Cerca

Renntech SEC V12 Sledgehammer, il restomod basato sulla Mercedes-Benz C126 SEC

Torna la C126 con un V12 da 660 CV e una produzione limitata a 12 esemplari.

Renntech SEC V12 Sledgehammer, il restomod basato sulla Mercedes-Benz C126 SEC
Vai ai commenti
Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 11 feb 2026

Arriverà nel 2027 il primo esemplare della nuova Renntech SEC V12 Sledgehammer. È il restomod della Mercedes-Benz C126 SEC, la storica coupé che ha segnato un’epoca, ma anche il primo progetto ambizioso della società americana. Più che un restomod vero e proprio, infatti, Renntech mira a trasformare la vettura in una creazione coachbuilt moderna, costruita attraverso un processo che parte dal telaio nudo e procede con una ricostruzione completa di ogni componente. L’idea è quella di superare il semplice aggiornamento estetico e meccanico. La scelta del nome suggerisce proprio questo. Sledgehammer infatti richiama le interpretazioni più radicali degli anni Ottanta e annuncia un’opera pensata per lasciare un segno.

Il progetto della SEC V12 Sledgehammer

Al centro di questo progetto c’è il motore M120, uno dei V12 più importanti nella storia di Mercedes-Benz. Il motore, interamente in alluminio e con un’erogazione fluida agli alti regimi, è stato per anni un punto di riferimento. È il propulsore utilizzato per la Mercedes-Benz CLK GTR e la Pagani Zonda. Due modelli che hanno trasformato un motore stradale in un simbolo di affidabilità ad altissime prestazioni.

Nella nuova SEC questo M120 prende una direzione ancora più estrema. Renntech lo ha reingegnerizzato fino a raggiungere una cilindrata di 7,5 litri. La potenza arriva a 660 CV e la coppia tocca un valore di quasi 900 Nm. La ricerca sonora ha avuto un ruolo centrale. I collettori equal length costruiti a mano servono a ricreare quella firma acustica che gli appassionati associano alla tradizione del marchio.

La vettura nasce attraverso un processo di ricostruzione totale che parte dal telaio e prosegue fino all’aerodinamica. Il progetto widebody non rappresenta una semplice rivisitazione estetica ma un lavoro funzionale che comprende nuove canalizzazioni, un raffreddamento più efficiente e una stabilità superiore alle alte velocità. La carreggiata ampliata e i pannelli ridisegnati seguono questa logica, così come le ruote forgiati e l’impianto frenante potenziato. È un insieme coerente che trasforma la SEC in un’interpretazione completamente nuova, pur mantenendo intatto il carattere della coupé originale.

La carrozzeria racconta un’altra parte importante del progetto. Le superfici sono state studiate per coniugare stile ed efficienza. Dietro c’è stato un lavoro che non punta a un effetto scenico fine a sé stesso. Le prese d’aria integrano percorsi dedicati al motore e ai componenti meccanici. La parte posteriore introduce un diffusore che lavora sulla stabilità, mentre il profilo laterale assume proporzioni molto più moderne.

Solo 12 esemplari

Le possibilità di personalizzazione si estendono all’abitacolo. Ogni esemplare verrà rifinito secondo le indicazioni dell’acquirente attraverso materiali dedicati e combinazioni create su misura. Si parla di un approccio artigianale che rende ogni vettura unica. La produzione complessiva si fermerà a dodici unità. Non una di più. Solo pochi collezionisti potranno permettersela.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento