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Prova Ford Kuga 2026 plug in hybrid: meglio lei o la full hybrid?

Abbiamo messo alla prova la nuova Ford Kuga plug in hybrid 2026 in lungo e largo. Quanto consuma e come va l'ibrida alla spina?

Prova Ford Kuga 2026 plug in hybrid: meglio lei o la full hybrid?
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Claudio Anniciello
Claudio Anniciello
Pubblicato il 14 mar 2026

Quando si da un occhio al listino Ford viene spontaneo pensare alla Kuga. Il SUV dell’Ovale Blu ha sicuramente guadagnato una valanga di consensi nel corso degli anni, maturando generazione dopo generazione, e riuscendo a ritagliarsi una importante fetta di mercato. Ho avuto in prova la nuova Ford Kuga ibrida plug-in 2026 con l’idea di tener d’occhio consumi, autonomia a batteria e qualità generale. Ed ecco le mie impressioni.

Nuovo look, sostanza confermata

Con quest’ultima generazione di Ford Kuga, la firma americana ha preferito rivedere in parte il look, seppur le dimensioni non siano cambiate particolarmente. Questa Ford Kuga plug in hybrid 2026 è infatti lunga 4,64 metri, confermandosi i così un’auto adatta ad una buona molteplicità di usi. Certo il parcheggio in città congestionate può cominciare a risentirne, io penso sempre che il “limite" per trovare serenamente posteggi liberi sia la soglia dei 4,5 metri, ma nulla è assolutamente impossibile.

Quel che salta immediatamente all’occhio della nuova Kuga è il frontale, che sicuramente è stato il tratto maggiormente rivisto. Adesso, tralasciando l’integrazione di una barra LED che scorre orizzontale e collega visivamente i gruppi ottici laterali, anche tutta la calandra assume un tono decisamente più sportivo e dinamico. Con la precedente generazione la Kuga aveva assunto dei toni più morbidi, delle linee meno spigolose e molto più accomodanti. Con questo nuovo SUV hanno preferito dare un’idea molto più dinamica, con tratti di matita più netti e tesi. Basta guardare non solo i gruppi ottici, rigorosamente adattivi così da non abbagliare chi sopraggiunge in direzione opposta, ma anche gli angoli del paraurti, che sono molto più sagomanti e quantomeno sportivi. Certo la firma luminosa aiuta a dare anche una maggiore sensazione di larghezza e presenza, ma in ogni caso il lavoro su questa Kuga plug in 2026 è stato meticoloso.

Al posteriore c’è invece un certo continuum stilistico con la versione che ha lasciato il passo, così da confermare anche un family feeling ed un heritage che possano far riconoscere immediatamente questo modello come “Ford Kuga". La forma dei gruppi ottici si sviluppa in orizzontale e viene intervallata dal lettering esteso “Kuga", che sul modello in prova è nero. I paraurti cacciano un po’ i muscoli, soprattutto nella parte bassa, dove per somma fortuna di tutti gli appassionati ci sono due scarichi veri, non qualcosa di posticcio messo lì nel paraurti tanto per scimmiottare qualcosa. Le linee si confermano insomma eleganti, semplici ma al contempo valide, dimostrazione di come Ford non abbia comunque voluto esagerare con il design, rischiando di perdere il consenso di tutti quei clienti che preferiscono avere un’auto pratica e lineare, senza essere troppo appariscente. Menzione a parte poi per i cerchi da 20 pollici, che sono neri e si integrano molto bene nel passaruota. Chapeau per Ford, perchè ha tirato fuori un design davvero azzeccato.

Interni ergonomici, spaziosi il giusto

Fermo restando che anche sulla Kuga 2026 Ford ha confermato il classico “ragno" vicino la porta, un meccanismo che protegge il taglio della porta da eventuali urti con altre auto quando si apre lo sportello. Soluzione meccanica – c’è un perno all’interno della porta che apre e chiude il sistema a pressione – ed intelligente senza mezzi termini. Per il resto il design è decisamente classico, vivacemente Ford.

