Cerca

L'italiana Mavel fornirà i motori elettrici a NIO

NIO ha acquisito una partecipazione nella società

L'italiana Mavel fornirà i motori elettrici a NIO
Vai ai commenti
Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 11 ago 2023

I futuri modelli elettrici di NIO potranno contare su importanti componenti di origine italiana. Infatti, dalla Cina è arrivata la notizia che NIO Capital, il ramo della casa automobilistica che si occupa degli investimenti, ha acquisito una partecipazione della Mavel, azienda italiana specializzata nella produzione di motori elettrici. Nello specifico, NIO Capital ha guidato un nuovo round di finanziamenti che dovrebbe portare nelle casse della società italiana decine di milioni di dollari.

Grazie a questo investimento, la casa automobilistica cinese ha ottenuto un accesso privilegiato ai sistemi di azionamento elettrico realizzati da Mavel. Un sistema di azionamento elettrico è composto da motore, controller e trasmissione. Questi importanti componenti saranno dunque utilizzati all'interno di una futura nuova piattaforma che NIO sfrutterà per le sue auto elettriche.

Perchè NIO ha scelto Mavel? La casa automobilistica spiega che i motori sviluppati dall'azienda italiana presentano un design strutturale e ingegneristico innovativo e offrono vantaggi significativi in termini di efficienza. Ricordiamo che Mavel è stata fondata nel 1999 ed è gestita da manager che hanno lavorato in passato anche per Jaguar-Land Rover, Mercedes, BMW, SAIC e BAIC.

L'azienda può già contare su molti clienti nel mondo delle 2 e 4 ruote tra cui ricordiamo Aston Martin, McLaren, Ducati, Energica e Norton. Sarà quindi interessante scoprire cosa Mavel svilupperà per NIO e quando potremo vedere queste componenti all'interno delle vetture elettriche del marchio cinese. Per l'azienda italiana, l'investimento di NIO rappresenta l'ennesima conferma della bontà del lavoro che sta portando avanti nello sviluppo dei powertrain elettrici.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento
B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

Scusa, leggo solo ora. Se c'è una cosa che l'Europa è riuscita a progettare in modo centralizzato è proprio lo sviluppo infrastrutturale. Come gli antichi romani, i collegamenti sono centrali nelle politiche europee. Bene, affrontare i cambiamenti climatici, sará in primo luogo una questione infrastrutturale, l'imperativo sará salvare le cittá costiere dall'innalzamento dei mari (cittá nelle quali vive una buona fetta d'Europa). In seconda battuta si tratterá di preservare le risorse idriche e adeguare le colture. Diciamo che ci sono i presupposti per una legiferazione veloce ed unitaria con relativo stanziamento. (Ovviamente è una mia opinione)

D
Diabolik82 01 Jan 1970 @ 00:00

quindi tu dici, può nascere più unità nella difficoltà estrema...della serie una Olanda è ricca, ma rischia di andare sott'acqua prima degli altri e quindi si accolla i problemi di una Grecia per avere supporto da quel punto di vista. E viceversa una Grecia che si desertifica, sfrutta gli aiuti comunitari per alleviare (ammesso si possa ancora fare) il problema...però un esempio recente, il covid, mi sembra che ok abbiamo comprato i vaccini insieme (diciamo, tranne qualche fughetta in avanti qua e là da parte di Germania, Francia per fare 2 esempi), ma a livello di normative, ognuno ha fatto il cacchio che voleva: c'è stato chi ha messo coprifuoco alle 20, chi alle 21, chi non l'ha messo, chi ha imposto il greenpass per ristoranti o per lavorare, chi ha imposto un max numero di persone in una casa pari a 5, chi a 6, chi a 7, chi ha imposto il tampone per uscire dall'isolamento, chi no, chi ha messo il tampone molecolare per prendere l'aereo, chi il tampone rapido, chi non ha fatto proprio nulla e lasciato che ci pensasse il fato, ecc.. Insomma non mi pare ci sia stata una linea comune, ognuno ha affrontato la pandemia come meglio riteneva dal punto di vista nazionale...e se un paese ha potuto fregare l'altro, l'ha fatto...o banalmente non ha voluto coordinarsi per avere una linea comune comunitaria, l'ha fatto...magari per altre emergenze ci sarà maggiore unità, coordinazione e decisioni comuni? Vedremo.

