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Renault e Geely sviluppano il range extender a metanolo

Horse Powertrain, joint venture tra i due gruppi, ha svelato HORSE D20, un generatore termico ad alta efficienza pensato come range extender per auto elettriche.

Renault e Geely sviluppano il range extender a metanolo
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Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 27 ago 2026

Il futuro dell’auto elettrica potrebbe non dipendere esclusivamente da batterie con capacità sempre maggiore. Horse Powertrain, joint venture tra Renault e Geely, sta sviluppando un’innovativa soluzione tecnologica: l’HORSE D20 Methanol. Non si tratta di un motore termico tradizionale pensato per muovere le ruote, ma di un range extender alimentato a metanolo che ricarica le batterie dei veicoli elettrici ad autonomia estesa (REEV). In questo modo, la trazione del veicolo rimane elettrica, mentre il motore a combustione interviene solo per produrre energia e alimentare la batteria.

Come funziona

Il sistema D20 integra in un unico gruppo compatto un motore quattro cilindri 2.0 turbo, un generatore elettrico e l’elettronica di potenza, con una potenza di 143 CV (105 kW) e una massa di circa 170 kg. Questa unità non trasmette coppia alle ruote, ma serve esclusivamente come fonte energetica supplementare per la batteria ad alta tensione. Questo approccio consente di installare batterie più contenute, riducendo pesi e costi complessivi.

Il range extender non è una novità in assoluto, ma la vera innovazione risiede nell’elevata efficienza complessiva di questo sistema. Grazie a un generatore a flusso assiale – più corto del 46% e con una densità di potenza superiore del 63% rispetto ai tradizionali sistemi a flusso radiale – e a moduli in carburo di silicio, il rendimento elettrico del generatore tocca il 96,4%. L’efficienza globale di conversione dal metanolo all’elettricità è del 47%, nettamente superiore al 40% medio dei motori tradizionali. In questo modo, il sistema ricarica una batteria da 40 kWh con appena 19,6 litri di metanolo.

Geopolitica ed ecologia del metanolo

La scelta del metanolo risponde a logiche ecologiche ma anche geopolitiche. La Cina, che controlla circa il 60% della produzione globale di questo combustibile e ne ha autorizzato l’uso puro dal 2019, punta a ridurre la dipendenza dal petrolio estero. Sotto il profilo ecologico, benché oggi derivi ancora da carbone e gas naturale, il futuro del metanolo risiede in varianti sostenibili come il bio-metanolo e l’e-metanolo (prodotto da idrogeno verde e CO2 catturata). Se alimentato con carburanti sintetici, il sistema D20 potrebbe azzerare l’impronta di carbonio del veicolo.

Inoltre, Horse ha superato i limiti di avviamento a freddo tipici del metanolo puro con un sistema di accensione ad alta energia da 240 millijoule, garantendo partenze fino a -35°C. Le emissioni dichiarate di ossidi di azoto (35 mg/kWh) risultano inoltre in linea con gli standard Euro 7.

Il metanolo per autotrazione è diffuso in Cina

Questa tecnologia si propone come una soluzione per mercati dove non è presente una capillare infrastruttura di ricarica per auto elettriche, ma il metanolo è già utilizzato, come ad esempio la Cina. In Europa e in Italia la rete distributiva del metanolo è praticamente inesistente, pertanto la diffusione di questa tecnologia risulterebbe – almeno inizialmente – limitata. L’HORSE D20 dimostra comunque che il futuro della mobilità sostenibile non deve passare solo da accumulatori sempre più grandi, ma anche da efficienti soluzioni alternative.

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