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McLaren svelerà il suo futuro entro l'estate: niente elettrico fino al 2030

Nick Collins, CEO di McLaren Group Holdings, annuncia i piani dell’azienda.

McLaren svelerà il suo futuro entro l'estate: niente elettrico fino al 2030
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 8 apr 2026

Viviamo una fase di grande trasformazione. L’ennesima, che per molti aspetti rappresenta un passo indietro rispetto alle ambizioni di qualche anno fa. È inevitabile nel contesto geopolitico (e di mercato) internazionale, ma è una realtà che, inevitabilmente, va valutata e compresa. È il caso, tra gli altri, di McLaren che quest’estate rivelerà la prima anteprima di una nuova vettura dopo la fusione con la startup Forseven. L’intenzione è di portare sul mercato più modelli entro il 2030, tutti con motorizzazioni a combustione interna.

La notizia arriva da un’intervista esclusiva che Autocar ha condotto con Nick Collins, CEO di McLaren Group Holdings, nel primo anniversario dell’operazione che ha ridisegnato il futuro del marchio di Woking. Un anno fa, il fondo sovrano di Abu Dhabi CYVN Holdings ha acquisito McLaren, fondendola con Forseven, una startup che lavorava in segreto allo sviluppo di nuovi veicoli. CYVN ha investito circa 1,5 miliardi di sterline nel progetto, con l’obiettivo di espandere la gamma oltre le biposto a motore centrale.

Solo termico fino al 2030

Collins aveva promesso di rendere pubblica la strategia futura entro la fine del 2025. Non è andata così, ma l’annuncio è ora imminente. Il CEO ha dichiarato che da questa estate McLaren inizierà a svelare il piano in pubblico, precisando che i modelli in listino entro il 2030 saranno tutti a combustione interna. Collins ha aggiunto che il marchio lancerà un’auto elettrica solo quando i clienti la vorranno, sostenendo che il mercato non è ancora pronto. Resta però la flessibilità di adattarsi se le condizioni dovessero cambiare.

Molto probabilmente l’annuncio di quest’estate non riguarderà un modello di produzione definitivo, ma un’anteprima chiara della nuova direzione stilistica. Collins ha anche confermato che i concessionari hanno già visto in scala reale tutti i modelli previsti prima del 2030, il che suggerisce una gamma più ampia di quanto finora ipotizzato. Qualsiasi annuncio sarà probabilmente legato all’avvio delle consegne della W1.

Tra questi c’è una coupé con richiami stilistici ai modelli storici (in arrivo nel 2027) e un SUV ibrido con motore V8 (atteso per il 2028), il primo modello McLaren a superare la formula della biposto.

I rischi di una scelta

La scelta di puntare esclusivamente su motorizzazioni a combustione interna fino al 2030 riflette una lettura precisa del mercato delle supercar di lusso, dove la clientela tradizionale valuta ancora le prestazioni pure e il coinvolgimento sonoro come elementi irrinunciabili. Collins ha costruito l’intera comunicazione attorno alla domanda dei clienti, scaricando sull’andamento del mercato la responsabilità di un’eventuale accelerazione verso l’elettrico.

È però una posizione che porta con sé alcune incognite. Le normative sulle emissioni in Europa e in alcuni mercati chiave stanno evolvendo rapidamente. Un piano prodotto rigidamente termico, per quanto flessibile nelle intenzioni dichiarate, potrebbe richiedere revisioni costose se il quadro regolatorio dovesse cambiare prima del 2030.

Sul fronte commerciale, ampliare la gamma verso segmenti nuovi è una mossa necessaria per la sostenibilità economica del marchio, ma porta con sé un rischio identitario. Ogni volta che un costruttore sportivo si avvicina a categorie di prodotto più mainstream, una parte della sua clientela storica tende a interrogarsi su cosa stia diventando il marchio.

Probabilmente non esiste una soluzione priva di rischi ed è impensabile che un marchio vada dritto per la sua strada ignorando ciò che accade nel mercato. Ma questi continui cambi di prospettiva denotano anche una sorta di inseguimento del mercato più che la forza e la capacità di guidarlo.

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