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutto vero ciò che hai scritto ad eccezione delle forze armate, qualcosa lì si sta muovendo. Il punto è che è tutto vero alle condizioni attuali, negli avvenire le cose saranno più difficili col cambiamento climatico, l'innalzamento dei mari che minaccia le cittá costiere ecc ecc. In quelle circostanze potrá nascere l'Europa come avrebbe dovuto giá essere. L'Olanda per quanto ricca possa essere è sotto il livello (attuale) del mare, la Svizzera senza ghiacciai se la vedrá brutta ecc ecc

D
Diabolik82 01 Jan 1970 @ 00:00

non è una question di QI, ma di interessi nazionali che nessuno stato vuole mollare (il potere conta più dell'interesse comune, e l'interesse personale (i.e. nazionale) da sempre ha contato e conterà per sempre più dell'interesse comune (sovra nazionale, europeo). Tu ce la vedi un'economia olandese (tripla A) a sobbarcarsi problematiche della povera Grecia, Spagna o Italia? Io dico, assolutamente no, non lo faranno mai, un olandese straricco non lo capirebbe e voterebbe di conseguenza il partito ultranazionalista che dice "no all'Europa". Gli USA hanno in comune la lingua, una burocrazia comune, poi per carità le tasse sono gestite da ogni stato indipendentemente, ma più o meno quello è, In UE, ogni stato fa cose diverse su praticamente qualsiasi materia, economica e non. Un altro esempio, l'Irlanda che ha le tasse bassissime, ce la vedi a rinunciarci in virtù di una non concorrenza con il resto d'Europa? Ma quando mai, non lo faranno mai. Oppure rendere comune i debiti pubblici di ciascuno stato? Assolutamente no. Oppure avere una difesa militare comune (risparmieremmo miliardi di euro tutti)? Assolutamente impossibile da farsi. Oppure avere un unica manovra economica comunitaria, tasse (come la nostra irpef) comuni (o per lo meno simili) a tutti i paesi? Già per metterci d'accordo su un solo formato unico di carta d'indentità, patente, dopo decenni di UE, non ce l'abbiamo :) Ogni stato ha i suoi colori, formati...che ci vorrebbe a farle tutte dello stesso colore/grafica/lingua nazionale+inglese, etc. Ma no, ognuno fa per sé e parliamo di una cretinata facilissima da standardizzare. Al momento l'unica cosa che abbiamo in comune è l'euro e la possibilità di viaggiare e stabilirsi senza visto o problemi in qualsiasi stato UE, è qualcosa, ma permettimi di dire, non chissà cosa in decenni di UE.

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi fido ma voglio essere ottimista, in fin dei conti, non è necessario avere un QI di 280 per capire che, di fronte a sfide epocali quali quelle da te enunciate, i singoli stati hanno molte meno probabilità di riuscita rispetto agli Stati Uniti d'Europa.

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Appunto. Da fessi pensare che sua i mica sikh. Ma la logica ti difetta vedo...

P
Patrizio Battemano 01 Jan 1970 @ 00:00

E quindi? Mi sembra ci sia un accordo fra le parti? Quale è il tuo punto?

