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Ford Ranger Raptor: il pickup nato per non fermarsi mai | Video

Si può mettere alla prova un Ford Ranger Raptor in tutti i modi possibili, ma avrà sempre la capacità di superare qualsiasi ostacolo

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Claudio Anniciello
Claudio Anniciello
Pubblicato il 28 feb 2026

Ci sono alcuni veicoli che segnano in modo incredibile l’esperienza di guida e fanno guardare la strada da un punto di vista (davvero) differente. Tra questi il Ford Ranger Raptor ha sicuramente un posto di rilievo, e nel corso della prova l’ho potuto sperimentare in prima persona.

Dimensioni impegnative

Come ogni buon pickup che si rispetti, anche il Ford Ranger Raptor come quello in prova ha delle dimensioni fuori dagli schemi. Seppur i pickup li si immagini lungo le immense distese americane, negli anni sono riusciti a ritagliarsi un interessante posto anche nel nostro mercato. Così questa evoluzione sportiva della famiglia Ranger ha una lunghezza di 5.38 metri, alla quale si associa non solo una larghezza di 2,02 metri senza retrovisori esterni ma anche un’altezza di 1,93 metri. Dimensioni impegnative, che però riflettono anche l’utilizzo che si può fare di questo inarrestabile ed aggressivo pickup: trasportare fino a 5 persone – essendo in allestimento doppia cabina – e materiale, con un cassone che accetta circa 650 kg di carico. Certo è meno dei fratelli della stessa famiglia Ranger, ma il Raptor ha una caratteristica peculiare che cerca di ovviare a questa “mancanza": è capace di velocità di percorrenza, su strada e – soprattutto – fuoristrada nettamente superiori.

Ford Ranger Raptor è una prova di forza per Ford

Basta guardarlo esternamente per capire che il Ranger Raptor è una prova di forza per Ford, perché esula dal taglio estetico riservato ad altri pickup della gamma. Basti guardare l’altissima e piatta sezione frontale, con una griglia sulla quale troneggia gigantesca la scritta “FORD", che abbraccia il Raptor praticamente da lato a lato. Allo stesso tempo la piastra inferiore, larga per garantire protezione alle componenti vitali quando si pratica offroad e spessa 2,3 millimetri è specifica per l’allestimento, del quale però ho apprezzato anche le pedane in alluminio pressofuso che aiutano a salire e scendere. Io sono alto 1.74 m e – vi garantisco – saltare sulle pedane per salire e scendere, associate alle maniglie interne vicino a tutti i montanti, è stata una manna dal cielo!

Raptor è declinato in una forma marcatamente sportiva ma sempre abbinata da un’accezione fuoristradistica, lo si vede da elementi che a primo impatto potrebbero sembrare contrastanti, ma che in realtà si amalgamano bene. Da un lato i passaruota allargati, dall’altro gli pneumatici BF Goodrich All Terrain montate su cerchi da 17 pollici, tutte di primo equipaggiamento e che trovano spazio a volontà visti anche i 27 cm di luce da terra del pickup in questione. Luci di posizione a LED anteriori e posteriori, fari adattivi con abbaglianti automatici e cornering light lasciano anche capire come questo veicolo non sia improntato al concetto di “semplicità" quanto ad un taglio quasi più automobilistico. In ultimo il cassone è con tendina ripiegabile elettricamente, anche se il rullo ruba un po’ di spazio al vano di carico. Impossibile non nominare la sponda, solida e sotto la quale ci sono diversi punti sui quali salire nel caso in cui ci sia bisogno di arrivare nel vano di carico, ma che viene mantenuta con semplici cavi d’acciaio. I pistoncini ci sono, ma sono optional.

Interni da auto premium

Chi pensa che un veicolo come il Ranger Raptor sia un mezzo semplice, fatto esclusivamente per il lavoro, non può essere più lontano dalla realtà. Incredibile come anche delle opzioni del genere possano essere piene, cariche di confort che sarebbero di appannaggio di automobili tradizionali. E magari anche di segmenti premium.

