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Aehra, i primi modelli si chiameranno Impeto ed Estasi. Nasceranno in Abruzzo

Avanti con il progetto di produrre auto elettriche premium in Italia. La fabbrica sorgerà negli Abruzzi.

Aehra, i primi modelli si chiameranno Impeto ed Estasi. Nasceranno in Abruzzo
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 6 ago 2024

Aehra sta continuando a portare avanti il suo ambizioso progetto di arrivare a produrre auto elettriche premium in Italia e precisamente negli Abruzzi. Come sappiamo, l'azienda ha svelato nel corso del tempo i primi render di due modelli a batteria che intende realizzare: un SUV e una berlina. Entrambi disporranno di tecnologie avanzate e di powertrain di ultima generazione.

Stando a quanto dichiarato in passato, offriranno 800 km di autonomia e prestazioni molto elevate. Infatti, si parlava di 550-600 kW di potenza e di una velocità massima superiore ai 260 km/h.

Da diversi mesi del progetto di Aehra non erano arrivati particolari aggiornamenti. Adesso, l'azienda ha comunicato alcune novità interessanti. Innanzitutto, sono stati annunciati i nomi ufficiali dei suoi modelli. Il SUV si chiamerà "Impeto" e la berlina "Estasi".

Il SUV prende il nome di Impeto per celebrare l'energia creativa che innesca la nascita di qualsiasi capolavoro rivoluzionario. La berlina è stata invece chiamata Estasi, come segno di contemplazione della bellezza di un oggetto.

Entrambi i modelli entreranno in produzione per la metà del 2026 e saranno realizzati presso la fabbrica che sorgerà negli Abruzzi.

I PIANI DEL NUOVO STABILIMENTO

Aehra ha presentato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy un Contratto di Sviluppo nell'ambito del Fondo Automotive, per un investimento di 1,2 miliardi di euro per la costruzione di un impianto di produzione.

L'azienda realizzerà un nuovo campus a Mosciano Sant'Angelo, in Abruzzo. La prima pietra dell'impianto di 207.000 mq, già progettato, sarà posta entro quest'anno. Il nuovo impianto produttivo sarà importante anche per l'economia del luogo visto che permetterà di creare diversi nuovi posti di lavoro. Nello specifico, si prevede che si andranno a creare 540 nuovi posti di lavoro presso lo stabilimento oltre ad altri 110 nuovi posti di lavoro a Milano, dove ha sede il quartier generale dell'azienda.

La casa automobilistica ha anche stabilito una relazione strategica con l'Università dell'Aquila. Sede di uno dei centri di ingegneria EV più avanzati al mondo, l'università sarà fondamentale per lo sviluppo del sistema di propulsione elettrica, con autonomia di 800 km, e di tutte le future tecnologie EV. Una partnership è stata anche attivata con il Politecnico di Milano.

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Commenti Regolamento
S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

L'Abruzzo è una tra le regioni che godono di sgravi fiscali e incentivi, oltre che di sovvenzioni regionali/statali per avviare le imprese. Quindi se hanno intenzione di aprire la fabbrica vicino Teramo (che ricordiamo essere al confine delle Marche non assoggettata a queste agevolazioni ma strategiche per altri fattori) lo fanno per un mero interesse economico. Poi, avendo la RDB che costruisce prefabbricati a Roseto degli Abruzzi le costa di meno costruirlo da zero che farlo ex novo (quando rompi un vecchio edificio non sai cosa trovi durante la ristrutturazione)

J
John Ironwill 01 Jan 1970 @ 00:00

Che rutti di auto. Se queste rappresentano design e stile italiano, chiedo la cittadinanza crucca.
Che poi, cosa vuoi costruire EV in Italia che 3/4 della componentistica è cinese.
Le uniche auto che aziende artigianali oggi possiamo ambire a costruire in Italia sono quelle con un V6 o un V8 sotto il cofano. C’è un vuoto enorme nel settore superleggere lasciato da Lotus. Il resto lasciamolo ai cinesi.

A
Akira Koga 01 Jan 1970 @ 00:00

Ooooh finalmente uno che sa di non sapere, sono fiero di te

B
Bellerofonte 01 Jan 1970 @ 00:00

Non entro del dettagli di contesti che non conosco. Sono questioni complesse e non sempre sono affrontate con la logica dei numeri.

