normale l'auto è necessaria per vivere. Abito in provincia di Verona e posso andare a lavoro con il treno. Ma non lo faccio. Perché? Dalle 9 alle 12,un buco di tre ore senza treni. Dopo di che un treno l'ora. Ultima corsa 20e40. Per uno che non fa la classica giornata di ufficio 8-17 è un macello.
È pieno di attività che lavora anche la sera...

C
Cagnaccio 01 Jan 1970 @ 00:00

Non mi pare una grossa scoperta. Nell'immediato dopoguerra fu fatta la scelta di privilegiare il trasporto su gomma e da allora è sempre stato così. Oggi è normale farsi un ora di macchina per andare al lavoro.

C
Canvas 01 Jan 1970 @ 00:00

Il numero record di auto per abitante preso a se vuol dire tutto e vuol dire niente, tra l'altro c'è anche da considerare che è anche il parco auto più vecchio. Questi dati potrebbero essere collegati al fatto che, al contrario del resto d'Europa, i servizi pubblici di trasporto in Italia sono tra i peggiori, se uno ha l'esigenza di muoversi preferisce comprare o tenere una vecchia auto.
C'è anche da considerare che gli Italiani sono tra i più appassionati di auto, vista la nostra tradizione.

C
Cagnaccio 01 Jan 1970 @ 00:00

mi associo al commento di Ivo

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Amen.
Solo che "le nuove generazioni" sono troppo poche rispetto alle passate.

In Italia ci sono 16mln di pensionati su 59mln di abitanti.

Emigrate ragazzi, lasciate che diventi un paese di RSA e badanti qua Cronos mangia i suoi figli.

I
Ivo 01 Jan 1970 @ 00:00

Come era quello che non capisce che la seconda macchina è uno scasso e da battaglia con 250.000km da 3000 euro che lasci parcheggiata in strada e non una bella elettrica nuova e profumata da 30.000 che devi tenere in box attaccata alla spina?

A
Antonio Guacci 01 Jan 1970 @ 00:00

È la stessa storia che racconta che le auto nuove calano continuamente nelle vendite, mentre quelle usate non solo crescono altrettanto continuamente di mercato, ma anche di età media.
Tradotto: in Italia non si può rinunciare al mezzo di trasporto privato, ma per poterlo avere si deve sempre puntare al prodotto più economico, quindi si è sempre più orientati verso l'usato, e nell'usato ci si orienta verso prodotti sempre più vecchi, per trovare qualcosa di accessibile alle proprie tasche.

A
Abel 01 Jan 1970 @ 00:00

Si chiama sopravvivenza, è normale se i mezzi di trasporto pubblici e collegamenti fanno ridere. Poi più si va verso il sud Italia e peggio è. A meno che non sei un radical chic bello in salute che campa di rendita, la macchina è imprescindibile. Chi è la pensa diversamente è sconnesso dalla realtà della gente normale che hanno a che fare con lavoro, visite mediche, parenti anziani, ecc...

A
Ansem The Seeker Of Lossless 01 Jan 1970 @ 00:00

Nelle città italiane ci sono pochissime piste ciclabili e il nostro fantastico governo ha appena fatto una manovra per bloccare i monopattini elettrici.
Ovvio che poi la gente vada in auto.
A bologna comunque ti sposti benissimo anche a piedi essendo piena di portici, e gli autobus ci sono eccome

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma che ci azzeccano le Ztl?

LE METROPOLITANE NON SERVONO PER I CENTRI. Le metropolitane servono per collegare i siti ad alta densità. Non sostituiscono gli autobus e non potranno mai farlo perché hanno le fermate distanzate(750/800m), non sono flessibili e non sono capillari.
lidea che la metro tolga gli autobus è una sciocchezza, sono servizi complementari e non alternativi, un autobus ha fermate ogni 250 metri non c'è paragone.

nel caso di Bologna la potenziale metropolitana avrebbe servito l'area industriale di borgo Panigale con l'area residenziale della zona fiera, grosso modo il tracciato della linea rossa.

Quale periferia non è servita a Bologna? Da pianoro arriva un treno ogni 15 minuti. Casalecchio ha più di un treno ogni 15 minuti e ha linee autobus ordinarie più navette. Tutti gli ospedali sono serviti da navette.

A Padova c'è busitalia che è tremenda. Modena non è a livello di Bologna, a una certa ora non c'è più nulla e in genere hanno pochi bus.

