Aston Martin, paparazzata una hypercar monoposto in stile Batmobile
Aston Martin sta mettendo alla frusta una versione evoluta della hypercar Valkyrie. Le immagini sono suggestive
Superare le performance della Valkyrie Pro, in cui c’è lo zampino anche del geniale progettista F1 Adrian Newey, non sarà facile ma i tecnici Aston Martin ci stanno provando. Ancor prima del passaggio ufficiale nel team di Lawrence Stroll, il tecnico britannico ha partorito una delle vetture più vicine al concetto di monoposto F1 al mondo.
Il nome Valkyrie riprende l’omonima figura mitologica norvegese. Una scelta rituale dell’Aston Martin che, salvo la gamma DB dedicata a David Brown, l’industriale che acquistò l’azienda nel 1947, preferisce battezzare le sue vetture estreme con nomi che hanno come lettera iniziale la “V”. La Valkyrie è estrema in ogni aspetto, i flussi d’aria vengono convogliati in due ampi condotti sul fondo della hypercar e fatti defluire dalle fiancate e dall’enorme estrattore posteriore, tenendo incollata al suolo alle massime velocità il bolide grazie all’effetto Venturi.
Alla ricerca della massima leggerezza
Il modello tradizionale di Valkyrie già gode di un telaio monoscocca in fibra di carbonio. Ogni elemento è concepito per strappare le più alte performance e il conducente adotta una posizione di guida simile a quella dei piloti di Formula 1. Il cuore pulsante, a differenza delle monoposto della massima categoria del Motorsport, è un motore V12 aspirato da 6,5 litri costruito dalla Cosworth, che eroga 1000 CV, associato a un motore elettrico della Rimac che spinge la potenza complessiva a 1.160 CV. Il sistema ibrido consente una accelerazione da 0 a 320 km/h in soli 10 secondi.
La vettura è impreziosita da un cambio a 7 rapporti con palette al volante costruito dalla Ricardo. Persino gli scarichi sono posti vicino al propulsore ibrido, come le monoposto di F1. I fari anteriori e posteriori sono firmati dalla Wipac. Gli pneumatici sono dei Michelin Sport Cup 2 ad alte prestazioni, nello specifico con misura 265/35-ZR20 all’anteriore e 325/30-ZR21 per il posteriore. I cerchi sono in lega leggera e hanno un singolo dado di bloccaggio per abbassare ulteriormente il peso.
La monoposto derivata dalla Valkyrie AMR Pro
Valkyrie AMR Pro è la versione da pista ed è stata prodotta nel 2020 in sole 25 unità. La potenza è superiore rispetto alla stradale con cerchi da 18 pollici sia all’anteriore che al posteriore. Per abbassare il peso è stato tolto il sistema di climatizzazione dell’aria e il display dell’infotainment. L’accelerazione laterale pari a 3,3 G e le decelerazioni in frenata nell’ordine dei 3,5 G sarebbero ingestibili da comuni conducenti. Questo modello è pensato per manici autentici in grado di raggiungere la top speed di 400 km/h.
Lo splitter anteriore allargato, l’alettone posteriore maggiorato e tutti gli elementi aerodinamici sono stati estremizzati per l’hypercar paparazzata in pista. L’esemplare vanta sospensioni in stile F1 caratterizzate da bracci oscillanti a vista e ammortizzatori interni. Un abitacolo con Halo e la presa d’aria del motore posizionata appena sopra la testa del pilota completano l’impostazione racing. Il prototipo vanta una pellicola termoretraibile con una pinna di squalo che si estende fino all’enorme spoiler posteriore. Sono presenti deflettori e pianale in stile F1, ma con il piacevole sound di un poderoso V12.