D
Diabolik82 01 Jan 1970 @ 00:00

Difficile, visto come siamo disuniti in questi 20 anni, non può che peggiorare quando la desertificazione, la mancanza di lavoro nel sud Europa e i cambiamenti climatici renderanno ancora più serrata ed egoistica la lotta per le poche risorse disponibili. Sicuramente verranno fuori nazionalismi sempre più destroidi e contro lo straniero. Impossibile che si realizzino gli stati uniti d'Europa, ci sono paesi troppo diversi per parametri economici, lingua, tradizioni. C'è veramente poca chance di realizzarli, fidati

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

Dai tempo al tempo, fino a 80 fa ci facevamo guerra lun l'altro

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

Azienda italianissima

d
dert 01 Jan 1970 @ 00:00

In verità vorrei una macchina nuova, performante ed elettrica.
Purtroppo mi ritrovo una Peugeot 206 del 2006.
Non ci sono soldi e quelli che ci danno sono davvero pochi!

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Le BEV costano un botto.... anche se qualcuno ha dimostrato che si può fare margine diminuendo i prezzi di vendita.
Io non sono prowatt ma non dico che fanno schifo o hanno problemi.
Quando sarà il momento ci penserò.

p
piervittorio 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma un conto è dire "non le compriamo perché costano un botto", che avrebbe anche un senso
Altro è dire che le auto elettriche fanno schifo ed hanno problemi, come racconta la demenziale propaganda nowatt.

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Una mezza risposta l'hai data... e forse non te ne sei accorto.
Le auto elettriche vendono nei PAESI EUROPEI RICCHI mentre stentano in mercati come l'Italia!
Abbiamo il parco auto più vecchio d'Europa per un motivo o no?
Non di certo perché siamo svegli o idioti!

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Per ora .

p
pollopopo 01 Jan 1970 @ 00:00

Più che meno schizzinosi non serve avere il super chip efficiente ma basta un buon prodotto dal basso costo

p
pollopopo 01 Jan 1970 @ 00:00

Chi prima entra sul bus è l'ultimo ad uscire (è un detto, non iniziate a dire che il vostro bus ha 17 uscite 🤣)

D
Diabolik82 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ma non saremo mai gli Stati Uniti d'Europa, quindi il tuo commento non ha alcuna attinenza con la realtà attuale e futura. Quindi il PIL cinese è il secondo, presto il primo al mondo.

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

La Cina è la seconda potenza mondiale per PIL solo perchè noi europei non siamo riusciti a creare gli Stati Uniti d'Europa...il nostro PIl era superiore nel 2022

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

Se hai abbastanza soldi per fare causa, negli USA riconoscono i brevetti, è già una differenza importante

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

Di certo in Italia non avrebbe avuto senso, abbiamo STM che produce a 22 e 18 nm (dal 2026)

p
piervittorio 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi il fatto che le auto elettriche facciano più fatica a penetrare il mercato italiano, ovvero quello che ha il record di analfabeti funzionali in Europa, nonché col parco auto più vecchio in assoluto, ed invece stravendano nei paesi più istruiti e ricchi d'Europa, è perché noi siamo quelli svegli, e quegli altri idioti?

C
Canvas 01 Jan 1970 @ 00:00

La LK Group che fa parte di LK Technology, che possiede Idra Group srl tramite LK Machinery, ha cominciato nel 2021 a costruire le Gigapress in Cina e le vende ad altri costruttori di auto.

C'è un articolo su vaielettrico che parla proprio di questo, si intitola "Tesla Shanghai, la Giga Press dell’italiana Idra sarà Made in China"

Anche su insideevs c'è un articolo a riguardo "Attenta Europa: la Cina "copia" già la rivoluzione industriale Tesla"

C
Canvas 01 Jan 1970 @ 00:00

La LK Group che fa parte di LK Technology, che possiede Idra Group srl tramite LK Machinery, ha cominciato nel 2021 a costruire le Gigapress in Cina e le vende ad altri costruttori di auto.

