Mercato moto: gennaio chiude con un positivo +6,5%
Un inizio anno positivo che suggerisce un graduale ritorno alla normalità.
Il mercato delle due ruote è iniziato con un segnale incoraggiante. Similmente a quanto accaduto con il settore auto, il mese da poco concluso ha infatti visto una crescita complessiva del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Un dato che rivela la sua importanza se contestualizzato nel mese in cui si è concretizzato. Gennaio, infatti, è per il settore delle moto un mese che incide poco sul risultato annuale, ma che segna comunque una discontinuità rispetto alle incertezze del 2025. I dati diffusi da Confindustria ANCMA mostrano un mercato in ripresa dopo le recenti difficoltà.
I numeri di moto, scooter e ciclomotori
Cosa rende gennaio così poco rilevante? È un mese che pesa circa il 5% sull’anno e presenta un giorno lavorativo in meno. Però le 19.282 immatricolazioni indicano che la domanda non si è mai davvero indebolita. Ciò che colpisce è la dinamica interna ai singoli segmenti, perché è proprio lì che si percepisce la ripartenza del settore. Le moto recuperano terreno in modo netto. La crescita si attesta al 16,26% e porta il totale a 8.099 unità. È un movimento atteso dopo mesi di progressivo rallentamento dovuto all’adeguamento tecnico dei modelli. Ora il mercato sembra aver riallineato listini, gamma e disponibilità, permettendo alle immatricolazioni di riprendersi.
Gli scooter si muovono invece su una traiettoria diversa. La leggera flessione che raggiunge l’1,47% riporta il segmento poco sopra le 10.400 unità. Non è un segnale di debolezza, più un rimbalzo fisiologico dopo un anno in cui proprio gli scooter avevano sostenuto buona parte del mercato compensando la frenata delle moto. Il comparto dei ciclomotori fa registrare un ritorno in positivo. La crescita tocca il 33,85% e il totale raggiunge 783 mezzi. I volumi restano ridotti ma la tendenza indica un utilizzo sempre più evidente per spostamenti brevi e servizi locali, soprattutto nei contesti urbani.
L’incidenza altalenante dell’elettrico
Per quel che riguarda i modelli a zero emissioni si registra una crescita del 18,44% con 334 unità. La spinta arriva soprattutto dagli scooter elettrici che crescono del 15,43% e si portano a 187 mezzi mentre i ciclomotori elettrici continuano a perdere terreno e scendono del 21,5% e fermandosi a 84 unità. Il dato conferma che la mobilità elettrica nelle due ruote è trainata dagli spostamenti quotidiani più che dalle fasce di mercato tradizionali.
Il segmento più instabile resta quello dei quadricicli. La contrazione complessiva raggiunge il 19,82% e porta il mercato a 1.173 unità. L’andamento interno è però sorprendente. I modelli elettrici crollano del 49,49% e scendono a 642 unità mentre quelli con motore termico seguono una traiettoria opposta e raggiungono una crescita del 176,56% passando da 192 a 531 mezzi. Una dinamica di questo tipo mostra però più i segni di un andamento episodico (frutto di incentivi, disponibilità e strategie commerciali dei singoli marchi) che una reale tendenza.
Per comprendere meglio questi dati bisogna anche ricordare che il settore delle due ruote vive una fase di assestamento. Il 2025 era stato segnato dall’avanzata degli scooter, dal rallentamento delle moto e dagli effetti del passaggio all’Euro 5+. Il nuovo anno inizia su basi più equilibrate. I dati non indicano ancora un trend definitivo. Offrono però una direzione. Segnalano un settore che ha superato una fase complessa e che ora è sul banco di prova per ritrovare continuità.