Il principale problema di Bologna sono le infrastruttura, solo ora si sta dotando di un tram per una città che potrebbe avere una metropolitana e 5 linee tranviarie senza problemi.
montpellier ha 4 linee tranviarie, Nantes 3.

solo Firenze in Italia ha un tram decente(come servizio, non come estensione). Perché in Italia il tram l'abbiamo sempre osteggiato(come qualsiasi opera pubblica che non faccia un regalino anche alle auto private)

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Come se la gente andasse a lavorare in ZTL...
Di autobus a congestionare il centro storico non ce ne dovrebbe essere nemmeno uno in una città decente. Ci dovrebbe essere una metropolitana.
I collegamenti di autobus che servono sono da periferia a periferia, per andare a lavorare. In Italia stanno a zero. Su Bologna stendiamo un velo pietoso.

Padova è una città molto più piccola. Circa come Modena o Parma. Mi fido della tua testimonianza che i suoi trasporti pubblici a Padova fanno schifo. Del resto a Modena e Parma la gente non sa nemmeno se esistono i trasporti pubblici. Che tu sappia esistono? Lì mi sa che oltre a non esserci il tram non ci sono nemmeno gli autobus.

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Era riferito alle altre reti Italiane.
Dai con 27 euro fai l'abbonamento, il grosso degli autobus ha il gps, hanno tutti gli avvisi acustici e sono quasi tutti piuttosto recenti al netto dei filobus. Mancano le infrastrutture e non sono molto puntuali, per il resto il servizio è decente.
Faccio il confronto con altre città del nord Italia dove i servizi sono pietosi e gli autobus non hanno n'è avvisi acustici n'è gps. A Padova sono lerci e ne passano pochissimi. Se sei in centro a bologna passano più autobus che auto, ci sono talmente tante linee che si intersecano che alla fine una buona la trovi. Con il biglietto puoi prendere i treni e bologna ha un ottimo sistema di treni con 5 linee ferroviarie pesanti.
Inoltre ci sono 8 linee notture che sono fatte tutte con autobus nuovi e fanno il servizio tutta la notte.

Per non parlare poi delle città nel sud italia, con gli autobus che prendono fuoco o che vanno senza riscaldamento/aria condizionata

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è la miglior rete di autobus nemmeno nel continente africano.
I confronti con i trasporti pubblici europei li evito per non mettermi in ridicolo.

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Salonicco ha 363K abitanti ed è la seconda città greca.

Brescia 200k abitanti ha una linea alta velocità che gli entra dentro città e una linea metropolitana.

Bologna non ha il tram(tra due anni ne avrà due) ma ha una delle migliori reti di autobus ditalia, con tutti i suoi limiti.

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Non lo metto in dubbio. C'è anche un discorso di mancanza di collegamenti trasversali sul ferro. Solo ora si sta muovendo qualcosa... Se si portano a termine i progetti attuali si ha l'av a nord, un collegamento doppio binario veloce napoli-foggia fondamentale e un orte falconara a 2 binari.

Però questa cosa della distribuzione non uniforme va considerata e non viene ragionevolmente fatta. Anche perché sul trasporto su ferro siamo messi molto bene, soprattutto nord-sud sulla penisola

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

Strano che ancora non e arrivato quello che fa 500 km al giorno per andare a lavoro in molise

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

Ancora con queste leggende metropolitane?!ma vedi in qualche altro paese auto in autostrada con 1 persona a bordo?!Neanche in america sono cosi idioti.

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

si si come no.

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

Non avevamo dubbi,,lo dico da anni.

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Com'era quella storia che in Italia si fa fatica ad avere una macchina quindi figurati se una famiglia può avere una seconda macchina elettrica da destinare ai piccoli spostamenti...

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Comunque "grandi città" in Italia fa ridere
Non è che se cambi il nome ad una provincia quella cambia, per altro solo i burocrati usano il nuovo nome ridi colo
Firenze è e resta un buco, idem altre situazioni simili
Molti hanno già spiegato i motivi dei numeri in Italia, da vedere poi anche i numeri dei patentati ultrasettantenni, visto che proprio oggi sentivo un quasi non vedente a cui hanno rinnovato la patente

G
GerryNap 01 Jan 1970 @ 00:00

Parlo per la Calabria perché è la zona che conosco meglio, se non hai un’auto sei rovinato visto che i mezzi sono inesistenti, la costa ionica è un disastro.