Il volante ha una buona dimensione della corona ed è lo stesso volante proposto da un po’ di tempo a questa parte, con i tasti per i vari comandi sulle razze che sono in nero opaco, a differenza dell’inserto alle loro spalle che invece è lucido. Bene che il nero lucido sia riservato a pochi dettagli all’interno della Kuga, così da evitare di avere superfici sulle quali possano immediatamente proporsi dei fastidiosi micrograffi. In compenso su zone come il tunnel centrale sono stati proposti inserti decisamente più idonei anche ad un utilizzo gravoso, oltre chiaramente alla distribuzione degli spazi razionale: rotella del selettore cambio a parte, ci sono i portabibite ed anche il piano ricarica ad induzione nella parte anteriore. Solo il bracciolo non è il massimo, perchè me l’aspettavo più comodo, più ampio e che si adattasse meglio.

Sono pochi i tasti a bordo per i vari sistemi, Kuga 2026 punta molto sul sistema infotainment, così le linee sono più pulite, ma intanto il SUV americano propone anche il martelletto per rompere i vetri e tagliare la cintura in caso di emergenza, direttamente collegato sotto la parte centrale della plancia. Chicca da non sottovalutare, considerando che non si fa mancare nulla di essenziale.

Poi c’è lo spazio a bordo che merita qualche parola. I passeggeri in prima fila godono di sedili certificati AGR, che sorreggono bene ed incontrano il benestare di tutta una schiera di professionisti e medici che ne certificano così l’ergonomia. Al posteriore c’è invece un dettaglio che ritengo ormai debba essere traslato su qualunque auto, nei limiti del possibile: il divanetto che scorre su una slitta. Praticamente sono come i sedili anteriori, ma offrono la possibilità di aumentare il volume utile nel bagagliaio oppure favorire lo spazio per le gambe dei passeggeri posteriori. Insomma un sistema che aiuta a migliorare di gran lunga la modularità e la varietà d’uso potenziale per questa nuova Kuga.

Tecnologia a prova di guida su Ford Kuga plug in 2026

Perchè parlare direttamente di “tecnologia a prova di guida"? Per farlo mi sposto virtualmente verso il display infotainment, un sistema con diagonale da 13,2 pollici che si sviluppa molto in orizzontale. Il software che lo gestisce è il SYNC 4 di Ford ed ovviamente è una specie di centrale di comando per tutte le funzioni necessarie dell’auto, compreso il climatizzatore che, come specificato in precedenza, non ha tasti fisici sulla plancia. Quel che lo rende uno dei migliori sistemi con i quali interfacciarsi mentre si guida è la grandezza dei riquadri per la selezione. Riquadri facilmente raggiungibili dalle dita, senza la necessità di doversi distrarre troppo durante la guida per andare a cercare dei punti microscopici precisi. Lo ritengo in assoluto un valore aggiunto, perchè c’è sempre la necessità di doversi interfacciare con il sistema di bordo mentre si guida, e questo facilita di molto l’operazione. Chiaramente la connettività con Android Auto e Apple CarPlay è wireless, mentre i sottomenù del sistema sono facilmente navigabili e senza troppe ramificazioni tali da dare l’impressione di perdersi.

Avanti al conducente non poteva mancare invece un secondo display, completamente digitale, per la strumentazione. Si tratta di un pannello da 12,3 pollici che permette di verificare tutte le informazioni di guida. Non cambia tema se non il colore in base alla modalità di guida, così come i quadranti laterali sono fissi. Peccato per questa personalizzazione solo parziale, poichè al centro del quadro le informazioni selezionabili sono un’infinità e quindi ci si può regolare su ciò che maggiormente piace, ma nel caso di differenti necessità c’è bisogno di navigare nel menù. Se anche i quadranti laterali avessero avuto la possibilità di personalizzazione sarebbe stato tutto più omogeneo. Intanto è un pannello ben visibile e con il classico blu di Ford, riconoscibilissimo.

Prova su strada Kuga plug in 2026

Ovviamente in caso di motorizzazione PHEV come quella di questa Kuga, è interessante capire la sua doppia anima. Chi acquista un’auto con questa motorizzazione ha la possibilità di caricare agevolmente la batteria e sfruttare quindi una tipologia di trazione completamente elettrica. Comunque sotto al cofano c’è un motore quattro cilindri da 2.5 litri, che assieme al motore elettrico porta la potenza complessiva di tutto il sistema a quota 243 cavalli. Ovviamente la potenza complessiva non è poca ed è soddisfacente, ma è figlia della combinazione tra il motore benzina e quello elettrico, con quest’ultimo che gioca una parte importante poichè, ovviamente, deve essere capace di funzionare anche da solo.

