Mercedes-Benz e Bosch: test sulle emissioni auto in condizioni di guida reale

29 Ottobre 2020 0

Dopo Milano e Torino, proseguono a Roma gli RDE Emission Test, promossi da Mercedes-Benz Italia e Bosch. Si tratta di test per verificare scientificamente l’effettivo impatto ambientale della mobilità di ultima generazione. Sono condotti da CSI, società del Gruppo IMQ, organismo di verifica di conformità. L'obiettivo è quello di sensibilizzare le istituzioni e l'opinione pubblica sul netto salto generazionale che le motorizzazioni tradizionali hanno avuto in questi anni. Motori che oggi sono molto più efficienti e puliti rispetto al passato.

Proprio per questo, per i test sono stati scelti 3 tipi di alimentazione: una Classe A 200 d, equipaggiata con un propulsore Diesel 2.0 da 150 CV (110 kW); una Classe B 160, con motore 1.3 benzina da 109 CV (80 kW) e una Classe C 300 de EQ-POWER, alimentata da un 2.0 Diesel Plug-In con una potenza di sistema di 194 + 122 CV (143 kW + 90 kW).

I RISULTATI

Rispetto ai test di laboratorio, questi sono molto più realistici visto che si svolgono su strade aperte al traffico, dove il veicolo si trova a circolare in condizioni non facilmente prevedibili. Per effettuare le analisi viene utilizzato un dispositivo chiamato PEMS (Portable Emission Measurement System), un analizzatore portatile, compatto e leggero, che permette la misura dei principali inquinanti (Ossidi di Azoto - NOx, Numero particelle di Particolato - PN) emessi dalle automobili.

I test portati a termine hanno affrontato tre diverse tipologie di scenario: il primo, a Torino, in condizioni equivalenti a quelle omologative, con oltre 200 parametri e un percorso di circa 90 minuti su strade urbane, extraurbane e autostrade. Il secondo test, a Milano, su percorrenze esclusivamente urbane, ha anche comparato la concentrazione della massa di particolato (PM) in aspirazione con quella allo scarico. Il test nella Capitale ha, per grandi linee, ricalcato modalità e rilevazioni di quello effettuato a Milano.

Quello che è emerso è che tutte le vetture utilizzate hanno registrato valori di emissioni nettamente inferiori ai limiti consentiti, sia in laboratorio, ma soprattutto su strada, in condizioni di guida reale. Tra i dati più interessanti, i valori medi delle emissioni di ossido di azoto e del numero di particelle allo scarico del motore Diesel Euro 6d che sono inferiori rispetto a quelli della vettura con alimentazione a benzina a iniezione diretta, pur rimanendo entrambe in una fascia decisamente al di sotto dei limiti. Un bel passo avanti rispetto al passato.


Inoltre, a Milano è emerso che in presenza di un’alta concentrazione di particolato, come nel caso in cui ci preceda un veicolo particolarmente inquinante, la concentrazione delle polveri allo scarico è risultata fino a 2.000 volte inferiore rispetto a quella dispersa nell’aria dell’ambiente circostante. Nel corso di tutte le sessioni di test non è mai avvenuta alcuna rigenerazione del filtro antiparticolato, che prevede la periodica combustione delle polveri accumulate al suo interno.

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