I
Ivo 01 Jan 1970 @ 00:00

Non vedo il punto del tuo commento. Mi sembra il commento di uno che rosica. Io ho 2 auto, una moto, una casa ed i miei risparmi, e non mi ha regalato mai nulla nessuno e tanto meno ho ereditato qualcosa. Non sono ricco, vivo normalmente, pago il mio mutuo, le mie bollette, quello che compro, le vacanze, e metto via i miei risparmi. Quello che ho me lo sono comprato lavorando, e vedere commenti come il tuo mi da un che di fastidio.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Non si pretende di azzerarle ma in Italia c'è una marea di auto anche nelle città principali. Il trasporto pubblico è indietrissimo.
Questo mese a Salonicco (Grecia) hanno inaugurato la metropolitana. Quante sono in Italia le città di 300 mila abitanti che hanno una metropolitana?
A Bologna non c'è manco il tram...

O
Otacon 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ci vedo nulla di strano, visto che non esistono i mezzi pubblici, e quando ci sono sono inaffidabili e non sicuri

R
Ratchet 01 Jan 1970 @ 00:00

Rate e debiti.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Finlandia, Svezia, Estonia, Lussemburgo hanno più auto per abitante rispetto all'Italia.
Anche altri paradisi fiscali europei ne hanno di più (però non fanno parte della UE).
Ciò non toglie che l'Italia ha un problema trentennale di mala-politica e il trasporto pubblico è da terzo mondo.

N
NEXUS 01 Jan 1970 @ 00:00

balle, vacci tu per le strade delle città italiane in bici

b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì beh, dato che a San Marino non c'è un circuito la gara si svolgeva a Imola, ma formalmente era il GP di San Marino :)

h
haru69 01 Jan 1970 @ 00:00

Italia numero record di auto e di buche 😂😂😂

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Monza ed Imola semmai

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Io ne ho 4 e non piango miseria

A
Ansem The Seeker Of Lossless 01 Jan 1970 @ 00:00

I trasporti pubblici non potranno mai sopperire alla macchina in un paese così decentralizzato.
come ti sposti da un paese all'altro? Senza un'auto è praticamente impossibile e se i trasporti pubblici avessero ogni singola tratta allora sarebbero trasporti privati

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Che poi sarebbero quei mln che potrebbero ricaricare a casa per buona parte.

b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

Ovviamente c'è anche un discorso culturale, d'altra parte l'Italia è stata (in passato purtroppo) uno dei paesi con la maggior cultura automobilistica, se non il più grande... trovami chi può vantare la storia di Ferrari, Maserati, Alfa, Lancia... ma nemmeno i tedeschi. Siamo stati per decenni l'unico paese con due gran premi, Monza e San Marino (sì lo so che formalmente San Marino è uno Stato a sé stante, ma di fatto è come avere due GP in Italia). Quindi da noi l'auto per molte persone è una passione, più che in altri paesi. E probabilmente si è entrati in un circolo vizioso: la passione per l'auto ha comportato un minor sviluppo del TPL e viceversa, anche chi l'auto magari non la vorrebbe, la deve prendere perché il TPL non è abbastanza sviluppato.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

https://www.ilsole24ore.com...

Diciamo qualcosina in piú tipo 5000 di cui 1/3 sui CC.

A
Antares 01 Jan 1970 @ 00:00

non mi stupisce, l'auto resta necessaria, perchè i mezzi pubblici sono inaffidabili, sempre in ritardo o in anticipo, fatiscenti, spesso puzzolenti, dove regna la maleducazione, ad esempio in metro ti si attaccano dietro per non pagare il tornello, sui treni il genio di turno che non vuole pagare il biglietto fa fare ritardo a tutto il treno, persone che aggrediscono controllori e personale addetto, alle fermate delle metro o dei tram, salgono ladri, rubano borse e telefoni e discendono prima che le porte si chiudono...uno schifo totale.
Le stazioni sono terra di nessuno, gente che bivacca e fa bisogni ovunque, gente che si droga, gente che spaccia, risse in continuazione...

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, quello che non si capisce è come mai si chiedono meno accise e non piú bus e treni.

Strana sta cosa. Eppure sembrano piú contenti di sopperire alla mancanza di servizi pubblici, spendendo i propri soldi che di guardare l'enorme problema che genera andare tutti in macchina.