Partiamo con il dire che il Ford Ranger Raptor come quello della prova anche all’interno ha una serie di personalizzazioni che lo votano alla sportività. Tra queste le più visibili sono due: i sedili sportivi, che secondo Ford richiamano quelli dei caccia militari, e gli inserti in Code Orange. Colore che ritroviamo nelle cuciture su volante e plancia fino al contorno dello stesso logo Raptor su volante e sedili, oltre ai dettagli delle bocchette dell’aria. Un tocco di colore oltremodo aggressivo, ma in linea con quello che vuole proporre questo Ranger pepato.

C’è però da aggiungere che la comodità dei sedili è assecondata da comandi elettrici per la regolazione e riscaldamento – incluso quello del volante -, oltre a portabicchieri a scomparsa ai lati della plancia. Ci sono poi il pad per la ricarica ad induzione, incastrato sotto al display infotainment, impianto audio Bang&Olufsen e comandi al volante, tutto per chiudere la visibilità di quanto questo pickup sia davvero più vicino ad un’auto che ad un mezzo commerciale. Poi c’è la qualità degli interni, che da un lato sfrutta inserti di buona fattura sulla plancia e sul tunnel centrale, belli da vedere e che danno una buona sensazione al tatto, mentre dall’altro utilizza bene gli spazi con un po’ di portaoggetti sparsi. Tra questi il vano con apertura dello sportello sulla plancia ne è l’esempio più evidente.

Tecnologia a prova dei tempi per Ford Range Raptor

Davanti al guidatore ci sono due grandi display per gestire tutte le funzioni di bordo, che danno prova di ottima connessione tecnologica del Ford Ranger Raptor. La strumentazione prende vita su un pannello da 12,4 pollici completamente configurabile. Tralasciando i vari temi che cambiano con le modalità di guida, si possono personalizzare una serie di informazioni nella parte superiore, con indicatori che variano dal livello carburante alla temperatura trasmissione o temperatura olio. Ottimo per monitorare lo stato generale del veicolo, anche in caso di sessioni in offroad. Come sempre la zona centrale del display è deputata alle informazioni di guida. Tra queste è davvero difficile scegliere, perchè i menù sono molteplici e permettono di avere informazioni sull’angolo di inclinazione, consumi, guida, stato del Raptor, eventuale stato del carrello attaccato e chi più ne ha più ne metta. Chi è un po’ smanettone rischia di essere sempre lì a giocherellare con le informazioni, soprattutto se si vuole avere tutto sotto controllo.

Al centro della plancia, sistemato in un formato estremamente verticale, c’è il display infotainment da 12 pollici. Ottima la visualizzazione e la grafica, di fatto è la centrale di comando di tutte le impostazioni e sistemi ADAS, oltre che della connettività wireless con Apple CarPlay e Android Auto. Peccato solo che l’inclinazione praticamente nulla porta a dover abbassare abbastanza lo sguardo per poter operare, e durante la guida non è il massimo. Ovviamente se l’avessero inclinato avrebbero perso il vantaggio dei portaoggetti nella parte inferiore, ma così inserire manualmente un indirizzo con la tastiera del navigatore richiede di fermarsi. Per fortuna ci sono (anche) i comandi vocali.

Prova su strada Ford Ranger Raptor

Finalmente arriviamo a mettere le ruote su strada, o meglio su qualsiasi cosa. Sì, perchè con il Raptor la sensazione di essere inarrestabile non resta solo nella propria mente, ma si tramuta in realtà. Sono tanti i fattori che lo rendono capace di affrontare tanto terreni impervi quanto viaggi autostradali, seppur le gomme tassellate non siano del tutto favorevoli a questi ultimi.

Andando per gradi, contestualizziamo di fronte a cosa ci troviamo. Seppur esista anche la versione con motore V6 3.0 da quasi 300 cavalli, il Ford Ranger Raptor in prova monta un motore 2.0 diesel da 205 cavalli e ben 500 Nm di coppia, abbinato al classico cambio automatico 10 marce di casa Ford. Un cambio che lo rende capace di adattarsi ulteriormente ad una molteplicità di situazioni, poichè i rapporti bassi sono più corti e permettono di accelerare – o trainare – meglio, mentre i rapporti alti sono degli overdrive per la guida autostradale. Tanto per fare un esempio a 100 km/h si è in ottava marcia, mentre ai canonici 130 km/h autostradali il motore è in decima marcia a circa 1.950 giri. Un ottimo risultato.