C'è un articolo su vaielettrico che parla proprio di questo, si intitola "Tesla Shanghai, la Giga Press dell’italiana Idra sarà Made in China"

Anche su insideevs c'è un articolo a riguardo "Attenta Europa: la Cina "copia" già la rivoluzione industriale Tesla"

L
Luca Bonora 01 Jan 1970 @ 00:00

I motori elettrici si producono da un secolo, vecchio.

X
X Wave 01 Jan 1970 @ 00:00

fin quando non avranno imparato a farlo da soli ad un terzo del prezzo, poi arrivederci Mavel.....

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

NONOSTANTE la politica

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

L'innovazione a peso d'oro invece è da sveglioni

G
GeneralZod 01 Jan 1970 @ 00:00

Mavel Spideman

I
Ivan Pacca 01 Jan 1970 @ 00:00

Speriamo in un fallimento veloce

t
tincool59 01 Jan 1970 @ 00:00

😂🤣😅con questa kazzata sperano che qualche idiota compri auto elettriche?

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

"L'italiana Ma(r)vel fornirà i motori elettrici a NIO"
https://uploads.disquscdn.c...

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Ok, ma allora se la prima azienda che arriva da un altro business , apre e ti frega il mercato , il dubbio che chi c'era in precedenza abbia "campato di rendita" viene .

Voglio dire che è noto come le aziende cinesi ( ma straniere in generale) siano "ruthless" ( cioè "spietate" ) e badino soprattutto sul lungo termine, anche a prezzo di qualche perdita sul breve termine .

Pero' è anche vero che spesso la manifattura italiana si è basata su prezzi concorrenziali più che su innovazioni sostanziali ( e brevettabili ).

E se la battaglia sui prezzi la si fa con uno Stato in cui il salario medio di base è più basso del nostro, con una base produttiva ( e relative economie di scala ) enorme e dove i sussidi pubblici ( diretti o indiretti ) la fanno da padrone, allora parliamo di una guerra persa in partenza .

Avrebbero dovuto pensare a vendergli direttamente il business ....

a
accakappa 01 Jan 1970 @ 00:00

Evidentemente non era una azienda concorrente, se no avrebbero fatto così. Probabilmente era una azienda che produceva macchinari che voleva entrare nel business delle costruzioni, quindi ha cominciato ad acquistarli poi quando ha messo in piedi tutto e funzionato : fornitori, produzione in serie, rivenditori, mercato, ecc.ecc sono sbarcati anche in altri paesi.

P
Pasticchio 01 Jan 1970 @ 00:00

Sapendo che verrà costruito da un azienda italiana, mi fa passare la voglia di acquistarla.

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

"...Aneddoto : un conoscente .... sbarcarono in Europa e in Italia con il prodotto finito ad un costo di un terzo meno..."

Si puo' anche vederla così : avrebbero potuto , probabilmente, fare lo stesso anche solo acquistando uno o due esemplari .
Sentito mai parlare di "analisi concorrenza" o "tear down"? Le case automotive , appena esce un prodotto della concorrenza , ne comprano uno , gli fanno fare tutte le prove necessarie e poi lo smontano fino all'ultima vite . Se non c'è un brevetto e c'è una buona soluzione tecnica , è molto probabile ci si "ispiri" a quella ...

Ancora grazie che abbiano acquistato un certo numero di esemplari ...

Q
Qubit ❌Not ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ 01 Jan 1970 @ 00:00

Tranquillo ho già dato.

P
Patrizio Battemano 01 Jan 1970 @ 00:00

Leggi l’articolo nuovamente e studia un po’ come funziona l’economia

P
Patrizio Battemano 01 Jan 1970 @ 00:00

Fonti? Perché diffondi falsità?

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Può darsi, però , che questa sia solo una fase . Come ho visto spesso succedere .

Oltretutto , se leggi le news degli ultimi mesi nel settore in Cina, LK pare abbia fatto accordi anche con altri produttori di presse locali . Ci sarebbe da capire se per girargli tecnologia italiana ( come spero) o se per creare un polo locale ( come immagino ) .