ATTENZIONE RIMETTENDOCI SOLDI PROPRI.

Perchè per viaggiare senza TPL devi comprarti la macchina coi tuoi soldi e mantenetela.

L
Luca Bonora 01 Jan 1970 @ 00:00

Un interessante caso di popolazione che ha vissuto ben oltre le proprie possibilità, accumulando un notevole risparmio con le generazioni passate, con un grande parco di abitazioni di proprietà, grazie ad una politica che per decenni si è mantenuta sul "votateci noi vi facciamo stare bene" e che ormai mostra tutte le sue crepe, con un ricarico mostruoso sulle spalle delle generazioni attuali. Tanto "i benefici acquisiti sono intoccabili"....

b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì, in parte è vero, ma in parte è vera anche la storia dei trasporti pubblici.

b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh c'è da dire che l'Italia non ha trasporti pubblici al livello di Francia, Germania e paesi nordici, quindi si capisce un po' di più anche la necessità di avere l'auto di proprietà.

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Il fattore principale non é ineerente nel al trasporto pubblico n'é alle abitudini.
Semplicemente l'Italia é uno dei paesi piú decentralizzati che esiste al mondo, abbiamo pochi conglomerati urbani di grandi dimensioni e tantissimi piccoli paesi da 5-6000 abitanti.
In francia il conglomerato urbano di parigi fa 12 milioni di abitanti su 65 totali, e ci sono 6 conglomerati che superano il milione di abitanti.

In Italia invece abbiamo che meno del 30% della popolazione vive nelle aree veramente grandi, il resto é ripartito in tante citta piccolo medie che sono troppo piccole per avere un trasporto efficiente e troppo grandi per non aver bisogno di infrastrutture di mobilitá.
Poi c'é l'enormitá di paesini che nel complesso fanno milioni di abitanti che non hanno n'é servizi n'é alternative all'auto

m
mattopp 01 Jan 1970 @ 00:00

Il risparmio privato italiano al 2024 vale circa 458,9 miliardi di euro (fonte Repubblica). Il debito pubblico a fine 2024 si dovrebbe aggirare a circa 3000 miliardi di euro. In Italia si è solo più bravi a nascondere i soldi allo Stato.

D
Diabolik82 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma certamente sono macchine mediamente molto più vecchie e meno costose di quelle che circolano negli altri paesi europei occidentali, come Francia o Germania

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

si ma se poi i tedeschi hanno beni mobili o immobili acquisiti con quei soldi di valore allora ha poco senso. Chiaro che se fai come gli americani che ti cuicci tutto a scemenze ok, ma se i soldi invece di tenerli in banca li investi in edilizia, oro o beni rifugio etc.. allora il risparmio diventa un concetto diverso

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

E tra l'altro dicono la verità.

Perchè l'ammontare del risparmio privato italiano credo sia piú alto di quello tedesco.
Nonostante gli stipendi ben piú alti in Germania.

L
Legend94 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti e quello che dicono i tedeschi che vengono in Italia, che noi abbiamo più soldi di loro, non capisco come sia possibile

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Conosco gente che in macchina ci va pure in bagno.

T
Theta 01 Jan 1970 @ 00:00

Puoi benissimo dire che il servizio pubblico è penoso anche nelle grandi città, altro che solo fuori

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Insomma siamo povery e non arriviamo alla fine del mese ma siamo pieni di macchine.

Macchine per cui serve, assicurazione, bollo, gomme, tagliandi, benzina... ne abbiamo piú dei tedeschi ma poi piangiamo miseria.

e
eravi 01 Jan 1970 @ 00:00

E' inutile far sentire in colpa i cittadini.
Fuori dalle grandi città il trasporto pubblico è estremamente carente, in particolare al sud e isole.
Ma anche nelle grandi città (personalmente parlo per Torino) negli ultimi anni è peggiorato sostanzialmente.

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Credo che una chiave di lettura sia la pessima presenza di TPL, infatti la diffusione delle auto aumenta perché diminuiscono i servizi è più alta nelle città del sud per via della fatiscenza di ferrovie, bus ecc.

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Zetec 01 Jan 1970 @ 00:00

Complice anche l'efficiente sistema di mezzi pubblici.
Siamo un paese di vecchi, non abbiamo le forze di girare in bici o a piedi 😮‍💨

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mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

ma non perché le compriamo, perché le ereditiamo.