Il propulsore, seppur non abbia assolutamente il sound del V6, spinge bene e si sente dall’abitacolo. Ovviamente il suo comportamento cambia in caso il cassone sia carico oppure no, così come la distribuzione del peso, ma comunque la coppia permette di assolvere a qualsiasi richiesta. La trazione parte di base con il 2WD, quindi con il posteriore costantemente “agganciato", ma con il manettino al centro del tunnel è possibile impostare non solo il 4×4 permanente con marce lunghe o corte, ma anche un 4×4 automatico. Quest’ultimo è una delle vere novità di questa generazione, poichè permette di lasciar fare tutto al sistema, che nel caso in cui trovi condizioni del fondo stradale che richiedono la trazione integrale la innesta subito.

Chiaramente un mezzo con questa altezza da terra e questa escursione delle sospensioni un minimo di rollio e beccheggio li ha. Più beccheggio che rollio a dirla tutta, perchè mentre in curva sembra discretamente sostenuto, in alcune frenate più brusche il muso ha puntato in basso più di quanto ci si aspetti. Le sospensioni Fox a controllo elettronico fanno bene il loro dovere e sono presenti anche al retrotreno: non ci sono infatti le balestre come sugli altri modelli della gamma Ranger che avrebbero garantito una portata superiore in termini di carico ma allo stesso tempo meno stabilità nelle percorrenze veloci.

In fuoristrada non c’è mai fine

Senza ombra di dubbio quando ci si lascia l’asfalto alle spalle ci si comincia a divertire sul serio. Già solo innestando il 4×4 si possono percorrere terreni accidentati e qualunque tipo di fondo si incontri, dal fango alla sabbia alle pietre. Ovviamente c’è una modalità di guida per ogni esigenza, che in automatico non solo regola l’erogazione del motore ma anche la risposta di sterzo e sospensioni. Nel dubbio su cosa fare il consiglio è quello di sfruttare proprio questi scenari “precalibrati" da Ford Performance, che aiutano il Raptor a performare al meglio. Nel caso in cui siate su terreni molto cedevoli il peso di circa 2.5 tonnellate lo si avverte, ma la meccanica e le coperture giuste ovviano a questo problema senza troppi pensieri. Anche in fatto di guado questo pickup dice la sua, seppur qualcuno possa pensare di montare uno snorkel, nonostante la presa d’aria del motore sia a filo con il cofano anteriore, quindi davvero molto alta.

Alcune delle modalità di guida innestano in automatico le marce ridotte, e in questi casi bisogna fare attenzione a non rovinare la trasmissione, soprattutto in virtù dei differenziali bloccati e della frizione che è quasi sempre in presa.

Menzione a parte per la modalità Baja. Si tratta di una modalità di guida che dimostra quanto in Ford Performance abbiano voluto rendere il Ranger Raptor capace di correre in fuoristrada. Già il simbolo della modalità di guida, un cactus con una bandiera a scacchi, la dice lunga. Questa impostazione rende le sospensioni capaci di digerire tutto. Il lavoro delle valvole interne agli steli delle sospensioni serve a far defluire più o meno lentamente l’olio all’interno, così da poter ammortizzare di più o di meno gli impatti in base al tipo di strada. Una concretezza meccanica ed elettronica che vi spinge lungo le dune del deserto praticamente full gas.

Prezzo e conclusioni

Strano ma vero, una delle chicche del Raptor è che si guida come fosse un’auto normale. Stessa naturalezza, stessa faciltà. Certo bisogna fare i conti con le dimensioni e con il fatto di guardare tutti dall’alto verso il basso, oltre a fare attenzione ad eventuali altezze limite nei parcheggi sotterranei. Non consuma nemmeno molto, perchè abbiamo tenuto una media anche di 12 km/litro, che diventano circa 9.8 km/litro a 130 km/h in autostrada a cassone scarico. Per portare a casa il Ford Ranger Raptor come quello della prova si parte da un prezzo di listino di 63.200 euro, con la possibilità però di aggiungere qualche interessante optional a pagamento.

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