P
PositiveVibes 01 Jan 1970 @ 00:00

L'Italia che ci piace.
Dove l'imprenditoria è sempre dieci passi avanti Alla politica

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Un pezzo alla volta.

Credo che quella fabbrica risponda ad una richiesta precisa dei produttori automotive , i quali sono meno 'schizzinosi" sui wafer .

Probabilmente , per le produzioni di wafer "top" ci vogliono azioni diverse , però servirebbe anche una struttura industriale che poi li utilizzi , quei circuiti. Cioè va benissimo fare circuiti integrati avanzatissimi, ma se poi non produci anche telefoni , televisori , computer , schede grafiche , dove li vai a montare ?

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ho idea di come sia attualmente la situazione , ma la Mavel si trova in Valle d'Aosta , dove, se ricordo bene, c'erano parecchi contributi per le imprese , essendo regione a statuto speciale.

PS
"...La tassazione al 70% ..." , a parte essere una visione forzata ( contributi inclusi, immagino ....) , è una frase che ( personalmente) ho spesso sentito dire a quelli che poi , regolarmente , non avevano i soldi per pagare gli stipendi , ma i soldi per la A6 ultimo modello o la casa in montagna li avevano eccome .... La mia impressione è che tanto astio derivasse più dall'invidia di non essere al posto dell'esattore ....

Tutto questo PS per dire che il problema sono ANCHE gli imprenditori che , invece di fare impresa "vera" , dove si investe in R&D ( che vuol dire "buttare" anni di utili in ricerca ) , fanno i piccoli commercianti , dove compri a 10 e rivendi a 20 senza mettere dentro niente . Così al primo che arriva e compra a 8 per rivendere a 10 , tu prendi e zompi per aria ...

A
Alucard 01 Jan 1970 @ 00:00

Ok, ma non cambia il fatto che le Gigapress vengano costruite in Italia e non in Cina o in qualche stabilimento Tesla.

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

LK Technology Hong Kong è il proprietario unico di Idra.
Non ho idea di come si spartiscano il mercato , ma rimane il sospetto che senza un proprietario di quell'area geografica non ci sarebbe probabilmente stata nessuna gigapress , almeno non in Italia ...

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

pensa se invece fosse stata l'americana Marvel!!!

https://media1.giphy.com/me...

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

adesso il paese sottosviluppato siamo noi

M
Markk 01 Jan 1970 @ 00:00

Se lo sai persino tu... In Europa sicuramente.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Alla Nio potrebbero montare motori di monopattini in serie.

A
Alucard 01 Jan 1970 @ 00:00

Le Gigapress non le fanno in Cina, e nemmeno Tesla,le costruisce Idra, Tesla è un cliente come altri.
Ne hanno vendute 24 fin'ora, compresa quella per il Cybertruck.

A
Alucard 01 Jan 1970 @ 00:00

Esistono leggi che tutelano i brevetti e il copyright, se questa azienda cinese ha avuto il permesso di vendere in Italia evidentemente o non aveva copiato, o i brevetti e il copyright erano scaduti,e lì non ci puoi fare nulla, o addirittura possono averli comprati, cosa che, per le aziende cinesi, non è affatto nuova.