M
Michael Polisini 01 Jan 1970 @ 00:00

Appunto, è nel mercato del lusso che c'è più speranza di vendita. In quello generalista le famiglie fanno già fatica ad acquistare una sola auto e per generare profitto bisogna realizzare grandi volumi di vendite. Nel mercato lux invece le auto possono essere vendute con margini decisamente più alti, quindi pur vendendone meno, c'è possibilità di realizzare profitti maggiori

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Silk-Faw e Italvolt che fine hanno fatto?

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

anche la Ferrari Roma, o la Murcielago :D

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Parlava dell'immobile.
A Grugliasco non c'è nulla da bonificare. Stellantis lo stabilimento ex-Maserati lo ha già svuotato.
Il vantaggio sarebbe che lì nella zona ci sono logistica e aziende di componentistica già pronte. Inoltre non dovrebbero chiedere nessuna variazione d'uso o autorizzazione ambientale in quanto già produceva automobili.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Non a caso gli ho augurato il successo, non ho detto che è certo

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Non lo voglio e non lo decido io, ho solo dato il mio parere di come per me potrebbe andare la cosa.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Sperare nel successo sì, crederci è un'altra questione.

R
Rompiballe 01 Jan 1970 @ 00:00

Abbiamo i nomi, è quasi fatta.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi vuoi il fallimento delle aziende italiane?

E
Evpundit 01 Jan 1970 @ 00:00

Premesso che vendere auto è difficile, però se riuscissero a crearsi un nome ed una nicchia tipica del made in Italy, una sorta di Pagani , potrebbe funzionare. Le linee sono belle. Vedremo

B
Bellerofonte 01 Jan 1970 @ 00:00

Lelinee di produzione dismesse non sono compatibili con le linee di produzione dell'elettrico. Semmai la valutazione da fare è tra costruire ex novo o bonificare e convertire.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è essere Faziosi, è essere realisti

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Mica son matti quelli... Mannaggia... Ma pure se mettiamo al 2030?

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, ma nonostante ciò da italiani, sperare in un loro successo è il minimo. Altrimenti lasciamo tutto ai Cinesi e fine

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti anche secondo me sono due berline. Ormai pure la Punto te la chiamano SUV.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma in realtà ha ragione: per ora non c'è nulla che vada oltre un comunicato stampa, non si parla di una società già avviata con fatturati solidi ed esperienza sul campo. E' una startup partita dal nulla che vuole entrare in un settore molto competitivo. E' altamente probabile che non produrranno neanche un modello.

Z
Zeronegativo 01 Jan 1970 @ 00:00

è l'unica quota sotto a 1.

Z
Zeronegativo 01 Jan 1970 @ 00:00

bello il fatto che vogliano produrre in abruzzo, ma personalmente dubito che il progetto abbia successo. le case premium già esistono e hanno una clientela più o meno affezionata, bisognerebbe buttarsi dove c'è più mercato (e dove la concorrenza, d'altro canto, è maggiore)

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Ogni tanto potresti mettere da parte la tua faziosità, ed essere dalla parte delle nostra industria.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Alla Snai viene quotata il mancato inizio produzione di questi mezzi alla fine del 2026?
Perchè bonci-bonci-bonci-bo, mi piace vincere facile!

l
lviss 01 Jan 1970 @ 00:00

prendi i soldi e scappa

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

facciamo due crossroad? o due sw?

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Segnati questa, finirà prima di nascere

f
fedemc79 01 Jan 1970 @ 00:00

a me 2 SUV!

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

Soldi pubblici (cioè delle mie tasse) a finanziare, politici a fare lobby per interessi proprio e locali....logica dietro tutto ciò zero.

b
bibendus 01 Jan 1970 @ 00:00

di progetti simili naufragati dopo molto poco ne è piena la storia, soprattutto recente, soprattutto nell'ambito dell'elettrico.
ma poi dico, con tutti gli stabilimenti lasciati vuoti (Maserati a Grugliasco TO) tanto per dirne uno che si comprano per 4 soldi, è il caso di costruirne altri?
mah!

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

Considerato il tutto, progetti, dove si fanno, dove si pagano le tasse e che un'azienda non è una onlus il prezzo non può essere inferiore a 60/70k per la più scrausa....bisogna vedere chi spende una cifra del genere per una vettura elettrica prodotta da una azienda che è il primo modello che propone quando ti prendi una Tesla a quasi metà del prezzo e sai almeno cosa prendi.

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

a me sembrano tutte e due berline

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Clamorose, finalmente qualcosa per cui andare fieri nell'automotive italiano. Gli auguro che abbiano successo 💪