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Targhe estere, la truffa si sposta dalla Polonia alla Repubblica Ceca: scatta l’allarme

Dopo la stretta normativa in Polonia, gli intermediari spostano le immatricolazioni fittizie in Repubblica Ceca, scatenando la reazione delle compagnie assicurative locali.

Targhe estere, la truffa si sposta dalla Polonia alla Repubblica Ceca: scatta l’allarme
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Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 30 set 2026

Il fenomeno delle immatricolazioni estere per eludere i costi assicurativi italiani mostra una preoccupante evoluzione. A seguito della stretta normativa e dei rigorosi controlli introdotti in Polonia contro la cosiddetta “przekręt neapolski” o “truffa napoletana”, gli intermediari italiani hanno iniziato a cercare nuovi Paesi dove poter registrare i veicoli destinati al noleggio. La principale nuova destinazione individuata da questo circuito illegale è la Repubblica Ceca: l’aumento di immatricolazioni ha generato la preoccupazione degli operatori locali.

Il meccanismo della “pratica italiana”

Alla base di questa prassi consolidata vi è il forte divario tra le tariffe assicurative applicate nei diversi Paesi dell’Unione Europea. A Napoli i costi per la responsabilità civile automobilistica risultano particolarmente elevatissimi, arrivando a superare anche i duemila euro all’anno. Per aggirare queste cifre proibitive, la truffa prevede la vendita formale del veicolo a una società estera, la quale provvede all’immatricolazione nei propri registri nazionali e restituisce il mezzo all’ex proprietario tramite la formula del noleggio a lungo termine. In questo modo, l’automobilista paga esclusivamente un canone annuale di circa 400 euro, evitando le polizze italiane ed evadendo anche l’imposta di bollo. Tuttavia, le indagini hanno fatto emergere delle palesi illegalità: le revisioni periodiche vengono effettuate soltanto sulla carta e le coperture assicurative risultano spesso falsificate o non rinnovate dopo il primo anno dall’immatricolazione. Inoltre, per chi vuole tornare indietro e reimmatricolare il veicolo in Italia i costi sono elevati.

Il timore delle compagnie ceche

L’allarme in Repubblica Ceca è stato sollevato dal progetto editoriale Eligot e ripreso dal portale di settore Opojisteni.cz. Gli assicuratori cechi ritengono che questi veicoli non rappresentino più casi isolati di automobilisti “furbetti”, bensì un vero e proprio sistema, come già avvenuto per la Polonia. I dati ufficiali indicano che nella sola provincia di Napoli risultavano iscritti al Registro dei Veicoli Esteri (REVE) ben 14.000 mezzi nel corso del 2025. Poiché i mezzi continuano a circolare quotidianamente sul territorio italiano ma vengono assicurati con le tariffe dell’Est Europa, l’elevato tasso di incidenti registrato a Napoli rischia di provocare un rincaro delle polizze obbligatorie anche per tutti i cittadini delle nazioni estere coinvolte. A preoccupare la Repubblica Ceca è proprio questa distorsione del mercato.

Le prime contromisure e la disdetta delle polizze

Di fronte al flusso continuo di immatricolazioni sospette, il comparto assicurativo ceco ha già iniziato ad attivare i primi strumenti di tutela e di contrasto. Diverse compagnie hanno infatti individuato anomalie sistematiche, quali singoli individui risultati proprietari di enormi flotte di veicoli o un’anomala concentrazione di immatricolazioni nello stesso comune. Per prevenire e ridurre le alterazioni sul mercato locale legate a questo fenomeno, le imprese assicurative ceche sono già corse ai ripari risolvendo i contratti già stipulati o rifiutandosi espressamente di sottoscrivere nuove polizze per tutti questi intermediari.

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