D
Diabolik82 01 Jan 1970 @ 00:00

no figurati, non mi sei sembrato ruvido. Il mercato libero non è che si vuole, è necessario. Purtroppo non si è regolato e si è creduto che i cinesi rimanessero poveri, stupidi e a fare da semplice manovalanza all'occidente, salvo poi invece essere sicuramente lavoratori mediamente più di noi (ok è una dittatura e quindi i nostri diritti là non esistono), sfornano dalle università gente preparata, che ha voglia di fare (e spesso studiano pure all'estero), e sono un mercato da 1.5miliardi di persone. Sono già la prima economia, saranno anche la prima superpotenza tecnologica nel giro di 5-10 anni...è veramente irrealistico pensare che ciò non accada, quindi impostando questo come dato di progetto, la domanda è: che si fa? Gli si fa guerra commerciale? E secondo me la si perde, se già mettendoci in guerra con la Russia (giustissimo) ci è aumentato tutto, immaginiamo che vorrebbe dire per il nostro stile di vita occidentale, perdere la possibilità di commerciare e produrre in Cina...ci perderebbero pure loro per carità, ma cmq hanno un mercato interno da 1.5 miliardi di persone, quindi mi sa che ci perderemmo più noi. Puoi imporre delle regolamentazioni questo sì, mentre invece gli USA sanno solo bannare e mettere dazi (l'hanno fatto anche con le aziende europee, i cinesi no). Mi sembra si voglia per forza andare allo scontro, che ripeto sarebbe molto ma molto più impattante per noi che lo scontro con la Russia. E poi due fronti insieme, sarebbe la fine delle nostre economie. Per me ci si deve accordare, non c'è altra strada. Imporre ban, si rischia un'escalation che minimo prevede che pure loro comincino a bannare noi, della serie non ci vendono più batterie che ne so e le auto elettriche le fai col cacchio poi...quindi vai a piedi. Non lo so, fare a cazzotti con superpotenze militari mi pare una strada abbastanza pericolosa.

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Una volta erano le nostre aziende ad andare a produrre nei paesi sottosviluppati

Q
Qubit ❌Not ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ 01 Jan 1970 @ 00:00

Diciamo che hanno comprato un pezzo di una nostra azienda in modo da avere accesso alle proprietà intellettuali.
Produrremo qualcosa per qualche annetto, e poi questa sarà l'ennesima azienda a chiudere.

M
Markk 01 Jan 1970 @ 00:00

Esistono i brevetti, erano brevettate e perché hanno lasciato "copiare" senza citare in giudizio?

D
Diabolik82 01 Jan 1970 @ 00:00

Ok ma è sempre un'azienda straniera che non produce in Italia. Quindi è tale e quale a Nio, BYD, Geely etc. Non vedo differenze.

M
Meandmyself 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ma il problema non sono i cinesi…ma il governo italiano che tassa anche le tasse…..se tutto fosse più equo saremmo i primi al mondo come innovazione. Cosa sono gli studi di mercato? Il costo del lavoro che costa il doppio al datore di lavoro? Pagare le tasse ogni anno in anticipo? Tassazione al 70% ? Iva al 22% tutta sta roba va dimezzata

C
Canvas 01 Jan 1970 @ 00:00

Con la partecipazione acquistano la tecnologia e tra qualche tempo ci sarà una fabbrica cinese che farà gli stessi motori, come è già successo con le Gigapress dell'Idra Group.

F
Firebrand81 01 Jan 1970 @ 00:00
a Dresda, dove sfornano chip da 300nm a 63nm


🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

D
Diabolik82 01 Jan 1970 @ 00:00

Io sono d'accordo con te la Cina non si può battere sulle auto elettriche, tanto vale accordarcisi e far vivacchiare le aziendine italiane che producono componentistica. Sarà il canto del cigno? Lo decide il mercato, in un libero mercato. La Cina lo si voglia o no è la prima potenza economica al mondo, non la batti, non la battono nemmeno gli USA a colpi di ban, è solo una questione di tempo, prima che avranno anche il predominio tecnologico in diversi settori (5G ce l'hanno già, auto elettriche ce l'hanno, se invadono taiwan che cmq è già Cina, anche i chipset sono portati a casa). In un ipotetico (manco tanto ipotetico) mondo con la Cina prima potenza, io Italia mi ci accorderei invece di fare gli schizzinosi, non ce lo possiamo permettere. In ogni caso, aziende italiane produrranno si spera dei componenti frutto di accordi tra diplomazie per le auto...tanto se vogliamo come dici tu Fiat da un pezzo se n'è andata dall'Italia. Ci rimane l'aerospazio con Leonardo % company come piccola eccellenza ancora italiana...il resto è stato già svenduto all'estero. Vivremo di servizi e turismo che vuoi farci...