Mi rendo conto che il motore 2.5 litri possa spaventare in molti, ma in effetti è un propulsore che riesce a combinare davvero una buona efficienza e supporta in ogni caso il motore elettrico e la batteria. Questo perchè riesce sempre a dare quel poco di carica alla batteria per far funzionare il supporto del motore elettrico anche quando non avete più energia a disposizione. Ed infatti il comportamento generale dell’auto è decisamente positivo. Anzi, direi che per il contesto e concetto d’uso di questa Kuga scatta anche davvero un gran bene quando c’è una combinazione dei due motori in funzione, senza nemmeno la necessità di dover ricorrere alla modalità di guida Sport. L’unico neo che ho riscontrato è nella risposta del motore quando si chiede improvvisamente tutta la potenza. In questo frangente ha una risposta più lenta, complice probabilmente il cambio CVT che non ha dei tempi di regolazione molto veloci.

Ma chiaramente ci si aspetta che quest’auto venga utilizzata molto con il motore elettrico come unico giocatore. Anche in questo caso, complice una buona potenza ed una coppia immediate, il motore non fa pentire della scelta. Sia a velocità cittadine ma anche quando si ha la necessità di spingere un po’ di più sull’acceleratore e superare di slancio i 100 km/h non costringe a delle rinunce particolari.

Prestazioni elettriche

La batteria che supporta la Kuga plug in hybrid 2026 è da 14,4 kWh ed io ho avuto una percorrenza a batteria carica che spaziava tra 60 ed 80 km di autonomia completamente elettrica. Ovviamente tutto dipende da dove ci si trova a guidare, questo è ovvio, ma grossomodo questa è stata la percorrenza. Quando si torna alla presa di ricarica segnalo che la Kuga accetta solo la ricarica in corrente alternata con la presa di Tipo 2, bypassando completamente la possibilità di caricare in corrente continua con una eventuale CCS Combo. Un mix tra male e bene, perchè mi rendo anche conto che una PHEV non è esattamente il massimo ricaricarla in corrente continua, ma potrebbe esserci la necessità. Ad ogni modo per caricarla completamente alla colonnina ci vogliono circa 4 ore, mentre se la caricare a casa con la presa domestica potrebbero volerci fino a 10 ore. Poco male se la lasciata tutta la notte sotto carica, senza troppi problemi.

Kuga plug in 2026 semplice da guidare

Interessante come un’auto del genere sia molto semplice da guida. La Ford Kuga plug in hybrid 2026 è un modello che riesce subito a dare confidenza sia con le dimensioni che con la dinamica. Non è chiaramente un’auto molto appuntita nelle reazioni, ma è accomodante nonostante si senta il peso del pacco batterie messo al posteriore. Ottimo il feeling di sterzo, comunicativo come da buona tradizione Ford e che lascia capire cosa stanno facendo le ruote anteriori per bene. L’assetto è invece solido quanto si raggiunge la fase di appoggio della curva, complice anche il cerchio da 20 pollici, mentre se ci si mette a fare degli zigzag veloci un po’ di rollio necessariamente si avverte.

Consumi e prezzi

Ovviamente è corretto parlare di consumi di carburante sulla Kuga plug in 2026, perchè di fatto un consumo di benzina c’è qualora si accenda il motore termico. A batteria scarica viene utilizzata come una full hybrid classica, con la possibilità comunque di sfruttare il recupero dell’energia in frenata. In questo contesto ho registrato anche qualcosa in più di 18 km al litro in un percorso urbano, che diventano tra i 16 e 17 km al litro in statale, mentre in autostrada si parla di 13-14 km al litro. Ovviamente quest’ultimo è il contesto meno indicato per una motorizzazione del genere, senza dubbio.

Quanto bisogna sborsare per potersi portare a casa questa Ford Kuga plug in hybrid 2026? Il listino parte da 45.250 euro nella versione PHEV FWD Titanium, con IVA inclusa e chiavi in mano.

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