a
accakappa 01 Jan 1970 @ 00:00

Che non sappiano fare motori e gruppi elettronici altrettanto efficienti non ci crede nessuno. Soprattutto se si parla di Cina che domina il mercato dell' elettronica e di un grande gruppo come Nio che tra l'altro è riuscita a fare quello che il Marjuano, e non solo, invece ha fallito : il cambio batterie e farlo funzionare.
Il rischio delle aziende cinesi è sempre stato lo stesso, prima ti riempiono di soldi acquistando i tuoi prodotti e poi ti scaricano perchè nel frattempo li hanno copiati.
Aneddoto : un conoscente anni fa lavorava per una azienda italiana che faceva tutto il gruppo betoniera da installare sui camion. Ad un certo punto spuntò un gruppo cinese con un contratto di acquisto di una valangata di unità complete all'anno. Pensavano di aver vinto alla lotteria, peccato che 3 anni dopo non solo scoprirono che avevano copiato tutta la tecnologia ma sbarcarono in Europa e in Italia con il prodotto finito ad un costo di un terzo meno.

D
Diabolik82 01 Jan 1970 @ 00:00

Tesla come mai non è soggetta al golden power? E' azienda extra UE, che fa gli interessi degli USA sopra quello dell'UE al 100%.

F
Firebrand81 01 Jan 1970 @ 00:00

E aggiungo:


Lithium Reserves: Top 4 Countries (Updated 2023)
Chile. Lithium reserves: 9,300,000 MT.
Australia. Lithium reserves: 3,800,000 MT.
Argentina. Lithium reserves: 2,700,000 MT.
China. Lithium reserves: 2,000,000 MT.
F
Firebrand81 01 Jan 1970 @ 00:00
Ma il problema per loro è che la Cina li mangerà perché estrae il 70% del litio mondiale.

Ma che cavolo stai dicendo? Questo è letteralmente il primo risultato se vai su google e cerchi "lithium extraction by country"


Top 9 Lithium-producing Countries (Updated 2023)
Australia. Mine production: 61,000 MT.
Chile. Mine production: 39,000 MT.
China. Mine production: 19,000 MT.
Argentina. Mine production: 6,200 MT.
Brazil. Mine production: 2,200 MT.
Zimbabwe. Mine production: 800 MT.
Portugal. Mine production: 600 MT.
Canada. Mine production: 500 MT.

Australia e Cile estraggono rispettivamente il triplo ed il doppio del litiio della Cina.

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Non solo loro purtroppo

F
Firebrand81 01 Jan 1970 @ 00:00

Intendi gli elettori di Salvino?

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Assolutamente no altrimenti gli anziani si spaventano

F
Firebrand81 01 Jan 1970 @ 00:00
"TSMC aprirà il primo stabilimento Europeo a Dresda, Germania"

Ok, ma sai che:

La fabbrica, che sarà operativa dal 2027, non realizzerà semiconduttori all'avanguardia, bensì chip con le tecnologie FinFet da 16/12 nanometri e CMOS da 28/22 nanometri, che vengono usati ormai da molti anni.

Insomma, i prodotti obsoleti li produrranno in Germania (la tecnologia a 28 nanometri era in voga nel 2009, quella da 12 nanometri è roba da 2014), quelli buoni continueranno a produrseli a casa loro, a Taiwan. Oppure in Cina, Singapore, Giappone o in Arizona 😅

F
Firebrand81 01 Jan 1970 @ 00:00

Visto che delle eccellenze italiane nel settore elettrico alle aziende europee, buona parte rimaste al medioevo, frega il giusto... beh, meno male che arrivano aziende cinesi ad investirci.

L
Luca Bonora 01 Jan 1970 @ 00:00

Ah, quindi c'è la possibilità di produrre una cosa nuova senza fermarsi alle carrozze a cavalli. Chissà se lo sa Salvino.

D
Diabolik82 01 Jan 1970 @ 00:00

ma mica c'è il GP su tutto. Solo su aziende tecnologiche o strategiche.
Ma poi mi sembra che ci si svegli un po' tardi, faccio alcuni esempi nelle TLC: Wind3 è di Hong Kong la proprietà, ergo cinese. VDF è UK, quindi extra UE. Tim è franco-americana, Iliad francese (l'unica UE). Etc.

G
GianL 01 Jan 1970 @ 00:00

"Le auto elettriche faranno diventare gli imprenditori italiani povery!!!1!1!"

EDIT: a proposito di politiche industriali, notizia di 2 giorni fa: "TSMC aprirà il primo stabilimento Europeo a Dresda, Germania".
Chissà perché non l'hanno aperto in Italia, mumble, mumble...

a
ameft 01 Jan 1970 @ 00:00

Nio si compra i prodotti dell'azienda, mica l'azienda stessa.

D
Diabolik82 01 Jan 1970 @ 00:00

eccolo qua il cavallo di Tròia delle aziende cinesi. E' un classico e ne parlo in positivo non è una critica. L'azienda italiana che gli fa il 10% e Nio non ha problemi a commercializzare in UE le sue auto. E nel frattempo crea pure lavoro e assunzioni quindi per aziende UE. Questo una Tesla non lo fa, per chi si schiera a mani basse con gli USA.

D
Diabolik82 01 Jan 1970 @ 00:00

ma se non fai così, mi dici l'aziendina italiana che produce motori elettrici che fine fa? Li produce in numeri molto inferiori per chissà quale anziendina di che ne so trattori elettrici? E fallisce uguale. Invece almeno con questo accordo con un colosso (cinese OK), non solo prospera ma assume personale, sicuramente in maggioranza italiano. Se non puoi batterli (e non puoi), ti ci devi alleare...è la base.

D
Diabolik82 01 Jan 1970 @ 00:00

eccolo qua il cavallo di troia delle aziende cinesi. E' un classico e ne parlo in positivo non è una critica. L'azienda italiana che gli fa il 10% e Nio non ha problemi a commercializzare in UE le sue auto. E nel frattempo crea pure lavoro e assunzioni quindi per aziende UE. Questo una Tesla non lo fa, per chi si schiera a mani basse con gli USA.

M
Marco 01 Jan 1970 @ 00:00

infatti. Il problema è sempre il solito:acquisire un'azienda per le IPs e poi spostare da altre parti dove costa meno produrre. Mi auguro che vada tutto per il meglio

I
Il CdC in CH2O lascia disqus! 01 Jan 1970 @ 00:00

sai quante proprietà intellettuali sarebbero potute rimanere in italia e in europa se avessimo fatto collaborazioni strategiche con aziende che ne avevano bisogno partendo 10 anni fa? avremmo potuto risollevare il nostro settore tecnologico e sapere anche a chi venderlo per sostenere la cosa. ma noo!! meglio fare la critica di ideali!! meglio andare in a criticare in casa d'altri!! meglio andare a sospettare che i tuoi vicini ti stiano rubando il pane!!

alla fine il risultato è che sull'aspetto tecnologico siamo al fanalino di coda, e pure senza possibilità di mercati per poterlo rilanciare (sempre ammesso che si possa). bella strategia! complimenti!

K
Kar Tar 01 Jan 1970 @ 00:00

Non c'è il Golden Power?

s
serverlibripidf 01 Jan 1970 @ 00:00

speriamo bene per questa azienda e speriamo non si venda del tutto all'estero ma almeno le proprietà intellettuali rimangano in italia

M
Marco 01 Jan 1970 @ 00:00

Ogni tanto una notizia positiva